Sciare a bassissima velocità? Bello, Utile, Didattico

Maxxx155

Teaching passion
Ragionamento del weekend

Non sciavo da 2 weekend e questo avrei potuto solo sabato mattina. Previsioni ottime, poi disattese: nebbione in quota. Che faccio? Beh, “ci credo” e mi impongo di aspettare a vedere cosa succede.
Va premessa una cosa importante: quando si insegna a sciare, nel caso in cui si scii con clienti molto “lenti” ci si adegua e si scia piano: questo consente al maestro di rendersi conto di tanti errori e di correggerseli da solo, giacchè la velocità – da un certo livello in avanti – perdona tantissimi errori: ecco (anche) il perché, un buon maestro vi porterà anche su piste molto semplici e vi farà lavorare a bassa velocità.

Ma questo discorso vale per i maestri…e per chi non lo è?

Torniamo a sabato. Per scelte lavorative, quest’anno ho insegnato pochissimo, quindi la premessa non aveva valore. In attesa del sole, sono stato costretto a sciare pianissimo… risultato? Mamma mia quanti errorini!! E il braccio, e la caviglia, e il bacino… allora, dalla noia sono passato alla gioia: sfrutto questo tempo per correggermi, per sentire cosa sbaglio, per aumentare la mia sensibilità.
Dopo 2h, su una parte del comprensorio arriva il sole: la sensibilità aumentata (anche degli occhi) unita alla correzione di un po’ di errori durante il nebbione mi hanno permesso di andar giù come un matto, divertendomi tantissimo ma sciando meglio delle scorse settimane. A fine giornata mi sono auto-ringraziato di quelle 2h apparentemente noiose ma alla fine rivelatesi utilissime.

Alla fine il discorso è: da un certo livello in poi, lo sciatore che vuole progredire cerca difficoltà crescenti, velocità, inclinazione, esplorando – in sicurezza – i propri limiti. Ed è giusto!
Ma quello che quest’anno avevo “dimenticato” non insegnando, è che a volte è veramente utilissimo rallentare, imporsi di “sentire” quanto più possibile la propria sciata, riprendere in mano gli elementi tecnici di base. E se vale per i più esperti, penso possa valere per tutti.

Aggiungo un punto: chi è abituato ad andare forte, dopo un paio d’ore di sciata a bassa velocità si renderà conto che, tornando a sciare alla sua velocità normale, la sensazione di velocità sia molto maggiore: un elemento molto importante in chiave sicurezza attiva.

Quindi posso concludere che, a volte, andare piano è bello, utilissimo, propedeutico all’aumento delle proprie capacità tecniche e della propria sicurezza.

Che ne dite?
 
Ragionamento del weekend

Non sciavo da 2 weekend e questo avrei potuto solo sabato mattina. Previsioni ottime, poi disattese: nebbione in quota. Che faccio? Beh, “ci credo” e mi impongo di aspettare a vedere cosa succede.
Va premessa una cosa importante: quando si insegna a sciare, nel caso in cui si scii con clienti molto “lenti” ci si adegua e si scia piano: questo consente al maestro di rendersi conto di tanti errori e di correggerseli da solo, giacchè la velocità – da un certo livello in avanti – perdona tantissimi errori: ecco (anche) il perché, un buon maestro vi porterà anche su piste molto semplici e vi farà lavorare a bassa velocità.

Ma questo discorso vale per i maestri…e per chi non lo è?

Torniamo a sabato. Per scelte lavorative, quest’anno ho insegnato pochissimo, quindi la premessa non aveva valore. In attesa del sole, sono stato costretto a sciare pianissimo… risultato? Mamma mia quanti errorini!! E il braccio, e la caviglia, e il bacino… allora, dalla noia sono passato alla gioia: sfrutto questo tempo per correggermi, per sentire cosa sbaglio, per aumentare la mia sensibilità.
Dopo 2h, su una parte del comprensorio arriva il sole: la sensibilità aumentata (anche degli occhi) unita alla correzione di un po’ di errori durante il nebbione mi hanno permesso di andar giù come un matto, divertendomi tantissimo ma sciando meglio delle scorse settimane. A fine giornata mi sono auto-ringraziato di quelle 2h apparentemente noiose ma alla fine rivelatesi utilissime.

Alla fine il discorso è: da un certo livello in poi, lo sciatore che vuole progredire cerca difficoltà crescenti, velocità, inclinazione, esplorando – in sicurezza – i propri limiti. Ed è giusto!
Ma quello che quest’anno avevo “dimenticato” non insegnando, è che a volte è veramente utilissimo rallentare, imporsi di “sentire” quanto più possibile la propria sciata, riprendere in mano gli elementi tecnici di base. E se vale per i più esperti, penso possa valere per tutti.

Aggiungo un punto: chi è abituato ad andare forte, dopo un paio d’ore di sciata a bassa velocità si renderà conto che, tornando a sciare alla sua velocità normale, la sensazione di velocità sia molto maggiore: un elemento molto importante in chiave sicurezza attiva.

Quindi posso concludere che, a volte, andare piano è bello, utilissimo, propedeutico all’aumento delle proprie capacità tecniche e della propria sicurezza.

Che ne dite?


Penso che sia verissimo tutto ciò che scrivi, ma vorrei portare anche la mia esperienza in senso opposto. Sciare SEMPRE piano, invece, non permette di crescere. Lo dici anche tu nel tuo intervento, ma volevo sottolinearlo. Quindi credo che sia importante, di tanto in tanto, cercare di cambiare rispetto alla propria "indole": rallentare se si è corsaioli, ma anche accelerare (sempre con cognizione, ovvio) se si è di indole più tranquilla :)
 
Penso che sia verissimo tutto ciò che scrivi, ma vorrei portare anche la mia esperienza in senso opposto. Sciare SEMPRE piano, invece, non permette di crescere. Lo dici anche tu nel tuo intervento, ma volevo sottolinearlo. Quindi credo che sia importante, di tanto in tanto, cercare di cambiare rispetto alla propria "indole": rallentare se si è corsaioli, ma anche accelerare (sempre con cognizione, ovvio) se si è di indole più tranquilla :)

Si in effetti da novellino all'inizio mi sembrava di andare velocissimo, mi sembrava ripidissimo un muro che richiede 3 curve a dir tanto. Invece adesso che riesco a fermarmi anche andando più veloce e a controllare maggiormente sentendomi più incollato alla pista, e quindi più sicuro anche andando molto più veloce dell'inizio (chiaramente) mi sembra di andare pianissimo.

Questo da una parte credo sia un bene perché vuol dire che ho maggiore controllo dello sci e mi riesco a fermare prima adesso che vado più veloce su un muro, che all'inizio su una blu che andavo pianissimo. Dall'altro lato in realtà credo sia un male perché come succede quando si guida in autostrada per ore, non ci si accorge di quanto si va forte... Si é prossimi al decollo e sembra di andare piano...
 
Si in effetti da novellino all'inizio mi sembrava di andare velocissimo, mi sembrava ripidissimo un muro che richiede 3 curve a dir tanto. Invece adesso che riesco a fermarmi anche andando più veloce e a controllare maggiormente sentendomi più incollato alla pista, e quindi più sicuro anche andando molto più veloce dell'inizio (chiaramente) mi sembra di andare pianissimo.

Questo da una parte credo sia un bene perché vuol dire che ho maggiore controllo dello sci e mi riesco a fermare prima adesso che vado più veloce su un muro, che all'inizio su una blu che andavo pianissimo. Dall'altro lato in realtà credo sia un male perché come succede quando si guida in autostrada per ore, non ci si accorge di quanto si va forte... Si é prossimi al decollo e sembra di andare piano...

Sì, considerando però che nel tuo caso c'è stata una progressione, mentre sia l'intervento di maxxx155 che il mio erano rivolti più a gente che scia da tempo circa allo stesso modo. Come ti dicevo già qualche tempo fa, la progressione non è direttamente proporzionale al tempo passato suglu sci, dopo un po' per fare miglioramenti tangibili ci va un sacco di tempo: ed è in quella fase che il consiglio di maxxx155 ha senso, per trovare qualche nuova sensazione che non si troverebbe facendo sempre le cose allo stesso modo. Discorso diverso per chi invece ha iniziato da poco e ha ancora molte sensazioni nuove da trovare semplicemente andando a sciare ;)
 

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vale un po per tutti gli sport, il gesto si impara bene a basse velocità! :) per farlo diventare meccanico riproducendolo poi ad alte velocità

come dici tu, a velocità perdona molti errori essendo il gesto piu "sfuggente"
 
durante la settimana bianca il maestro arrivati al 4° giorno ha ricominciato a farci fare qualche esercizio di base quasi a spazzaneve e vendendo lo sguardo non troppo convinto di qualcuno ci fa "ok fermi un attimo...lo so che voi ora vorreste andare avanti ma ogni tanto bisogna tornare indietro e ripassare le basi...e se non ci credete avete presente Paris che stagione ha fatto e quante gare ha vinto?...bene si e' fatto tutta l'estate a spazzaneve....aveva preso brutte abitudini e accumulato difetti che ha risolto con un'estate a spazzaneve!!!"
 
durante la settimana bianca il maestro arrivati al 4° giorno ha ricominciato a farci fare qualche esercizio di base quasi a spazzaneve e vendendo lo sguardo non troppo convinto di qualcuno ci fa "ok fermi un attimo...lo so che voi ora vorreste andare avanti ma ogni tanto bisogna tornare indietro e ripassare le basi...e se non ci credete avete presente Paris che stagione ha fatto e quante gare ha vinto?...bene si e' fatto tutta l'estate a spazzaneve....aveva preso brutte abitudini e accumulato difetti che ha risolto con un'estate a spazzaneve!!!"


bè dai ...questa è abbastanza grossa ...poi libero di crederci per carità..io ho visto Ghedina dal vivo cosa combinava in ghiacciaio d'estate
e certo non perdeva tempo a fare lo spazzaneve...che tra l'altro non è propedeutico a niente visto che prima te lo insegnano e poi perdono
un sacco di tempo a insegnarti a non farlo più....
sciare piano è sicuramente utile a trovare gli equilibri che la velocità a volte , con le centrifughe che genera non richiede.... rimane il fatto
che molti possono imparare a sciare bene piano ...pochissimi riescono a farlo bene in velocità....
mettersi dietro un buon maestro con recenti strascorsi agonistici e riprodurre esattamente i suoi archi , uguali, ..... poi ti rendi conto di cosa
è lo sci veramente.
 
Ragionamento del weekend

Non sciavo da 2 weekend e questo avrei potuto solo sabato mattina. Previsioni ottime, poi disattese: nebbione in quota. Che faccio? Beh, “ci credo” e mi impongo di aspettare a vedere cosa succede.
Va premessa una cosa importante: quando si insegna a sciare, nel caso in cui si scii con clienti molto “lenti” ci si adegua e si scia piano: questo consente al maestro di rendersi conto di tanti errori e di correggerseli da solo, giacchè la velocità – da un certo livello in avanti – perdona tantissimi errori: ecco (anche) il perché, un buon maestro vi porterà anche su piste molto semplici e vi farà lavorare a bassa velocità.

Ma questo discorso vale per i maestri…e per chi non lo è?

Torniamo a sabato. Per scelte lavorative, quest’anno ho insegnato pochissimo, quindi la premessa non aveva valore. In attesa del sole, sono stato costretto a sciare pianissimo… risultato? Mamma mia quanti errorini!! E il braccio, e la caviglia, e il bacino… allora, dalla noia sono passato alla gioia: sfrutto questo tempo per correggermi, per sentire cosa sbaglio, per aumentare la mia sensibilità.
Dopo 2h, su una parte del comprensorio arriva il sole: la sensibilità aumentata (anche degli occhi) unita alla correzione di un po’ di errori durante il nebbione mi hanno permesso di andar giù come un matto, divertendomi tantissimo ma sciando meglio delle scorse settimane. A fine giornata mi sono auto-ringraziato di quelle 2h apparentemente noiose ma alla fine rivelatesi utilissime.

Alla fine il discorso è: da un certo livello in poi, lo sciatore che vuole progredire cerca difficoltà crescenti, velocità, inclinazione, esplorando – in sicurezza – i propri limiti. Ed è giusto!
Ma quello che quest’anno avevo “dimenticato” non insegnando, è che a volte è veramente utilissimo rallentare, imporsi di “sentire” quanto più possibile la propria sciata, riprendere in mano gli elementi tecnici di base. E se vale per i più esperti, penso possa valere per tutti.

Aggiungo un punto: chi è abituato ad andare forte, dopo un paio d’ore di sciata a bassa velocità si renderà conto che, tornando a sciare alla sua velocità normale, la sensazione di velocità sia molto maggiore: un elemento molto importante in chiave sicurezza attiva.

Quindi posso concludere che, a volte, andare piano è bello, utilissimo, propedeutico all’aumento delle proprie capacità tecniche e della propria sicurezza.

Che ne dite?

Non ho capito se fa bene sciare piano solo quando si è nella nebbia e non si riesce ad andare veloce perchè non vediamo nulla e magari la pista è bella morbida quindi ci rallenta senza che lo volessimo noi?
Oppure se fa bene anche sciare piano quando c'è un bel sole e la pista è tirata e dura?
 
bè dai ...questa è abbastanza grossa ...poi libero di crederci per carità..io ho visto Ghedina dal vivo cosa combinava in ghiacciaio d'estate
e certo non perdeva tempo a fare lo spazzaneve...che tra l'altro non è propedeutico a niente visto che prima te lo insegnano e poi perdono
un sacco di tempo a insegnarti a non farlo più....
sciare piano è sicuramente utile a trovare gli equilibri che la velocità a volte , con le centrifughe che genera non richiede.... rimane il fatto
che molti possono imparare a sciare bene piano ...pochissimi riescono a farlo bene in velocità....
mettersi dietro un buon maestro con recenti strascorsi agonistici e riprodurre esattamente i suoi archi , uguali, ..... poi ti rendi conto di cosa
è lo sci veramente.

Allo Stelvio ho visto la squadra fare anche spazzaneve oltre a vari esercizi nei pali e fuori. Secondo me può essere utile ad un agonista per sviluppare la sensibilità del piede e la scorrevolezza.
 
Non ho capito se fa bene sciare piano solo quando si è nella nebbia e non si riesce ad andare veloce perchè non vediamo nulla e magari la pista è bella morbida quindi ci rallenta senza che lo volessimo noi?
Oppure se fa bene anche sciare piano quando c'è un bel sole e la pista è tirata e dura?

Per me fa bene sciare lentamente qualche volta indipendentemente dalle condizioni.
Dato che Maxxx è un ottimo sciatore, credo che avrebbe sciato per divertirsi, se le condizioni meteo lo avessero permesso.
 
Sfondi una porta aperta, parli con uno che almeno due ore a stagione a far spazzaneve sul baby se le passa, trovo che ogni tanto riprendere le basi, soffermarsi su di esse, serva tantissimo!
 
Sfondi una porta aperta, parli con uno che almeno due ore a stagione a far spazzaneve sul baby se le passa, trovo che ogni tanto riprendere le basi, soffermarsi su di esse, serva tantissimo!

ma lo spazzaneve non è la base dello sci.....è una proposta didattica di un certo tipo di scuola per quello che comincia...la base è una cosa che esegui sempre
( fondamentali)...anche in gara...
 
ma lo spazzaneve non è la base dello sci.....è una proposta didattica di un certo tipo di scuola per quello che comincia...la base è una cosa che esegui sempre
( fondamentali)...anche in gara...
Forse intendeva più che spazzaneve in generale i fondamentali, a parte che sono sicuro che come riscaldamento scia a spazzaneve!! Quello che mi interessava era il senso del discorso...del tipo "non pensate mai di essere arrivati... Ogni tanto ripassare i fondamentali serve solo a migliorare" :)
 
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