Mantenimento stazioni sciistiche...

Ciao a tutti,
Spesso penso ai ricavi e ai costi di un stazione sciistica. Essendo ignorante in materia si possono quantificare i costi di gestione annua di una funivia, di una cabinovia ? Di una seggiovia ? Di uno skilift ? Lo
Dico perchè abitando al
Nord della toscana vedo la "decadenza" delle nostre località sciistiche. Ricordo che 20 anni fa sciare la domenica era quasi impossibile adesso anche per colpa della crisi economica le cose sono cambiate drasticamente.

Grazie !
 
Lo sci è andato in rosso Ecco i debiti degli impianti - Homepage - Sondrio La Provincia di Sondrio - Notizie di Sondrio e provincia

Questo riassume la pessima situazione in Lombardia; senza l'aiuto della Regione,Provincia o dei Comuni non si va da nessuna parte !!!!!!!

Imparare dall'Austria ! Grazie ! :D

Beh oddio anche in austria nn e' tutto rose e fiori, gli impianti carinziani erano falliti l anno scorso senza l intervento del land...per contro in italia ci sonorealta picccole medie. E grandi con conti in positivo, ad esempio lo zoncolan in friuli e' in attivo, il dolomiti superski e' in forte attivo, e tanti altri. certo non sono relata che si somo adagiate sugli allori degli anni 80...
 
Per i costi al dettaglio ti consiglio di dare un'occhiata a funivie.org

Impianti: Funivie.org
Battipista: Funivie.org
Innevamento: Funivie.org e Funivie.org

In generale considera che per i soli impianti va considerato il costo del personale, la corrente elettrica, le revisioni annuali + gli ammortamenti per le revisioni generali + eventuali ammortamenti per l'acquisto dell'impianto.
Poi si considera i mezzi battipista, personale, gasolio, manutenzione e ammortamento costi di acquisto.
E infine analogamente l'innevamento dove va considerato personale che lo gestisce, energia elettrica (dei cannoni stesso e delle pompe), costo dell'acqua (alcuni possono pescarla dai fiumi e questo è un risparmio), manutenzione dell'impianto, dei cannoni e pulizia dei laghetti, ovviamente poi c'è il solito ammortamento dei costi iniziali dell'acquisto (dove, oltre i cannoni, ci sono tutte le condutture e i pozzetti, i laghetti di raccolta, la sala pompe e le torri di raffreddamento).
Poi ci sono vari ed eventuali con le reti e tutti quegli accessori che vedi in pista.

Spesso i gestori degli impianti gestiscono anche i rifugi, facendo così aumentare il margine di guadagno (e degli investimenti).
 

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Sono stati scritti fiumi di parole sulla crisi dello sci e, di conseguenza, sulla crisi delle localita' sciistiche..penso che, ora come ora, salvo qualche eccezzione, nessuna localita' sciistica, intesa come societa' impianti, possa avere dei guadagni certi e sicuri...senza il contributo di enti locali o di altre societa' o gruppi ( albergatori....privati...etcetc) veramente poche societa' impiantistiche possono pensare di andare avanti...peraltro o si ripensa lo sci, in senso generale, sotto altre forme, incentivando altre attivita' collegate e collegabili ( ad es la sxelta delle MTB durante la stagione calda per giustificare il funzionamento di alcuni impianti..) e /o ampliando l'offerta stagionale, oppure il classico sistema, per cui gli impianti vanno a pieno solo 15 gg all'anno ( vacanze di natale), qualche we e per il resto sono semi deserti, non regge piu'.....sicuramente, fuori dalla alta stagione, gli skipass dovrebbero diventare, in moltenstazioni scistiche, quasi gratis e cercare di guadagnare sulle attivita' collaterali ( se ci va qualche sciatore in piu', si vendera' qualche pasto in piu' nei rifugi, forse qualcuno dormira' qualche notte in piu'...). Per tutti i sistemi di vacanza e divertimento, ormai il modo per sopravvivere bene e' allargare il piu' possibile il tempo di utilizzo del bene "vacanza ".....
 
Sono stati scritti fiumi di parole sulla crisi dello sci e, di conseguenza, sulla crisi delle localita' sciistiche..penso che, ora come ora, salvo qualche eccezzione, nessuna localita' sciistica, intesa come societa' impianti, possa avere dei guadagni certi e sicuri...senza il contributo di enti locali o di altre societa' o gruppi ( albergatori....privati...etcetc) veramente poche societa' impiantistiche possono pensare di andare avanti...peraltro o si ripensa lo sci, in senso generale, sotto altre forme, incentivando altre attivita' collegate e collegabili ( ad es la sxelta delle MTB durante la stagione calda per giustificare il funzionamento di alcuni impianti..) e /o ampliando l'offerta stagionale, oppure il classico sistema, per cui gli impianti vanno a pieno solo 15 gg all'anno ( vacanze di natale), qualche we e per il resto sono semi deserti, non regge piu'.....sicuramente, fuori dalla alta stagione, gli skipass dovrebbero diventare, in moltenstazioni scistiche, quasi gratis e cercare di guadagnare sulle attivita' collaterali ( se ci va qualche sciatore in piu', si vendera' qualche pasto in piu' nei rifugi, forse qualcuno dormira' qualche notte in piu'...). Per tutti i sistemi di vacanza e divertimento, ormai il modo per sopravvivere bene e' allargare il piu' possibile il tempo di utilizzo del bene "vacanza ".....

Beh infatti chiedevo cosi' per curiosità, ci sono piccole stazioni che nei giorni della settimana sono praticamente deserte e non capisco dove guadagnano..
 
Io invece penso che la maggior parte delle società medio-grandi riescano benissimo ad andare in attivo, il problema semmai è di quanto (i ricavi consentono nuovi investimenti?)
Senza andare sul solito Dolomiti Superski, anche in Abruzzo località di media grandezza come Ovindoli e Campo Felice sono in attivo (probabile che nei bilanci ci sia anche qualche rifugio/albergo).

D'altronde quello che fa guadagnare il sistema stesso è tutto insieme: impianti+alberghi+locali etc. quindi, secondo me, la soluzione migliore è quella del consorzio turistico dove ognuno mette la sua quota e poi viene ridiviso tutto, specialmente nei casi in cui le società di impianti non gestiscono nient'alto.
 
Io invece penso che la maggior parte delle società medio-grandi riescano benissimo ad andare in attivo, il problema semmai è di quanto (i ricavi consentono nuovi investimenti?)
Senza andare sul solito Dolomiti Superski, anche in Abruzzo località di media grandezza come Ovindoli e Campo Felice sono in attivo (probabile che nei bilanci ci sia anche qualche rifugio/albergo).

D'altronde quello che fa guadagnare il sistema stesso è tutto insieme: impianti+alberghi+locali etc. quindi, secondo me, la soluzione migliore è quella del consorzio turistico dove ognuno mette la sua quota e poi viene ridiviso tutto, specialmente nei casi in cui le società di impianti non gestiscono nient'alto.

ESATTO....e' quanto gia' scritto...una " societa" di impianti di risalita sci puo' vivere e guadaganre solamente se e' inserita in un network di altre societa' o attivita' oppure se, direttamente, gestisce alberghi o ristoranti o rifugi o altro....il puro "business" impiantistico a fune non garantisce praticamente mai un equilibrio economico, e questo sopratutto negli utlimi 10-15 anni, almeno in italia, con la crisi del tursimo sugli sci, il caldo che ha fortemente diminuito i periodi di sci ( vi sono stati anni recenti dove alcune localita' non hanno nemmenomaperto o hanno aperto per dieci giorni..).
Quindi, o si diversifica il business su altre attivita' o e' il fallimento certo...
Occorre considerare che in alcune realta' il sistema impiantistisco a fune e' visto quasi come un servizio pubblico ( un po' come il servizio di bus o di treni locali..) e viene mantenutomin vita da contrbuti regionali o comunali...pur di far "girare" un po' il turismo....
 
A leggere certe cifre mi chiedo come facciano certi comprensori del sud Italia a sopravvivere :(

riducendo i costi al minimo...
si batte quando é strettamente necessario, si assume solo il minimo indispensabile...
per come la vedo io, a parte qualche eccezione, nel futuro hanno piú chance di sopravvivere le piccole stazioni autogestite che le medie, con tanti impianti ma affluenze in costante calo... e chi investirá sull'estivo oltre che sull'invernale...
 
Considerate che dagli ultimi dati della camera di commercio di Bolzano tutte le società di Plan de Corones (sommate) fatturano più di 40 milioni di euro all'anno.
 
la Via Lattea Italiana (Sestriere spa) nel 2012 ha fatturato circa 25 milioni di euro, non so però con quali costi

gestisce anche parecchi rifugi sulle piste

fra gli introiti ci sono gli affitti delle piste per gare e allenamenti

Vialattea - Sciare senza confini > Press & Marketing > Cartella Stampa > Relazione del Presidente

Ecco Via Lattea è un comprensorio che a me piace, peró a livello di impianti è indietro 20 anni rispetto a dolomiti e val D'Aosta che avranno sicuramente agevolazioni ma nel suo piccolo è indietro anche rispetto all'Abetone e pure ci han fatto le olimpiadi e ha buoni ricavi. Io dico ammodernare un pó gli impianti non vale la pena ?
 
Ecco Via Lattea è un comprensorio che a me piace, peró a livello di impianti è indietro 20 anni rispetto a dolomiti e val D'Aosta che avranno sicuramente agevolazioni ma nel suo piccolo è indietro anche rispetto all'Abetone e pure ci han fatto le olimpiadi e ha buoni ricavi. Io dico ammodernare un pó gli impianti non vale la pena ?

certo, il problema è che l'attuale proprietà ha pochissimi soldi...
 
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