ANEF (Associaz. impiantisti): "fine-vita-tecnica mai" da approvare al più presto

Fabio

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ANEF (Associaz. impiantisti): "fine-vita-tecnica mai" da approvare al più presto

Ma non era già stata tolta la vita tecnica degli impianti?
Alto Adige non è Italia per la legge sugli impianti?
Interessante il fattore moltiplicativo x5 tra skipass e indotto. Da non prendere alla lettera: aumentare lo skipass non porta automaticamente ad aumento del fatturato turistico :D


Ricevo e giro:



TURISMO, GLI IMPIANTISTI: ADEGUARE LE NORMATIVE AL RESTO D’EUROPA PRIMA DELL’AVVIO DELLA STAGIONE INVERNALE
Il presidente di Anef Valeria Ghezzi: c’è maggiore attenzione rispetto al recente passato, ora attendiamo l’approvazione del decreto attuativo sulla vita tecnica degli impianti di risalita
ROMA, 21 OTTOBRE 2015 - «E’ fondamentale che il governo approvi il decreto attuativo alla legge “Slocca Italia” del 2014 per il superamento della normativa sulla vita tecnica degli impianti di risalita, o quantomeno una nuova proroga, prima dell’ormai imminente avvio della stagione invernale, onde evitare pesanti ricadute negative sul nostro settore e di conseguenza sull’intero sistema turistico della montagna italiana. Nelle ultime settimane c’è stata un’incoraggiante attenzione, da parte del Ministero alle Infrastrutture e ai Trasporti, verso questo tema. Speriamo che ciò si traduca presto in una soluzione definitiva ad un problema che si trascina da anni». E’ quanto afferma Valeria Ghezzi, presidente nazionale di Anef, l’associazione che riunisce gli imprenditori funiviari riconosciuta e aderente a Confindustria, a seguito della riunione della commissione tecnica di garanzia, istituita a supporto della struttura ministeriale per valutare le normative in materia e composta da esperti del settore funiviario.
«Rispetto al recente passato – aggiunge Valeria Ghezzi – abbiamo notato un positivo cambio di passo, che speriamo porti alla rapida adozione di provvedimenti utili a risolvere le problematiche che affliggono gli operatori. Ad iniziare, ovviamente, dalla così detta vita tecnica degli impianti di risalita: in base alla legge vigente, infatti, seggiovie, funivie, sciovie e skilift dovrebbero essere smembrati e sostituiti da nuovi impianti, dopo quarant’anni. Una norma, questa, resa obsoleta dai progressi tecnici soprattutto in materia di sicurezza e già superata nel resto d’Europa e anche in Alto Adige. Si tratta, quindi, anche di garantire a tutte le società le stesse condizioni, evitando distorsioni alla libera concorrenza».
«In questi ultimi anni – ricorda Valeria Ghezzi - è stato solo grazie al sistema delle proroghe che alcune delle strutture a fune hanno potuto continuare a rimanere in servizio. L’approvazione del decreto attuativo metterebbe fine a questa situazione di incertezza e rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per le stazioni sciistiche che, in questo modo, non si troveranno a dover far fronte a costi di gestione elevati per la sostituzione degli impianti in scadenza». «Voglio anche ricordare – conclude il presidente nazionale di Anef – che il nostro comparto è essenziale allo sviluppo turistico della montagna. Stando alle statistiche europee, infatti, ogni euro di fatturato delle nostre società ne genera da cinque a sette nell’indotto (alberghi, ristoranti, scuole di sci, negozi), con effetti analoghi anche sull’occupazione: per ogni addetto degli impianti ve ne sono cinque nella filiera».

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L'Alto Adige, essendo provincia autonoma, puó legiferare autonomamente e ha abolito la vita tecnica estendendo le revisioni (dunque se un pezzo non passa la revisione va sostituito, ma non tutto l'impianto).
Potrebbero fare una cosa analoga subito anche le altre provincie/regioni autonome.

Il governo (da quel che avevo capito) ha approvato l'abolizione della vita tecnica (nello Sblocca Italia), ma ora il ministero e l'Ustif devono elaborare la nuova normativa per gli impianti in sostituzione della vita tecnica (per esempio estendendo le revisioni, oppure obbligando dopo i 40 anni la sostituzione di pezzi specifici dell'impianto.
Penso si riferiscano a questo.
 
La domanda che il mondo adesso si fa è questa:
i bidoncini del Fedaia, che tutti avevamo dati per "salvi" come stanno messi?

Che casino.
 
Quoto Fla5 con una piccola differenza:
Ritengo che all atto dell'approvazione dell'impianto (qualsiasi esso sia) dovrebbe essere fornito dall'azienda costruttrice o dal progettista il libretto di uso e manutenzione nel quale siano riportati con estrema chiarezza quali sono gliapparati dell'impianto da dover essere sostituiti dopo tot anni e quali invece essere soggetti a sola revisione. Ovviamente ogni tot tutto l'impianto dovrebbe essere ammesso a revisione.
Eh si caro Fabio anche l'AltoAdige (Sud Tirolo ???) è in Italia ma certe volte non sembra.....
 
Dopo 40 anni sarebbe il caso di sostituire la parte elettronica (c'è chi lo fa ogni 20 anni), quindi l'azionamento.
Le parti meccaniche vanno comunque analizzate con attenzione (raggi x sulle saldature e non solo) e si fa giá ora alla revisione generale.

Il solito problema è che si lascia in ogni caso ai gestori il buon senso, perchè l'Ustif non puó mettersi a trovare le pulci in ogni singolo impianto.


Altro problema è che ci terremo a vita catorci come la Palafavera HIHIHI
 
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