Non sono ne maestro ne super esperto, ma dico comunque la mia, sperando di essere poi corretto dai citati saggi così da migliorare anche il mio corto raggio.
0) Ho quasi concluso la curva precedente, mi trovo inclinato a monte con gli sci quasi trasversi alla massima pendenza (ancora puntati un po' verso valle) ben vincolati al terreno con le lamine.
Il peso è per la gran parte sullo sci esterno (a valle).
L'impulso legato alla velocità acquisita mi spinge verso valle, direzione che punto con lo sguardo durante tutta la discesa.
1) Faccio perno sullo sci a valle per innescare il ribaltamento, sfruttando il rimbalso per “tuffarmi” nella nuova curva.
Il centro di massa si muove verso “l'avanti-interno” (quasi solo interno, ovvero verso valle, pochissimo avanti nella direzione dello sci, che è trasverso alla pendenza) e gli sci iniziano a diminuire l'inclinazione.
2) Sto “cadendo” col corpo verso valle. La camba esterna si piega per diventare il nuovo interno e viceversa si allunga la gamba del vecchio interno. Gli sci si appiattiscono per invertire lo spigolo.
I piedi sfiorano appena la neve e le code sono leggermente sollevate in aria; la spatola è l'unica parte che preme un po' sul terreno.
Gli sci, inizialmente con le solette quasi parallele alla neve, iniziano a guadagnare angolo e percorrono il primo tratto di curva “derapando” con le code.
3) Gli sci sono dinuovo bene a contatto con la neve, diretti un po' verso valle.
Stanno ancora derapando ma sempre meno, col carico sull'esterno che aumenta rispetto a quello sull'interno via via che si trova la presa di spigolo.
Nella seconda metà della curva (più o meno, a seconda di tanti fattori tra cui la tipologia di sci usati) la derapata termina, le lamine si aggrappano al terreno e gli sci ben deformati scorrono sui ritrovati binari verso la conclusione della curva.
Questa è più o meno la sequenza che cerco di seguire con i piedi nel corto raggio (senza grandi risultati devo ammetterlo

).
Ribadisco che potrebbe essere tutto completamente sbagliato!
Ilm