pierr
Well-known member
il 16 agosto, sfruttando un passaggio dei miei genitori che andavano a farsi un giro sul lago di Ginevra, mi sono fatto portare poco sotto il passo del Gran San Bernardo, a quota 2300 circa. Esiste comunque una linea di bus pubblici che da Aosta porta al passo in estate. L'obiettivo è una lunga traversata, neanche particolarmente faticosa, che da lì raggiungerà la Val Ferret sotto il Monte Bianco, attraverso ben 3 colli che danno cosi grande variabilità di ambiente e panorami. L'itinerario prevede il superamento dei colli di Saint Rhemy, di Ceingles, discesa al recente rifugio Frassati, salita al colle Malatrà e discesa in val Ferret passando per il rifugio Bonatti. Da qui prevedevo di prendere il bus per Courmayeur ma il buon Pat che era in zona Valdigne si è venuto a fare un giro anche in Val Ferret e mi ha raccolto. Il dislivello complessivo sarà di 1150 metri in salita per 1680 in discesa, per una lunghezza di poco meno di 18 km.
profilo altimetrico:
traccia:
foto:
Mi faccio lasciare in un parcheggio vicino questa strana roccia. Come si vede, nella notte ha nevicato:
io volevo vedere la zona del passo e quindi ho allungato leggermente la rotta. Dal parcheggio con un sentiero che va in costa verso ovest raggiungo in una ventina di minuti il punto più corretto in cui cominciare il tragitto che mi accingo a compiere. Andrebbe presa questa carrabile a tornanti poco dopo il grande tornante che la strada del passo (il tunnel è già alle spalle) compie a quota 2100. La carrabile sale all'alpeggio Praz de Farcoz.
il sentiero che invece ho fatto io, in leggera discesa. Sullo sfondo, la cima del Mont Velan tra le nuvole.
una volta all'alpeggio comincia la salita al colle di Saint Rhemy (2557)
le nuvole continuano a farla da padrone dal lato svizzero. Del Mont Velan si continueranno a vedere solo le cime e i ghiacciai sommitali. In basso a sinistra, il passo del Gran San Bernardo:
la salita al primo colle è una facile passeggiata. Non sarà cosi per le successive salite. Di fronte a me, al centro, la prossima meta, il colle delle Ceingles (2809).
Per raggiungerlo non si scende dal colle di Saint Rhemy, ma si rimane in costa in piano per qualche km per poi attaccare i 300 metri della salita
lo spettacolo verso sud è grandioso anche se rovinato dalle solite nuvole. Su tutte le cime è la Grivola a far la primadonna
mi avvicino al colle des Ceingles:
zoom sulla rampa finale, bella appesa nonostante il sentiero sale a zigzag:
il vallone appena percorso, con in fondo il col di Saint Rhemy:
durante il tragitto becco freddo, vento e nevischio. Arrivato in cima, il tempo dà chiari segni di miglioramenti. Non posso arrivare per l'ennesima volta davanti al Monte Bianco coperto da nuvole.....
Il vallone di discesa:
un po' di neve rimasta dalla notte:
la vista verso nord è chiusa dalla prossimità della cresta di confine (si passa a 300 dal confine svizzero). Verso sud invece lo spettacolo è grandioso, con tutta la cresta del Gran Paradiso visibile: Grivola, gruppo del Gran Paradiso, Ciarforon, Becca di Monciair)
la zona di discesa, ben più facile di quella di salita:
il passo des Ceingles visto dopo qualche metro di discesa:
si scende per circa 300 metri, per buona parte in mezzo al vallone lungo una morena glaciale:
a un certo punto sbuca a destra il rifugio Frassati e si gira per qualche km in piano. Sopra, l'ultima fatica di giornata, il famoso Col Malatrà, punto più elevato dell'Alta Via numero 1 e ultima fatica di chi percorre il famigerato Tor des Geants:
il vallone di salita "normale" al rifugio Frassati, dalla zona di St.Rhemy En Bosses
il rifugio è aperto da 3 anni. E' stato costruito ed è gestito dalla onlus di missionari e volontari cattolici in sudamerica "Mato Grosso". I ragazzi gestiscono anche il rifugio degli Angeli in Valgrisenche e stanno costruendo (e li ho visti all'opera portando enormi pesi sulle spalle) un terzo rifugio in Val di Rhemes nel vallone di Entrelor.
mi fermo per una polenta concia (ottima), giusto per rendere più eccitante l'ultima salita di giornata......
il vallone sopra il rifugio:
la zona da cui sono venuto (sceso da sinistra)
la salita fino al col Malatrà è di 400 metri ma sembreranno il doppio con lo stomaco appesantito. Si comincia a intravedere la malefica cresta finale per gli ultimi 200 metri di salita:
dai che manca poco.....
mi fermo a riposare ogni pochi secondi. Vista all'indietro:
il peggio è passato, manca solo un passaggio delicato con pioli e corde fisse. C'è un passaggio in cui ci si deve appendere alle corte e tirarsi su un metro. Urlo dietro di me a due tipi che stanno salendo in mountain bike "guardate che qui non passate!" E invece ce la faranno!
il colle è la porta del paradiso, finalmente la cima del Monte Bianco si rivela in tutta la sua grandiosità:
zoom verso la Val Veny, con la parte finale del ghiacciaio Miage e più su il col de la Seigne verso la Francia
la discesa dal Col Malatrà è molto più facile della salita:
e dopo un po' sbucano i due fenomeni in Mountain Bike
faccio decine di foto sempre con lo stesso soggetto:
dopo un po' lungo la discesa sbucano anche le sorelle del Re: le Grandes Jorasses
il ghiacciaio più visibile lungo la discesa è quello di Frebouze, che scende l'anfiteatro composto da Grandes e Petit Jorasses, Aiguille de Leschaux e Mont Greuvetta
la piramide perfetta della parete est delle Grandes Jorasses
vengo raggiunto dai tipi in MB, scoprirò che sono padre e figlio
Grandes Jorasses, ghiacciaio di Frebouze, gruppo di Leaschaux
si raggiunge su un lungo piano l'alpeggio alto di Malatrà
vista all'indietro. Il col di Malatrà è a sinistra, non visibile
che sogno sarebbe sciare quel ghiacciaio che scende a sinistra del mont Greuvetta.....
via via che si scende l'attenzione la sposto verso la stupenda cresta di Peuterey
Aiguille Noire, Dames Anglaises, Picco Gugliermina, Aiguille Blanche
più scendo e più il ghiacciaio di Frebouze incombe
Val Veny:
per incontrare Pat che mi darà uno strappo non mi fermo per la birra al rifugio Bonatti ma scendo direttamente con un'unica tirata. lo trovo a Lavaschey che vuole pescare una trota da cucinare la sera in campeggio. Veloce birra insieme a Morgex e poi lo lascio ai suoi manicaretti
profilo altimetrico:
traccia:
foto:
Mi faccio lasciare in un parcheggio vicino questa strana roccia. Come si vede, nella notte ha nevicato:
io volevo vedere la zona del passo e quindi ho allungato leggermente la rotta. Dal parcheggio con un sentiero che va in costa verso ovest raggiungo in una ventina di minuti il punto più corretto in cui cominciare il tragitto che mi accingo a compiere. Andrebbe presa questa carrabile a tornanti poco dopo il grande tornante che la strada del passo (il tunnel è già alle spalle) compie a quota 2100. La carrabile sale all'alpeggio Praz de Farcoz.
il sentiero che invece ho fatto io, in leggera discesa. Sullo sfondo, la cima del Mont Velan tra le nuvole.
una volta all'alpeggio comincia la salita al colle di Saint Rhemy (2557)
le nuvole continuano a farla da padrone dal lato svizzero. Del Mont Velan si continueranno a vedere solo le cime e i ghiacciai sommitali. In basso a sinistra, il passo del Gran San Bernardo:
la salita al primo colle è una facile passeggiata. Non sarà cosi per le successive salite. Di fronte a me, al centro, la prossima meta, il colle delle Ceingles (2809).
Per raggiungerlo non si scende dal colle di Saint Rhemy, ma si rimane in costa in piano per qualche km per poi attaccare i 300 metri della salita
lo spettacolo verso sud è grandioso anche se rovinato dalle solite nuvole. Su tutte le cime è la Grivola a far la primadonna
mi avvicino al colle des Ceingles:
zoom sulla rampa finale, bella appesa nonostante il sentiero sale a zigzag:
il vallone appena percorso, con in fondo il col di Saint Rhemy:
durante il tragitto becco freddo, vento e nevischio. Arrivato in cima, il tempo dà chiari segni di miglioramenti. Non posso arrivare per l'ennesima volta davanti al Monte Bianco coperto da nuvole.....
Il vallone di discesa:
un po' di neve rimasta dalla notte:
la vista verso nord è chiusa dalla prossimità della cresta di confine (si passa a 300 dal confine svizzero). Verso sud invece lo spettacolo è grandioso, con tutta la cresta del Gran Paradiso visibile: Grivola, gruppo del Gran Paradiso, Ciarforon, Becca di Monciair)
la zona di discesa, ben più facile di quella di salita:
il passo des Ceingles visto dopo qualche metro di discesa:
si scende per circa 300 metri, per buona parte in mezzo al vallone lungo una morena glaciale:
a un certo punto sbuca a destra il rifugio Frassati e si gira per qualche km in piano. Sopra, l'ultima fatica di giornata, il famoso Col Malatrà, punto più elevato dell'Alta Via numero 1 e ultima fatica di chi percorre il famigerato Tor des Geants:
il vallone di salita "normale" al rifugio Frassati, dalla zona di St.Rhemy En Bosses
il rifugio è aperto da 3 anni. E' stato costruito ed è gestito dalla onlus di missionari e volontari cattolici in sudamerica "Mato Grosso". I ragazzi gestiscono anche il rifugio degli Angeli in Valgrisenche e stanno costruendo (e li ho visti all'opera portando enormi pesi sulle spalle) un terzo rifugio in Val di Rhemes nel vallone di Entrelor.
mi fermo per una polenta concia (ottima), giusto per rendere più eccitante l'ultima salita di giornata......
il vallone sopra il rifugio:
la zona da cui sono venuto (sceso da sinistra)
la salita fino al col Malatrà è di 400 metri ma sembreranno il doppio con lo stomaco appesantito. Si comincia a intravedere la malefica cresta finale per gli ultimi 200 metri di salita:
dai che manca poco.....
mi fermo a riposare ogni pochi secondi. Vista all'indietro:
il peggio è passato, manca solo un passaggio delicato con pioli e corde fisse. C'è un passaggio in cui ci si deve appendere alle corte e tirarsi su un metro. Urlo dietro di me a due tipi che stanno salendo in mountain bike "guardate che qui non passate!" E invece ce la faranno!
il colle è la porta del paradiso, finalmente la cima del Monte Bianco si rivela in tutta la sua grandiosità:
zoom verso la Val Veny, con la parte finale del ghiacciaio Miage e più su il col de la Seigne verso la Francia
la discesa dal Col Malatrà è molto più facile della salita:
e dopo un po' sbucano i due fenomeni in Mountain Bike
faccio decine di foto sempre con lo stesso soggetto:
dopo un po' lungo la discesa sbucano anche le sorelle del Re: le Grandes Jorasses
il ghiacciaio più visibile lungo la discesa è quello di Frebouze, che scende l'anfiteatro composto da Grandes e Petit Jorasses, Aiguille de Leschaux e Mont Greuvetta
la piramide perfetta della parete est delle Grandes Jorasses
vengo raggiunto dai tipi in MB, scoprirò che sono padre e figlio
Grandes Jorasses, ghiacciaio di Frebouze, gruppo di Leaschaux
si raggiunge su un lungo piano l'alpeggio alto di Malatrà
vista all'indietro. Il col di Malatrà è a sinistra, non visibile
che sogno sarebbe sciare quel ghiacciaio che scende a sinistra del mont Greuvetta.....
via via che si scende l'attenzione la sposto verso la stupenda cresta di Peuterey
Aiguille Noire, Dames Anglaises, Picco Gugliermina, Aiguille Blanche
più scendo e più il ghiacciaio di Frebouze incombe
Val Veny:
per incontrare Pat che mi darà uno strappo non mi fermo per la birra al rifugio Bonatti ma scendo direttamente con un'unica tirata. lo trovo a Lavaschey che vuole pescare una trota da cucinare la sera in campeggio. Veloce birra insieme a Morgex e poi lo lascio ai suoi manicaretti