T
terios
Guest
Domenica la giornata non era spettacolare e quindi decido di andare nuovamente a visitare il bellissimo Forte di Bramafam che domina Bardonecchia (TO) e, in particolare, l'ingresso allo storico traforo del Frejus.
Venne costruito alla fine dell'800 proprio per difendere i confini italiani da una possibile invasione francese attraverso il tunnel ferroviario.
L'altura su cui si erge domina il fondovalle e già nell'anno 1300 vennero erette due torri di avvistamento e contrasto per difendere il Delfinato. Verso la metà del '500 furono abbattute pur di non farle cadere nelle mani degli ugonotti.
Alla fine della seconda guerra mondiale, per i trattati di pace venne spogliato delle installazioni belliche e incominciò un inesorabile declino. Lo stato di abbandono durò sino alla fine degli anni '90 quando un gruppo di magnifici volontari, sacrificando il loro tempo ed il loro denaro, riuscì a riportarlo lentamente a dignità museale.
Ora è sede di uno stupendo museo dell'artiglieria e può essere meta per una piacevole e facile gita che sarà particolarmente gradita anche ai bambini.
Lo si raggiunge dopo 2,5 km di sterrato che può anche essere affrontato in macchina (non è necessario un 4x4) oppure (preferibilmente) a piedi: il percorso si snoda in un fitto bosco che assicura riparo e ombra.
Alla fine del cammino si intravedono le mura
Pagato il biglietto (non chiedetemi il costo: ho la tessera musei....[emoji6]) si passa alla piazza d'armi
Dal portale si accede al corpo museale: al suo interno si trovano affascinanti ricostruzioni degli ambienti, esposizioni di divise e di armi, attraverso un percorso che dalla prima guerra mondiale passa alla seconda
I primi alpini sciatori
Questa teca è particolarmente interessante perché narra di una impresa non di guerra ma sportiva: l'ufficiale Augusto Prat scommise con alcuni suoi commilitoni che si potevano coprire 1000 m di dislivello in un'ora (con gli equipaggiamenti dell'epoca...). Riuscì nella dimostrazione che lo vide protagonista dell'ascensione al Rocciamelone ben oltre i 3300 metri partendo da Mompantero a quota 500 m in un tempo di poco superiore alle 6 ore (salita e discesa...) se avete voglia di leggere....
Dicevo delle ricostruzioni: bellissime quelle della mensa ufficiali, della cucina loro riservata, degli alloggi per loro e per la truppa.
Non mancano i servizi igienici
Truppa....
Ufficiali! Beh, almeno le miserie possono vedersele in privato....
Attraverso affascinanti cunicoli si vedono agazzini e torrette si alloggiamento dei cannoni
L'esposizione comprende molte teche contenenti le dotazioni personali. Una tra tante:
E si continua con fotografie e ambientazioni teatrali che regalano anche curiosità
Teneri gli stendardi dei coscritti
Particolare per non dimenticare che siamo in Piemonte...
Per i ragazzini il fascino delle armi sarà magnetico...una per tutte:
Così come per tutti sarà suggestiva e al tempo stesso terribile l'ambientazione della vita di trincea con echi di battaglia a sottofondo
Pazzesco considerare quanto l'altezza dell'uomo sia aumentata: vi garantisco che quei pagliericci non saranno più lunghi di 150/160 cm....
E si prosegue con una esposizione delle divise nel tempo...
La bestialità delle leggi razziali
L'esposizione prosegue, come dicevo, sono ai tempi del secondo conflitto mondiale...
E la campagna di Russia
Struggenti le lettere dal fronte sul Don....
Queste non sono che poche immagini rispetto a quanto si può ammirare.
Portate i vostri ragazzi o andateci anche da soli: sosteniamo l'opera meritoria di chi con tenacia e bravura tenta di non far dimenticare....
Venne costruito alla fine dell'800 proprio per difendere i confini italiani da una possibile invasione francese attraverso il tunnel ferroviario.
L'altura su cui si erge domina il fondovalle e già nell'anno 1300 vennero erette due torri di avvistamento e contrasto per difendere il Delfinato. Verso la metà del '500 furono abbattute pur di non farle cadere nelle mani degli ugonotti.
Alla fine della seconda guerra mondiale, per i trattati di pace venne spogliato delle installazioni belliche e incominciò un inesorabile declino. Lo stato di abbandono durò sino alla fine degli anni '90 quando un gruppo di magnifici volontari, sacrificando il loro tempo ed il loro denaro, riuscì a riportarlo lentamente a dignità museale.
Ora è sede di uno stupendo museo dell'artiglieria e può essere meta per una piacevole e facile gita che sarà particolarmente gradita anche ai bambini.
Lo si raggiunge dopo 2,5 km di sterrato che può anche essere affrontato in macchina (non è necessario un 4x4) oppure (preferibilmente) a piedi: il percorso si snoda in un fitto bosco che assicura riparo e ombra.
Alla fine del cammino si intravedono le mura
Pagato il biglietto (non chiedetemi il costo: ho la tessera musei....[emoji6]) si passa alla piazza d'armi
Dal portale si accede al corpo museale: al suo interno si trovano affascinanti ricostruzioni degli ambienti, esposizioni di divise e di armi, attraverso un percorso che dalla prima guerra mondiale passa alla seconda
I primi alpini sciatori
Questa teca è particolarmente interessante perché narra di una impresa non di guerra ma sportiva: l'ufficiale Augusto Prat scommise con alcuni suoi commilitoni che si potevano coprire 1000 m di dislivello in un'ora (con gli equipaggiamenti dell'epoca...). Riuscì nella dimostrazione che lo vide protagonista dell'ascensione al Rocciamelone ben oltre i 3300 metri partendo da Mompantero a quota 500 m in un tempo di poco superiore alle 6 ore (salita e discesa...) se avete voglia di leggere....
Dicevo delle ricostruzioni: bellissime quelle della mensa ufficiali, della cucina loro riservata, degli alloggi per loro e per la truppa.
Non mancano i servizi igienici
Truppa....
Ufficiali! Beh, almeno le miserie possono vedersele in privato....
Attraverso affascinanti cunicoli si vedono agazzini e torrette si alloggiamento dei cannoni
L'esposizione comprende molte teche contenenti le dotazioni personali. Una tra tante:
E si continua con fotografie e ambientazioni teatrali che regalano anche curiosità
Teneri gli stendardi dei coscritti
Particolare per non dimenticare che siamo in Piemonte...
Per i ragazzini il fascino delle armi sarà magnetico...una per tutte:
Così come per tutti sarà suggestiva e al tempo stesso terribile l'ambientazione della vita di trincea con echi di battaglia a sottofondo
Pazzesco considerare quanto l'altezza dell'uomo sia aumentata: vi garantisco che quei pagliericci non saranno più lunghi di 150/160 cm....
E si prosegue con una esposizione delle divise nel tempo...
La bestialità delle leggi razziali
L'esposizione prosegue, come dicevo, sono ai tempi del secondo conflitto mondiale...
E la campagna di Russia
Struggenti le lettere dal fronte sul Don....
Queste non sono che poche immagini rispetto a quanto si può ammirare.
Portate i vostri ragazzi o andateci anche da soli: sosteniamo l'opera meritoria di chi con tenacia e bravura tenta di non far dimenticare....
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