Allora io sono poco italiano.... cioè i biliardi mi piacciono, però raramente vado in albergo, più facile appartamento, ostello, catapecchie, non amo l'apres-ski, e casianari, leggo e vado a letto (e non frequentando l'apres-ski, solitamente ci vado da solo HIHI)... e al mattino cerco di andare agli impianti all'apertura, quando in pista non c'è nessuno e ci sono le millerighe ovunque.
Di fatti mi pare di ricordare, ma potrei sbagliarmi, un tuo messaggio recente che recitava qualcosa del tipo:questi tedeschi più li conosco e più mi piacciono.
Anche io non sono accomunato da tanti comportamenti dell'italiano ""medio"" (l'ho scritto con doppie virgolette) che, piaccia o no, sono delle caratteristiche generali e diffuse del paese.
Già solo il partire prestissimo la mattina per essere sulle piste all'apertura, riesco a farlo solo da solo o con amici stranieri (che conosco e risiedono qua), non scherzo.
Per tornare al discorso di Fabio, è innegabile che l'80% della gente parla e frequenta l'est dell'arco alpino.
Di mio posso dire che tanta gente di Torino non mette mai il naso fuori dalla Valsusa ed è già tanto se si spinge fino a Cervinia una volta a stagione.
D'altro canto devo dire che Torino è sì la grande città più vicina alle montagne ma ci sono solo una manciata di posti raggiungibili "senza pensieri", tutti gli altri richiedono più sbattimento.
L'autostrada per la Valle d'Aosta è carissima, la Svizzera è offlimits in quanto a prezzi e la Francia è "bloccata" dai due trafori stradali dai prezzi stellari.
Il colle del Monginevro, unica via di comunicazione gratuita conduce "nel nulla", infatti l'unico luogo dove si vedono con frequenza intraprendenti autovetture con targa italiana è Serre Chevalier (o Vars dove vanno i cuneesi durante i rari giorni di apertura del colle della Maddalena). Per andare a Les 2 Alpes e all'Alpe d'Huez, per citare due luoghi famosi, bisogna già fare un'ora ed oltre di viaggio dal confine su strade disagevoli e trafficate (due colli nei quali se trovi un camion davanti non lo puoi superare e lo tieni per chilometri - ed i camion non si trovano solo di mattina presto).
Una giornata dopo il Frejus, a pochi chilometri dal confine italiano lo sciatore medio la fa solo con la gita domenicale dello sci club poichè tra autostrada e traforo individualmente è insostenibile.
Io ogni tanto vorrei fare qualche report da qualche stazione "banale" oltralpe ma sinceramente non ho mai voglia di fare tante foto in luoghi che conosco a memoria e dove magari voglio sciare tanto.
Ieri ad esempio ero a Les 2 Alpes, un luogo che non sarà il migliore delle Alpi ma che ho sentito sempre come poco apprezzato quando in realtà si può sciare su oltre 1000 metri veri di dislivello, si trovano piste che come larghezza sono seconde solo a quelle di Livigno e si ha la garanzia di trovare neve invernale sul 70% del comprensorio anche ad Aprile inoltrato.
Il problema è che dista 200 km da Torino dei quali più della metà su strade di montagna.
C'è da dire però che anche i francesi nel 90% dei casi frequentano solo le loro montagne (sono d'altronde aiutati da un sistema che funziona alla perfezione) mentre gli olandesi ma soprattutto i tedeschi si trovano OVUNQUE.
E non dico sulle montagne che da loro non hanno; io non ricordo un solo luogo in Europa nel quale sia stato, anche in mezzo alla campagna bulgara dove non abbia incrociato almeno un'auto con targa tedesca, sul serio. E non intendo quelle guidate da espatriati ma di turisti, che francamente riesco a riconoscere subito.
In Val Senales ad esempio l'altro week end c'erano più auto tedesche che italiane che giravano, ricordo un luogo del sud della Norvegia che pareva una colonia tedesca osservando le targhe delle auto, idem al nord della Danimarca dove per altro non è che ci fosse un ambiente e delle attrattive tanto diverse da quelle che può offrire in nord della Germania.
@Fla: qualche automobile romana la vedo in giro (anche se nessuno mette l'adesivo della provincia di solito c'è scritto sul portatarga, io ho un occhio attento a questi dettagli) mentre auto dal resto del sud Italia sono molto rare. O tutti tolgono anche il portatarga così da essere totalmente anonimi o, ad esempio nei parcheggi dove mi capita sempre di buttare l'occhio se cammino, non ne vedo quasi mai.
Certo, non mi riferisco alle Dolomiti che frequento pochissimo e che forse è dove vanno maggiormente a sciare i meridionali.