azzurro
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Incredibile ma vero, mi ritrovo a scrivere nella sezione di scialpinismo o back-country che dir si voglia.
Ebbene si! Seleziono un'escursione catalogata "facile" e mi cimento per la prima volta con le pelli.
Prima di partire ho anche cercato qualche info su questa gita qui sul forum ma non ho trovato nulla.
Così ho deciso di condividere questa esperienza perché potrebbe tornare utile a qualcun altro che si avvicina per la prima volta a questo mondo, anche perché l'escursione è molto appagante scenograficamente.
Giornata splendida. Cielo terso e fin troppo caldo.
Prendiamo la cabinovia del Grostè a Campo Carlo Magno che ci porta a quota 2437 m.
Indossiamo le pelli e risaliamo rapidamente verso seggiovia Grostè.
Poi tra vari sali-scendi che ci offrono un panorama mozzafiato, ci spostiamo verso lo sperone della Cima Grostè, aggirandolo.
Una dolce discesona attraversa paesaggi di neve "oceanica".
Vien voglia si surfarla, ma "da lì poi non si esce: rimanere sulla traccia!".
Mi rimane il colpo in canna.
Scendiamo verso sella Flavona (2550 m).
Sono cotto. Cima Roma da qui mi sembra irraggiungibile.
La sosta di recupero compensa con un'immersione totale in una natura spettacolare, toccasana per il mio morale.
Emulo del mio avatar, prendo "la bomba" per affrontare il dislivello di 300 m che mi separa dalla vetta.
Barretta e schifezze fluide varie devo dire che fanno il loro sporco lavoro e mi rimettono un po' in sesto.
L'ascesa finale a Cima Roma è piuttosto irta e molto faticosa per me.
Rappresenta però l'occasione per applicare per la prima volta i rudimenti delle inversioni scialpinistiche.
Giungiamo finalmente in vetta dove ci concediamo una bella sosta con un sano panino con speck e formaggio e tanta, tanta acqua.
Sono esausto ma gratificato.
Cima Roma, infatti, offre una vista meravigliosa verso il Lago di Molveno e verso Cima Brenta:
Recuperati forze e fiato, finalmente si scende.
Un passaggio obbligato in cima fa temere il peggio, essendo tutto tracciato.
Invece ripercorrendo a ritroso il percorso dell'andata, troviamo solo un paio di persone.
Trasgredendo, quando possibile, la traccia cerchiamo così di appagare anche la nostra voglia di sci che rimane però sincopata.
Sullo sfondo: Cima Roma sulla destra (2837 m) e Cima Vallazza (2810 m) più in primo piano sulla sinistra.
Piano piano si rientra...
..e mi saluta la Presanella sullo sfondo.
Quando ormai sto realizzando che sono molto appagato per il panorama, la compagnia, l'immersione naturalistica nelle Dolomiti del Brenta…..ma sto sciando pochissimo,
in un impeto conclusivo decido di abbandonare la traccia alla ricerca di terreno vergine e….
...finalmente trovo un bel campo aperto fuori pista con neve ventata dove riesco a sfogare anche l'istinto discesista che rischiava di rimanere represso.
Infine si rientra alla base per le piste del Grostè.
In conclusione.
Gran bella esperienza in una giornata meravigliosa.
Non posso dire che lo scialpinismo sarà il mio sport del futuro ma gite come questa ne farò ancora e mi sento anche di consigliare l'escursione a Cima Roma ai principianti dello skialp perché la fatica è ampiamente ricompensata dalla bellezza naturalistica che toglie il fiato.
EDIT x principianti:
Dopo questa esperienza ho capito che per escursione "Facile" penso si intenda "priva di insidie particolarmente pericolose".
Il che non significa che sia una passeggiata. Occorre allenarsi per bene - infatti io ho accusato - e avere un minimo di nozioni di nivologia e sicurezza comunque.
Ultima nota: questa escursione è sconsigliata in caso di scarsa visibilità perché cmq sarà anche facile ma non banale come morfologia del territorio: si rischia di disorientarsi e soprattuto in cima ci sono cornici e strapiombi che occorre vedere molto bene.
Ebbene si! Seleziono un'escursione catalogata "facile" e mi cimento per la prima volta con le pelli.
Prima di partire ho anche cercato qualche info su questa gita qui sul forum ma non ho trovato nulla.
Così ho deciso di condividere questa esperienza perché potrebbe tornare utile a qualcun altro che si avvicina per la prima volta a questo mondo, anche perché l'escursione è molto appagante scenograficamente.
Giornata splendida. Cielo terso e fin troppo caldo.
Prendiamo la cabinovia del Grostè a Campo Carlo Magno che ci porta a quota 2437 m.
Indossiamo le pelli e risaliamo rapidamente verso seggiovia Grostè.
Poi tra vari sali-scendi che ci offrono un panorama mozzafiato, ci spostiamo verso lo sperone della Cima Grostè, aggirandolo.
Una dolce discesona attraversa paesaggi di neve "oceanica".
Vien voglia si surfarla, ma "da lì poi non si esce: rimanere sulla traccia!".
Mi rimane il colpo in canna.
Scendiamo verso sella Flavona (2550 m).
Sono cotto. Cima Roma da qui mi sembra irraggiungibile.
La sosta di recupero compensa con un'immersione totale in una natura spettacolare, toccasana per il mio morale.
Emulo del mio avatar, prendo "la bomba" per affrontare il dislivello di 300 m che mi separa dalla vetta.
Barretta e schifezze fluide varie devo dire che fanno il loro sporco lavoro e mi rimettono un po' in sesto.
L'ascesa finale a Cima Roma è piuttosto irta e molto faticosa per me.
Rappresenta però l'occasione per applicare per la prima volta i rudimenti delle inversioni scialpinistiche.
Giungiamo finalmente in vetta dove ci concediamo una bella sosta con un sano panino con speck e formaggio e tanta, tanta acqua.
Sono esausto ma gratificato.
Cima Roma, infatti, offre una vista meravigliosa verso il Lago di Molveno e verso Cima Brenta:
Recuperati forze e fiato, finalmente si scende.
Un passaggio obbligato in cima fa temere il peggio, essendo tutto tracciato.
Invece ripercorrendo a ritroso il percorso dell'andata, troviamo solo un paio di persone.
Trasgredendo, quando possibile, la traccia cerchiamo così di appagare anche la nostra voglia di sci che rimane però sincopata.
Sullo sfondo: Cima Roma sulla destra (2837 m) e Cima Vallazza (2810 m) più in primo piano sulla sinistra.
Piano piano si rientra...
..e mi saluta la Presanella sullo sfondo.
Quando ormai sto realizzando che sono molto appagato per il panorama, la compagnia, l'immersione naturalistica nelle Dolomiti del Brenta…..ma sto sciando pochissimo,
in un impeto conclusivo decido di abbandonare la traccia alla ricerca di terreno vergine e….
...finalmente trovo un bel campo aperto fuori pista con neve ventata dove riesco a sfogare anche l'istinto discesista che rischiava di rimanere represso.
Infine si rientra alla base per le piste del Grostè.
In conclusione.
Gran bella esperienza in una giornata meravigliosa.
Non posso dire che lo scialpinismo sarà il mio sport del futuro ma gite come questa ne farò ancora e mi sento anche di consigliare l'escursione a Cima Roma ai principianti dello skialp perché la fatica è ampiamente ricompensata dalla bellezza naturalistica che toglie il fiato.
EDIT x principianti:
Dopo questa esperienza ho capito che per escursione "Facile" penso si intenda "priva di insidie particolarmente pericolose".
Il che non significa che sia una passeggiata. Occorre allenarsi per bene - infatti io ho accusato - e avere un minimo di nozioni di nivologia e sicurezza comunque.
Ultima nota: questa escursione è sconsigliata in caso di scarsa visibilità perché cmq sarà anche facile ma non banale come morfologia del territorio: si rischia di disorientarsi e soprattuto in cima ci sono cornici e strapiombi che occorre vedere molto bene.
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