So che forse non sono la persona adatta per parlare di lui, ma siccome secondo me s'è detto troppo poco, comincio io, ma spero che chi gli era più vicino su questo forum possa accodarsi e scrivere qualcosa in più.
Teo aveva la mia età, abbiamo frequentato lo stesso liceo di Cantù. Non eravamo amici, lui era un po' schivo e se ne stava sulle sue, ma era uno forte, le sue foto e le sue imprese parlavano per lui.
Seguivo il suo blog da tempo ed ero estremamente affascinato da quei posti fuori dal mondo, solitari, in cui la fatica incontra il rischio e la paura, in cui lo sci si fonde con l'alpinismo e ogni salita/discesa è una mezza impresa.
D'altronde, se non le fai quando sei giovane ste cose, quando le devi fare?
Si comincia con le gare del liceo, poi vai a fare il bigolo nello snowpark, poi ti butti in fuoripista. Tu ti fermi perché per te è solo un divertimento, loro vanno avanti e vogliono arrivare a toccare il cielo.
Un giorno poi vedi che finiscono sulla provincia, poi sulle testate nazionali, poi ti becchi la copertina di Ski-Alper. Foto da sbavo e racconti emozionanti... ti ritrovavi a giungo, a tirar fuori nel week end la palla da beach volley e intanto pensavi: chissà quegli asini in quale canale stanno andando a infilarsi oggi.
Puntavo il dito e dicevo ai miei amici "Ecco, vedi quel canale? Sono scesi da lì".
Me lo sentivo che sarebbe successo prima o poi, non pensavo così presto però. La notizia ha scosso un po' tutti, è arrivata in un giorno come tanti, di quelli in cui tu sei lì seduto davanti al pc, mentre loro erano arrampicati a 6000m a sfidare la montagna. E la morte. Stavolta però son partiti in quattro e torneranno in due.
Ritrovati Enrico e Matteo «Addio ragazzi delle cime» - Corriere.it
L'ultima volta che l'ho visto è stato qualche mese fa all'incontro Vertical Attitude organizzato da Mao a Milano, in cui i Faraoni hanno raccontato le loro "scampagnate". Ho fatto giusto in tempo a complimentarmi con lui per il suo blog. Lui per ricambiare, ha aggiunto su facebook la mia ragazza.
Questo forse il racconto che più mi è piaciuto (dal blog di Teo):
https://sassoincastrato.wordpress.com/2013/04/26/monte-disgrazia-parete-nord-with-ski/
Il mio pensiero in particolare va ai suoi amici, alcuni anche miei, che spesso hanno condiviso le uscite con lui, non solo in montagna. Spero che possiate tornare presto in montagna anche voi, con la serenità e l'allegria di prima... sta a voi decidere quando e quanto rischiare ancora.
Ciao Cavallo!
Teo aveva la mia età, abbiamo frequentato lo stesso liceo di Cantù. Non eravamo amici, lui era un po' schivo e se ne stava sulle sue, ma era uno forte, le sue foto e le sue imprese parlavano per lui.
Seguivo il suo blog da tempo ed ero estremamente affascinato da quei posti fuori dal mondo, solitari, in cui la fatica incontra il rischio e la paura, in cui lo sci si fonde con l'alpinismo e ogni salita/discesa è una mezza impresa.
D'altronde, se non le fai quando sei giovane ste cose, quando le devi fare?
Si comincia con le gare del liceo, poi vai a fare il bigolo nello snowpark, poi ti butti in fuoripista. Tu ti fermi perché per te è solo un divertimento, loro vanno avanti e vogliono arrivare a toccare il cielo.
Un giorno poi vedi che finiscono sulla provincia, poi sulle testate nazionali, poi ti becchi la copertina di Ski-Alper. Foto da sbavo e racconti emozionanti... ti ritrovavi a giungo, a tirar fuori nel week end la palla da beach volley e intanto pensavi: chissà quegli asini in quale canale stanno andando a infilarsi oggi.
Puntavo il dito e dicevo ai miei amici "Ecco, vedi quel canale? Sono scesi da lì".
Me lo sentivo che sarebbe successo prima o poi, non pensavo così presto però. La notizia ha scosso un po' tutti, è arrivata in un giorno come tanti, di quelli in cui tu sei lì seduto davanti al pc, mentre loro erano arrampicati a 6000m a sfidare la montagna. E la morte. Stavolta però son partiti in quattro e torneranno in due.
Ritrovati Enrico e Matteo «Addio ragazzi delle cime» - Corriere.it
L'ultima volta che l'ho visto è stato qualche mese fa all'incontro Vertical Attitude organizzato da Mao a Milano, in cui i Faraoni hanno raccontato le loro "scampagnate". Ho fatto giusto in tempo a complimentarmi con lui per il suo blog. Lui per ricambiare, ha aggiunto su facebook la mia ragazza.
Questo forse il racconto che più mi è piaciuto (dal blog di Teo):
https://sassoincastrato.wordpress.com/2013/04/26/monte-disgrazia-parete-nord-with-ski/
Il mio pensiero in particolare va ai suoi amici, alcuni anche miei, che spesso hanno condiviso le uscite con lui, non solo in montagna. Spero che possiate tornare presto in montagna anche voi, con la serenità e l'allegria di prima... sta a voi decidere quando e quanto rischiare ancora.
Ciao Cavallo!