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Well-known member
Pubblico oggi in cospicuo ritardo questo reportage di un annetto fa riguardante la salita alla vetta più alta del RE degli Appennini, quantomeno continentali: il Gran Sasso.
Visto che per reportage prettamente nevosi manca ancora del tempo, ripieghiamo sull'escursionismo
L'itinerario, che si sviluppa su un dislivello di circa 800 metri, è catalogato come EE e presenta alcuni tratti, soprattutto all'inizio e nella parte finale, a volte stretti- spesso ripidi e in cui ci vuole un minimo di capacità ed esperienza in montagna. Ovviamente niente di trascendentale, anzi, ma ahimè troppo spesso la facilità con la quale si può arrivare in zona fa sì che vere e proprie ORDE di turisti domenicali si avventurino senza le giuste attrezzature con rischi decisamente elevati per la loro incolumità e quella degli altri.
Si parte dal piazzale di Campo Imperatore (2120mt), più o meno tra l'arrivo della funivia e l'entrata all'osservatorio astronomico; appena partiti si arriva ad un bivio dove andando dritti si sale con un sentiero T(turistico), al rifugio CAI Duca degli Abruzzi, mentre tenendosi sulla destra, si inizia il percorso che porterà al Corno Grande. Il primo tratto può subito mettere alla prova chi non è ben allenato, in quanto dopo aver attraversato il monte Portella a metà altezza, il sentiero si inerpica rapidamente verso la sella del Monte Aquila (2335mt), divenendo stretto e piuttosto sdrucciolevole. Arrivati alla sella, il sentiero prosegue in una sorta di falsopiano nella zona di Campo Pericoli (di nome e di fatto
), senza alcuna difficoltà fino all'attacco di una nuova parte più stancante : le ghiaie del Brecciaio che portano, appunto, alla Sella del Brecciaio. Questa parte presenta delle difficoltà in quanto è abbastanza ripida e composta prevalentemente dal mitico (sono ironico!) ghiaione Appenninico, dove è più facile scivolare che restare in piedi
Si arriva quindi alla Sella del Brecciao (2506mt), dove una sosta è d'obbligo e sicuramente meritata per riprendere un pochino di fiato.
Si continua a salire e si arriva agevolmente alla Conca degli Invalidi (lo so, hanno avuto davvero buon gusto nel dare i nomi qui sul Gran Sasso!
), dove appare il Corno Piccolo in tutto il suo splendore (2655mt), mentre verso destra si vede chiaramente il sentiero che si inerpica verso il Corno Grande. Si lascia quindi sulla sinistra il sentiero per la Ferrata Brizio e il Rifugio Franchetti (lato Prati di Tivo), e si inizia ad avanzare sulla parte più bella ma anche più difficile e MENO SEGNALATA del sentiero. Per chi soffre di vertigini tengo a precisare che quest'ultimo tratto può risultare particolarmente esposto. Si sale direttamente mettendo le mani sulla roccia, con zone più o meno ripide. Il panorama è grandioso ma se si hanno problemi con l'altezza… Bisogna prestare attenzione ai segni, anche se quasi assenti in questa parte, per evitare di spostarsi troppo sulla destra e finire in una zona ancor più ripida ed esposta. Se ci andate tra Luglio ed Agosto non avrete comunque problemi data la mole di persone presente.
Fino allo scorso anno, terminata questa parte più complessa, si costeggiava il magnifico anfiteatro del ghiacciaio del Calderone (lo scorso anno stava davvero benone grazie all'inverno molto nevoso - quest'anno, al contrario, la situazione è pessima!) e poco dopo si arrivava alla vetta. So che da quest'anno hanno modificato il percorso e quindi è più complesso arrivare a costeggiare il Calderone.
Inutile dire il panorama che si gode dalla vetta. Oltre al mare Adriatico e ha tutte le montagne principali dell'Appennino Centrale, nella giornata in cui ci sono stato io la visibilità era ottima e sono riuscito a scorgere anche le zone dove abito io, intorno ai Monti Lucretili! Una meraviglia!
Tutto il percorso si snoda in un ambiente di alta montagna senza vegetazione ed esposto all'azione degli agenti atmosferici, ma in un contesto naturale e paesaggistico davvero unico e che, in Appennino, a mio parere non ha eguali. I nemici maggiori sul Gran Sasso sono il sole feroce in estate (fare la via Normale in giornate calde e partendo tardi da CI può essere davvero terribile) e il vento che, quando c'è, è presente sempre con raffiche molto forti.
PRO: percorso non difficile con un minimo di esperienza in un ambiente meraviglioso.
CONTRO: a parte l'incognita meteo, LA QUANTITA' DI PERSONE: in cima è facile trovare fino a 20-25 persone presenti :shock:
Il giorno in cui siamo andati noi ricordo raffiche belle forti in cima e un bel freddino
Ma adesso…spazio alle foto!
La vista del Corno Grande dalla piana di Campo Imperatore è sempre emozionante.
Dall'inizio del sentiero uno sguardo verso l'Altopiano delle Rocche: sullo sfondo Ovindoli col Monte Magnola, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio con Campo Felice e il paesino di Terranera.
Il falsopiano verso il ghiaione del Brecciaio.
Vista su Campo Pericoli e Pizzo Cefalone in primo piano (2533mt)
Sempre Campo Pericoli con il Pizzo d'Intermesoli (2635mt)
La meta: il Corno Grande (2912mt). Si vede chiaramente il sentiero in falsopiano che poi si inerpica rapidamente lungo il ghiaione del Brecciaio.
Idem.
Ovviamente non siamo soli
Nevai sparsi, lo scorso anno ancora presenti a fine agosto!!!
Il puntino sulla montagna in primo piano è il Rifugio Duca degli Abruzzi. Dall'altro lato, Campo Imperatore.
Particolare sul Pizzo Cefalone e sugli enormi massi che, costantemente, si staccano dalle pareti rocciose tutt'attorno.
Zoom sulla parete rocciosa del Corno Piccolo (si vede il sentiero che scende verso il Franchetti o, in alternativa, arriva alla base del ghiacciaio del Calderone). Sullo sfondo, la costa Adriatica.
L'ultima parte del sentiero, piuttosto ripida ed esposta in alto.
Un nevaio residuo proprio prima dell'attacco alla cima. Ovviamente l'idiota in foto sono io
Si sale...
Il Monte Vettore (Sibillini - 2476mt)
Il Corno Piccolo salendo al Corno Grande.
Il lago di Campotosto (1313mt), con il paese di Campotosto (1420mt).
L'ultimo tratto…notare l'affollamento.
L'anfiteatro morenico del ghiacciaio del Calderone!
Quasi 1000 metri più sotto, il parcheggio di Campo Imperatore da dove siamo partiti(notare macchine, camper e compagnia bella)
Sempre l'Adriatico.
La piana di Campo Imperatore, sullo sfondo è visibile la Majella!
Sempre l'idiota, questa volta in vetta!
Spero vi siano piaciute, al più presto nuove foto di un'altra bell'escursione!
Visto che per reportage prettamente nevosi manca ancora del tempo, ripieghiamo sull'escursionismo

L'itinerario, che si sviluppa su un dislivello di circa 800 metri, è catalogato come EE e presenta alcuni tratti, soprattutto all'inizio e nella parte finale, a volte stretti- spesso ripidi e in cui ci vuole un minimo di capacità ed esperienza in montagna. Ovviamente niente di trascendentale, anzi, ma ahimè troppo spesso la facilità con la quale si può arrivare in zona fa sì che vere e proprie ORDE di turisti domenicali si avventurino senza le giuste attrezzature con rischi decisamente elevati per la loro incolumità e quella degli altri.
Si parte dal piazzale di Campo Imperatore (2120mt), più o meno tra l'arrivo della funivia e l'entrata all'osservatorio astronomico; appena partiti si arriva ad un bivio dove andando dritti si sale con un sentiero T(turistico), al rifugio CAI Duca degli Abruzzi, mentre tenendosi sulla destra, si inizia il percorso che porterà al Corno Grande. Il primo tratto può subito mettere alla prova chi non è ben allenato, in quanto dopo aver attraversato il monte Portella a metà altezza, il sentiero si inerpica rapidamente verso la sella del Monte Aquila (2335mt), divenendo stretto e piuttosto sdrucciolevole. Arrivati alla sella, il sentiero prosegue in una sorta di falsopiano nella zona di Campo Pericoli (di nome e di fatto
Si continua a salire e si arriva agevolmente alla Conca degli Invalidi (lo so, hanno avuto davvero buon gusto nel dare i nomi qui sul Gran Sasso!
Fino allo scorso anno, terminata questa parte più complessa, si costeggiava il magnifico anfiteatro del ghiacciaio del Calderone (lo scorso anno stava davvero benone grazie all'inverno molto nevoso - quest'anno, al contrario, la situazione è pessima!) e poco dopo si arrivava alla vetta. So che da quest'anno hanno modificato il percorso e quindi è più complesso arrivare a costeggiare il Calderone.
Inutile dire il panorama che si gode dalla vetta. Oltre al mare Adriatico e ha tutte le montagne principali dell'Appennino Centrale, nella giornata in cui ci sono stato io la visibilità era ottima e sono riuscito a scorgere anche le zone dove abito io, intorno ai Monti Lucretili! Una meraviglia!
Tutto il percorso si snoda in un ambiente di alta montagna senza vegetazione ed esposto all'azione degli agenti atmosferici, ma in un contesto naturale e paesaggistico davvero unico e che, in Appennino, a mio parere non ha eguali. I nemici maggiori sul Gran Sasso sono il sole feroce in estate (fare la via Normale in giornate calde e partendo tardi da CI può essere davvero terribile) e il vento che, quando c'è, è presente sempre con raffiche molto forti.
PRO: percorso non difficile con un minimo di esperienza in un ambiente meraviglioso.
CONTRO: a parte l'incognita meteo, LA QUANTITA' DI PERSONE: in cima è facile trovare fino a 20-25 persone presenti :shock:
Il giorno in cui siamo andati noi ricordo raffiche belle forti in cima e un bel freddino

Ma adesso…spazio alle foto!
La vista del Corno Grande dalla piana di Campo Imperatore è sempre emozionante.
Dall'inizio del sentiero uno sguardo verso l'Altopiano delle Rocche: sullo sfondo Ovindoli col Monte Magnola, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio con Campo Felice e il paesino di Terranera.
Il falsopiano verso il ghiaione del Brecciaio.
Vista su Campo Pericoli e Pizzo Cefalone in primo piano (2533mt)
Sempre Campo Pericoli con il Pizzo d'Intermesoli (2635mt)
La meta: il Corno Grande (2912mt). Si vede chiaramente il sentiero in falsopiano che poi si inerpica rapidamente lungo il ghiaione del Brecciaio.
Idem.
Ovviamente non siamo soli
Nevai sparsi, lo scorso anno ancora presenti a fine agosto!!!
Il puntino sulla montagna in primo piano è il Rifugio Duca degli Abruzzi. Dall'altro lato, Campo Imperatore.
Particolare sul Pizzo Cefalone e sugli enormi massi che, costantemente, si staccano dalle pareti rocciose tutt'attorno.
Zoom sulla parete rocciosa del Corno Piccolo (si vede il sentiero che scende verso il Franchetti o, in alternativa, arriva alla base del ghiacciaio del Calderone). Sullo sfondo, la costa Adriatica.
L'ultima parte del sentiero, piuttosto ripida ed esposta in alto.
Un nevaio residuo proprio prima dell'attacco alla cima. Ovviamente l'idiota in foto sono io
Si sale...
Il Monte Vettore (Sibillini - 2476mt)
Il lago di Campotosto (1313mt), con il paese di Campotosto (1420mt).
L'ultimo tratto…notare l'affollamento.
L'anfiteatro morenico del ghiacciaio del Calderone!
Quasi 1000 metri più sotto, il parcheggio di Campo Imperatore da dove siamo partiti(notare macchine, camper e compagnia bella)
Sempre l'Adriatico.
La piana di Campo Imperatore, sullo sfondo è visibile la Majella!
Sempre l'idiota, questa volta in vetta!
Spero vi siano piaciute, al più presto nuove foto di un'altra bell'escursione!

L'ultima parte è la più emozionante!

IGO