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Sta finendo la quinta stagione sciistica del sottoscritto.
Potrei anche dire che è finita, ma non si sa mai...
E mi viene da tirare la somme, come ho fatto agli inizi.
Oramai ho una cinquantina di giorni di sci alle spalle, svariate ore di lezione, degli scarponi che mi obbediscono (anche se quando sbaglio nell'usarli mi fanno pagare dazio) e degli sci che più affidabili non si può, anche se non sempre sono facili.
Vado giù dappertutto, ma ho scoperto che nonostante per istinto io sia uno che va a cercare la velocità (anche senza volerlo, porco cane), divento fisicamente fifone sul ripido e sullo smosso.
In pratica procedo con il freno a mano tirato e con una posizione arretrata non appena manco di fiducia, o di gambe.
In compenso sto iniziando a capire meglio la neve e la gestione degli spigoli, quella differenza sottile fra far lavorare le lamine e la sciancratura invece che le spatole. Il problema è che per farlo devi stare costantemente con il baricentro nella posizione corretta e mica è facile.
Però... quando c'è da seguire qualcuno bravo, se non va troppo veloce o troppo sul ripido, scio molto meglio; in situazioni di emergenza mi gestisco bene e in maniera fulminea. In pratica la base tecnica spunta fuori a comando, ma mi pare manchi proprio l'esperienza e la capacità di gestire autonomamente la sciata su tutto il pendio. L'esperienza, comunemente detta.
Per la neve: il giacciato mi da problemi nei primi cinque minuti, dopodichè prendo le misure e lo gestisco senza patemi (a meno che non siano vere lastre e in tal caso perdo quota con simulata nonchalance), senza sciare in conduzione ovviamente; la neve molle o anche bagnata mi ha messo in difficoltà fino a questa primavera, ma sto iniziando a capire che devo gestire meglio l'entrata sugli spigoli tirando un po' su le punte dei piedi in certi momenti (insomma, si deve sciare con più "morbidezza" contando anche sul fatto che è un tipo di neve più frenante); sulla neve riportata dal vento, ora uso lo stesso sistema quindi ci entro senza derapare e ho molte meno difficoltà; sulla neve trifolata e ritrifolata dalle mandrie e accumulata invece vado in crisi profonda, perchè non riesco ancora a gestire un qualsivoglia tipo di conduzione e mi stanco tantissimo (non capisco se sia un problema esclusivamente mentale oppure se ci sia una effettiva difficoltà fisica); se invece i mucchi si sono consolidati in mogul, riesco a trovare un mio ritmo, per quanto sia sempre stancante; sulle contropendenza forse ho trovato una chiave di lettura valida, che consiste nel tenere archi di curva uguali fra destra e sinistra semplicemente variando l'incidenza dello spigolo fra le due curve (in pratica sono due curve affrontate diversamente che risulteranno uguali solo nelle linee).
Insomma, sono molto soddisfatto di quanto ho capito e molto insoddisfatto di quanto riesco a fare ed a reggere.
Ed in questo devo sottolineare ancora una volta quanto siano "maledettamente" didattici i miei sci: fanno qualsiasi cosa bene, ma devi fargliela fare tu.
L'equilibrio e la coordinazione ci sono, mentre il fiato è pochino e la resistenza muscolare anche meno (al plateau rosa avevo il fiatone anche solo per mangiare un tagliere. Va bene la quota, ma...)
In attesa della prossima stagione lavorerò parecchio sulla forma fisica.
Sta finendo la quinta stagione sciistica del sottoscritto.
Potrei anche dire che è finita, ma non si sa mai...
E mi viene da tirare la somme, come ho fatto agli inizi.
Oramai ho una cinquantina di giorni di sci alle spalle, svariate ore di lezione, degli scarponi che mi obbediscono (anche se quando sbaglio nell'usarli mi fanno pagare dazio) e degli sci che più affidabili non si può, anche se non sempre sono facili.
Vado giù dappertutto, ma ho scoperto che nonostante per istinto io sia uno che va a cercare la velocità (anche senza volerlo, porco cane), divento fisicamente fifone sul ripido e sullo smosso.
In pratica procedo con il freno a mano tirato e con una posizione arretrata non appena manco di fiducia, o di gambe.
In compenso sto iniziando a capire meglio la neve e la gestione degli spigoli, quella differenza sottile fra far lavorare le lamine e la sciancratura invece che le spatole. Il problema è che per farlo devi stare costantemente con il baricentro nella posizione corretta e mica è facile.
Però... quando c'è da seguire qualcuno bravo, se non va troppo veloce o troppo sul ripido, scio molto meglio; in situazioni di emergenza mi gestisco bene e in maniera fulminea. In pratica la base tecnica spunta fuori a comando, ma mi pare manchi proprio l'esperienza e la capacità di gestire autonomamente la sciata su tutto il pendio. L'esperienza, comunemente detta.
Per la neve: il giacciato mi da problemi nei primi cinque minuti, dopodichè prendo le misure e lo gestisco senza patemi (a meno che non siano vere lastre e in tal caso perdo quota con simulata nonchalance), senza sciare in conduzione ovviamente; la neve molle o anche bagnata mi ha messo in difficoltà fino a questa primavera, ma sto iniziando a capire che devo gestire meglio l'entrata sugli spigoli tirando un po' su le punte dei piedi in certi momenti (insomma, si deve sciare con più "morbidezza" contando anche sul fatto che è un tipo di neve più frenante); sulla neve riportata dal vento, ora uso lo stesso sistema quindi ci entro senza derapare e ho molte meno difficoltà; sulla neve trifolata e ritrifolata dalle mandrie e accumulata invece vado in crisi profonda, perchè non riesco ancora a gestire un qualsivoglia tipo di conduzione e mi stanco tantissimo (non capisco se sia un problema esclusivamente mentale oppure se ci sia una effettiva difficoltà fisica); se invece i mucchi si sono consolidati in mogul, riesco a trovare un mio ritmo, per quanto sia sempre stancante; sulle contropendenza forse ho trovato una chiave di lettura valida, che consiste nel tenere archi di curva uguali fra destra e sinistra semplicemente variando l'incidenza dello spigolo fra le due curve (in pratica sono due curve affrontate diversamente che risulteranno uguali solo nelle linee).
Insomma, sono molto soddisfatto di quanto ho capito e molto insoddisfatto di quanto riesco a fare ed a reggere.
Ed in questo devo sottolineare ancora una volta quanto siano "maledettamente" didattici i miei sci: fanno qualsiasi cosa bene, ma devi fargliela fare tu.
L'equilibrio e la coordinazione ci sono, mentre il fiato è pochino e la resistenza muscolare anche meno (al plateau rosa avevo il fiatone anche solo per mangiare un tagliere. Va bene la quota, ma...)
In attesa della prossima stagione lavorerò parecchio sulla forma fisica.
