La colpa è della montagna: risarcimento se danneggiati in sentiero

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http://m.ilgazzettino.it/m/gazzettino/articolo/NORDEST/863888

Regione condannata a risarcire famiglia di donna morta dopo essere stata colpita da un masso staccatosi dalla montagna sotto cui transitava


L'incidente nel 2009: la donna stava passeggiando a Calalzo con il marito e la figlia di 8 anni. La sentenza dopo 5 annidi Vittorino Compagno26-Agosto-2014 DOLO - Era stata colpita in testa da un masso che si era staccato dalla montagna mentre ritornava da una passeggiata lungo la pista che porta al rifugio Capanna degli Alpini, nel comune bellunese di Calalzo. Una tragica fatalità. Il masso gli aveva spaccato il cranio ed era morta così, senza nemmeno accorgersene.

Era il 15 giugno del 2009. Elisabetta Biolo aveva 42 anni ed abitava con la famiglia a Dolo (Venezia). Era in passeggiata con il marito e la figlia di 8 anni. Dopo il tragico fatto la famiglia della donna aveva aperto una causa avvalendosi dell'ufficio legale Giorgia Maschera di Dolo, imputando la causa del mortale incidente alla mancata cura e messa in sicurezza della passeggiata da parte del Comune di Calalzo, della Regione del Veneto e del Genio Civile di Belluno, enti che successivamente si sono scaricati l'un l'altro la responsabilità dell'incidente. A distanza di 5 anni il Tribunale ha condannato la Regione ad un risarcimento di 900mila euro.
 
QUESTA È LA FINE DEI SENTIERI

È un precedente gravissimo, da qua in poi ogni sentiero a rischio frana verrà chiuso con ordinanza perché nessuno vorrà accollarsi la responsabilità di casi simili...

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Di che "tipo" è quel sentiero? Se si tratta di una passeggiata nei pressi del paese, negli immediati paraggi di hotel, gelaterie e negozi, allora forse ci può stare.
Se invece si tratta di un sentiero distante dalle zone rurali, mi dispiace per la famiglia, ma concordo con blitz che il precedente è piuttosto dannoso.
 
Cit. altro post:

Mi lascia perplesso una causa intentata contro una regione per cattiva manutenzione del sentiero se una pietra casca dall'alto... se la regione va in appello, diventa difficilmente confermabile questa sentenza.

Quale oggettività ci può essere nella valutazione della sicurezza di un sentiero, sul quale è caduta una pietra dall'alto?
Siamo in montagna, la responsabilità al 100% la puoi avere se hai lasciato una pietra in sbilenco 1m sopra la zucca di quelli che passano... ma se la pietra arriva da 30m sopra, in una stagione di piogge, gelo/disgelo?

Bah a me certe cose mi lascian perplesso.

Continuo ad essere un forte sostenitore dei tornelli all'ingresso delle valli... tanta gente NON E' IN GRADO DI ANDARE IN MONTAGNA. Bisogna fare test attitudinali...
 
che bel post ho creato...grazie a fabio credo

sull'argomento, potrei dar ragione alla famiglia solo se era una strada regionale di servizio del rifugio, destinata al passaggio di autoveicoli ed era sprovvista di cartelli attenzione caduta massi...
 

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è una "strada" sassata di fondovalle (30 anni fa percorribile in 127, adesso solo con fuoristrada) che collega due rifugi di bassa quota incuneandosi tra il gruppo dell' Antelao da una parte e il gruppo delle Marmarole dall' altra
 
Al 90% in appello la Regione sarà assolta... facilità e transitabilità o meno del sentiero, è anche difficile ricostruire 5 minuti dopo l'incidente, la situazione che ha portato alla caduta di un masso, che possa constatare l'effettiva responsabilità del demanio.

Tragica c'è poco da dire, ma spese avvocatesche inutili, IMO.
 
QUESTA È LA FINE DEI SENTIERI

È un precedente gravissimo, da qua in poi ogni sentiero a rischio frana verrà chiuso con ordinanza perché nessuno vorrà accollarsi la responsabilità di casi simili...

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basterà mettere ovunque dei bei cartelli di "Caduta Massi"
 
BELLUNO (15 giugno 2009) - Ancora un incidente in montagna: a perdere la vita questa volta è stata un'escursionista 42enne di Dolo (Venezia), Elisabetta Biolo, colpita da una sasso durante una frana nei pressi della cascata delle Pile in val d'Oten, nel bellunese.

Partita in mattinata per un'escursione alla cascata delle Pile e al rifugio Capanna degli alpini in val d'Oten, dopo l'una la 42enne era già sulla via del rientro accompagnata dal marito e dalla figlia di 8 anni. Nel passaggio della forra, in mezzo a due alte pareti rocciose, due grossi sassi si sono staccati dalle rocce, probabilmente per il disgelo, e hanno colpito la donna, che camminava in testa al gruppo formato da familiari e parenti.

Subito è scattato l'allarme ma il medico sbarcato poco dopo dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non ha potuto fare altro che constatare il decesso della donna provocato da un grave trauma alla testa. Sul posto una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Pieve di Cadore che ha avviato il recupero del corpo. Il sentiero percorso dagli escursionisti era a tratti attrezzato da passerelle in ferro.

Trovato qualcosa in più su un articolo dell'epoca. Effettivamente il percorso che va alla Cascata delle Pile è una "passeggiata" turistica attrezzata con passerelle e ponticelli
 
Non credo che il cartello "caduta massi" , anche se fosse una strada carrozzabile, possa influenzare o meno la responsabilità dell'ente gestore della strada in caso di masso "cadente": mi ricordo che a scuola guida, anni fa, puntualizzarono che tale cartello, quand'anche si trovi su una qualsiasi strada, non è fatto per invitare i conducenti a fare attenzione ai massi "cadenti" dall'alto (perchè altrimenti uno che quida, guardando in alto, si schianterebbe tempo niente), ma a fare attenzione alla presenza di eventuali massi già caduti che potrebbero aver invaso la carreggiata, quindi è un invito a guardar bene davanti, non a guardar bene in alto !! Su una strada pedonale penso che tale cartello valga ancora meno
 
QUESTA È LA FINE DEI SENTIERI

È un precedente gravissimo, da qua in poi ogni sentiero a rischio frana verrà chiuso con ordinanza perché nessuno vorrà accollarsi la responsabilità di casi simili...

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Beh, mi pare che in molte zone si stia già procedendo in questo senso, abbiamo già constatato e detto di quello che succede nelle dolomiti friulane. In generale questo concetto si potrebbe applicare anche a sentieri franati a inizio stagione. Lo percorro, cado, faccio causa (o lo fa la famiglia se non sono in grado) e vengo rimborsato perché la cosa non era ancora segnalata.
Dove sta il limite tra sentiero "da segnalare, sistemare o chiudere" e sentiero per cui "sono cavoli tuoi"? Siamo in Italia e la soluzione quasi automatica sarà CHIUDERE.
Mi sembra davvero un precedente pericoloso e sconcertante.
 
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Mi lascia perplesso una causa intentata contro una regione per cattiva manutenzione del sentiero se una pietra casca dall'alto... se la regione va in appello, diventa difficilmente confermabile questa sentenza.

Quale oggettività ci può essere nella valutazione della sicurezza di un sentiero, sul quale è caduta una pietra dall'alto?
Siamo in montagna, la responsabilità al 100% la puoi avere se hai lasciato una pietra in sbilenco 1m sopra la zucca di quelli che passano... ma se la pietra arriva da 30m sopra, in una stagione di piogge, gelo/disgelo?

Bah a me certe cose mi lascian perplesso.

Continuo ad essere un forte sostenitore dei tornelli all'ingresso delle valli... tanta gente NON E' IN GRADO DI ANDARE IN MONTAGNA. Bisogna fare test attitudinali...

E la signora doveva passeggiare con il casco in testa? ma per favore...
 
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