Orsovolante
New member
Ieri gita rubata agli impegni al Torricella.
Al ritorno ci fermiamo a guardare il canalone nord ovest dell'alpe di Succiso e conveniamo che c'è davvero tanta neve. Notiamo i distacchi e ci diciamo che l'ultima nevicata, malgrado il caldo, non si è legata a quella precedente, ben visibile quest'ultima perché insieme alla neve era scesa la classica sabbia gialla e in molti punti si nota lo scivolamento della neve più recente che ha scoperto questo strato giallo.
Questa mattina prima brutta notizia, ieri, mentre io ero in montagna, i colleghi hanno recuperato un morto al monte Sagro.
Nel pomeriggio mi telefona Andrea, l'amico con cui ieri sera si guardava il Succiso. "Sai già tutto vero?".
"No, cosa dovrei sapere?".
"Il canalone che guardavamo ieri... Sono morti in tre. È caduta la valanga".
Telefono in elisoccorso e il collega mi conferma che li avevano chiamati per un intervento fuori regione. Tre ragazzi con la tavola travolti al Succiso. Sono intervenuti poi gli elicotteri dell'Emilia ma non c'è stato nulla da fare.
Questo è il primo anno in cui ho fatto sci alpinismo in Appennino e sulle Apuane. Nei due anni precedenti ci ho lavorato come tecnico elicotterista in elisoccorso.
Queste montagne sono troppo sottovalutate. Sono infide. La neve non la vedi ma si accumula in alto in cornici pronte a precipitare nei canali. Le creste sono esposte e la neve marcia si trasforma in ghiaccio vivo appena cambia esposizione o il sole si abbassa.
Purtroppo avvicinamenti facili e dislivelli contenuti non aiutano a prendere coscienza dei pericoli.
Dopo di che non so nulla dei tre ragazzi. Non so di preciso la dinamica quanto erano preparati ecc.. Però ritengo doveroso avvisare chi si si avvicina a queste montagne di non abbassare la guardia. In questo inverno ricco di neve e di valanghe, ho fatto meno fatica ad individuare gite sicure sulle alpi, che in Apuane.
Sono tornato indietro almeno un paio di volte con la coda tra le gambe perché le condizioni erano troppo pericolose.
Occhio...
Al ritorno ci fermiamo a guardare il canalone nord ovest dell'alpe di Succiso e conveniamo che c'è davvero tanta neve. Notiamo i distacchi e ci diciamo che l'ultima nevicata, malgrado il caldo, non si è legata a quella precedente, ben visibile quest'ultima perché insieme alla neve era scesa la classica sabbia gialla e in molti punti si nota lo scivolamento della neve più recente che ha scoperto questo strato giallo.
Questa mattina prima brutta notizia, ieri, mentre io ero in montagna, i colleghi hanno recuperato un morto al monte Sagro.
Nel pomeriggio mi telefona Andrea, l'amico con cui ieri sera si guardava il Succiso. "Sai già tutto vero?".
"No, cosa dovrei sapere?".
"Il canalone che guardavamo ieri... Sono morti in tre. È caduta la valanga".
Telefono in elisoccorso e il collega mi conferma che li avevano chiamati per un intervento fuori regione. Tre ragazzi con la tavola travolti al Succiso. Sono intervenuti poi gli elicotteri dell'Emilia ma non c'è stato nulla da fare.
Questo è il primo anno in cui ho fatto sci alpinismo in Appennino e sulle Apuane. Nei due anni precedenti ci ho lavorato come tecnico elicotterista in elisoccorso.
Queste montagne sono troppo sottovalutate. Sono infide. La neve non la vedi ma si accumula in alto in cornici pronte a precipitare nei canali. Le creste sono esposte e la neve marcia si trasforma in ghiaccio vivo appena cambia esposizione o il sole si abbassa.
Purtroppo avvicinamenti facili e dislivelli contenuti non aiutano a prendere coscienza dei pericoli.
Dopo di che non so nulla dei tre ragazzi. Non so di preciso la dinamica quanto erano preparati ecc.. Però ritengo doveroso avvisare chi si si avvicina a queste montagne di non abbassare la guardia. In questo inverno ricco di neve e di valanghe, ho fatto meno fatica ad individuare gite sicure sulle alpi, che in Apuane.
Sono tornato indietro almeno un paio di volte con la coda tra le gambe perché le condizioni erano troppo pericolose.
Occhio...