Ciao a tutti,
Sono Giulia, ho 23 anni e abito a Roma. Non sono mai stata una ragazza molto "attiva" da un punto di vista sportivo, ma all'età di 6 anni con la mia prima settimana bianca nasce una passione sconfinata per lo sci. Forse anche per l'età, l'apprendimento è molto rapido e le mie capacità tecniche si acuiscono velocemente... riesco a scendere tranquillamente su ogni pista, senza essere mai troppo spericolata, ma con la giusta prudenza e soprattutto con una forte sicurezza nelle mie potenzialità. Insomma, tutto "rosa e fiori" fino a Febbraio del 2012, quando a Selva di Val Gardena rompo il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro... una caduta veramente banale, ma allo stesso tempo dolorosa come non mai. Tornata a Roma, riesco ad operarmi subito e dopo 5/6 mesi, nonostante un tono muscolare pesantemente a terra, tutto sembra tornato alla normalità. Così, l'anno dopo (Febbraio 2013) torno in settimana bianca, pronta e volenterosa di rimettere gli sci, non immaginando assolutamente che davanti alla prima pista della giornata (una blu) mi potesse prendere un attacco di panico. Di colpo sono un'altra persona, non sono più in grado di fare nulla e anche la pianura sembra pericolosissima. Durante la settimana non mi arrendo e riesco a sciacchiare 1 oretta al giorno, ma comunque muovendomi peggio di un principiante zero e sentendomi una "sopravvissuta" alla fine di ogni pista.
Per farla breve, il problema è questo : il trauma della caduta mi ha portato ad avere una paura di ricadere tale, che il mio corpo non usa più la gamba sinistra, nonostante sia sana e l'ortopedico mi abbia dato il via libera a rimettere gli sci, anche perché ad oggi sono passati 2 anni dall'intervento. Praticamente io scio soltanto con la gamba non operata e sono rigidissima, per cui non ho controllo sul mio peso, sul mio corpo ed è come se avessi completamente scordato tutto. Il fatto è che lo faccio involontariamente, anche se mi sforzo di provare a rimetterci il peso sopra e di applicare i movimenti giusti. Vero è che il tono muscolare non si è mai ripreso del tutto, ma il vero problema è la paura... la paura di prendere velocità e di cadere nuovamente.
Ora, io ho 23 anni e l'idea di dover appendere gli sci al chiodo mi distrugge profondamente, ma non so proprio che cosa fare per sbloccarmi. Anche perché, per come sto ""sciando"", adesso rischio davvero di farmi male.
Nel dubbio dovrei "forzarmi" e partire di nuovo per la settimana bianca, seppur con il rischio di non riuscire, oppure aspettare ancora??
Scusate il lunghissimo poema, ma volevo spiegare bene quale fosse la situazione e spero vivamente nella vostra disponibilità a darmi un consiglio... voi che, condividendo questa passione, potete capire davvero di cosa parlo.
Grazie!
Sono Giulia, ho 23 anni e abito a Roma. Non sono mai stata una ragazza molto "attiva" da un punto di vista sportivo, ma all'età di 6 anni con la mia prima settimana bianca nasce una passione sconfinata per lo sci. Forse anche per l'età, l'apprendimento è molto rapido e le mie capacità tecniche si acuiscono velocemente... riesco a scendere tranquillamente su ogni pista, senza essere mai troppo spericolata, ma con la giusta prudenza e soprattutto con una forte sicurezza nelle mie potenzialità. Insomma, tutto "rosa e fiori" fino a Febbraio del 2012, quando a Selva di Val Gardena rompo il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro... una caduta veramente banale, ma allo stesso tempo dolorosa come non mai. Tornata a Roma, riesco ad operarmi subito e dopo 5/6 mesi, nonostante un tono muscolare pesantemente a terra, tutto sembra tornato alla normalità. Così, l'anno dopo (Febbraio 2013) torno in settimana bianca, pronta e volenterosa di rimettere gli sci, non immaginando assolutamente che davanti alla prima pista della giornata (una blu) mi potesse prendere un attacco di panico. Di colpo sono un'altra persona, non sono più in grado di fare nulla e anche la pianura sembra pericolosissima. Durante la settimana non mi arrendo e riesco a sciacchiare 1 oretta al giorno, ma comunque muovendomi peggio di un principiante zero e sentendomi una "sopravvissuta" alla fine di ogni pista.
Per farla breve, il problema è questo : il trauma della caduta mi ha portato ad avere una paura di ricadere tale, che il mio corpo non usa più la gamba sinistra, nonostante sia sana e l'ortopedico mi abbia dato il via libera a rimettere gli sci, anche perché ad oggi sono passati 2 anni dall'intervento. Praticamente io scio soltanto con la gamba non operata e sono rigidissima, per cui non ho controllo sul mio peso, sul mio corpo ed è come se avessi completamente scordato tutto. Il fatto è che lo faccio involontariamente, anche se mi sforzo di provare a rimetterci il peso sopra e di applicare i movimenti giusti. Vero è che il tono muscolare non si è mai ripreso del tutto, ma il vero problema è la paura... la paura di prendere velocità e di cadere nuovamente.
Ora, io ho 23 anni e l'idea di dover appendere gli sci al chiodo mi distrugge profondamente, ma non so proprio che cosa fare per sbloccarmi. Anche perché, per come sto ""sciando"", adesso rischio davvero di farmi male.
Nel dubbio dovrei "forzarmi" e partire di nuovo per la settimana bianca, seppur con il rischio di non riuscire, oppure aspettare ancora??
Scusate il lunghissimo poema, ma volevo spiegare bene quale fosse la situazione e spero vivamente nella vostra disponibilità a darmi un consiglio... voi che, condividendo questa passione, potete capire davvero di cosa parlo.
Grazie!
, puoi fare uno sport normale di squadra (così sarai motivata ad andarci) oppure frequentare la palestra, un fisioterapista saprà darti gli esercizi specifici su cui insistere maggiormente. 
