ildudu
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Giretto lungo ed impegnativo in Alta Val Seriana (BG) ma estremamente interessante sia per la zona naturalmente selvaggia che si attraversa salendo vero il Rifugio Baroni al Brunone che per il particolare ambiente glaciale delle Orobie Bergamasche dove troviamo (i relitti di) alcune delle vedrette più basse delle Alpi. Il sentiero 302 che dal Rif. Baroni al Brunone conduce al Rif. Coca è spettacolare e presenta diversi tratti tecnici, canalini ripidi e sfasciumi da attraversare con molta attenzione; specialmente se le nuvole ti beffano nel bel mezzo di una giornata splendida. Proprio arrivati nei punti più ostici nebbia e pure un po' di pioggia ci rovinano panorama, bagnano i sassi che diventano viscidi e rallentano non poco il tragitto.
11 ore di cammino, quasi 2500m di dislivello complesssivi (1500m da Fiumenero al Rif. Baroni e Brunone e 850m tra il Baroni al Brunone ed Rif. Coca), 21 km ed un pezzo di statale per tornare da Valbondione a Fiumenero con la torcia frontale.
Ecco un po' di foto:
Si sale verso il Brunone
Nevai anche intorno ai 1000m, incredibili resti delle tante valanghe di quest'inverno che resistono
Superato il torrente inizia il ripidume
Pizzo del Diavolo di Tenda con i suoi ghiacciai belli bianchi (dovrebbero resistere 4 glacionivati, fino a metà 800 tutta la conca era un ghiacciaio)
Salita verso il Rifugio per la Val dell'Aser
In vista del Rifugio e del Pizzo di Redorta
Ignorato il rifugio pieno di locals per un prete che dice messa proseguiamo per il 302, l'ambiente cambia e l'erba lascia il posto ai sassi
il tempo cambia
ed alcuni tratti sono proprio verticali
Purtoppo rimango un po' deluso dalla Vedretta di Secreti (2700-2500m fronte) che mi sarei aspettato decisamente più grossa, sopratutto viste le dimensioni degli altri nevai.
Il pistone di Lizzola
diversi saliscendi, bocchette da attraversare con catene e nevai
Sul punto più alto Ol Siman a 2712m
ma non è finita
Il Pizzo di Coca esce dalle Nuvole
ma al visibilità a tratti è fortemente compromessa
e finalmente il lago di Coca
la foto non rende molto ma vi assicuro che quei nevai sono di dimensioni enormi!
Stanchezza si fa sentire ed inizia a piovere
Visibilità pessima, inizia la pioggia battente
la dietro c'è il rifugio Coca, ma chi lo vede?
Ci rifugiamo nel rifugio invernale del Coca, il sentiero è tutto sassi, fuori tempesta e non si vede niente, è la scelta più sicura.
è tardi, Cristina non ne vuol sapere di passare la notte allora ci prendiamo un po' di rischi e scendiamo di corsa, nella nebbia più totale, mentre attraversiamo il bosco in un atmosfera spettrale mi aspetto solo di incontrare un branco di lupi.
Arriviamo a Valbondione che è buio pesto ma non piove più, accendiamo le nostre torce e ci godiamo la passeggiata sulla statale fino a quasi Fiumenero, quasi perchè ad 1km dalla macchina un signore di Valbondione ci da uno strappo!
Che gran giornata e che beffa il tempo!
MA TUTTO QUESTO SBATTA IN REALTà ERA SOLO PER DISEGNARE QUESTO CUORE!!!!
11 ore di cammino, quasi 2500m di dislivello complesssivi (1500m da Fiumenero al Rif. Baroni e Brunone e 850m tra il Baroni al Brunone ed Rif. Coca), 21 km ed un pezzo di statale per tornare da Valbondione a Fiumenero con la torcia frontale.
Ecco un po' di foto:
Si sale verso il Brunone
Nevai anche intorno ai 1000m, incredibili resti delle tante valanghe di quest'inverno che resistono
Superato il torrente inizia il ripidume
Pizzo del Diavolo di Tenda con i suoi ghiacciai belli bianchi (dovrebbero resistere 4 glacionivati, fino a metà 800 tutta la conca era un ghiacciaio)
Salita verso il Rifugio per la Val dell'Aser
In vista del Rifugio e del Pizzo di Redorta
Ignorato il rifugio pieno di locals per un prete che dice messa proseguiamo per il 302, l'ambiente cambia e l'erba lascia il posto ai sassi
il tempo cambia
ed alcuni tratti sono proprio verticali
Purtoppo rimango un po' deluso dalla Vedretta di Secreti (2700-2500m fronte) che mi sarei aspettato decisamente più grossa, sopratutto viste le dimensioni degli altri nevai.
Il pistone di Lizzola
diversi saliscendi, bocchette da attraversare con catene e nevai
Sul punto più alto Ol Siman a 2712m
ma non è finita
Il Pizzo di Coca esce dalle Nuvole
ma al visibilità a tratti è fortemente compromessa
e finalmente il lago di Coca
la foto non rende molto ma vi assicuro che quei nevai sono di dimensioni enormi!
Stanchezza si fa sentire ed inizia a piovere
Visibilità pessima, inizia la pioggia battente
la dietro c'è il rifugio Coca, ma chi lo vede?
Ci rifugiamo nel rifugio invernale del Coca, il sentiero è tutto sassi, fuori tempesta e non si vede niente, è la scelta più sicura.
è tardi, Cristina non ne vuol sapere di passare la notte allora ci prendiamo un po' di rischi e scendiamo di corsa, nella nebbia più totale, mentre attraversiamo il bosco in un atmosfera spettrale mi aspetto solo di incontrare un branco di lupi.
Arriviamo a Valbondione che è buio pesto ma non piove più, accendiamo le nostre torce e ci godiamo la passeggiata sulla statale fino a quasi Fiumenero, quasi perchè ad 1km dalla macchina un signore di Valbondione ci da uno strappo!
Che gran giornata e che beffa il tempo!
MA TUTTO QUESTO SBATTA IN REALTà ERA SOLO PER DISEGNARE QUESTO CUORE!!!!
