Omologazioni casco sci vs casco moto

Vittorioc73

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Dal momento che è di grande attualità, ho cercato e trovato i test di controllo previsti dalle normative:

OMOLOGAZIONE CASCO SCI
La normativa di omologazione a cui fare riferimento per i caschi per la pratica dello sci alpino e snowboard è la: EN 1077(edizione agosto 2007).
Al fine di garantire la sicurezza, i caschi sono stati sottoposti a test di controllo presso enti specializzati che ne certificano la conformità.
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TESTS DI LABORATORIO PREVISTI DALLA NORMATIVA:
Il test che verifica la capacità di assorbimento d'urto:
*Questo test prevede vari condizionamenti del casco:
- a temperatura ambiente (+20°C per non meno di 4 ore)
- a bassa temperatura (-25°C per non meno di 4 ore)
- con invecchiamento artificiale (esposizione ad una temperatura di +70°C per non meno di 48 ore ed irradiazione ultravioletta per 48 ore).
Successivamente il casco viene posizionato su una falsa testa di misura appropriata e sottoposto ad urto in zone che sono determinate dal laboratorio che esegue le prove. L'impatto avviene su un'incudine piatta ad una velocità di 5.42 m/s, ed in questo modo viene determinata la capacità di assorbimento d'urto.
Il test che determina la resistenza alla penetrazione:
*In questo test il casco deve resistere alla penetrazione da parte di un punzone a forma di cono avente angolo di 60° e di un peso di 300 g. Il punzone lasciato cadere da un'altezza di 750 mm non deve venire a contatto con la falsa testa.
Il test che determina la prestazione del sistema di ritenzione:
In questo test vengono esaminate la resistenza del sistema di ritenzione (cinturino) e del meccanismo di chiusura (fibbia) tramite una forza dinamica impressa da un peso di 15 Kg lasciato cadere da un'altezza di 200 mm.
Il test che determina lo scalzamento:
*In questo test il casco deve superare la prova di scalzamento dalla falsa testa tramite forza dinamica impressa da un peso di 10 Kg. lasciata cadere da un'altezza di 175 mm.



OMOLOGAZIONE CASCO DA MOTO
La normativa di omologazione a cui fare riferimento per i caschi e visiere per conducenti e passeggeri di motocicli e ciclomotori, è la: ECE 22 emendamento 05
Al fine di garantire la sicurezza, i caschi sono stati sottoposti a test di controllo presso enti specializzati che ne certificano la conformità.
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TESTS DI LABORATORIO PREVISTI DALLA NORMATIVA:
La prova che verifica la capacità di assorbimento d'urto:
Questo test prevede vari condizionamenti del casco dopo essere stato trattato con una miscela di solventi:
- a temperatura ambiente (+25°C e a una umidità relativa del 65% per almeno 4 ore)
- al calore (+50°C per almeno 4 ore)
- a bassa temperatura (-20°C per almeno 4 ore)
- ad esposizione ai raggi ultravioletti (per 48 ore)
- a contatto con l'acqua a temperatura ambiente (per almeno 4 ore)
Successivamente il casco viene posizionato su una falsa testa di misura appropriata e sottoposto ad un urto nella parte frontale, laterale, superiore, posteriore, e sulla mentoniera se dichiarata protettiva nel caso che il casco ne sia fornito, oppure se si tratta di un casco integrale. L'impatto avviene su un'incudine piatta e su un'incudine Kerbstone (l'incudine Kerbstone deve avere un angolo di 105°) ad una velocità pari a 7,5 m/s, ed in questo modo viene determinata la capacità di assorbimento d'urto.
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Il test che determina l'attrito delle sporgenze sulla superficie:
In questo test viene esaminata la resistenza del casco facendolo scorrere su un piano abrasivo tramite una forza dinamica impressa da un peso di 15 Kg lasciato cadere da un'altezza di 500 mm Il casco deve superare e non essere fermato dal piano abrasivo
Il test che determina la prestazione del sistema di ritenzione:
In questo test vengono esaminate la resistenza del sistema di ritenzione (cinturino) e del meccanismo di chiusura (fibbia) tramite una forza dinamica impressa da un peso di 10 Kg lasciato cadere da un'altezza di 750 mm.
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Il test che determina lo scalzamento:
In questo test il casco deve superare la prova di scalzamento dalla falsa testa tramite forza dinamica impressa da un peso di 10 Kg. lasciato cadere da un'altezza di 500 mm.
 
Ultima modifica:
Per i caschi da sci ho poi scoperto che la norma UNI EN 1077 prevede due tipologie di casco: di classe A e di classe B.

I caschi di classe A sono più adatti a chi pratica questo sport in modo molto intenso o agonistico, che privilegia la sicurezza anche -al limite- a discapito di un po’ di comfort e di vestibilità.

I caschi di classe B sono pensati invece per chi pratica sci e snowboard in modo meno impegnativo e con minore frequenza e che -pur pretendendo la sicurezza- non vuole rinunciare a praticità e comfort.

I primi coprono infatti una parte più ampia del cranio (in particolare l’intera zona delle orecchie) mentre i secondi - coprendo una zona più ristretta - risultano più leggeri e offrono una migliore ventilazione e una maggiore capacità uditiva.

Per entrambi le classi l’ampiezza del campo visivo deve essere pari ad almeno 210° in orizzontale e 70° in verticale.
 
Ultima modifica:
Quindi le prove di resistenza e assorbimento vengo effettuate su un impatto simulato di 20 km/h.
Ciascuno tragga le proprie conclusioni.......
 
Quindi le prove di resistenza e assorbimento vengo effettuate su un impatto simulato di 20 km/h.
Ciascuno tragga le proprie conclusioni.......

Il casco da sci e', per forza, un casco aerobico, nel senso che viene usato in corso di intensa attivita' fisica. Come il casco da bici, deve garantire sicurezza senza " soffocare". In realta' i caschi da sci proteggono ad impatti a velocita' ben superiori, come molti sciatori hanno avuto modo di constatare rimanendo in vita dopo traumi cranici anche violenti. Occorre anche capire che sugli sci, su piste aperte al puubblico, cmq la velocita' deve essere moderata....se il casco e' una scusa per andare forte, siamo molto lontani da aver capito qualcosa....
SE l'argomento casco e resistenza alla velocita' e' collegato all'evento schumacher, considerando che sicuramente il casco indossato dal campione era un modello high level, quindi costoso e avanzato ( non il casco da trenta euro preso al supermarket cinese...) , e' da pensare che la velocita'a cui e' avvenuto l'impatto fosse abbastanza elevata......poi e' sempre difficile giudicare tra la velocita' e la situazione pista/neve/visibilita'....anche se ora si cerca di "sminuire" le eventuali responsabilita' di schumi, se un casco si spacca cosi' nettamente, un bel impatto lo deve aver preso... Occorre sottolineare, per coloro che "denigrano" il casco da sci, che se schumi non avesse avuto il casco, ora sarebbe da almeno 5 giorni nei pascoli celesti.....
 

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Quindi le prove di resistenza e assorbimento vengo effettuate su un impatto simulato di 20 km/h.
Ciascuno tragga le proprie conclusioni.......

La conclusione é semplice... collaboro da anni con un'azienda che produce caschi da moto e da bici, e da qualche anno ha iniziato a produrre caschi da sci, usano tecnologie avanzatissime, tra cui una particolare metodologia di produzione delle calotte che disperde meglio gli impatti dei sistemi tradizionali... quando hanno iniziato a produrre il casco da neve, sono rimasti sbigottiti dagli standard... parole dell'ingeniere: se uso un caschetto da bmx ho maggior protezione... hanno quindi creato un casco che supera abbondantemente lo standard, ma é piú spesso e piú pesante... risultato, dopo due anni hanno smesso di farlo, in quanto le vendite rasentavano lo zero, ora fanno solo piú caschetti da 50 euro al pubblico, perché quello si vende, roba leggera, con le imbottiture fike, e che, parole loro, servono a poco o niente in caso di impatti seri.
Da tempo sostengo che il casco sia un placebo, concordo che sia ottimo in caso di piccoli scontri o impatti su neve anche dura, ma se con un casco da sci tiri una botta pesante, il 75% del carico te trovi sul cranio... come dico per l'arva, un sistema di sicurezza non deve mai sostituire il buon senso e la prudenza...
 
considerando che sicuramente il casco indossato dal campione era un modello high level, quindi costoso e avanzato...

Questa é una falsa credenza, i caschi sono pressoché identici, come livello di protezione, da un casco da 30 euro a uno da 150 o 200, i fattori che influiscono sono le rifiniture, gli accessori, i materiali delle imbottiture, la marca... ma la sostanza, ovvero la calotta, é identica...un casco da sci (per moto e bici é ben diverso) da 200 euro protegge quanto uno da 50...
 
La conclusione é semplice... collaboro da anni con un'azienda che produce caschi da moto e da bici, e da qualche anno ha iniziato a produrre caschi da sci, usano tecnologie avanzatissime, tra cui una particolare metodologia di produzione delle calotte che disperde meglio gli impatti dei sistemi tradizionali... quando hanno iniziato a produrre il casco da neve, sono rimasti sbigottiti dagli standard... parole dell'ingeniere: se uso un caschetto da bmx ho maggior protezione... hanno quindi creato un casco che supera abbondantemente lo standard, ma é piú spesso e piú pesante... risultato, dopo due anni hanno smesso di farlo, in quanto le vendite rasentavano lo zero, ora fanno solo piú caschetti da 50 euro al pubblico, perché quello si vende, roba leggera, con le imbottiture fike, e che, parole loro, servono a poco o niente in caso di impatti seri.
Da tempo sostengo che il casco sia un placebo, concordo che sia ottimo in caso di piccoli scontri o impatti su neve anche dura, ma se con un casco da sci tiri una botta pesante, il 75% del carico te trovi sul cranio... come dico per l'arva, un sistema di sicurezza non deve mai sostituire il buon senso e la prudenza...

Mi permetto di dissentire fortemente da tali considerazioni....il casco da sci, come il casco da bici, e' un casco aerobico, che quindi deve essere compatibile con una buona attivita' fisica. Se la ditta di cui dici che collabori, ha creato un casco "pesante" per lo sci, vuol dire che ha capito poco o nulla della filosofia del casco da sci.....sempre per fare un esempio, i test ADAC, che un forumista ha gentilmente inseirto in altro 3D, danno un peso maggiore al comfort rispetto alla sicurezza nel punteggio di valutazione dei caschi. Questo, che puo' lasciare in un primo momento stupiti, invece e' la chiave di volta per allargare il piu' possibile l'uso del casco da sci....tutti i DPI ( dispositivi di protezione individuale, di cui il casco e' un classico esempio) devono essere adatti alle esigenze ergonomiche ed alle esigenze dell'utilizzatore.
Il casco da sci, di normale uso turistico, protegge ed anche molto bene, certamente se la pretesa e' quella di sciare a 80 km /ora in mezzo a rocce ed alberi, allora siamo molto lontani da aver capito qualcosa, ma non e' un problema di casco, ma di buon senso. Il casco da sci, come il casco da moto proteggono MOLTO BENE per incidenti e traumi apparentemente da poco, ma che, se coinvolgenti il cranio, diventano drammatici. Il caso schumacher, ora VIVO pur se ancora non fuori dal rischio di morire, dimostra cosa serve il casco.. Senza casco il buon schumi sarebbe da giorni a parlare con il buon dio....e l'impatto contro la roccia ( quindi qualcosa che piu' duro non si puo'..) e' stato fatto sicuramente a ben piu' dei 20 km/ora.
 
Il mio intervento davprofano solo per dire che ci sono caschi da sci che sono omologati anche per bike
 
Questa é una falsa credenza, i caschi sono pressoché identici, come livello di protezione, da un casco da 30 euro a uno da 150 o 200, i fattori che influiscono sono le rifiniture, gli accessori, i materiali delle imbottiture, la marca... ma la sostanza, ovvero la calotta, é identica...un casco da sci (per moto e bici é ben diverso) da 200 euro protegge quanto uno da 50...

Sono assolutamente in accordo...infatti io non ho scritto che un casco high level protegge di piu' , come resistenza di un casco meno costoso, purche' omologato e fatto nel giusto modo. Sicuramente schumi non aveva un casco " cinese"...in molti supermarket e rivendite esistono ormai caschi sia per sci che per moto di dubbia provenienza, quantomeno non fatti da ditte serie...sia riviste del settore che servizi televisivi hanno dimostrato che esistono in commercio caschi che non resistono nemmeno ai famosi 20 km/ora di impatto...
 
Se posso dare un minimo contributo alla discussione, aggiungerei solo che un paio d'anni fa ho avuto modo di tenere in mano il casco usato da Benny Raich in gara. Era stato donato dallo stesso campione per un'asta benefica. Posso garantire che è esattamente il modello che si compra tranquillamente in negozio, con tanto di rotella di regolazione della taglia.


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E questo, ritengo, perché sciare anche con il più leggero dei caschi jet per moto, o qualcosa di simile, con il peso che hanno sarebbe del tutto improponibile.
 
Ho trovato e pubblicato dei dati.

Ammetto che scoprire che vengono testati a 20 km/h mi ha lasciato perplesso, perché sappiamo bene che le velocità medie si aggirano sui 40-50 km/h.

L'ho pubblicato a disposizione per tutti, anche per me, che ne ho testato uno qualche settimana fa...

Poi mi ha colpito anche il test sui caschi da moto, la cui velocità non è di molto superiore....
 
Infatti in CdM si è deciso che i 20km/h sono decisamente troppo bassi per omologare un casco per GS/SG/DH..e guarda caso POC ha prodotto un nuovo casco (Skull Orbic) in quanto il modello precedente non riusciva a passare il test..

GS/SG/DH
Requirements:
- Helmet model to fulfill and to be certified under both ASTM 2040 and EN 1077 (class A)
- In addition Helmet model to pass an additional specific test under EN1077 test procedure but at higher test speed of 6.8m/s
Additional test to be effected through CEN laboratories. The laboratory shall issue a test protocol showing that the tested model passed the EN test requirements at the increased speed.


http://www.fis-ski.com/mm/Document/...t_1314_30.09.2013_clean_English-1_Neutral.pdf

Non è dato di sapere a quale velocità dovranno essere testati, ma resta il fatto che abbiano ritenuto i 6,8m/s troppo bassi e che già molte case stiano riprogettando i caschi..
 
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