Val di Sole a nord, val di Non e Molveno a est, Valli giudicarie a sud, val Rendena a ovest segnano i confini dell'universo Brenta, il più tridentino dei gruppi dolomitici.
Qui a fine Ottocento nacque la SAT (Società Alpinisti Tridentini), corrispondente del CAI nel Trentino irredentista, e qui fece costruire i suoi rifugi (Tosa, Sella, XII Apostoli), in diretta concorrenza con quelli vicinissimi del Club alpino austro-tedesco (Pedrotti e Tuckett). Le inquietudini nazionaliste si sfogarono anche nella frenetica conquista e intitolazione delle cime, con gli alpinisti italiani e tedeschi che portarono le loro bandiere sulle guglie più scabrose, come il Campanile Basso.
Sopra il Tuckett
Grostè e Pietra Grande
Altipiani lunari sul versante del lago di Tovel
Nella Grande Guerra invece il Brenta non fu un teatro importante di scontri come il vicino Adamello o le Dolomiti fassane e ampezzane; gli arditi sentieri che lo attraversano in quota non sono dunque nati come percorsi di guerra, ma come vie ferrate nel senso più nobile del termine: non cercano la difficoltà alpinistica, ma la via di collegamento più logica fra le strette bocchette, seguendo cenge, creste e superando i tratti verticali con l'aiuto di numerose scale. Sono dunque percorribili da ogni escursionista preparato, attrezzato e privo di vertigggggini.
Ferrata Detassis:
Gulp!
Garagulp!
Gigamminchiaggesùmmariagulp!
La famosa via delle Bocchette attraversa la dorsale principale del Brenta in direzione nord-sud ed è divisa in tre principali sezioni: le Bocchette Alte vanno dal Grosté al Rifugio Alimonta; quelle Centrali dall'Alimonta al Tosa-Pedrotti; infine il sentiero dell'Ideale arriva fino al XII Apostoli.
Uomini e crode
La prima delle bocchette lungo il Sentiero Benini
Lo scorso weekend, col Cai di Parma, abbiamo affrontato buona parte delle Bocchette alte: partiti sabato dal Grosté in tarda mattinata, abbiamo percorso i facili sentieri attrezzati Benini e Dallagiacoma fino all'austro-tedesco Tuckett, dove abbiamo cenato, per poi dormire nell'italiano Pedrotti in segno di pacificazione.
Vedretta del Tuckett
Panoramica dell'alta val Brenta
La domenica il sole non si è visto sorgere, dietro una cappa di nubi alte basse e medie, trionfo dell'umidità. Saliti alla bocchetta del Tuckett, abbiamo affrontato la parte più spettacolare delle Bocchette Alte in condizioni vicine al limite; raggiunta la bocchetta bassa di Massodi non siamo arrivati all'Alimonta, ma abbiamo tagliato in discesa verso il Brentei - scelta discutibile - con la difficile ferrata Oliva Detassis, un susseguirsi senza tregua di scale lunghe ed espostissime (e quasi bagnate).
Cai Parma in action: cengia Garbari
Pausa sotto la pioggia
Il capolavoro involontario
L'escursione è stata ugualmente grandiosa, ma spero presto di tornare su queste splendide montagne con il sole!
ciaooooo!
edit:metti link in firma piuttosto, o non mettere sempre link-spam. Grazie, ciao, Fabio
Qui a fine Ottocento nacque la SAT (Società Alpinisti Tridentini), corrispondente del CAI nel Trentino irredentista, e qui fece costruire i suoi rifugi (Tosa, Sella, XII Apostoli), in diretta concorrenza con quelli vicinissimi del Club alpino austro-tedesco (Pedrotti e Tuckett). Le inquietudini nazionaliste si sfogarono anche nella frenetica conquista e intitolazione delle cime, con gli alpinisti italiani e tedeschi che portarono le loro bandiere sulle guglie più scabrose, come il Campanile Basso.
Sopra il Tuckett
Grostè e Pietra Grande
Altipiani lunari sul versante del lago di Tovel
Nella Grande Guerra invece il Brenta non fu un teatro importante di scontri come il vicino Adamello o le Dolomiti fassane e ampezzane; gli arditi sentieri che lo attraversano in quota non sono dunque nati come percorsi di guerra, ma come vie ferrate nel senso più nobile del termine: non cercano la difficoltà alpinistica, ma la via di collegamento più logica fra le strette bocchette, seguendo cenge, creste e superando i tratti verticali con l'aiuto di numerose scale. Sono dunque percorribili da ogni escursionista preparato, attrezzato e privo di vertigggggini.
Ferrata Detassis:
Gulp!
Garagulp!
Gigamminchiaggesùmmariagulp!
La famosa via delle Bocchette attraversa la dorsale principale del Brenta in direzione nord-sud ed è divisa in tre principali sezioni: le Bocchette Alte vanno dal Grosté al Rifugio Alimonta; quelle Centrali dall'Alimonta al Tosa-Pedrotti; infine il sentiero dell'Ideale arriva fino al XII Apostoli.
Uomini e crode
La prima delle bocchette lungo il Sentiero Benini
Lo scorso weekend, col Cai di Parma, abbiamo affrontato buona parte delle Bocchette alte: partiti sabato dal Grosté in tarda mattinata, abbiamo percorso i facili sentieri attrezzati Benini e Dallagiacoma fino all'austro-tedesco Tuckett, dove abbiamo cenato, per poi dormire nell'italiano Pedrotti in segno di pacificazione.
Vedretta del Tuckett
Panoramica dell'alta val Brenta
La domenica il sole non si è visto sorgere, dietro una cappa di nubi alte basse e medie, trionfo dell'umidità. Saliti alla bocchetta del Tuckett, abbiamo affrontato la parte più spettacolare delle Bocchette Alte in condizioni vicine al limite; raggiunta la bocchetta bassa di Massodi non siamo arrivati all'Alimonta, ma abbiamo tagliato in discesa verso il Brentei - scelta discutibile - con la difficile ferrata Oliva Detassis, un susseguirsi senza tregua di scale lunghe ed espostissime (e quasi bagnate).
Cai Parma in action: cengia Garbari
Pausa sotto la pioggia
Il capolavoro involontario
L'escursione è stata ugualmente grandiosa, ma spero presto di tornare su queste splendide montagne con il sole!
ciaooooo!
edit:metti link in firma piuttosto, o non mettere sempre link-spam. Grazie, ciao, Fabio
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