Ho provato a Saas-Fee 8 sci tuttofare ecco qualche impressione...
l'unico sci che proprio non ho capito è il #kastle BMX105 light alleggerito rispetto al precedente BMX108 e privo dei due fogli di metallo presenti nella versione HP. Sorprendentemente - vista la fama di carro armato - il BMX105 è stato l'unico degli 8 sci a non dare confidenza sulla neve perfetta ma mai morbida dei 3600 metri della bellissima conca sotto l'Allalinhorn. Un comportamento talmente erratico da farmi pensare che lo sci in prova fosse molto giù di lamine... ma non era così. Resta quindi l'ipotesi che fosse molto malmesso di soletta (molto concavo?) ma non avevo a portata di mano uno strumento affidabile per validare questa ipotesi. Nel dubbio, sci rimandato a un test futuro.
Molto meglio il Salomon Q98 provato in misura 188. Ha un sacco di camber positivo (che di solito non amo molto, non aiuta i pigri come me), ma d'altra parte tutti i nuovi #salomon sembran fatti così, serie MTN da sci alpinismo inclusa. Infatti non è uno sci molto veloce sul cambio di lamina e non induce a giocare, però da molta sicurezza e confidenza, tipo cadillac... a patto però di volercisi dedicare: se non lo si guida decisi brontola parecchio. Ah dimenticavo, per i miei gusti eran montati un po troppo centrali, sarei andato indietro almeno di un cm...
ho voluto provare per la terza volta in tre anni i Dynastar Cham 97 (versione tosta, non HM da alpinismo) perchè nonostante la loro fama le prime due volte non mi erano piaciuti per nulla. Trovavo in particolare inaffidabile e erratica la coda con molto taper e priva di rocker, due profili progettuali che a mio parere si dovrebbero escludere a vicenda, ma si vede che in Savoia la pensa(va)no diversamente... Sorpresa, su questi Cham 97 questa volta in coda appare un po' di rocker proprio li dove avrebbe senso visto il taper, e non posso esimermi dal riprovare uno sci che comunque ha avuto molti estimatori anche tra tester di grido. Pochi cm di differenza, e a mio parere il Cham 97 è diventato un altro sci: chiude finalemente bene in curva, carva in modo sicuro, insipra fiducia.... e anche se non ho gli strumenti per confermarlo, sembra pure un po' alleggerito rispetto al vecchio che dava la sensazione di essere di piombo. Resto perplesso nel vedere che la vecchia coda che proprio non capivo è rimasta uguale nel Cham 87, ma vabbè, avranno i loro motivi.
Prova obbligatoria anche per il nuovo Pinnacle 95, del quale ho letto in primavere critiche molto favorevoli. Premesso che ho sempre amato molto il sideseth/annex118 (coda riuscitissima, costruzione spaccatutto, facile da guidare... chapeau!), a prenderlo in mano questo pinnacle 95 sembra un sideseth/annex 118 smilzo e alleggerito. Stesso bizzarro (ma solo all'apparenza..) ponte positivo che termina bruscamente poco dopo la punta dello scarpone, quindi luuuungo rocker frontale. Sciato, il Pinnacle 95 sembra il fratello maggiore nella facilità di conduzione e nel'affidabilità della coda. Ottimo lavoro! dove mi ha lasciato un po' perplesso invece è nella costruzione che K2 chiama Konic e descrive cosi: "..new K2 Konic Technology with a high performance, lightweight Nanolite center core for added ease and control, while the wood core and metal laminate along the perimeter of the ski engages all the power, strength, and stability needed for all-mountain..". Detto in poche parole, è un bello sci leggero e divertente ma come sci unico ha dei seri concorrenti sul duro, dove la tenuta non è a prova di bomba come il vecchio Sideseth.
Lo Scott Punisher 95 è il fratello minore del "grande classico" Punisher 110, e da bravo fratello minore ne rappresenta la versione pepata e giovanilistica. Lo avevo già provato in aprile a Verbier nella stessa misura 185 (quella a me più congeniale), ed il ricordo era così buono che ho voluto - come dire - riposizionarlo nei confronti dei mostri sacri della categoria. Tutto il buono che ricordavo si è non solo confermato ma in qualche modo amplificato: è semplicemente uno sci bello leggero che fa divertire a 360 gradi, sempre voglioso di farti curvare, carvare, saltare e cazzeggiare. Pensi a dove vuoi andare, e in qualche modo ci arrivi prima di quanto prevedi, perchè ha una natura ipercinetica pur non avendo nessuna tendenza al fastidioso hooking (aggancio involontario della punta o della coda) di sui soffrono molti sci a 5 dimensioni come questo. Unico limite, per sciatori pesanti, in velocità sonica sul duro non possono certo tenere come altri sci iperfarciti di metallo... ma immagino che nessuno se li prenda con questo scopo.
Avevo già provato a Verbier anche il nuovo Mantra full reverse camber in misura 184, ma in questa circostanza ho voluto riprovarlo perchè - 4FRNT Devastator a parte - nessun altro daily driver (o oneskiquiver) ha poi sviluppato questa soluzione, e nelle prove degli amici di #skialper la conclusione è spesso "gran bello sci, ma lo vorremmo provare con camber positivo...". Mi sono quindi detto che provare i Mantra a sandwitch tra i suoi diretti concorrenti Bonafide e Enforcer (dimensioni e costruzioni molto simili, ma camber positivo e doppio rocker invece che full reverse) fosse una buona soluzione per apprezzare pregi e limiti del full reverse camber. Ricordato che la prova si è svolta su neve dura, farinosa e rotta ma comunque sempre ottima, il risultato è che con il mantra l'ingresso in curva è moooolto più facile, ma il rebound in chiusura di curva inferiore rispetto agli sci con camber positivo. Del tutto infondato invece il timore che il full reverse dia meno tenuta sul duro. I mantra, come da tradizione di fabbrica, sono lucchettati alla lamina, la tenuta a mio parere è sempre perfetta e comunque mai inferiore al desiderato. Insomma, se la vostra necessità e priorità (per età, esperienza, tipo di sciata....) è la facilità di ingresso in curva pur rimanendo su uno sci tosto anche in velocità e sempre incollato al terreno, il mantra è la vostra prima scelta.
Dopo un paio di inspiegabili stagioni di latitanza Nordica ha finalmente riproposto a furor di popolo l'Enforcer, uno sci che ha sempre avuto un culto sotterraneo e bruciante, usato a 360 gradi dai grandissimi dello sci impegnativo come Andreas Fransson e tanti altri prima che fossero sponsorizzati e quindi lucchettati ad una determinata ditta. Nella sua nuova versione 2016 è veramente difficile trovare un qualsivoglia difetto all'Enforcer. Morde e taglia sul duro com precisione millimetrica, ma allo stesso tempo non stanca e lascia immaginare (per la souplesse con cui trita ogni sorta di neve rotta) che anche in neve morbida e/o profonda sia facile prevedibile e divertente. Se avete voglia di sciare di potenza, chiude la curva e rimbalza elastico in uscita come nessuno. Se avete voglia di godervi il panorama, mettete pure il pilota automatico perchè pensa lui a risolvere ogni problema.
Tanto di cappello anche al team che è riuscito a modificare in meglio uno sci già precedentemente vicino alla perfezione come Il Blizzard Bonafide. Le due nuove estremità in carbonio lo rendono più leggero da gestire e più facile da mettere in curva, anche se lo sci resta il bisturi incollato al terreno che chi ha provato almeno una volta il Bonafide ben conosce. Volendo fare un riferimento all'Enforcer, Bonafide mi è sembrato leggermente più facile in entrata e infinitesimamente meno potente in uscita di curva, ma a quel punto il consiglio diventerebbe di usare il più tosto alla mattina con gambe più toniche e godersi poi l'altro al pomeriggio... bella vita eh?
ne riparliamo a #MilanoMontagna16 nel progetto #crashtester dei nostri partner di #skialper
l'unico sci che proprio non ho capito è il #kastle BMX105 light alleggerito rispetto al precedente BMX108 e privo dei due fogli di metallo presenti nella versione HP. Sorprendentemente - vista la fama di carro armato - il BMX105 è stato l'unico degli 8 sci a non dare confidenza sulla neve perfetta ma mai morbida dei 3600 metri della bellissima conca sotto l'Allalinhorn. Un comportamento talmente erratico da farmi pensare che lo sci in prova fosse molto giù di lamine... ma non era così. Resta quindi l'ipotesi che fosse molto malmesso di soletta (molto concavo?) ma non avevo a portata di mano uno strumento affidabile per validare questa ipotesi. Nel dubbio, sci rimandato a un test futuro.
Molto meglio il Salomon Q98 provato in misura 188. Ha un sacco di camber positivo (che di solito non amo molto, non aiuta i pigri come me), ma d'altra parte tutti i nuovi #salomon sembran fatti così, serie MTN da sci alpinismo inclusa. Infatti non è uno sci molto veloce sul cambio di lamina e non induce a giocare, però da molta sicurezza e confidenza, tipo cadillac... a patto però di volercisi dedicare: se non lo si guida decisi brontola parecchio. Ah dimenticavo, per i miei gusti eran montati un po troppo centrali, sarei andato indietro almeno di un cm...
ho voluto provare per la terza volta in tre anni i Dynastar Cham 97 (versione tosta, non HM da alpinismo) perchè nonostante la loro fama le prime due volte non mi erano piaciuti per nulla. Trovavo in particolare inaffidabile e erratica la coda con molto taper e priva di rocker, due profili progettuali che a mio parere si dovrebbero escludere a vicenda, ma si vede che in Savoia la pensa(va)no diversamente... Sorpresa, su questi Cham 97 questa volta in coda appare un po' di rocker proprio li dove avrebbe senso visto il taper, e non posso esimermi dal riprovare uno sci che comunque ha avuto molti estimatori anche tra tester di grido. Pochi cm di differenza, e a mio parere il Cham 97 è diventato un altro sci: chiude finalemente bene in curva, carva in modo sicuro, insipra fiducia.... e anche se non ho gli strumenti per confermarlo, sembra pure un po' alleggerito rispetto al vecchio che dava la sensazione di essere di piombo. Resto perplesso nel vedere che la vecchia coda che proprio non capivo è rimasta uguale nel Cham 87, ma vabbè, avranno i loro motivi.
Prova obbligatoria anche per il nuovo Pinnacle 95, del quale ho letto in primavere critiche molto favorevoli. Premesso che ho sempre amato molto il sideseth/annex118 (coda riuscitissima, costruzione spaccatutto, facile da guidare... chapeau!), a prenderlo in mano questo pinnacle 95 sembra un sideseth/annex 118 smilzo e alleggerito. Stesso bizzarro (ma solo all'apparenza..) ponte positivo che termina bruscamente poco dopo la punta dello scarpone, quindi luuuungo rocker frontale. Sciato, il Pinnacle 95 sembra il fratello maggiore nella facilità di conduzione e nel'affidabilità della coda. Ottimo lavoro! dove mi ha lasciato un po' perplesso invece è nella costruzione che K2 chiama Konic e descrive cosi: "..new K2 Konic Technology with a high performance, lightweight Nanolite center core for added ease and control, while the wood core and metal laminate along the perimeter of the ski engages all the power, strength, and stability needed for all-mountain..". Detto in poche parole, è un bello sci leggero e divertente ma come sci unico ha dei seri concorrenti sul duro, dove la tenuta non è a prova di bomba come il vecchio Sideseth.
Lo Scott Punisher 95 è il fratello minore del "grande classico" Punisher 110, e da bravo fratello minore ne rappresenta la versione pepata e giovanilistica. Lo avevo già provato in aprile a Verbier nella stessa misura 185 (quella a me più congeniale), ed il ricordo era così buono che ho voluto - come dire - riposizionarlo nei confronti dei mostri sacri della categoria. Tutto il buono che ricordavo si è non solo confermato ma in qualche modo amplificato: è semplicemente uno sci bello leggero che fa divertire a 360 gradi, sempre voglioso di farti curvare, carvare, saltare e cazzeggiare. Pensi a dove vuoi andare, e in qualche modo ci arrivi prima di quanto prevedi, perchè ha una natura ipercinetica pur non avendo nessuna tendenza al fastidioso hooking (aggancio involontario della punta o della coda) di sui soffrono molti sci a 5 dimensioni come questo. Unico limite, per sciatori pesanti, in velocità sonica sul duro non possono certo tenere come altri sci iperfarciti di metallo... ma immagino che nessuno se li prenda con questo scopo.
Avevo già provato a Verbier anche il nuovo Mantra full reverse camber in misura 184, ma in questa circostanza ho voluto riprovarlo perchè - 4FRNT Devastator a parte - nessun altro daily driver (o oneskiquiver) ha poi sviluppato questa soluzione, e nelle prove degli amici di #skialper la conclusione è spesso "gran bello sci, ma lo vorremmo provare con camber positivo...". Mi sono quindi detto che provare i Mantra a sandwitch tra i suoi diretti concorrenti Bonafide e Enforcer (dimensioni e costruzioni molto simili, ma camber positivo e doppio rocker invece che full reverse) fosse una buona soluzione per apprezzare pregi e limiti del full reverse camber. Ricordato che la prova si è svolta su neve dura, farinosa e rotta ma comunque sempre ottima, il risultato è che con il mantra l'ingresso in curva è moooolto più facile, ma il rebound in chiusura di curva inferiore rispetto agli sci con camber positivo. Del tutto infondato invece il timore che il full reverse dia meno tenuta sul duro. I mantra, come da tradizione di fabbrica, sono lucchettati alla lamina, la tenuta a mio parere è sempre perfetta e comunque mai inferiore al desiderato. Insomma, se la vostra necessità e priorità (per età, esperienza, tipo di sciata....) è la facilità di ingresso in curva pur rimanendo su uno sci tosto anche in velocità e sempre incollato al terreno, il mantra è la vostra prima scelta.
Dopo un paio di inspiegabili stagioni di latitanza Nordica ha finalmente riproposto a furor di popolo l'Enforcer, uno sci che ha sempre avuto un culto sotterraneo e bruciante, usato a 360 gradi dai grandissimi dello sci impegnativo come Andreas Fransson e tanti altri prima che fossero sponsorizzati e quindi lucchettati ad una determinata ditta. Nella sua nuova versione 2016 è veramente difficile trovare un qualsivoglia difetto all'Enforcer. Morde e taglia sul duro com precisione millimetrica, ma allo stesso tempo non stanca e lascia immaginare (per la souplesse con cui trita ogni sorta di neve rotta) che anche in neve morbida e/o profonda sia facile prevedibile e divertente. Se avete voglia di sciare di potenza, chiude la curva e rimbalza elastico in uscita come nessuno. Se avete voglia di godervi il panorama, mettete pure il pilota automatico perchè pensa lui a risolvere ogni problema.
Tanto di cappello anche al team che è riuscito a modificare in meglio uno sci già precedentemente vicino alla perfezione come Il Blizzard Bonafide. Le due nuove estremità in carbonio lo rendono più leggero da gestire e più facile da mettere in curva, anche se lo sci resta il bisturi incollato al terreno che chi ha provato almeno una volta il Bonafide ben conosce. Volendo fare un riferimento all'Enforcer, Bonafide mi è sembrato leggermente più facile in entrata e infinitesimamente meno potente in uscita di curva, ma a quel punto il consiglio diventerebbe di usare il più tosto alla mattina con gambe più toniche e godersi poi l'altro al pomeriggio... bella vita eh?
ne riparliamo a #MilanoMontagna16 nel progetto #crashtester dei nostri partner di #skialper
