Spending review: gli impianti di risalita in rosso fisso

Sinceramente quello che dice puo' essere giusto in linea "teorica". Il professore intervistato dice che bisogna diminuire gli investimenti nelle infrastrutture ipertecnologiche supratutto in questa frase "... Va rivisto il modello del turismo invernale, che deve tornare a essere meno legato alla tecnologia, con costi meno esorbitanti, più sostenibile e più rispettoso dell’ambiente. Se non si capisce questo, tutti i soldi pubblici investiti sono mal spesi"

Io sono d'accordo con il dire che non mi interessa di seggiovie a 10 posti con megaschermo, sedile riscaldato, e massaggiatore nello schienale, oppure non mi interessa hotel 10 stele con idromassaggio e altri "confort". Come non mi interessano piste sempre piu piallate e iperbattute con gli ultimi gatti da 1 milione di euro l'uno per far dare la sensazione di sciare sul velluto.

Ma al turista di "massa", non all'appassionato che gli basta una seggiovia biposto, poca gente, bella neve e sole per divertirsi, quell tipo di turista che spende una barca di soldi e che vuol essere viziato, dove porterebbe I suoi soldi? di certo non in stazioni vecchie senza confort e tecnologia. Il turismo sul quale puntano tutti I gestori e' un tipo di turismo che vuole tutti i confort e tecnologia. Quindi secondo me, a rigor di logica quello che dice e' vero, ma praticamente, se non si fanno investimenti verso il tipo di turismo di massa, le stazioni perderebbero sempre piu clienti ma investire in strutture tecnologiche porterebbe a spendere troppi soldi in investimenti (mi sembra un cane che si morde la coda)
 
Quest'articolo dice tante verità ma sottace su molte altre.....
L'aspetto che mi fa ridere di più e' che anche su questo forum c'e' gente che si lamenta sempre del costo degli skipass e dei servizi ma poi se non c'e' un nuovo impianto ogni anno in una località sono pronti a spararne a zero....
Lo sci, a parte lo sci alpinismo, e' uno sport di discesa quindi che cambia se sali su una seggiovia di 10 anni fa' o su una nuova di zecca.....
O meglio.... Sono necessarie seggiovie con sedili riscaldati od anche con le cupoline per uno sport che si pratica all'aria aperta o meglio che e subordinato alle condizioni atmosferiche? Se si pensa di si, che tutto questo sia necessario, scusatemi ma forse non si parla più di sci inteso come attività sportiva ma di intrattenimento.

Pensiero prettamente personale!
 
Perfetto il ragionamento di Dario sopra, !

aggiungerei una cosa..... avete visto mai una partecipata in Italia con i conti in paro ??????

E poi tralasciando le varie riflessioni sulle partecipate, anche se esse sono in rosso bisogna calcolare che indirettamente c'è un guadagno della comunità e del territorio. Come diceva Dario, puoi anche tagliare i servizi, ma poi ai il problema delle tante persone che lavorano con il turismo che rimarrebbero disoccupate !!!

Secondo me la soluzione non è non modernizzare gli impianti, ma creare delle poche ma grandi aree sciistiche tipo il dolomiti-superski tutte collegate !!!
 
http://www.ilfattoquotidiano.it/201...bliche-in-crisi-il-turismo-invernale/1111750/

Tranne le dolomiti, le società che gestiscono gli impianti di risalita sono in rosso. Cosa facciamo? Aumentiamo gli skipass?

Che la gestione degli impianti di risalita sia una attività sempre sull'orlo del rosso è ormai assodato.
Anche perchè spesso e volentieri passava Pantalone ad appianare il deficit, quindi perchè sbattersi più di tanto...

Ora che Pantalone non ha nemmeno i soldi per mettersi le pezze al culo il problema salta fuori...

Ora o come diceva nell'articolo citato "ci sono casi di stazioni in cui si è sviluppato un modello di tipo ‘corporate’: una stessa società gestisce sia gli impianti di risalita che le strutture ricettive" per cui una mano lava l'altra e insieme puliscono il .... oppure si chiude baracca e burattini.

Che lo si faccia in piccolo o in grande alla fine non ci vedo altre soluzioni, il problema è che in Italia una cosa del genere la vedo molto dura: troppi campanilismi... troppi casini... troppe teste da mettere insieme.

Invece mi ricordo di posti come Lake Louise o Panorama, dove si vedeva che gli impianti sciistici erano solo una parte dell'attività della stazione :sarà che sono nate dal nulla solo a questo ma si vedeva che alla fine era tutto in mano ad un unica società o poco ci mancava.
E vista la bella presenza di uffici addetti alla vendita di immobili, secondo me era quello il core business... sviluppo immobiliare!

Anche perchè diciamocelo, all'italiano medio dallo sci non gliene frega più nulla, il "mito" della settimana bianca non esiste più, che sia sparito tra le varie opzioni a disposizione o che non ce lo si può più permettere... il ricambio generazionale degli sciatori si è perso... quindi lo sci come attrattiva turistica di massa, a parte gli stranieri, è ormai sparito.
E mi sembra di aver letto che anche in Svizzera siano un pò messi come da noi.

Comunque spero che le varie norme sulla vita tecnica degli impianti limitata a tot anni indipendentemente dallo stato, altrimenti a parte certe grosse realtà :PAAU:PAAU:PAAU

Un'altra cosa che comunque ha ammazzato i conti delle società sono i costi di innevamento e di manutenzione delle piste: mi raccontavano cosa è costato solo in carburante la stagione con così tanta neve in Alta Badia :PAAU:PAAU:PAAU:PAAU secondo me andrà a finire che tornerà di moda sciare tra le gobbe.
 

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Ragazzi, il discorso è molto complicato ed articolato, su questo argomento (interventi dei soldi pubblici) e non vorrei tediarvi con una trattato, ma il problema sollevato da quel signore è un NON PROBLEMA (come nelle Ferrovie, nelle Poste, nella sanità pubblica, nella "immondizia", nelle strade, etc.etc.), perchè? Perchè le Alpi non sono una prerogativa italiana. Basti pensare, che dove io vivo (e non vivo nel profondo sud, ma a soli 450 km da Bologna), arrivo prima nella ValMourienne, che a LaThuile o Cervinia o Brunico e i km di differenza (in più) non sono tanti pensando a Canazei, Arabba, Alleghe, etc.etc.. In Friuli le stazioni sciistiche "campano" grazie ai soldi di "mamma" Promotur, sai ai friulano che li frega se la "mamma" non ci potrà mettere più i soldi, avendo a due passi l'Austria? Viviamo in una Europa globale , dove negli anni ci hanno molto facilitato gli spostamenti ed oramai abituati a viaggiare, capirai che differenza ci fa se andare alla 3V o a Selva:D.
Se una stazione sciistica vivesse solo di "impianti" forse, forse, ma ci scordiamo l'indotto che è la stragrande economia del posto, in relazione alla economia locale. Immaginate, Canazei senza impianti (o con ski-pass dal costo doppio o triplo delle altre stazioni europee), "poveretti" dovrebbero campare solo con i turisti estivi. Non scherziamo, niente soldi pubblici, niente Irap, niente Irpef, niente Ires, niente Iva (perchè lo stato da incentivi sulle auto? Perchè ne ricava un ritorno di imposte indirette - Iva -). Bisogna finirla con questi discorsi senza senso sui soldi pubblici e basta, gli interventi servono eccone se servono, forse questi presunti "soloni" confondono l'intervento sic et sempliciter, pubblico, con lo spendere questi soldi con la "testa" e bene, senza sprechi, ecco qua sarei d'accordo con chi dice "servono gli interventi dei soldi pubblici, ma è necessario spendere bene tali soldi", cosa completamente diversa dal tagliare e basta.
N.B.
Se la sanità pubblica deve chiudere i bilanci in pareggio (grazie a Ticket altissimi, quasi pari al costo di un intervento privato), Se le ferrovie devono chiudere i bilanci in pareggio o con utili (con costo dei biglietti altissimi), se le strade devono essere "aggiustate" o costruite, con costo di pedaggi sempre più alti, se le Poste, per chiudere in pareggio o in utile il bilancio, deve chiudere tutti i servizi più "umili" (bollettini, pacchi, posta sempice e raccomandate, etc.etc), se i comuni devono chiudere in pareggio il costo della raccolta della immondizia (con costo sempre più salato per i cittadini), se i comuni devono tassare i cittadini per parare i costi di illuminazione e di asfaltatura delle strade, che dite POSSO PRETENDERE un forte abbassamento delle imposte dirette ed indirette (certo portiamo sempre gli StaiUniti ad esempio del "poco" intervento pubblico nei servizi ma là i cittadini pagano imposte pari a meno della metà che qui in Italia, e qualcuno se lo scorda sempre di riferirlo quando si parla di soldi pubblici- certo lì le tasse vengono pagate da tutti, ma non entriamo in un altro discorso che è meglio). Chiedo troppo di inquadrare il "problema" dell'intervento dei soldi pubblici in relazione alle tasse che noi paghiamo?:evil::evil::evil::evil:
 
Ultima modifica:
Sono abbastanza d'accordo con nonnosciatore.
Se si forniscono aiuti pubblici ad attività imprenditoriali anche non direttamente partecipate, allora è sacrosanto aiutare anche il turismo. Dal mare alla montagna passando per laghi, colline, campagne...
Effettivamente ciò che manca è l'odiosa "cabina di regia".
Io la chiamo MANICO.
A che serve uno Stato centrale se non ad indirizzare, guidare, consigliare (anche con energiche tirate di orecchie) le periferie?
In Italia sembra essere utopia, quindi non pensiamoci più e adiamo avanti a farci del male.
Resta il fatto che stiamo esaurendo le casse.
Tra poco non ci sarà più trippa per nessuno dalla industria manifatturiera ai servizi al turismo. Pertanto, riusciranno a salvarsi unicamente quelle stazioni che avranno saputo superare la logica corrente del morte tua vita mia
 
Per chi non lo conoscesse, il Prof che scrive è un anziano telemarker alpinista esploratore, abbastanza famoso. Chiaro che uno spirito libero così spinto non potrebbe mai idolatrare uno sviluppo di massa e, per personale inclinazione, preferirà sempre e comunque un Pratospilla ad uno Whistler Mountain.

Al di là di questa premessa, io comunque mi trovo d'accordissimo con lui!
La critica primaria è rivolta al vizio Italiano di accaparrare e cementificare, senza alcun business plan. Negi anni 70 ogni avventuriero improvvisato e politicamente ammanicato poteva investire alla cieca, poiché c'era il boom dello sci, perciò andava bene a tutti o quasi.
Ora ci troviamo però con centinaia di resorts in abbandono, poiché lo sci non va più di moda. Ai giovani italiani non glie ne può fregar di meno della neve, a loro interessano solo FB smartphones e tablets.
In tutte queste resorts fatiscenti si sente solo parlare "rilancio", e nella mente dei valligiani c'è il dolce ricordo delle vacche grasse anni 80: per loro rilancio significa semplicisticamente accaparrare nuovi fondi pubblici per costruire impianti più grandi e potenti.
Il modo è invece cambiato, si devono dare una svegliata. Il rilancio non esiste, esiste solo il recupero con riconversione in ridimensionamento. Non si può spremere ogni località chiedendo ad essa più di quanto essa può offrire, non esiste un modello assoluto (e non necessariamente il modello da imitare è quel baraccone di Superski). La diversità e bella, c'è chi ama la cagnara stile Avoriaz, ma c'è anche chi ama la natura, non è detto che una piccola perla ben inserita nell'ambiente e ben gestita, sia per forza meno attrattiva di una da un miliardo di km di piste piallate.
La verità è che non bisogna costruire, prima bisogna demolire 80 di ferraglie e calcestruzzi carbonatati, per poi costruire 30 di modernità efficiente. A richiesta di fondi, la prima domanda dovrebbe essere: sì ma, quanto demolisci?
Non si hanno soldi per demolire, prima si costruisce in aggiunta, poi si vedrà....

Il mio discorso è principalmente rivolto alle resort appenniniche e quelle alpine di prossimità a frequentazione giornaliera. Se quelle sono resorts da weekend, che senso ha sognare di trasformarle in mini superski da tour operator?
Ma anche parlando di resorts un tempo floride, che senso ha il rilancio di un montecampione?
Una resort storica come limone, con parecchi di alberghli sbarrati, deve puntare a reinventarsi e rinnovarsi, non certo a crescere.

Inoltre che senso ha, come stanno facendo, deviare il turismo di massa a Folgarida Marilleva etc., che diventano mete di ripiego per chi non ci arriva economicamente, sviluppandole in modo esagerato, per lasciare ai magnati russi le nostre mete più ambite? È realmente sostenibile il boom di Folgarida Marilleva, oppure finiranno tra 20 anni con il buco nero di bilancio come Monterosa Ski?

Quest'ultimo, Monterosaski, credo sia un caso particolare: posto superbo, impianti non esasperati, territorio ben curato, vera cultura della montagna..... ma buco nero. Questa è probabilmente incapacità gestionale più che sviluppo esagerato. Probabilmente non sanno fare i conti, ed hanno una carenza enorme in comunicazione. Però quello, finché dura, teniamocelo stretto, per nostra fortuna non sono proprio capaci a fare pubblicità!!!!
 
A questo punto, la domanda delle domande: come può ripianare i bilanci una stazione sciistica in rosso? Avrebbe senso un accordo con le strutture ricettive per tirare giù i prezzi e attirare più visitatori? Da quello che si legge, non ci sono abbastanza turisti per tutti. Li lasciamo fare la guerra? Nel caso dovremmo attenderci i peggiori scempi, perché la guerra non può fare che danni. Alzare i prezzi invece? Diventerebbe tutto di élite e morirebbero in tante.

La chiave sarà, spero, la sostenibilità. Ambientale ma anche e soprattutto economica. E mi sembra di capire che tenendo società impianti separate dalle strutture ricettive non abbia molto senso. E' anche vero che far dialogare gli imprenditori è impossibile, se sono pure montanari, addio.

Sarebbe bello poter vedere i bilanci di queste partecipate, le statistiche sul turismo e magari i flussi di mobilità in montagna (le compagnie telefoniche stanno cominciando a proporre statistiche simili), per capire meglio chi lavora, come lavora e quanto (ci) costa.
 
una cosa è corretta, al turista medio di oggi interessa lo sci ma non solo quello. forse al Monterosa Ski manca l'offerta alternativa allo sci (piscina, feste, sport alternativi etc...). tuttavia lo sci rimane una fra le più grandi attrattive!!
se una qualsiasi località si troverà senza più la possibilità di rinnovare gli impianti sciistici sarà destinata a perdere comunque un grandissimo numero di turisti e a ridimensionarsi molto.
in poche parole serve lo sci e il dopo sci per far funzionare bene le cose!!
chi si ferma è perduto: chi smette di investire nella costruzione di moderni impianti (finanziati da pubblico o privato che sia) in futuro sara travolto da chi invece ha continuato a farlo.
ho notato che le località più frequentate sono quelle con gli impianti sciistici più moderni, è un circolo virtuoso. Anche all'interno del DS si nota questo: un Plan de Corones che coccola il turista fino a scaldargli il culo quando si siede in ovovia, ha molti più turisti rispetto a un San Martino di Castrozza dove prima di poter costruire un nuovo impianto deve passare almeno un secolo: risultato impianti vetusti e poca gente! eppure le montagne di San Martino sono 1000 volte meglio di quelle del Plan.
il turista che ha i soldi quindi preferisce pagare caro lo skipass e andare al Plan ad essere servito e riverito!
vero è anche che non tutte le alpi possono essere frequentate così. alla fine della crisi quando lo sci tornerà di moda solo le località più intraprendenti saranno sopravissute!
 
una cosa è corretta, al turista medio di oggi interessa lo sci ma non solo quello. forse al Monterosa Ski manca l'offerta alternativa allo sci (piscina, feste, sport alternativi etc...). tuttavia lo sci rimane una fra le più grandi attrattive!!
Concordo ed aggiungo una cosa estremamente difficile da capire per noi che viviamo lo sci come uno sport: sta succedendo che anche in inverno la maggioranza (sì più del 50%) dei turisti che alloggiano nelle grandi mete invernali non sciano :shock:

Noi, o almeno io per lo meno, ero sicuro e convinto che in un bell'albergo facciamo esempio della Val Gardena alle 9 del mattino su 100 clienti, 90 andassero a sciare. Invece siamo circa al 50% con tendenza verso un aumento dei non sciatori. Stazioni sciistiche si stanno rimettendo in sesto con le attività alternative (slittino (Monte Cavallo e in parte Plose), passegiata al rifugio non servito da impianti, etc. etc.).
Altre puntano sul relax e assenza di auto (Plan Passiria).

C'è il rischio, almeno noi pistaioli lo percepiamo come un rischio, che l'impianto di risalita non sia il Re incontrastato del turismo invernale :PAAU

Dovremo pensare di montare l'attacchino sui FIS da gigante con tripla lastra di titanio?
 
Non sapevo del buco nero del comprensorio di Champoluc. Personalmente lo reputo uno dei più belli e quando posso non manco di andarci (evitato dagli sciatori? Per cui è poco frequentato? Non è questa volta che sia colpa degli sciatori?). Per gli Appennini, posso parlare del "caso" Roccaraso", che a questo punto deve essere portato ad esempio positivo per tutti i resort. Perchè? Perchè la società è privata, non fanno un impianto nuovo l'anno, anzi. Quelli che hanno rinnovato una 15ina di anni addietro, sono "bellivecchi" Hanno sostituito un sacco di sciovie con sg triposto e non automatiche, la folla sabato e domenica ti "rincretinisce", ma a scegliere tra il chiudere o fare la fine di CampoImperatore e Campitello matese (due resort strettamente pubblici>) e meglio tenerci le file e le sg triposto, solo che a parte i romani, pugliese e campani (gli abbruzesi sono di casa), l'indotto non potrà mai fare affidamento su altri più denarosi e senza un intervento pubblico (come ad esempio per il rifacimento della Danterciepies,, nienti investimenti di privati e niente settimane bianche (è vero che non hanno rifatto un impianto da anni ed anni, però bisogna riconoscere che hanno investito pesantemente sull'innevamento artificiale, che , oggi, posso senz'altro affermare che è al livello del nord-est)
 
Quest'articolo dice tante verità ma sottace su molte altre.....
L'aspetto che mi fa ridere di più e' che anche su questo forum c'e' gente che si lamenta sempre del costo degli skipass e dei servizi ma poi se non c'e' un nuovo impianto ogni anno in una località sono pronti a spararne a zero....
Lo sci, a parte lo sci alpinismo, e' uno sport di discesa quindi che cambia se sali su una seggiovia di 10 anni fa' o su una nuova di zecca.....
O meglio.... Sono necessarie seggiovie con sedili riscaldati od anche con le cupoline per uno sport che si pratica all'aria aperta o meglio che e subordinato alle condizioni atmosferiche? Se si pensa di si, che tutto questo sia necessario, scusatemi ma forse non si parla più di sci inteso come attività sportiva ma di intrattenimento.

Pensiero prettamente personale!

Nel 90% dei casi quando si cambia un impanto non si cambia per il gusto di cambiarlo ma perchè è arrivato a fine vita e per revisionarlo completamente costa una enormitá, tanto da essere più conveniente farlo nuovo, se poi in fase di progettazione dell'impianto che costa qualche milionata di euro con pochi spiccioli in più si riesce a dare del confort al passeggiero o aumentarne la capacitá oraria, che male c'è????
Se devo cambiare un impianto e perchè Diventato obsoleto perchè rifarlo uguale?
Se la borest è diventata una trappola e devo cambiarla perchè non fare un impanto più capiente e veloce? e se con poco più rendo l'impianto più agevole e funzionale per il turista, perchè non farlo?

Il telefonino serve per telefonare, perchè allora tutti o quasi hanno uno smartphone?? Lo hanno cambato perchè il vecchio non funzionava più o per il gusto di averlo??
Se cambi l'auto e spendi 20.000€, però senza condizionatore finistrini elettrici airbag autoradio risparmi 1000€, secondo voi quanti rinunciano agli optional per rivivere l'esperienza delle auto di 20 anni fa?
 
Le località rimaste indietro che si trovano con un intreccio di impianti che seguono linee illogiche e servono piste incasinate nel loro sviluppo (intendo contropendenze, incroci etc...) devono radere al suolo le vecchie ferraglie, diminuirne il numero di impianti, e rimpiazzarli con impianti moderni ed efficienti ma in numero molto minore. Meno impianti ma più efficienti.
Lo spazio creato con lo smantellamento dei superflui obsoleti serve per reimpostare la linea delle piste che diventano più spaziose ed efficienti.
Il mio discorso lascia il tempo che trova se non calato nelle singole località e relative orografie che le caratterizzano, però se si fa un giro sugli Appennini si capisce che parecchie resort andrebbero rase al suolo e rifatte da zero, in molti casi sarebbe possibile avere meno impianti e al contempo più piste. Questo significa anche meno personale e quindi bilancio.

L'ottenimento del finanziamento deve essere subordinato al miglioramento dell'impatto ambientale: "tolgo tre impianti e due rifugi di calcestruzzipo marcio, li rimpiazzo con uno solo impianto ed un rifugio di legno lamellare, questo è il 3d di come si presenterà la montagna dopo, quanto mi dai? Visto che elimino il brutto e creo il bello, mi dai anche il lermesso di raddrizzare sta pista, farne un'altra a fianco, tagliare quei 10 faggi, etc.?

Invece l'atteggiamento è spesso opposto: "ci danno i soldi? Pigliamoli al volo, facciamo una seggiovia aggiuntiva che invade anche l'altra montagna, tanto su quella dove siamo il casino lo abbiamo già fatto, poi ci penseremo a come risolverlo.... anzi ci penseranno i nostri figli....!"
 
Che costi + revisionare che rifare discutiamone, forse ma forse in qualche raro caso sì, ma generalmente rifare vuol dire togliere quello che esiste già(quindi bisogna rifare stazione di partenza o di arrivo e eventuali piloni) e creare il nuovo con relative eventuali strutture in cemento armato.....magari per piccoli impianti come piccole seggiovie o skilift forse la differenza di prezzo potrebbe non essere così grande, ma per impianti medi o grandi direi che c'è sicuramente una grossa differenza......però se non fai impianti nuovi ci son grosse ditte che non sanno cosa fare, se tutti in Italia smettessero all'improvviso di realizzare impianti nuovi o sostituire impianti vecchi cosa farebbbero certe aziende?
Faccio un paragone per far capire il concetto:nel paese dove son nato e dove ho vissuto fino a qualche anno fà, 500 anime scarse in una vallata di poco interesse, c'erano 2 torrentelli....ma neanche torrentelli, 2 rivoli, c'erano 2 sorgenti molto produttive che creavano questi piccoli corsi d'acqua, era bello, la gente prendeva acqua per irrigare, era pieno di gamberetti d'acqua dolce(c'erano anche nel torrente del paese ma ora non ci sono +, am questa è un'altra storia anche se ha molto in comune con questa), era bello insomma, molto naturale...ma poi , ad un certo punto qualcuno in comune ha deciso che questi 2 corsi d'acqua e altri sparsi nel resto del comune dovevano essere cementati :shock: ....ora , tutti si son chiesti per quel motivo li abbiano cementati, non erano certo corsi d'acqua pericolosi che andavano imbrigliati, non davano pericoli o problemi.....eppure l'hanno fatto, adesso abbiamo questi canali di cemento dove l'acqua non corre +(dicono che scavando e facendo i lavori l'acqua ha preso altre direzioni e probabilmente corre sottoterra) se non quando piove , non ci sono + i gamberetti, la gente deve prendere l'acqua dall'acquedotto anche per bagnare l orto(a parte i pochi che hanno messo il bidone per il recupero dell'acqua piovana).......perchè hanno fatto questa struttura allora?Perchè, negli anni 80, quando sono stati fatti i lavori, la ditta che realizzava queste opere era in amicizia con sindaco e consiglieri comunali e ovviamente gli faceva comodo avere un appalto in + , specialmente se era pubblico che ai tempi venivi pagato regolarmente e potevi sforare allegramente......
Adesso con questo non voglio certo dire che tutte le aziende fanno allo stesso modo, non voglio accusare di corruzione, però spesso, piuttosto che restare ferme, per aiutare certi grossi lavori a partire si fanno carico di una parte delle spese, prendo il primo rifarimento che ho:per il progetto della funivia Pontebba-Pramollo uno dei finanziatori è una ditta produttrice di impianti, senza fare nomi, ha messo sul piatto un offerta di denaro(presumo che ritorni come uno sconto sulla realizzazione dello stesso o un eventuale percentuale nel ricavato dal profitto degli impianti) e ovviamente spinge sulle autorità che gestiscono la faccenda.....in questo caso l'impianto di cui si parla per esempio non è indispensabile per la nostra regione(l'altra parte che lo vuole è il land austriaco della Carinzia) però ultimamente i politici che si sussuegono alla guida della regione spingono sempre di + per questo progetto.....
Quindi la mia opinione è che spesso e volentieri si realizzano o rifanno impianti che in cambio di qualche "comodità" come una maggiore portata oraria si spendono soldi in gran parte pubblici per realizzare opere non proprio indispensabili oppure adirittura grandi opere affiancate da vecchie opere che rendono quasi inutile la prima(come per esempio realizzare un impianto capiente e superveloce e poi lasciare una piccola seggiovia di collegamento per risalire a quell impianto a 2 posti vecchia lenta e scomoda) aumentando il buco delle cosietà che gestiscono gli impianti e senza offrire qualcosa di veramente valido ed alternativo a chi desidera soggiornare in luogo....
Quindi secondo me piuttosto che produrre debito realizzando impianti nuovi sarebbe utile fermarsi con quello che si ha già e magari arrovellarsi per offrire altro di alternativo e attraente per attirare + gente nella località.....preparare i percorsi freeride per esempio, prepararli meglio, segnalarli e bonificarli, ed è la prima cosa che mi viene ovviamente in mente :TTTT ma ci possono essere tante altre idee....magari anche abbassare un pò i prezzi così magari la gente può avere + accesso alla montagna però dovrebbe essere per gli impianti ma sopratutto per le attività ricettive che spesso in Italia, a parità di prezzo con l'estero, non sono altrettanto competitive, a parte il cibo, però anche lì all'estero stan cominciando a recuperar terreno.....
Il problema è che fin quando ci saran aziende che devono fatturare perchè devono raggiungere determinati obeittivi e dirigenti locali abbastanza accomodanti al volere del soldo sarà difficile uscire da questa situazione...
 
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