La mia ricerca di sciatore amante delle grandi pendenze , mi ha portato attraverso varie fasi: l'autoconferma, l'inseguimento delle classiche ed vari altri step fino alla fase che vivo ormai da un paio di anni e cioè un pressoché totale distacco dalle etichette… vado a sciare dove mi piace e quando ne ho voglia, vado a sciare questo o quel posto quando mi chiama!
Il Grand ferrand è un posto unico nel suo genere, le sue due grotte innevate sono una scenografia perfetta attorno ad uno sciatore che ne gestisce la pendenza che a tratti diventa ragguardevole, la salita alpinistica che in zona è un plus piuttosto semplice, ma per ovvi motivi, estremamente appetibile, ti introduce in un mondo verticale dall'estetica unica ed imperdibile.
Lunedi scorso dopo aver condiviso la vetta amica della Rognosa e belle curve su neve piacevole col nostro caro Alfredo, ho recuperato il Rouge ed insieme ci siamo recati in Alta Provenza.
Abbiamo passato una notte più che dignitosa nel mio furgone ed all'alba abbiamo risalito i dolci pendii circondati da panettoni bianchi tagliati da splendide barre rocciose, un contesto paradisiaco per qualsiasi sci alpinista…
La nostra pellata ci ha portata all'attacco della prima grotta, all'interno della quale siamo stati proettati nel vivo della nostra escursione…
Abbiamo superato snelli il primo chorum uscendo su di una ripida rampa che ci ha fatto raggiungere una comoda cengia, sotto ad una barra di roccia non troppo solida ma molto bella…
Con un traverso comodo ci siamo portati in prossimità dell'entrata della grotta superiore, sulla perpendicolare di un salto di circa cento cinquanta metri…
Se l'entrata della seconda caverna aveva una morfologia simile alla prima, la parte superiore ci ha lasciati a bocca aperta regalandoci uno spettacolo di archi e colori suggestivi… ne ero certo, era per trovare qualcosa di simile che ero venuto ad arrampicarmi e sciare in quel luogo e mi sa che l'avevo trovato!
Usciti dalla seconda grotta un facile, ma esposto, passaggio ci ha permesso con una passeggiata di un centinaio di metri pressoché pianeggianti, di raggiungere la cima del Grand Ferrand.
Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con una guida alpina della zona che sarebbe ridiscesa per la via normale e dopo aver regolato gli attacchini del Rouge… eh eh eh… abbiamo finalmente iniziato la nostra scenografica discesa in sci…
Percorso velocemente il pianetto sommitale, ci siamo ritrovati a curvare sopra ad una sella aerea stupenda che ci ha portato alla ripida rampa d'accesso della caverna superiore e li abbiamo avuto la conferma di ciò che avevamo visto in salita e cioè il ghiaccio vivo comprometteva sciisticamente l'entrata… abbiamo deciso comunque di affrontare questa menata sci ai piedi e la cosa ci ha regalato un momentino abbastanza piccante!
Sulla cengia la nave era ormai completamente marcia, per questo motivo ci siamo portati in fretta all'entrata della grotta inferiore, una zona con una pendenza interessante ed un impatto visivo davvero importante…abbiamo aspettato che uno dei tanti sci alpinisti che risalgono le grotte per poi scendere dietro si spostasse dallo scolatoio e siamo scivolati tra una curva ed un passaggio da clown tra ghiaccio e roccia fino all'uscita del primo chorum… è ovvio che fatta con le condizioni di Xavier il mio ego sciistico avrebbe dilagato, ma data la bellezza del posto non mi sento di avanzare reclami…
I mille metri di dislivello dall'uscita della grotta alla fine della neve sono stati il teatro di scene imbarazzanti stile teenager velocisti…ma d'altronde…
Giunti a Briancon… Robi trova un passaggio da amici per tornare a Cesana, io ho altri piani…
continua...
Il Grand ferrand è un posto unico nel suo genere, le sue due grotte innevate sono una scenografia perfetta attorno ad uno sciatore che ne gestisce la pendenza che a tratti diventa ragguardevole, la salita alpinistica che in zona è un plus piuttosto semplice, ma per ovvi motivi, estremamente appetibile, ti introduce in un mondo verticale dall'estetica unica ed imperdibile.
Lunedi scorso dopo aver condiviso la vetta amica della Rognosa e belle curve su neve piacevole col nostro caro Alfredo, ho recuperato il Rouge ed insieme ci siamo recati in Alta Provenza.
Abbiamo passato una notte più che dignitosa nel mio furgone ed all'alba abbiamo risalito i dolci pendii circondati da panettoni bianchi tagliati da splendide barre rocciose, un contesto paradisiaco per qualsiasi sci alpinista…
La nostra pellata ci ha portata all'attacco della prima grotta, all'interno della quale siamo stati proettati nel vivo della nostra escursione…
Abbiamo superato snelli il primo chorum uscendo su di una ripida rampa che ci ha fatto raggiungere una comoda cengia, sotto ad una barra di roccia non troppo solida ma molto bella…
Con un traverso comodo ci siamo portati in prossimità dell'entrata della grotta superiore, sulla perpendicolare di un salto di circa cento cinquanta metri…
Se l'entrata della seconda caverna aveva una morfologia simile alla prima, la parte superiore ci ha lasciati a bocca aperta regalandoci uno spettacolo di archi e colori suggestivi… ne ero certo, era per trovare qualcosa di simile che ero venuto ad arrampicarmi e sciare in quel luogo e mi sa che l'avevo trovato!
Usciti dalla seconda grotta un facile, ma esposto, passaggio ci ha permesso con una passeggiata di un centinaio di metri pressoché pianeggianti, di raggiungere la cima del Grand Ferrand.
Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con una guida alpina della zona che sarebbe ridiscesa per la via normale e dopo aver regolato gli attacchini del Rouge… eh eh eh… abbiamo finalmente iniziato la nostra scenografica discesa in sci…
Percorso velocemente il pianetto sommitale, ci siamo ritrovati a curvare sopra ad una sella aerea stupenda che ci ha portato alla ripida rampa d'accesso della caverna superiore e li abbiamo avuto la conferma di ciò che avevamo visto in salita e cioè il ghiaccio vivo comprometteva sciisticamente l'entrata… abbiamo deciso comunque di affrontare questa menata sci ai piedi e la cosa ci ha regalato un momentino abbastanza piccante!
Sulla cengia la nave era ormai completamente marcia, per questo motivo ci siamo portati in fretta all'entrata della grotta inferiore, una zona con una pendenza interessante ed un impatto visivo davvero importante…abbiamo aspettato che uno dei tanti sci alpinisti che risalgono le grotte per poi scendere dietro si spostasse dallo scolatoio e siamo scivolati tra una curva ed un passaggio da clown tra ghiaccio e roccia fino all'uscita del primo chorum… è ovvio che fatta con le condizioni di Xavier il mio ego sciistico avrebbe dilagato, ma data la bellezza del posto non mi sento di avanzare reclami…
I mille metri di dislivello dall'uscita della grotta alla fine della neve sono stati il teatro di scene imbarazzanti stile teenager velocisti…ma d'altronde…
Giunti a Briancon… Robi trova un passaggio da amici per tornare a Cesana, io ho altri piani…
continua...

:ciaociao: