Ski- Alper guida 2013/14

T

terios

Guest
Qualcuno ha già sfogliato la nuova guida?
Io si. Oggi.
È stato un primo contatto, una prima "annusata".... Beh devo dire che quella dello scorso anno mi fece sicuramente una impressione migliore.
Avevo parecchie aspettative, anche a seguito degli interventi molto precisi, analitici, tecnici del curatore dello scorso anno (Salvetti?) proprio sul forum, nel corso di un contraddittorio piuttosto interessante.
Quest'anno è cambiato e l'approccio mi sembra decisamente più ispirato agli esempi dello sci alpino: sostanzialmente tante lodi! Saranno stati "sgridati" dalle case... Scorso anno non le avevano mandate a dire...
Inoltre sono pochi gli attrezzi recensiti, a muzzo meno della passata edizione, e quei pochi senza un grande appeal.
Faccio solo un esempio, preso tra i temi che più mi stavano a cuore: gli scarponi: cazzarola, mancano il Lupo ed il Panterra che bene o male hanno creato tra gli appassionati una attesa parecchio tirata...
Insomma bella carta patinata ma sostanza..... Avrei preferito un libricino come quello precedente, con carta riciclata, ma con più ciccia.
Peccato, secondo me una occasione persa.
Almeno un certo tentativo di conciliare i mondi del tradizionale (rappresentato da una grande attenzione alla salita e al peso) e del nuovo (che guarda anche se non soprattutto alla discesa) si vede: spero che per il futuro riescano a completare l'arco di cerchio mancante.
E spero pure che la guida arrivi prima: che senso ha uscire in edicola a novembre più che iniziato quando ormai purtroppo nei negozi ti devi scapicollare entro ottobre se vuoi garantirti i numeri e le misure di scarponi e sci? Sono finiti i tempi degli scaffali ricolmi dei commercianti!
 
Ultima modifica:
Qualcuno ha già sfogliato la nuova guida?
Io si. Oggi.
È stato un primo contatto, una prima "annusata".... Beh devo dire che quella dello scorso anno mi fece sicuramente una impressione migliore.
Avevo parecchie aspettative, anche a seguito degli interventi molto precisi, analitici, tecnici del curatore dello scorso anno (Salvetti?) proprio sul forum, nel corso di un contraddittorio piuttosto interessante.
Quest'anno è cambiato e l'approccio mi sembra decisamente più ispirato agli esempi dello sci alpino: sostanzialmente tante lodi! Saranno stati "sgridati" dalle case... Scorso anno non le avevano mandate a dire...
Inoltre sono pochi gli attrezzi recensiti, a muzzo meno della passata edizione, e quei pochi senza un grande appeal.
Faccio solo un esempio, preso tra i temi che più mi stavano a cuore: gli scarponi: cazzarola, mancano il Lupo ed il Panterra che bene o male hanno creato tra gli appassionati una attesa parecchio tirata...
Insomma bella carta patinata ma sostanza..... Avrei preferito un libricino come quello precedente, con carta riciclata, ma con più ciccia.
Peccato, secondo me una occasione persa.
Almeno un certo tentativo di conciliare i mondi del tradizionale (rappresentato da una grande attenzione alla salita e al peso) e del nuovo (che guarda anche se non soprattutto alla discesa) si vede: spero che per il futuro riescano a completare l'arco di cerchio mancante.
E spero pure che la guida arrivi prima: che senso ha uscire in edicola a novembre più che iniziato quando ormai purtroppo nei negozi ti devi scapicollare entro ottobre se vuoi garantirti i numeri e le misure di scarponi e sci? Sono finiti i tempi degli scaffali ricolmi dei commercianti!

Io l'ho letto oggi e ho avuto l'impressione opposta alla tua... Mi sembra un lavoro di altissimo livello e sono rimasto incollato un paio d'ore a leggerlo... Ho apprezzato molto che siano stati approfonditi solo i migliori modelli sul mercato, lasciando da parte 'ciofeche' e i giudizi non sono affatto bonari come dici tu... Comunque la mia è un'opinione, come la tua, del resto... Ciao ;-)
 
Sicuramente il lavoro di analisi è notevole. Il solo fatto che si prendono pena per verificare in laboratorio i dati rilasciati dalle case è degno della massima stima.
Ma questo avvenne pure per la passata edizione. E per questo motivo lo scorso anno l'avevo apprezzata tantissimo.
Ora, io non sono uno scialpinista bensì uno sciatore che ogni tanto, per variare, invece di prendere gli impianti, con la guida va in zone non servite e sale con le pelli. Piccole cose, per carità, roba tranquilla.
Bene, proprio qui sul forum lo scorso responsabile dei test, in toni molto pacati e soprattutto molto precisi e tecnici spiegava i motivi di certe scelte proprio sugli attrezzi testati e si era reso disponibile ad aprire un poco la porta anche su una visuale meno alpinistica.
In questo senso mi ha deluso la guida: avevo una certa aspettativa, che per altro nessuno aveva garantito, e che in parte è stata "tradita" ( perdonate il termine forte).
Per i giudizi, francamente a rileggere quelli del passato con quelli dell'ultima edizione rimango della mia impressione. Forse è dovuto al fatto che nella guida si premette che viene rappresentato il test dei "migliori" modelli per cui il giudizio peggiore non sta al di sotto di un "così così" lettera C...
Nel settore degli sci alpine freeride, sono presenti ben due modelli de La Sportiva: ma siamo sicuri? Personalmente mi suona poco interessante una recensione su due, dico due, modelli di una stessa casa che neppure ha tutta questa attrattiva in tal segmento....
Nella sezione scarponi manco una citazione per i Lupo o i Panterra o i nuovi della K2 (che pure hanno provato: in una foto sono ritratti)... Mah!

Sicuramente per gli scialpinisti puri, non gli zampognari come il sottoscritto, va bene così, tanto mai calzeranno qualcosa al di sopra del "kiloeduecento" o uno sci più largo di una ottantina di millimetri, ma allora, forse, tanto varrebbe eliminare la sezione per nutrire ulteriormente quelle a voi più congeniali.

Peccato, perché riviste come SkiAlper e guide così serie farebbero un gran bene anche a noi sciatori della via di mezzo (mezza salita e mezza discesa)
 
Ancora una cosa, scusate: potrebbe essere anche interessante sapere perché un determinato attrezzo viene ritenuto una ciofeca.... la cultura la si fa anche spiegando quali sono i limiti e non solo valorizzando i pregi.
Quando lo scorso anno distrussero il salomon e ancor più l'atomic, mi fecero capire benissimo l'importanza di determinati requisiti...
Non siamo purtroppo tutti "imparati" ed una guida dovrebbe servire proprio ed ancor più ai meno smaliziati
 
Ancora una cosa, scusate: potrebbe essere anche interessante sapere perché un determinato attrezzo viene ritenuto una ciofeca.... la cultura la si fa anche spiegando quali sono i limiti e non solo valorizzando i pregi.
Quando lo scorso anno distrussero il salomon e ancor più l'atomic, mi fecero capire benissimo l'importanza di determinati requisiti...
Non siamo purtroppo tutti "imparati" ed una guida dovrebbe servire proprio ed ancor più ai meno smaliziati


Beh, io parlo da appassionato come te... che dire... mi aiuta il fatto di non dover scegliere tra 50 modelli ma solamente tra 20 (dico numeri a caso...).
Poi non conosco a fondo tutte le modalità, ma credo sia molto costoso portare sulla neve centinaia di prodotti. Comunque, magari, ti daranno una risposta direttamente loro se dici che intervengono in questo forum... Sui modelli che utilizzo (o che vorrei utilizzare!!!!:evil::evil::evil::evil:) per me è una vera e propria bibbia.... Però forse dalla descrizione che fai tu del tuo modo di sciare e andare in montagna non è esattamente il prodotto giusto... Ipotizzo eh..... Ciaoooo
 

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Sicuramente il lavoro di analisi è notevole. Il solo fatto che si prendono pena per verificare in laboratorio i dati rilasciati dalle case è degno della massima stima.
Ma questo avvenne pure per la passata edizione. E per questo motivo lo scorso anno l'avevo apprezzata tantissimo.
Ora, io non sono uno scialpinista bensì uno sciatore che ogni tanto, per variare, invece di prendere gli impianti, con la guida va in zone non servite e sale con le pelli. Piccole cose, per carità, roba tranquilla.
Bene, proprio qui sul forum lo scorso responsabile dei test, in toni molto pacati e soprattutto molto precisi e tecnici spiegava i motivi di certe scelte proprio sugli attrezzi testati e si era reso disponibile ad aprire un poco la porta anche su una visuale meno alpinistica.
In questo senso mi ha deluso la guida: avevo una certa aspettativa, che per altro nessuno aveva garantito, e che in parte è stata "tradita" ( perdonate il termine forte).
Per i giudizi, francamente a rileggere quelli del passato con quelli dell'ultima edizione rimango della mia impressione. Forse è dovuto al fatto che nella guida si premette che viene rappresentato il test dei "migliori" modelli per cui il giudizio peggiore non sta al di sotto di un "così così" lettera C...
Nel settore degli sci alpine freeride, sono presenti ben due modelli de La Sportiva: ma siamo sicuri? Personalmente mi suona poco interessante una recensione su due, dico due, modelli di una stessa casa che neppure ha tutta questa attrattiva in tal segmento....
Nella sezione scarponi manco una citazione per i Lupo o i Panterra o i nuovi della K2 (che pure hanno provato: in una foto sono ritratti)... Mah!

Sicuramente per gli scialpinisti puri, non gli zampognari come il sottoscritto, va bene così, tanto mai calzeranno qualcosa al di sopra del "kiloeduecento" o uno sci più largo di una ottantina di millimetri, ma allora, forse, tanto varrebbe eliminare la sezione per nutrire ulteriormente quelle a voi più congeniali.

Peccato, perché riviste come SkiAlper e guide così serie farebbero un gran bene anche a noi sciatori della via di mezzo (mezza salita e mezza discesa)

Ciao Terios, ci hai 'invocati', ed eccoci qui :)
Potere di Google.... "c'è una discussione in cui si parla di Ski-alper".
Premetto che il nostro intervento è solamente per fare chiarezza e che consideriamo preziosi tutti i punti di vista. E poi ci piacciono i forum di discussione, dove gli appassionati possono liberamente scambiare opinioni.
C'è un concetto di base da precisare: la nostra interpretazione dello sci è 'human powered', più semplicemente 'a trazione animale'.
Di conseguenza la scelta, analisi e test dei prodotti è diretta specificamente a chi 'sposa' questo stile di vivere la montagna e la neve. Senza alcun pregiudizio nei confronti di altri, ci mancherebbe...
Non a caso la sezione finale (numericamente più ridotta delle altre, come hai potuto osservare) è definita con neologismo 'alpine freeride'. Proprio perché non parla di prodotti da freeride classico, alla nordamericana per intenderci. Bensì contiene quei prodotti che sono un'estensione di catalogo delle aziende con focus sullo ski-alp, quelle che appaiono negli altri capitoli (vedi La Sportiva, di cui fai l'esempio).
È chiaro che Movement non è un'azienda specializzata in scarponi, però il suo modello è stato testato proprio in quest'ottica, mentre invece non appaiono altri prodotti, tipo quelli da te citati.
Il tempo non è molto e bisogna cercare di fare bene quello in cui si è più competenti... Ci sarebbero decine di sci e scarponi per un uso promiscuo pista/fuori e arroccamento con impianti, pellabili per brevi trasferimenti. Ma non è il nostro focus e sarebbero fuori luogo nella Buyer's Guide (almeno per ora).

Infine permettimi di rassicurarti che nessuno ci ha 'sgridato'... La nostra indipendenza assoluta nei test è una bandiera della rivista, riconosciuta per questo a livello internazionale. Già, perché senza falsa modestia posso dirti che tanto è 'cult' Powder tra gli appassionati nostrani di freeride (come citavi sopra), quanto lo è Ski-alper dall'altra parte dell'Oceano tra i sempre più numerosi scialpinisti di stampo 'europeo'. Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane. È sempre così :)
Il nostro lavoro è difficile, lungo, costoso, parte da marzo e finisce ad ottobre: ci piacerebbe essere in edicola a fine settembre, ma in quella data alcune aziende non ci hanno ancora nemmeno consegnato i materiali... Abbiamo concentrato gli sforzi sui prodotti e sulle aziende che ci sono sembrati più interessanti, scegliendo già di base modelli interessanti. Ti invito a leggere con cura la premessa della Guida, capirai anche il senso delle valutazioni. 12 giornate sulla neve e qualche settimana di laboratorio non ci consentono comunque un voto 'tranchant', sono tanti gli aspetti da valutare: da questo è nato il nuovo rating, che aiuta a valutare i prodotti, 'obbligando' però a leggere tutta la scheda per capire il senso della 'letterina' assegnata.

Speriamo che questa spiegazione ti aiuti a superare la delusione per la mancanza di alcuni sci e scarponi che avresti voluto vedere testati...

Buone sciate... Grazie a dio la neve sta arrivando.
 
Innanzi tutto grazie per la risposta!

Vorrei chiarire, ma credo di averlo fatto anche prima, che la "delusione" ha origine da una aspettativa tutta mia, probabilmente nata da un mio fraintendimento di un vostro intervento lo scorso anno proprio sul forum.

Si sa che non si possono incontrare i gusti di tutti e il vostro lavoro è ciclopico.

Sicuramente mi piacerebbe se si spostasse ancora un po' più l'occhio in direzione discesistica, ma mi rendo conto che così facendo probabilmente andreste in conflitto con il vostro pubblico di riferimento.

A questo punto spero che le riviste "discesistiche" traggano spunto dal vostro lavoro e vi imitino nella serietà e approfondimento di indagine (questo non l'ho mai messo in dubbio): visto che la vostra casa editrice già ha un periodico rivolto al mondo race (che leggevo puntualmente quando ero più coinvolto) perché non fare qualcosa per il free? La butto lì, la speranza è sempre l'ultima a morire....
 
Innanzi tutto grazie per la risposta!

Vorrei chiarire, ma credo di averlo fatto anche prima, che la "delusione" ha origine da una aspettativa tutta mia, probabilmente nata da un mio fraintendimento di un vostro intervento lo scorso anno proprio sul forum.

Si sa che non si possono incontrare i gusti di tutti e il vostro lavoro è ciclopico.

Sicuramente mi piacerebbe se si spostasse ancora un po' più l'occhio in direzione discesistica, ma mi rendo conto che così facendo probabilmente andreste in conflitto con il vostro pubblico di riferimento.

A questo punto spero che le riviste "discesistiche" traggano spunto dal vostro lavoro e vi imitino nella serietà e approfondimento di indagine (questo non l'ho mai messo in dubbio): visto che la vostra casa editrice già ha un periodico rivolto al mondo race (che leggevo puntualmente quando ero più coinvolto) perché non fare qualcosa per il free? La butto lì, la speranza è sempre l'ultima a morire....

Beh, ci fa piacere che tu conosca la nostra produzione editoriale, così hai un quadro chiaro del 'modus operandi'...
Il discorso è complesso da affrontare: da una parte lo sci alpino è agonismo, e questo rappresenta un settore a sé stante (che come dicevi ha Race ski magazine come rivista di riferimento).
Dall'altra si sta trasformando in quello che cerchi tu (e numerosi altri come te): è in calo netto lo sci in pista fine a se stesso e sono sempre più numerosi gli sciatori che vogliono mettere le spatole in neve fresca, fosse anche solamente di fianco agli impianti. Sci alpino, appunto... Se hai tempo leggi l'interessante intervista a Reiner Gerstner in apertura della Guida: la previsione del gruppo Salewa Oberalp è che nel giro di 5/7 anni il 50% degli sciatori su scala mondiale sarà indirizzato ad un tipo di sci fuori pista, in tutte le diverse declinazioni, dallo ski-alp al free touring. Chi lo sa, magari in futuro penseremo a qualcosa anche in quella direzione. Comunque anche tra gli sci proposti in Buyer's Guide vedrai che ce ne sono di interessanti per il tuo tipo di sciata!
 
Ciao Terios, sono Guido. Quest'anno è toccato a me l'onore ma soprattutto l'onere di continuare il lavoro di Ski-alper, che lo scorso anno Sebastiano Salvetti aveva impostato in modo 'rivoluzionario' rispetto al passato. Entro nella discussione perché mi fa piacere sottolineare scelte e metodi adottati, che serviranno a molti per decidere come indirizzare le proprie scelte non solo in termini tecnici e merceologici, ma potrebbero anche fornire spunti originali per decidere come impiegare il tempo da passare su sci e pelli. Nelle introduzioni ai mondi scialpinistici riconoscibili oggi abbiamo inserito i perché delle nostre scelte, ma da un confronto diretto come questo potrebbero nascere ulteriori analisi.
Vedo che Davide ha già inquadrato la Buyer's Guide in termini generali. Allora entro nello specifico: già lo scorso anno stava diventando evidente l'estrema diversificazione tra gli attrezzi - limitiamoci a scarpe e sci perché in genere l'attenzione lì si concentra -. Un esame il più possibile scientifico era nel 2012-13 un passaggio necessario per rompere con un passato 'artigianale', ma allo stesso tempo si scontrava con la massima variabilità di ogni fattore. Un buon piede può capire uno sci in neve dura, per esempio, e poi controprovarlo in nevi morbide, bagnate, irregolari,polverose profonde (be', lì vanno bene tutti) ecc. Si tratta già di elementi a-scientifici, inevitabili, e comunque lo sci resterà sempre soggetto a interpolazioni con l'ambiente e con l'uomo che lo usa. Ma il vero punto è che, come dicevo, le aziende oggi propongono gamme di attrezzi estremamente diversificati. Si possono riconoscere delle tendenze e delle famiglie, ma quasi mai più di due attrezzi confrontabili tra loro direttamente. Non si può più risolvere facilmente il confronto con giudizi di valore (voti, giudizi). Anzi, spesso il confronto stesso è improponibile. Le mele e le pere. Tutti i testatori soffrivano questa incongruenza. Ne abbiamo parlato a lungo con loro, e abbiamo deciso che solo giudizi estesi avrebbero potuto descrivere le attrezzature provate. Abbiamo poi integrato con grafici che 'quantificassero' la descrizione estesa per chiarirla e renderla la più immediata possibile. Lo scopo è di indirizzare verso scelte consapevoli, che invece i voti, per quanto numerosi e suddivisi per categoria di prestazione, lasciano sempre in sospeso.

Basarsi su un voto, o su dieci voti, per decidere, poteva andar bene quando gli sci erano tutti dritti e lunghi uguali. Con l'estrema specializzazione di oggi bisogna prendere una prima decisione: sci unico o la scuderia? Nel primo caso ti ritroverai sotto i piedi in generale uno sci più o meno buono (questo sì, 'votabile') che si difenderà più o meno bene un po' dappertutto ma senza probabilmente mai farti gridare al miracolo a fine curva. Nel secondo caso avrai grandi soddisfazioni su qualche fondo, ma in altri noterai carenze anche gravi.
Oggi gli sci sono in larghissima parte costruiti per non essere lo sci unico, ma per eccellere in un utilizzo specifico. Come fai a votarli seccamente, nel bene o nel male? Vanno invece descritti il più possibile, e abbiamo scritto chiaro dove van bene e dove no: occhio alla torta con i diversi fondi. E poi vanno scelti con attenzione all'acquisto. Sembra ovvio ma lo fanno ancora in pochi (chiedere in negozio).

Un'altro elemento importante a conferma:i testatori. L'anno scorso eravamo al limite, pur tenendoli separati agli estremi e riunendoli solo sul touring classico. Con quest'anno i tester free non hanno visto neanche in fotografia gli sci touring (per non parlare dei race ma quello era già assodato lo scorso anno). E viceversa i tester race e classic non sono mai andati molto oltre 80 mm al centro. Ormai son due sport diversi: qualunque touring classico sembra uno stuzzicadenti instabile a un rider anche di provenienza trad. Viceversa, qualunque sci free sembra sordo agli altri, e di qui non si scappa anche se tutti loro fanno miracoli su tutti gli sci. E questa è anche un'indicazione che dovrebbe orientare nelle proprie scelte chi sta per scegliere uno sci. Per paradosso è più importante orientarsi attraverso le introduzioni che sulle singole schede, e leggere di ponti e rocker piuttosto che di raggi, pensare se si è orientati sempre e solo alla conduzione o se piace lo sliding.

Vorrei che non venisse sottovalutata soprattutto l'analisi dello stato di fabbrica degli sci. Naturalmente si riferisce al singolo paio esaminato, ma dà indicazioni utili. È incredibile come il set-up sia la primissima cosa da fare nell'alpino e nel fondo, ma da noi non se ne parli. Eppure è il modo sicuro per buttare via 900.00€, oppure, al contrario, investirne bene 300.00 ...+ 20.00. Come vedi, da quelle analisi al banco non escono affatto bene sci che dopo il set-up sono andati benissimo su neve.
Per le connivenze con le aziende, non so che dirti. Honni soit qui mal y pense non basta più al giorno d'oggi, ma se confronterai con attenzione i giudizi estesi e i grafici troverai differenze anche radicali con quanto dichiarato dai comunicati dagli uffici marketing. Quando uno sci agganciava e vibrava nelle croste l'abbiamo scritto, ma come facciamo a dargli un voto negativo se poi lo stesso sci è una meraviglia sugli altri fondi?
 
Ok ok.... non volevo e non voglio il sangue a tutti i costi.

Ora ho capito grazie al vostro intervento. Spero sia servito anche ad altri utenti: è sempre importante riuscire a dialogare non con semplici appassionati ma anche con professionisti seri.

Ancora grazie per avermi risposto
 
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