pat
Well-known member
Premessa
gni giornata in montagna e'meglio che dieci in pianura
Voto 6,5 pero'... non mi ha soddisfatto appieno anche se e'andato tutto per il verso giusto... oggi mi e' mancata quella grandiosita' della Valle d'Aosta che mi riempie gli occhi e giustifica lo svuotamento delle energie e del portafogli.
Allora... il tempo in Vda era previsto bello, con qualche nuvola piu' consistente sulle cime.I grandi panorami sarebbero stati compromessi ovunque (forse) e piuttosto che rimaner delusi forse ho pensato fosse meglio girare in quota in cerca di marmotte e laghetti. Arp andava bene per questo... quota 2440... avvicinamento tutto su strada carrozzabile per le jeep degli alpeggi. Generalmente non le disdegno le jeeppabili ma questa e' alquanto lunga e monotona, ti stanca come un sentiero ma ti appaga di meno. Il panorama sulla bassa valle, le piste di Estoul e la remota zona occidentale della Vda non e' male: all'inizio si vede pure il Bianco! Poi, dopo aver superato il punto di arrivo della seggiovia biposto, si entra in un vallone un po' anonimo, ravvivato solo da una cascata sul lato opposto alla strada e da molti rododendri lungo il percorso... poi cedono il passo ad erba e rocce. Il rif Arp si vede gia' in alto a sinistra ma siamo solo a meta' strada. Un cane gioca su ogni chiazza di neve che trova: la mangia, la scava, ci si rotola sopra, beato lui... il padrone lo guarda divertito e dice che fa sempre cosi'...ama la neve. 4 metri quadri di neve non fan felici solo noi... Con molte pause foto in due ore circa dal parcheggio il rifugio si raggiunge
E' grande, ben fatto, curato, non spartano ma neanche alberghetto
... una via di mezzo; il personale e la padrona sono affabili e gentili, ti mettono a tuo agio, e si mangia pure bene: per me polenta concia con spezzatino ( che qui si chiama carbonada) e un bel tiramisu'.
Poi esco e a 5 min dal rifugio ho visto tre vispe marmottine che si facevano facilmente fotografare
Vedrete le foto domani. Silenziosamente le facevo notare a tutti quelli che passavano e tutti si fermavano a fotografarle. Poco oltre ce n'era una bella, vicina e grassoccia, ma una signora piu' grassa di lei e sicuramente meno intelligente, mentre io avevo gia' estratto la fotocamera dalla custodia ha avuto la stupidissima idea di gridare "Ecco, guarda, c'e' la marmotta!" con voce da Sandra Milo per parlare a tre persone che non distavano da lei piu" di un passo... e ovviamente l'animale piu' intelligente e' scappato prima che potessi prender la mira.
Ho proseguito poi per le baite di Palasinaz per vedere quei tre laghetti presenti in zona; si superano ampi pascoli percorrendo sempre strade carrozzabili (ad uso dei numerosi alpeggi) e si giunge a un ruscello che costeggia la stradina (nel vero senso della parola) superato il quale si arriva al lago della battaglia (che in cartina ha una vaga forma a reggiseno) e al lago verde (nome su oruxmaps ma credo che in loco sia nominato diversamente); per arrivarci si seguono i sentieri 5 + 105.
To be continued...
Voto 6,5 pero'... non mi ha soddisfatto appieno anche se e'andato tutto per il verso giusto... oggi mi e' mancata quella grandiosita' della Valle d'Aosta che mi riempie gli occhi e giustifica lo svuotamento delle energie e del portafogli.
Allora... il tempo in Vda era previsto bello, con qualche nuvola piu' consistente sulle cime.I grandi panorami sarebbero stati compromessi ovunque (forse) e piuttosto che rimaner delusi forse ho pensato fosse meglio girare in quota in cerca di marmotte e laghetti. Arp andava bene per questo... quota 2440... avvicinamento tutto su strada carrozzabile per le jeep degli alpeggi. Generalmente non le disdegno le jeeppabili ma questa e' alquanto lunga e monotona, ti stanca come un sentiero ma ti appaga di meno. Il panorama sulla bassa valle, le piste di Estoul e la remota zona occidentale della Vda non e' male: all'inizio si vede pure il Bianco! Poi, dopo aver superato il punto di arrivo della seggiovia biposto, si entra in un vallone un po' anonimo, ravvivato solo da una cascata sul lato opposto alla strada e da molti rododendri lungo il percorso... poi cedono il passo ad erba e rocce. Il rif Arp si vede gia' in alto a sinistra ma siamo solo a meta' strada. Un cane gioca su ogni chiazza di neve che trova: la mangia, la scava, ci si rotola sopra, beato lui... il padrone lo guarda divertito e dice che fa sempre cosi'...ama la neve. 4 metri quadri di neve non fan felici solo noi... Con molte pause foto in due ore circa dal parcheggio il rifugio si raggiunge
E' grande, ben fatto, curato, non spartano ma neanche alberghetto
... una via di mezzo; il personale e la padrona sono affabili e gentili, ti mettono a tuo agio, e si mangia pure bene: per me polenta concia con spezzatino ( che qui si chiama carbonada) e un bel tiramisu'.
Poi esco e a 5 min dal rifugio ho visto tre vispe marmottine che si facevano facilmente fotografare
Vedrete le foto domani. Silenziosamente le facevo notare a tutti quelli che passavano e tutti si fermavano a fotografarle. Poco oltre ce n'era una bella, vicina e grassoccia, ma una signora piu' grassa di lei e sicuramente meno intelligente, mentre io avevo gia' estratto la fotocamera dalla custodia ha avuto la stupidissima idea di gridare "Ecco, guarda, c'e' la marmotta!" con voce da Sandra Milo per parlare a tre persone che non distavano da lei piu" di un passo... e ovviamente l'animale piu' intelligente e' scappato prima che potessi prender la mira.
Ho proseguito poi per le baite di Palasinaz per vedere quei tre laghetti presenti in zona; si superano ampi pascoli percorrendo sempre strade carrozzabili (ad uso dei numerosi alpeggi) e si giunge a un ruscello che costeggia la stradina (nel vero senso della parola) superato il quale si arriva al lago della battaglia (che in cartina ha una vaga forma a reggiseno) e al lago verde (nome su oruxmaps ma credo che in loco sia nominato diversamente); per arrivarci si seguono i sentieri 5 + 105.
To be continued...
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