Una sciata in Marocco - Oukaïmeden, febbraio 2014

Edo

???
Ciao a tutti,

durante un recente viaggio a Marrakech approfitto della vicinanza (circa 75 km) della principale stazione sciistica (nord)africana per una sciata insolita sulla catena montuosa dell'Atlante.
La stazione si chiama Oukaimeden e credo che sia abbastanza conosciuta tra gli stranieri "malati di sci" poichè ho trovato un discreto numero di "occidentali" di tutte le età che facevano qualche discesa.
La stazione è equipaggiata con una seggiovia e 6 skilift; la grande attrazione è però appunto la seggiovia che con 600 metri di dislivello porta sciatori e pedoni fino a 3200 metri dove parte una pista/fuoripista di notevole pendenza per tornare alla base (credo che siano ovviamente possibili altre deviazioni e/o itinerari percorribili in base all'innevamento, sulla skimap è segnata una traccia che dai 3200 metri scende dalle parti dello skilift più a destra).

Non esistono mezzi pubblici per raggiungere la località e quindi le uniche soluzioni sono il taxi o il noleggio auto, io ho scelto quest'ultima possibilità ed è una gita assolutamente tranquilla e fattibile in giornata (ma sconsigliabile nel week end poichè in rete ho letto della possibilità di trovare file chilometriche per strada).
Il panorama è di alta montagna essendo Oukaïmeden situata nell'Alto Atlante, cioè la parte più elevata della catena montuosa nordafricana con vette che raggiungono i 4000 metri.
Per raggiungere le piste si percorre un pezzo della valle dell'Ourika, una popolare destinazione turistica per una gita in giornata da Marrakech attraverso una bella strada molto panoramica, poi si devia a destra e si sale per una trentina di chilometri.

Link ad un altro report già presente sul forum: http://www.skiforum.it/forum/reportage/39221-marocco-sciare-sulle-nuvole.html
Link ad un report di un membro del forum sempre su questa zona: coreshot.com - The call of mother Africa

Ora le foto

Partenza (non troppo) mattutina da Marrakech:

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Sullo sfondo le montagne dello High Atlas fanno da cornice alla città come le Alpi a Torino:

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La strada:

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Il bivio dove inizia la strada che in 30 km conduce alla neve:

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Comincia la salita:

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Villaggio berbero:

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Strada e panorami montagnosi:

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L'ultimo tratto di strada costeggia montagne innevate con imponenti pareti rocciose:

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Si intravede il primo impianto:

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La neve:

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Appena giunti in paese comincia l'assalto dei venditori di ogni genere ma soprattutto di quelli che vogliono affittare gli sci o offrire a tutti i costi lezioni con i loro moniteurs:

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Il noleggio, uno dei pochi "ufficiali" in quanto si potrebbe affittare un'attrezzatura d'antan praticamente ad ogni angolo dagli ambulanti:

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Punto di ristoro:

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Verso le piste:

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Il soccorso piste:

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La skiarea si divide in due zone, la prima è un "campo scuola" con due corti skilift più uno skilift più impegnativo che era chiuso il giorno della mia visita, la seconda è situata a 500 metri di distanza ed è quella della seggiovia:

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Io proseguo verso la seggiovia:

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La base delle piste con i servizi essenziali:

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La seggiovia che porta da 2600 a 3200 metri. La scarsa portata oraria e la fila separata tra pedoni e sciatori provoca lunghe attese anche con poca gente ma la vita da queste parti scorre a ritmi diversi da quelli ai quali siamo abituati e perciò non mi è sembrato di percepire fastidio da parte della gente nell'attendere il proprio turno di salita:

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Risalita:

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La neve è molto dura ma c'è qualche sciatore che scende comunque con gusto:

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Risalita:

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Non esiste una vera pista battuta per scendere (il gatto delle nevi non credo che esista da queste parti) e quindi la discesa si può effettuare un po' dove capita a seconda dell'innevamento:

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La seggiovia è dotata di una stazione intermedia visto che la seconda parte della linea è molto ripida e la discesa è percorribile solo dai buoni sciatori:

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La seconda parte della risalita e la pista difficile:

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Arrivo a 3200 metri:

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Un bel panorama sulla pianura dai colori rossi dà un tocco di esotismo a queste montagne. Anche d'estate è possibile raggiungere la vetta in seggiovia:

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Un curioso modo indigeno di portare gli sci:

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Uno skilift in altitudine permetterebbe di sciare su una pista a 3000 metri, purtroppo era chiuso e se si sbagliava la direzione di discesa (non segnalata da nessun paletto o cartello) bisognava risalire per centinaia di metri a piedi perchè la partenza dello skilift è situata sopra una falesia. Per fortuna mi sono accorto in tempo di aver preso la direzione sbagliata e così ho potuto raggiungere la pista con una scarpinata non troppo lunga (oramai ero sceso troppo e dovevo comunque salire un po'):

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Finalmente prendo la direzione giusta:

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Qua comincia la difficile discesa perchè la neve era dura come il marmo e gli sci da pista con le lamine consumate + gli scarponi noleggiati al quale manca il primo e fondamentale gancio non permettono una sciata facile. Per fortuna un sottile strato di neve caduta il giorno prima facilita la presa sulla neve dello sci:

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Dall'intermedia della seggiovia in giù la pista diventa più tranquilla e frequentata poichè molti sciatori preferiscono fermarsi qui:

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Lo skilift che serve la pista media parallela alla prima parte della seggiovia:

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Come avete potuto notare, l'attrezzatura europea ha una seconda vita da queste parti:

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Panorama:

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Lo skilift:

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Il collegamento verso l'altra "skiarea" è possibile anche tagliando in fuoripista o contrattando un giro con il simpatico skibus tradizionale:D:

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La skiarea con le piste facili:

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Il paese:

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Lo skilift chiuso con la pista di difficoltà media:

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Uno skilift baby e sullo sfondo la linea della seggiovia:

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Il plan des pistes nell'unica versione esistente (non ho visto mappe cartacee):

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E' oramai il momento di ritornare a valle:

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Ultima vista sulle piste:

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Il lago ghiacciato dimostra che le temperature possono essere decisamente rigide se il tempo volge al brutto, siamo pur sempre a 2600 metri in un luogo molto ventoso ed aperto:

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Come molte cose in Marocco anche l'edilizia montana è di chiara ispirazione francese:

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Un raro chalet in legno:

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La strada per Marrakech:

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Oramai il panorama di alta montagna lascia spazio alla terra rossa ed alla vegetazione:

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Un altro villaggio berbero:

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Oramai, la pianura:

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Ritorno nel caos ed in un ambiente molto diverso dalla montagna innevata. Il cambiamento marcato del tipo di ambiente a distanza di pochi chilometri è una caratteristica comune a molte zone del paese:

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Grazie, è tutto.
 
Ultima modifica:
Non ci posso credere :?mm
Incredibile come lo sci esista anche nei posti più impensabili e con che passione la gente lo pratichi...
Forti lo skibus animale, la S2 Doppelmayr nuova di pacca e i materiali all'ultimo grido. Ma com'è lo skipass? Non dirmi che hanno la tessera elettronica :D
 
Grandissimo :D Quest'anno ad Ovindoli ho conosciuto un "tizio" che e' una guida marocchina ed era assieme ad un allenatore del SAI di Roma che sta portando avanti un progetto artistico-sportivo con lo sci proprio li in Marocco. Parlando con l'allenatore ho scoperto che il marocchino in questione era uno dei primi 5 runners a livello mondiale..... :shock:
 
Davvero interessante! Da considerare bene il fatto che hanno gli sci con ancora gli adesivi dei vari noleggi europei! Tanto meno nell'ultima foto il tipo con la sacca della Val Venosta!! HIHIHIHIHIHI
 
Non ci posso credere :?mm
Incredibile come lo sci esista anche nei posti più impensabili e con che passione la gente lo pratichi...
Forti lo skibus animale, la S2 Doppelmayr nuova di pacca e i materiali all'ultimo grido. Ma com'è lo skipass? Non dirmi che hanno la tessera elettronica :D

No, è ancora un tesserino da mostrare ogni tanto proprio al momento dell'imbarco..(tanto tra un seggiolino e l'altro ci sarebbe tempo a fare ben altro - la seggiovia gira molto lenta ed ha pochi sedili) ma magari per cominciare potrebbero farsi mandare dall'europa qualche macchinetta skidata di vecchia generazione..HIHIHI
Oltretutto alla seggiovia nessuno mi ha chiesto nulla ed avrei potuto sciare senza mentre erano molto fiscali allo skilifino di 50 metri..:roll:
 
Mi è venuta la pella d'oca, non sto scherzando.
Ci hai fatto "vivere" questo posto, grande bravissimo, non bastano le parole, COMPLIMENTI.
 
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