Come promesso al blitz ecco qualche foto del giretto relax di Lunedì sullo splendido balcone carnico del M. Zermùla.
Le vie per questo monte sono diverse, decido questa volta per la salita - ed è la prima volta - per il crinale occidentale. Ho voglia di relax in questo finale di Settembre così intenso e soprattutto così denso di malanni che ancora mi perseguitano.
Di prima mattina le cose non vanno così bene. Giunto a Tolmezzo, epicentro carnico, il cielo è completamente coperto contro previsioni. Non ho portato a dietro il cagnolino tenendomi aperta la possibilità di salire per la ferrata Nord ma con questo cielo non se ne parla e quindi mi concedo anche una pausetta a Paularo per una seconda colazione.
Salendo verso il Passo Cason di Lanza la strada è come sempre un inferno, stretta e rovinatissima. E chiusa. Come chiusa?? Siamo a Settembre!!! Bah, io salgo lo stesso.
Ecco perchè era chiusa! Giungo a dove si diparte la stradina forestale che porta alla Malga Zermùla e vedo mezzi da lavoro di ogni genere, stanno proprio iniziando a lavorare da oggi sulla stradina che devo salire.
Meraviglioso, mi tocca trovare un posticino su accordo con i maestranti e sorbirmi anche i primi 200m di dislivello sulla stradina cementata. I presagi non sono dei migliori ma non sia mai che rinunci a una gita per così poco.
Salgo tra gli sguardi poco convinti delle pezzate carniche fin sopra l'agriturismo, da cui continua una mulattiera che sarà già la via risalente alla Prima Guerra Mondiale che mi porterà in cima.
Non proprio le migliori premesse salendo verso la Casera Zermùla
L'agriturismo Casera Zermùla dall'alto
L'inizio della mulattiera di guerra
Poco dopo, passata Casera La Valute, riflessi azzurri nel cielo mi fanno intravedere l'insperabile, ossia che la fitta coltre di nubi sia più sottile di quanto sembri. E sarà così. In poco le nubi lasciano intravedere qualche cima per poi ricomporre il quadro azzurro della Carnia, con i vicini Sernio e Creta Grauzaria a dominare la scena.
Le prime speranze si concretizzano
Anche la mulattiera prende colore
Creta Grauzaria e M. Sernio
La mulattiera sulle pendici del Cul di Creta
Anche verso valle si dissolvono le nubi
La mulattiera guadagna quota nella prima parte, meglio togliersela e godersi con la dovutissima calma la parte superiore. Si taglia a mezza costa, rasentando il crinale, tutto il versante SW del Cul di Creta, estremità occidentale della linea del Monte Zermùla.
A completare il relax c'è un camminamento sempre comodo, largo e ben tracciato. Il contraltare è quanto questa via sia scarsamente frequentata. Non si capisce perchè, probabilmente la gente non ama la strada asfaltata che porta qui, effettivamente non delle migliori. Io, come al solito e un po' egoisticamente, oggi me ne strasbatto e mi godo tutta la salita in completa solitaria, accompagnato solamente da un vento impetuoso.
Giunti in prossimità del Cul di Creta la mulattiera spiana e regala i passaggi migliori
Sempre meno nubi verso valle
Prima forcellina sul versante Nord: spunta la Creta di Aip
Paularo e la Val d'Incarojo, alla loro destra il M. Tersadia
Dietro di me le verdeggianti cime del M. Paularo e della Cuestalta, laggiù in fondo ben più pietrosi il M. Coglians, la Creta di Collina e il Mooskofel
Un tris di tutto rispetto
Eccomi in vista della doppia cima del M. Zermùla, la 2120 e la 2143. Tra di loro mi affaccio anche sulla classica (ma non banale) scialpinistica del versante Nord ed è qui che incontro anche un mini gregge di pecore. Sono 4 e mi guardano incredule, poi vengono verso di me. Strano - penso - di solito se ne vanno. Invece stavano salendo a chiamare le altre due, che riposavano in una delle tante caverne di guerra per poi allontanarsi tutte assieme. Un comportamento meraviglioso, di una delicatezza e di una calma straordinarie.
Ora con un percorso più breve di quello segnato sulle carte taglio verso la cima principale seguendo bolli sbiaditi e con un solo piccolo balzo dove stare un pelo più attenti. La grande croce è lì, sopra di me. E sembra proprio che la cima sarà tutta per me.
Splendidi passaggi verso la doppia cima del M. Zermùla
M. Zermùla, il tratto finale della cresta W
Relax anche per qualche pecorella a cui non piace la vita di mondo del gregge
Le 4 pecorelle mi lasciano strada
Ecco la cima!
Ma non è così. 3 magliette sulla cima mi fanno pensare che qualcuno ci sia, ma dove? Cerca che ti cerca, ecco che li trovo tutti appollaiati sul versante Nord. Un gruppetto di 2 che ha fatto la ferrata, uno di 4 che ha fatto la via normale, uno di non so quanti giù che ancora un po' faceva prima a fare un bivacco in parete tanto erano scomodi sull'orlo del burrone. Sono tutti qua perchè non tira vento, e stavolta è proprio il caso di fare i conformisti ed imitarli, per cui mi piazzo vicino ai due ferratisti e scambio due parole con loro.
Non hanno proprio chiarissimo l'orientamento delle cime vicine, io cerco umilmente di dirottarli verso la giusta interpretazione dei cardinali con un po' di fatica iniziale. L'avessi mai fatto, poi mi fanno elencare tutte le cime in un video che stanno realizzando. Vabbè, son simpatici e questo basta.
I due ferratisti appollaiati poco sotto la cima
Sguardo verso il crinale orientale e la parete Nord dove sale la via ferrata. Dietro la Creta di Aip, il M. Cavallo e la Creta di Rio Secco
Foto 1 - sono gradite certezze da chi sa di più sui monti austriaci (Grossglockner?)
Foto 2 - idem con patate
La Creta di Aip appoggiata sui Piani di Lanza e la Val Dolce
Vabbè, le Giulie. Si vedono tra le altre Mangart, Jalovec e più vicini Jof Fuart, Jof di Montasio e M. Cimone che copre quasi totalmente il M. Canin. Davanti l'erboso e trincerato Monte Pizzul
La discesa, visto che non avevo due macchine per impostare la traversata, la farò dallo stesso itinerario di salita.
Le vie per questo monte sono diverse, decido questa volta per la salita - ed è la prima volta - per il crinale occidentale. Ho voglia di relax in questo finale di Settembre così intenso e soprattutto così denso di malanni che ancora mi perseguitano.
Di prima mattina le cose non vanno così bene. Giunto a Tolmezzo, epicentro carnico, il cielo è completamente coperto contro previsioni. Non ho portato a dietro il cagnolino tenendomi aperta la possibilità di salire per la ferrata Nord ma con questo cielo non se ne parla e quindi mi concedo anche una pausetta a Paularo per una seconda colazione.
Salendo verso il Passo Cason di Lanza la strada è come sempre un inferno, stretta e rovinatissima. E chiusa. Come chiusa?? Siamo a Settembre!!! Bah, io salgo lo stesso.
Ecco perchè era chiusa! Giungo a dove si diparte la stradina forestale che porta alla Malga Zermùla e vedo mezzi da lavoro di ogni genere, stanno proprio iniziando a lavorare da oggi sulla stradina che devo salire.
Meraviglioso, mi tocca trovare un posticino su accordo con i maestranti e sorbirmi anche i primi 200m di dislivello sulla stradina cementata. I presagi non sono dei migliori ma non sia mai che rinunci a una gita per così poco.
Salgo tra gli sguardi poco convinti delle pezzate carniche fin sopra l'agriturismo, da cui continua una mulattiera che sarà già la via risalente alla Prima Guerra Mondiale che mi porterà in cima.
Non proprio le migliori premesse salendo verso la Casera Zermùla
L'agriturismo Casera Zermùla dall'alto
L'inizio della mulattiera di guerra
Poco dopo, passata Casera La Valute, riflessi azzurri nel cielo mi fanno intravedere l'insperabile, ossia che la fitta coltre di nubi sia più sottile di quanto sembri. E sarà così. In poco le nubi lasciano intravedere qualche cima per poi ricomporre il quadro azzurro della Carnia, con i vicini Sernio e Creta Grauzaria a dominare la scena.
Le prime speranze si concretizzano
Anche la mulattiera prende colore
Creta Grauzaria e M. Sernio
La mulattiera sulle pendici del Cul di Creta
Anche verso valle si dissolvono le nubi
La mulattiera guadagna quota nella prima parte, meglio togliersela e godersi con la dovutissima calma la parte superiore. Si taglia a mezza costa, rasentando il crinale, tutto il versante SW del Cul di Creta, estremità occidentale della linea del Monte Zermùla.
A completare il relax c'è un camminamento sempre comodo, largo e ben tracciato. Il contraltare è quanto questa via sia scarsamente frequentata. Non si capisce perchè, probabilmente la gente non ama la strada asfaltata che porta qui, effettivamente non delle migliori. Io, come al solito e un po' egoisticamente, oggi me ne strasbatto e mi godo tutta la salita in completa solitaria, accompagnato solamente da un vento impetuoso.
Giunti in prossimità del Cul di Creta la mulattiera spiana e regala i passaggi migliori
Sempre meno nubi verso valle
Prima forcellina sul versante Nord: spunta la Creta di Aip
Paularo e la Val d'Incarojo, alla loro destra il M. Tersadia
Dietro di me le verdeggianti cime del M. Paularo e della Cuestalta, laggiù in fondo ben più pietrosi il M. Coglians, la Creta di Collina e il Mooskofel
Un tris di tutto rispetto
Eccomi in vista della doppia cima del M. Zermùla, la 2120 e la 2143. Tra di loro mi affaccio anche sulla classica (ma non banale) scialpinistica del versante Nord ed è qui che incontro anche un mini gregge di pecore. Sono 4 e mi guardano incredule, poi vengono verso di me. Strano - penso - di solito se ne vanno. Invece stavano salendo a chiamare le altre due, che riposavano in una delle tante caverne di guerra per poi allontanarsi tutte assieme. Un comportamento meraviglioso, di una delicatezza e di una calma straordinarie.
Ora con un percorso più breve di quello segnato sulle carte taglio verso la cima principale seguendo bolli sbiaditi e con un solo piccolo balzo dove stare un pelo più attenti. La grande croce è lì, sopra di me. E sembra proprio che la cima sarà tutta per me.
Splendidi passaggi verso la doppia cima del M. Zermùla
M. Zermùla, il tratto finale della cresta W
Relax anche per qualche pecorella a cui non piace la vita di mondo del gregge
Le 4 pecorelle mi lasciano strada
Ecco la cima!
Ma non è così. 3 magliette sulla cima mi fanno pensare che qualcuno ci sia, ma dove? Cerca che ti cerca, ecco che li trovo tutti appollaiati sul versante Nord. Un gruppetto di 2 che ha fatto la ferrata, uno di 4 che ha fatto la via normale, uno di non so quanti giù che ancora un po' faceva prima a fare un bivacco in parete tanto erano scomodi sull'orlo del burrone. Sono tutti qua perchè non tira vento, e stavolta è proprio il caso di fare i conformisti ed imitarli, per cui mi piazzo vicino ai due ferratisti e scambio due parole con loro.
Non hanno proprio chiarissimo l'orientamento delle cime vicine, io cerco umilmente di dirottarli verso la giusta interpretazione dei cardinali con un po' di fatica iniziale. L'avessi mai fatto, poi mi fanno elencare tutte le cime in un video che stanno realizzando. Vabbè, son simpatici e questo basta.
I due ferratisti appollaiati poco sotto la cima
Sguardo verso il crinale orientale e la parete Nord dove sale la via ferrata. Dietro la Creta di Aip, il M. Cavallo e la Creta di Rio Secco
Foto 1 - sono gradite certezze da chi sa di più sui monti austriaci (Grossglockner?)
Foto 2 - idem con patate
La Creta di Aip appoggiata sui Piani di Lanza e la Val Dolce
Vabbè, le Giulie. Si vedono tra le altre Mangart, Jalovec e più vicini Jof Fuart, Jof di Montasio e M. Cimone che copre quasi totalmente il M. Canin. Davanti l'erboso e trincerato Monte Pizzul
La discesa, visto che non avevo due macchine per impostare la traversata, la farò dallo stesso itinerario di salita.
