L'inverno non poteva cominciare in modo migliore... giornata ai limiti del FoToNiCo sulle montagne di casa, che coperte di bianco figurano ancora meglio! 
Lago Santo e Cresta dello Sterpara
Come meta si è scelto il Marmagna, una delle cime più accessibili, alte e frequentate della nostra provincia, anche in inverno.
La cima del Marmagna
Facile dunque, ma spettacolare, per il panorama incredibile che si può godere dalla cima in giornate terse come oggi: all'orizzonte tutte (o quasi) le Alpi: dai monti Euganei alle ultime Alpi Marittime, passando per Adamello, Rosa e Monviso. Poi il mare, vicinissimo, con la Corsica, la Capraia, l'Elba nascosta in parte dietro le Apuane, affilate come spade; e soprattutto verso sud il succedersi regolare, geologicamente impeccabile, di tutto l'Appennino tosco-emiliano, fino al monte Rondinaio.
Alpi Apuane
Appennino
Lo spettacolo meraviglioso delle montagne bianche che spiccano fra il verde di pianura e boschi e l'azzurro di mare e cielo; l'atmosfera fiabesca del lago Santo, con i faggi contorti carichi di neve che disegnano le loro trame sul blu profondissimo del lago, non ancora ghiacciato.
Sella del Marmagna, Lunigiana e golfo di Spezia
Lago Santo
La neve è già tantissima, più di un metro in quota, e se continuano a fare giornate fredde come oggi (si è viaggiato fra -10 e -5 o giù di lì) sarà il fondo per marzo e aprile; un ottimo fondo a valle, mentre in quota è scesa un po' ventata, specialmente vicino al crinale. Proprio alcuni accumuli da vento e scricchiolii non troppo incoraggianti, ci hanno spinto ad evitare il tratto di crinale che dalla cima del Marmagna scende alla Capanna Schiaffino sotto l'Orsaro, permettendo di concludere un anello molto affascinante e decisamente poco battuto (perché pericoloso d'inverno, con rischio scivolo fino in piazza a Pontremoli).
Anche noi abbiamo gli abeti!
un po' di facile fuoritraccia sotto il Marmagna
Incontrati vari escursionisti e skialper, tanti malgrado fosse un feriale. Massima stima per il rifugista del Mariotti al lago Santo, che è venuto a fare un giro e ad aprire il rifugio (d'inverno aperto solo nei weekend); dalle chiacchiere al bar, veniamo a sapere che la vecchia seggiovia di Lagdei - chiusa da quest'anno perché ha superato i 40 anni di attività - non si può più usare nemmeno come teleferica, e il rifugio si raggiunge solo a piedi... piccola dimostrazione di come il turismo montano ormai sopravviva solo grazie all'impegno e alla passione di questa gente, mentre leggi e norme assurde fanno di tutto per intralciarlo. Ma non vale la pena di salire in questo paradiso per sentire i soliti tristi discorsi polemici! Ed è anche un peccato salirci senza un paio di sci belli grassottelli sotto i piedi... un passo alla volta, arriverà anche il loro turno!
Lo storico Rifugio Mariotti
Polverone a quota 1500, 26 genn... ehm novembre
Insomma, se questo è solo l'antipasto chissà cosa arriverà dopo!
La madonnina del Marmagna col cappotto bianco
Lago Santo e Cresta dello Sterpara
Come meta si è scelto il Marmagna, una delle cime più accessibili, alte e frequentate della nostra provincia, anche in inverno.
La cima del Marmagna
Facile dunque, ma spettacolare, per il panorama incredibile che si può godere dalla cima in giornate terse come oggi: all'orizzonte tutte (o quasi) le Alpi: dai monti Euganei alle ultime Alpi Marittime, passando per Adamello, Rosa e Monviso. Poi il mare, vicinissimo, con la Corsica, la Capraia, l'Elba nascosta in parte dietro le Apuane, affilate come spade; e soprattutto verso sud il succedersi regolare, geologicamente impeccabile, di tutto l'Appennino tosco-emiliano, fino al monte Rondinaio.
Alpi Apuane
Appennino
Lo spettacolo meraviglioso delle montagne bianche che spiccano fra il verde di pianura e boschi e l'azzurro di mare e cielo; l'atmosfera fiabesca del lago Santo, con i faggi contorti carichi di neve che disegnano le loro trame sul blu profondissimo del lago, non ancora ghiacciato.
Sella del Marmagna, Lunigiana e golfo di Spezia
Lago Santo
La neve è già tantissima, più di un metro in quota, e se continuano a fare giornate fredde come oggi (si è viaggiato fra -10 e -5 o giù di lì) sarà il fondo per marzo e aprile; un ottimo fondo a valle, mentre in quota è scesa un po' ventata, specialmente vicino al crinale. Proprio alcuni accumuli da vento e scricchiolii non troppo incoraggianti, ci hanno spinto ad evitare il tratto di crinale che dalla cima del Marmagna scende alla Capanna Schiaffino sotto l'Orsaro, permettendo di concludere un anello molto affascinante e decisamente poco battuto (perché pericoloso d'inverno, con rischio scivolo fino in piazza a Pontremoli).
Anche noi abbiamo gli abeti!
un po' di facile fuoritraccia sotto il Marmagna
Incontrati vari escursionisti e skialper, tanti malgrado fosse un feriale. Massima stima per il rifugista del Mariotti al lago Santo, che è venuto a fare un giro e ad aprire il rifugio (d'inverno aperto solo nei weekend); dalle chiacchiere al bar, veniamo a sapere che la vecchia seggiovia di Lagdei - chiusa da quest'anno perché ha superato i 40 anni di attività - non si può più usare nemmeno come teleferica, e il rifugio si raggiunge solo a piedi... piccola dimostrazione di come il turismo montano ormai sopravviva solo grazie all'impegno e alla passione di questa gente, mentre leggi e norme assurde fanno di tutto per intralciarlo. Ma non vale la pena di salire in questo paradiso per sentire i soliti tristi discorsi polemici! Ed è anche un peccato salirci senza un paio di sci belli grassottelli sotto i piedi... un passo alla volta, arriverà anche il loro turno!
Lo storico Rifugio Mariotti
Polverone a quota 1500, 26 genn... ehm novembre
Insomma, se questo è solo l'antipasto chissà cosa arriverà dopo!

La madonnina del Marmagna col cappotto bianco
