Autobrennero "a idrogeno"

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BOLZANO - La prossima volta che i tedeschi verranno in Italia per le vacanze lo faranno con un’auto a idrogeno. La Germania, infatti, è uno dei Paesi che più sta investendo su questa tecnologia. E noi ci stiamo preparando ad accoglierli. Il progetto di una hydrogen highway , lungo cui potranno viaggiare le vetture a celle di combustibile, sta prendendo forma. Va da Monaco a Modena il «corridoio verde» in cui, entro il 2016, verranno installate sette stazioni di rifornimento a meno di 100 km l’una dall’altra. Una buona distribuzione se si considera che l’autonomia di un veicolo di questo tipo sfiora i 600 km.


Alto Adige apripista

Ponte ideale fra le due nazioni è Bolzano, la cui vocazione alla ricerca di soluzioni sostenibili è radicata. Non a caso proprio qui la storica competizione sui tornanti del monte Mendola è stata sostituita con due gare di regolarità per evitare di disturbare la fauna e la flora locali. La prima è quella delle auto storiche, nella quale hanno fatto un’apparizione anche le vetture del Club Italia. La seconda è un «ecorally» riservato ai veicoli a energia alternativa, dalle ibride alle elettriche, dall’anno prossimo anche a idrogeno. Oltre alle istituzioni locali, anche volti noti del mondo dell’auto sostengono l’iniziativa. Da Mauro Forghieri, progettista delle Ferrari più premiate, presente anche all’edizione 2014, al presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, a Jean Todt, presidente della Fia.
L’Alto Adige ha obiettivi ancor più ambiziosi, come arrivare alla mobilità a zero emissioni e all’autosufficienza energetica entro il 2050. Ecco perché punta sull’idrogeno, un elemento rinnovabile e non monopolizzabile, che può essere prodotto in qualsiasi parte del mondo. Oltre a quelle sull’autostrada, Bolzano vuole installare in sei anni 24 stazioni di rifornimento in tutta la Provincia, una ogni 20 km. La prima è stata appena inaugurata all’uscita Bolzano Sud della A22. Costata quasi 10 milioni di euro, fa parte del nuovo impianto di produzione e distribuzione di idrogeno H2Südtirol, voluto dall’Istituto per le innovazioni tecnologiche e dall’Autostrada del Brennero. Qui l’idrogeno si produce per elettrolisi con l’energia idroelettrica generata in zona (6,2 miliardi di kWh all’anno), mentre per le altre stazioni si prevede di usare altre fonti rinnovabili. Un ciclo che in futuro si chiuderà, perché l’idrogeno verrà utilizzato anche per accumulare l’energia «verde» che ora va perduta se non utilizzata.


Un autobus costa 1 milione di euro

Con 1,5 milioni di metri cubi di gas generato ogni anno, equivalenti a 525 mila litri di benzina o 440 mila di diesel, la stazione di Bolzano potrà rifornire una ventina di autobus o quasi mille automobili. Un’esigenza sentita, visto che i mezzi a celle di combustibile circolano già in città: cinque bus Daimler di linea e dieci Hyundai ix35 che da luglio potranno essere noleggiate a circa 900 euro al mese. L’acquisto dei veicoli rientra nei programmi europei «Chic» (Clean Hydrogen in European Cities) e «HyFive», in cui sono coinvolte diverse città dell’Unione, tra cui Milano, e tutte le case automobilistiche che investono sull’idrogeno: oltre a Hyundai, la prima ad aver prodotto vetture di serie a fuel cell, Daimler, Bmw, Toyota e Honda.
L’Europa spinge in questa direzione perché, secondo Bruxelles, nel 2030 sul continente circoleranno oltre 16 milioni di veicoli alternativi. «Ma per avere un 10 per cento di auto dovrà esserci il 70 per cento di infrastrutture di distribuzione», sostiene Carlo Costa, direttore tecnico generale dell’A22.
I costi sono alti: un autobus si aggira sul milione di euro, contro i 200 mila di uno tradizionale, e la produzione di gas non è a buon mercato. «Dobbiamo aumentare i volumi per generare economie di scala e diventare competitivi», afferma Walter Huber, presidente dell’IIT. «L’ultima sfida sarà poi quella di creare dei sistemi di ricarica portatili per poter raggiungere tutto il mondo»
 
Per trasporto su lunghe distante, non urbano o metropolitano, sono del tutto contrario.

Nel mini-contesto dell'AA ci può stare ma pensare di applicarlo su larga scala e su un'austroada è secondo me, al momento, anti-sostenibile.

Ecco perché punta sull’idrogeno, un elemento rinnovabile e non monopolizzabile, che può essere prodotto in qualsiasi parte del mondo. Oltre a quelle sull’autostrada, Bolzano vuole installare in sei anni 24 stazioni di rifornimento in tutta la Provincia, una ogni 20 km. La prima è stata appena inaugurata all’uscita Bolzano Sud della A22. Costata quasi 10 milioni di euro, fa parte del nuovo impianto di produzione e distribuzione di idrogeno H2Südtirol, voluto dall’Istituto per le innovazioni tecnologiche e dall’Autostrada del Brennero. Qui l’idrogeno si produce per elettrolisi con l’energia idroelettrica generata in zona (6,2 miliardi di kWh all’anno), mentre per le altre stazioni si prevede di usare altre fonti rinnovabili. Un ciclo che in futuro si chiuderà, perché l’idrogeno verrà utilizzato anche per accumulare l’energia «verde» che ora va perduta se non utilizzata.
L'idrogeno non è una fonte rinnovabile.
Se i trasporti iniziassero a usare idrogeno in modo serio si farebbe passo contro la sostenibilità.
A bolzano hanno un surplus di generazione da rinnovabili e va bene usare l'idrogeno come accumulo e vettore. Con 6,2 TWh prodotti, tolti i consumi locali, tolta la quota che va in rete per la rete lettrica nazionale non penso ci sia un surplus di generazione tale da giustificare, nemmeno a bolzano, tali investimenti.

E' del tutto inutile "non emettere 10" in una città ed emettere 100 in un'altra città.
Meglio 20 e 20.
 
Per trasporto su lunghe distante, non urbano o metropolitano, sono del tutto contrario.

Nel mini-contesto dell'AA ci può stare ma pensare di applicarlo su larga scala e su un'austroada è secondo me, al momento, anti-sostenibile.

L'idrogeno non è una fonte rinnovabile.
Se i trasporti iniziassero a usare idrogeno in modo serio si farebbe passo contro la sostenibilità.
A bolzano hanno un surplus di generazione da rinnovabili e va bene usare l'idrogeno come accumulo e vettore. Con 6,2 TWh prodotti, tolti i consumi locali, tolta la quota che va in rete per la rete lettrica nazionale non penso ci sia un surplus di generazione tale da giustificare, nemmeno a bolzano, tali investimenti.

E' del tutto inutile "non emettere 10" in una città ed emettere 100 in un'altra città.
Meglio 20 e 20.

Concordo Fabio....se è per questo l'idrogeno non è proprio una fonte energetica ma un modo per immagazzinare l'energia elettrica....costoso, ma uno dei pochi (gli altri 2: batterie, stazioni di pompaggio...a questi si aggiunge la produzione di elettricità col solare termodinamico, in cui l'energia termica può essere conservata per alcune ore e può quindi continuare a produrre elettricità anche dopo il tramonto)

Nei passaggi elettricità - idrogeno - motori a fuel cell si perde una quantità incredibile di energia....energia che ovviamente in Italia non è in genere abbondante...ne potremo riparlare quando la quantità di energia prodotta con le rinnovabili sarà così alta che ci potremo permettere di immagazzinarla. Ora come ora si deve puntare, soprattutto in città, sull'ibrido, aumentando sempre più la componente elettrica.
 
Forse ho capito male. La provincia autonoma vuole spendere un centinaio di milioni di euro per i distrubutori sull'autostrada, poi vuole spendere altri centinaia di milioni di euro per un distributore ogni 20 km sulla sua provincia e se non ricordo male si oppone alla terza corsia, così nei periodi di traffico ( e sono frequenti su quella autostrada) tutti in fila ad inquinare:evil::evil::evil:. Avrò certamente capito male
 
Premesso che sono contento che gli eccessi di soldi vengano spesi per sperimentare piuttosto che alla "er BatMan", una cosa è chiara: chi troppo chi troppo poco.
Con quei soldi ci paghi decine se non centinaia di ricercatori per una vita... anche a Matera e Potenza.

In ogni caso se c'è un surplus così ingestibile di energia da FER, la produzione e stoccaggio di idrogeno ce lo vedo meglio per medio-piccoli impianti di co-generazione ad uso civile (ospedali, aziende, grandi spazi commerciali, etc.), approccio che rimane più "locale" come l'eventuale generazione.
 

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Io non ho trovato i costi nell'articolo (i 10 milioni sono per stazione + produzione), comunque non credo che i costi siano a carico della provincia (forse una parte), quasi di sicuro c'è di mezzo Autobrennero (e quindi in parte la provincia, ma almeno soldi provenienti dagli introiti e non dal pubblico). Anche perché solo una piccola parte dell'A22 passa nella prov. di Bolzano, il resto sta in Trentino, Veneto e Emilia-Romagna, senza contare l'Austria.

La terza corsia non si fa perché è stata sostituita con la nuova ferrovia del Brennero che si caricherà tutto il trasporto merci (che oggi non può andare sul Brennero per vari motivi, tra i quali la saturazione della linea), Autobrennero spa ha messo da parte 550 milioni per la costruzione della ferrovia. L'eventuale terza corsia non avrebbe fatto altro che aumentare il traffico e le emissioni inquinanti (già ampiamente superate in più tratti dell'A22).
 
Io non ho trovato i costi nell'articolo (i 10 milioni sono per stazione + produzione), comunque non credo che i costi siano a carico della provincia (forse una parte), quasi di sicuro c'è di mezzo Autobrennero (e quindi in parte la provincia, ma almeno soldi provenienti dagli introiti e non dal pubblico). Anche perché solo una piccola parte dell'A22 passa nella prov. di Bolzano, il resto sta in Trentino, Veneto e Emilia-Romagna, senza contare l'Austria.

La terza corsia non si fa perché è stata sostituita con la nuova ferrovia del Brennero che si caricherà tutto il trasporto merci (che oggi non può andare sul Brennero per vari motivi, tra i quali la saturazione della linea), Autobrennero spa ha messo da parte 550 milioni per la costruzione della ferrovia. L'eventuale terza corsia non avrebbe fatto altro che aumentare il traffico e le emissioni inquinanti (già ampiamente superate in più tratti dell'A22).

Quindi i TIR verranno caricati e scaricati dove? A Trento? A Verona? A Modena? alla stessa Bolzano? Secondo me i TIR diretti a Bz Tn Vr San Michele all'Adige, Rovereto ed altri paesoni importanti viaggeranno sempre sulla A22, mentre i soli TIR diretti alla frontiera verranno caricati sui treni, ma quelli che partono da TN e successivo sempre in treno arriveranno al Brennero?. Secondo me il problema non lo hanno risolto, troppo ottimisti e calcoli errati, perchè nelle domeniche, nelle feste /Natale Capodanno alla Concetta ci sarà sempre casino e poi i bus dove li mettiamo, sarà ma mi sa che si so sbagliati. E' si una autostrada commerciale ma è ancor di più una autostrada turistica e con il turismo i TIR su rotaie non c'entrano nulla, il traffico rimarrà uguale.
 
Già considerando i livelli di inquinamento attuale (superati abbondantemente in alcune tratte) stanno pensando a limitare il traffico aumentando tariffe e limitando la velocità, figuriamoci con 3 corsie cosa può diventare.

I calcoli della nuova linea del Brennero sono stati fatti bene, il Brennero è la linea che ha il maggior traffico merci di tutta Italia con ben 8800 mezzi pesanti al giorno (http://www.ladigetto.it/permalink/34681.html).
L'attuale ferrovia è satura, nella tratta a nord di Bolzano (quella più problematica con bassa capacità) non entra più nemmeno uno spillo, tanto che la provincia ha da tempo rinunciato al prolungamento di alcuni treni della Val Pusteria su Bolzano a causa di mancanza di tracce orarie sulla Bolzano-Fortezza.
L'Autobrennero spa per mitigare il problema dei trasporti pesanti ha creato una società ferroviaria ad hoc per il trasporto merci (Rail Traction Company) che insieme a tante altre imprese ferroviarie generano un flusso di merci altissimo.
Ma la percentuale di merci su strada è ancora alta e con l'attuale linea non si faranno molti passi avanti, quindi stanno costruendo il nuovo tunnel Innsbruck-Fortezza che bypasserà la tratta più complessa dove gli stretti raggi di curvatura obbligano basse velocità e i treni sulle forti pendenze necessitano della doppia trazione (con doppio personale).
Le altre tratte in progetto (Fortezza-Ponte Gardena, Circonvallazione di Bolzano e Trento) garantiranno un adeguata portata su tutta la tratta del Trentino Alto Adige dove attualmente la capacità della linea è più bassa.

I merci (caricati da qualsiasi scalo merci che sia Verona, Venezia, Milano, Bologna...) potranno raggiungere le città di Trento e Bolzano come oggi (ci saranno le interconnessioni) ma è risaputo che il principali flussi sono pianura-Germania. Inoltre grazie alla nuova linea si avranno numerosi altri benefici:
- l'inquinamento acustico generato dai treni merci sarà azzerato poiché passeranno in galleria
- potranno aumentare i treni locali in regione
- i tempi di percorrenza degli Eurocity sul Brennero si abbassano sensibilmente tanto che anche sulla Verona-Monaco sarà conveniente il treno rispetto all'aereo o all'auto, questo comporterà una sensibile riduzione del traffico.

Nel caso il traffico dei mezzi pesanti persisterà sull'A22 (vantaggio economico della gomma sul ferro) si potrà adottare una soluzione simil Svizzera dove i merci pesanti non possono superare i valichi stradali e sono caricati sui RoLa (autostrade viaggianti), soluzione già in parte adottata sull'attuale Brennero (un treno carica anche 20 camion), di conseguenza anche chi non vorrà sfruttare la ferrovia sarà obbligato.


A differenza della Val di Susa, qui i cittadini (e tutti gli amministratori locali) hanno sempre sostenuto la ferrovia preferendola all'ampliamento dell'autostrada e infatti i deliri NoTav non hanno mai attaccato e nessuno al livello nazionale sa del progetto, mentre a livello locale ogni open day dei cantieri è un successo clamoroso di visite.
In Val di Susa oltre alla tanto odiata ferrovia ora si beccano anche il raddoppio del tunnel stradale dell'A32, ma di questo tunnel non ne parla nessuno nonostante nella tratta italiana sia lungo quanto quello ferroviario (forse perché alcuni NoTav sono all'interno della Sitaf, società che gestisce l'autostrada).
 
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