Informazione poco chiara sugli incidenti "fuoripista"

AskY

Sci_cane
In questo periodo gli incidenti sulla neve sono il tormentone del giornalismo.
Quello che noto è una gran confusione sulle dinamiche degli incidenti: dentro o fuori dalle piste? Su piste aperte o chiuse?
Il caso Schumacher è emblematico: nella prima versione scendeva come un pazzo su pendii estremi, ora dicono che passava da una pista all'altra per fare un favore a un amico...
E' chiaro che c'è un'ignoranza enorme sull'argomento "fuoripista", sia da parte di chi ne parla sia da parte di chi lo fa; ma mi viene da pensare che le stazioni sciistiche abbiano tutto l'interesse a far credere che ogni incidente avvenga fuoripista, cioè lontano dalla loro giurisdizione.
E' solo una mia impressione?
 
anche io oggi ho seguito il caso Schumacher

purtroppo riscontro una "manipolazione " della notizia

credo che i problemi siano
1) definire il pilota un freerider; cattiva pubblicità?
2) si è fatto male portando aiuto: un grande!

personalmente mi spiace comunque per la persona al di là della sua figura professionale, porca miseria, la dinamica delle cadute è un vero enigma! io una volta a stubai cadendo sono volata fuoripista, ma stavo sciando in pista!

mio figlio prima di fratturasi una tibia in una banale caduta, senza che stesse facendo cose avventate, su una pista millerighe, era volato un sacco di altre volte rimanendo illeso!
:shock:
 
In questo periodo gli incidenti sulla neve sono il tormentone del giornalismo.
Quello che noto è una gran confusione sulle dinamiche degli incidenti: dentro o fuori dalle piste? Su piste aperte o chiuse?
Il caso Schumacher è emblematico: nella prima versione scendeva come un pazzo su pendii estremi, ora dicono che passava da una pista all'altra per fare un favore a un amico...
E' chiaro che c'è un'ignoranza enorme sull'argomento "fuoripista", sia da parte di chi ne parla sia da parte di chi lo fa; ma mi viene da pensare che le stazioni sciistiche abbiano tutto l'interesse a far credere che ogni incidente avvenga fuoripista, cioè lontano dalla loro giurisdizione.
E' solo una mia impressione?

I gestori delle aree sciabili hanno responsabilità (legale) solo per quello che avviene in pista, quindi devono "garantire" la sicurezza e ridurre i rischi esclusivamente sulle piste. Se tu ti fai male anche solo un metro fuori dalle paline che delimitano il tracciato di una pista è solo colpa tua.

Almeno questo è quello che succede in Italia, in altri paesi il gestore ha la responsabilità solo per la risalita con gli impianti e la discesa con gli sci é a proprio rischio e pericolo.

Il problema è che negli ultimi anni la gente fa causa alla società impianti e/o eventualmente al maestro di sci per qualsiasi cosa e quindi i comprensori e le scuole cercano di tutelarsi in ogni modo possibile.
 
Qui entriamo nel campo del giornalismo.....dove purtroppo le notizie vengono rimaneggiate per diventare più sensazionalistiche....

Nel caso di Shumi, un conto era dire che sciava a 100 all'ora fuoripista e un conto che era caduto su una pista blu di collegamento e che per sfortuna ha picchiato la testa su di un sasso....

Chi ha vissuto in prima persona o come spettatore una notizia riportata sui giornali o su TV si è reso conto come e quanto gli accadimenti vengono gonfiati o trasformati ad arte.....
 
Io invece non la penso come voi, ossia che le notizie sono manipolate per scopi specifici.
Secondo me è semplice ignoranza dei giornalisti che o non conoscono l'argomento da trattare o si affidano a fonti poco attendibili o difficilmente verificabili.
In fondo pensano che sia sempre meglio dare una notizia imprecisa e poi correggerla a posteriori piuttosto che non darla.

Questo semplicemente io lo chiamo: LAVORARE COL CULO.
E le cose andranno sempre peggio perché ormai i giovani giornalisti si affidano a internet, hanno contratti precari, spesso freelance, scrivono da cani se non addirittura fanno copia-incolla di altre notizie.
Emblematico il servizio delle Iene in cui si inventavano una notizia e tutti i quotidiani la rimbalzavano senza prima verificare.
 

.

A volte per il fuoripista vedo la stessa poca trasparenza dalle stazioni, dai coinvolti, dai giornalisti etc. e scarsa conoscenza ma stessa voglia di dire la propria opinione della "questione nucleare" da parte della popolazione.
 
Inserisco un articolo del corriere della sera di oggi....

Mah????????

I commenti degli esperti intervistati non mi piaccioni!!!!!!

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In questo periodo gli incidenti sulla neve sono il tormentone del giornalismo.
Quello che noto è una gran confusione sulle dinamiche degli incidenti: dentro o fuori dalle piste? Su piste aperte o chiuse?
Il caso Schumacher è emblematico: nella prima versione scendeva come un pazzo su pendii estremi, ora dicono che passava da una pista all'altra per fare un favore a un amico...
E' chiaro che c'è un'ignoranza enorme sull'argomento "fuoripista", sia da parte di chi ne parla sia da parte di chi lo fa; ma mi viene da pensare che le stazioni sciistiche abbiano tutto l'interesse a far credere che ogni incidente avvenga fuoripista, cioè lontano dalla loro giurisdizione.
E' solo una mia impressione?

Io direi che c'è troppa ignoranza in generale ai TG. L'altro giorno stavo guardando un servizio su Studio Aperto (va beh, "telegiornale" per modo di dire) che parlavano dello sci alpinista morto sul Gran Paradiso. L'inviato per ben due volte nel servizio ha detto che lo sciatore era precipitato sul versante FRANCESE del Gran Paradiso :shock::shock::shock:
 
"Il fuoripista significa affrontare terreni che nessuno sorveglia, dove ci possono essere, nascoste sotto un sottile strato di neve, rocce, radici, ostacoli pericolosi"


Soprattutto radici, eh max??? :TTTTHIHIHI
 
Ma soprattutto puoi trovarci gli sci che ha perso qualcun altro. HIHIHI

Cmq il casco non elimina del tutto i danni cerebrali poiché quando la velocità è elevata e si ha un arresto brusco, si ha una concussione cerebrale violentissima, solitamente in avanti, ma anche in rotazione, ossia il cervello, mobile all'interno del cranio, prosegue per inerzia e va a sbattere contro l'osso, spappolandosi.
L'unico modo per evitare questo trauma è impattare contro qualcosa di morbido/elastico (neve fresca) oppure ridurre la velocità. Il casco ti protegge generalmente da ferite esterne e fratture, ma se passi da 100 a 0 schiantandoti contro un muro (e i piloti questo lo sanno bene) non hai molte chance.

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Ma soprattutto puoi trovarci gli sci che ha perso qualcun altro. HIHIHI

Cmq il casco non elimina del tutto i danni cerebrali poiché quando la velocità è elevata e si ha un arresto brusco, si ha una concussione cerebrale violentissima, solitamente in avanti, ma anche in rotazione, ossia il cervello, mobile all'interno del cranio, prosegue per inerzia e va a sbattere contro l'osso, spappolandosi.
L'unico modo per evitare questo trauma è impattare contro qualcosa di morbido/elastico (neve fresca) oppure ridurre la velocità. Il casco ti protegge generalmente da ferite esterne e fratture, ma se passi da 100 a 0 schiantandoti contro un muro (e i piloti questo lo sanno bene) non hai molte chance.

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mi ricollego con quanto da te affermato per aggiungere che in un grande numero di incidenti (su tutti quelli stradali) il rischio di morte o di conseguenze gravi non è infatti dovuto all’urto del nostro corpo contro qualcosa, ma alla rottura o distacco di qualche organo interno, proprio per impossibilità di assorbire tutta l’energia cinetica posseduta dal mezzo prima dell'urto. Basti pensare che se esistesse un'automobile "indeformabile" si morirebbe anche per urti a 40 km all'ora.

Oggi pomeriggio leggevo l'etichetta su un casco da sci di una nota casa nella quale si garantiva protezione "totale" da urti che avvengono fino a una velocità di circa 29 km/h. Oltre è esattamente come scritto da Puzza87, sei protetto da ferite e forse fratture... ma non dal trauma cranico conseguente.
 
Infatti se siete nella merda e l'urto è inevitabile, tra un palo/sasso e un ciccione, preferite la collisione con quest'ultimo. :TTTT Buttati che è morbidoooo
 
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