madflyhalf
Nowhere Man
...tra mirtilli, falchi e... forse qualcos'altro!
Stuzzicato da un messaggio di Aquila Alpina QUI http://www.skiforum.it/forum/trekki...o-e-alto-appennino-bolognese.html#post1342046
Mi son detto: perché non portarci la morosa a fare le prime roccette/tratto attrezzato della sua vita? 15+5m in verticale alla sua terza uscita di trekking, perché oggettivamente si muove bene, coordinata e senza paura del vuoto (precedenti gite, esposizioni minime, ma la sicurezza si vede subito).
Scelgo questo itinerario perché la montagna nelle foto mi sembrava bellissima.
Le due pagine aperte sono formate dal monte Rotondo, a SX, sensibilmente più basso, e dalle due vere e proprie vette, Monte Libro Aperto e Monte Belvedere,
La cima non è granché, carina, 700m di dislivello per farsi 15m di roccette sono un po' tanti, ma l'ambiente è favoloso.
A cominciare dalla valle di Fellicarolo (le cascate del Doccione non le ho viste, eravamo un po' in ritardo prima e un po' molto sfatti dopo), concettualmente ricorda la val Gares.
E' selvaggia, boscosa, deserta, anche se la strada è più molesta. In fondo alla valle c'è una cascata (Doccione), a destra muraglioni (quasi) dritti (ma decisamente più bassi), e la strada arriva in una spianata meravigliosa con un ristorante/rifugio carino a vedersi, i Taburri, assai meno caro dei ladri a Capanna Comelle:shock:.
Involontariamente (non ricordavo la descrizione), abbiamo fatto esattamente lo stesso percorso del forumer Aquila Alpina, salita 433, divertente con 2-3 tratti di mezze roccette, discesa 435+445
Si comincia con una facile carrareccia
Il versante est del Cimone
Si entra nel bosco, si attraversa un torrente che poi va a formare le cascate più in basso
Un bivio a sinistra ci porta a inerpicarci lungo i pendii boscosi del monte Berucca
Si prosegue per un normale sentiero poco segnato in mezzo al bosco, fino a una cresta comoda ma franosa (marne argillose), poco sotto il Pizzo dei Sassi bianchi
Di fronte a noi il pendio morbido ma ripido del versante nord del Libro Aperto
Verso giù
Un aliante silenzioso sorvola i cieli
Proseguiamo sotto il pizzo dei Sassi bianchi, dove emergono anche rocce di calcare,
Altri alberi solitari, aggrappati contro i venti su creste sassose
Le brughiere
E qui succede una cosa particolare.
Non c'è foto, non ci può essere. Ci sono le mie parole e quello che ho sentito.
Intorno a noi non c'è nessuno, il limite del bosco è da poco superato, le uniche persone incrociate erano a 40-50' di distanza, forse ormai al parcheggio...
In quel momento riecheggia un suono dolce e malinconico, una voce, un ululato, a cui se ne aggiungono un altro, e un altro ancora e forse di più, si confondono le voci nel vento, ma è chiaro cosa sono.
Io non so riconoscerlo, non l'avevo mai sentito prima, non vi so dire se fosse cane o lupo, di lupi ce ne sono tanti in quelle zone, anche per via della pressoché nulla antropizzazione della zona, comunque evitano l'uomo in maniera sistematica e servono appostamenti di giorni per vederli.
Non lo so.
So quello che ho sentito, so che nell'immediato si sono alzati 2 falchetti piccoli e un adulto (c'ho provato per 5 minuti a fotografarli), e diversi altri uccelli (tutti uccelli col becco, sia chiaro
), e sono rimasti in alto sorvolando per qualche minuto.
E io ho avuto una pelle d'oca come mai prima.
Uno sguardo silenzioso con gli occhi e le orecchie piene di ciò che ci circonda, non servono parole, si ricomincia a camminare.
Oltre i 1650m si cammina in mezzo a mirtilli grossi come un dito
Si passa una conca meravigliosa sul Cervinara, monte Lancio e Cima Tauffi, il crinale tra Emilia e Toscana
Sembra di essere sui pendii del Dartmoor.. Forse chi ululava era lo spirito di un mastino posseduto dal demonio?
Sbagliato, mio caro Watson! Si vede il Corno alle Scale! Siamo negli A-pennines!
Salendo salendo
...si arriva finalmente alla sella che divide il monte Lagoni a NO, dal Libro aperto!
Nella fretta si era girata la rotella della macchinetta e son venute due foto orrende, che ovviamente condivido
Questo sarebbe l'altro angolo del Libro Aperto, il monte Rotondo
Il passo dell'Abetone sembra lì, in realtà ci sarebbe ancora un bel po' da scarpinare
Il tratto che porta, alla cima più alta, 1939 mi pare: merce rara in Appennino Settentrionale... Roccia! Sacro Graal! E ovviamente il sentiero ci passa in mezzo!
Ma sono roccette mai pericolose né esposte, solo un po' di agilità fa comodo. Anzi sono quasi un susseguirsi di terrazzini erbosi/sassosi, intervallati da massi della classica arenaria appenninica.
Verso ESE l'altra anticima, il Belvedere: un sassolino di 10m di roccia che sbuca lì in mezzo
Si scende dalla cima per il sentiero, si prosegue sulla sella e si sbatte il muso contro un saltino di roccia con una catena e 3 chiodi
Si guadagna facilmente anche quella cima
Anche qui arrivò Napoleone e il suo esercito, a segnare il confine tra il Ducato di Modena e il Granducato di Toscana
Scendendo per il ripido sentiero si arriva ad una sella esattamente... a centro libro, sul crinale dove si incrociano il sentiero 00, lo 08 dalla Toscana e dove un sentierino in mezzacosta mirtillosa piena di toscanacci coi rastrelli (io a mani nude, ne raccoglievo 1 e me ne cascavano 3
) riporta alla sella esattamente opposta, al Libro Aperto, a NO, dove ci sediamo prima della discesa!
Panino e poi si scende, parte comune per 50m poi bivio a sx sul 435 più dolce, ma più lungo.
C'è un via-vai di volatili impressionante, per nulla abituati all'uomo a differenza dei gracchi alpini Dolomitici che ormai ti mangiano in mano
Aggiriamo qualche altura
e ci si butta in discesa nel bosco.
Abbiamo poca acqua perché ho dimenticato la mia borraccia, con 1l e mezzo in 2 e 700m di dislivello si fa fatica, ma almeno la giornata è fresca, per un po' andiamo avanti a mirtilli e un po' nel bosco anche lamponi.
Poi sbucati in una radura con erba alta compare un cartello: SORGENTE. Non è segnata sulle mappe, ma è importantissima e sembra ben curata, se guardate la mappa all'inizio è più o meno dove è scritta la quota 1600 lungo il sentiero 435, sotto la scritta "Pizzo delle Stecche".
Impetuosa e guduriosa!!
Scendendo alla fine si incrocia il 445 poco sopra il bivacco Gran Mogol Ferrari, da lì in 40-45' si ritorna alla partenza, i Taburri, attraversando due torrenti (uno è il primo incontrato in salita).
Siamo parecchio stanchi e i piedi bruciano... si avvicina in lontananza il torrente Doccione
serve quindi un degno finale!

L'ultima volta che l'avevo fatto era dopo il Pradidali da Cant del Gal, fatto in giornata a 15 anni
Ciao... coso... :shock:
Back where we started
Rimane la curiosità di sapere se quegli ululati fossero davvero di lupi... in Inghilterra si dice "you never spoil a story with a truth", e allora preferisco non saperlo!
Ciao grande piccolo Appennino Settentrionale, sei sempre una meraviglia!
Alla prossima!
Stuzzicato da un messaggio di Aquila Alpina QUI http://www.skiforum.it/forum/trekki...o-e-alto-appennino-bolognese.html#post1342046
Mi son detto: perché non portarci la morosa a fare le prime roccette/tratto attrezzato della sua vita? 15+5m in verticale alla sua terza uscita di trekking, perché oggettivamente si muove bene, coordinata e senza paura del vuoto (precedenti gite, esposizioni minime, ma la sicurezza si vede subito).
Scelgo questo itinerario perché la montagna nelle foto mi sembrava bellissima.
Le due pagine aperte sono formate dal monte Rotondo, a SX, sensibilmente più basso, e dalle due vere e proprie vette, Monte Libro Aperto e Monte Belvedere,
La cima non è granché, carina, 700m di dislivello per farsi 15m di roccette sono un po' tanti, ma l'ambiente è favoloso.
A cominciare dalla valle di Fellicarolo (le cascate del Doccione non le ho viste, eravamo un po' in ritardo prima e un po' molto sfatti dopo), concettualmente ricorda la val Gares.
E' selvaggia, boscosa, deserta, anche se la strada è più molesta. In fondo alla valle c'è una cascata (Doccione), a destra muraglioni (quasi) dritti (ma decisamente più bassi), e la strada arriva in una spianata meravigliosa con un ristorante/rifugio carino a vedersi, i Taburri, assai meno caro dei ladri a Capanna Comelle:shock:.
Involontariamente (non ricordavo la descrizione), abbiamo fatto esattamente lo stesso percorso del forumer Aquila Alpina, salita 433, divertente con 2-3 tratti di mezze roccette, discesa 435+445
Si comincia con una facile carrareccia
Il versante est del Cimone
Si entra nel bosco, si attraversa un torrente che poi va a formare le cascate più in basso
Un bivio a sinistra ci porta a inerpicarci lungo i pendii boscosi del monte Berucca
Si prosegue per un normale sentiero poco segnato in mezzo al bosco, fino a una cresta comoda ma franosa (marne argillose), poco sotto il Pizzo dei Sassi bianchi
Di fronte a noi il pendio morbido ma ripido del versante nord del Libro Aperto
Verso giù
Un aliante silenzioso sorvola i cieli
Proseguiamo sotto il pizzo dei Sassi bianchi, dove emergono anche rocce di calcare,
Altri alberi solitari, aggrappati contro i venti su creste sassose
Le brughiere
E qui succede una cosa particolare.
Non c'è foto, non ci può essere. Ci sono le mie parole e quello che ho sentito.
Intorno a noi non c'è nessuno, il limite del bosco è da poco superato, le uniche persone incrociate erano a 40-50' di distanza, forse ormai al parcheggio...
In quel momento riecheggia un suono dolce e malinconico, una voce, un ululato, a cui se ne aggiungono un altro, e un altro ancora e forse di più, si confondono le voci nel vento, ma è chiaro cosa sono.
Io non so riconoscerlo, non l'avevo mai sentito prima, non vi so dire se fosse cane o lupo, di lupi ce ne sono tanti in quelle zone, anche per via della pressoché nulla antropizzazione della zona, comunque evitano l'uomo in maniera sistematica e servono appostamenti di giorni per vederli.
Non lo so.
So quello che ho sentito, so che nell'immediato si sono alzati 2 falchetti piccoli e un adulto (c'ho provato per 5 minuti a fotografarli), e diversi altri uccelli (tutti uccelli col becco, sia chiaro
), e sono rimasti in alto sorvolando per qualche minuto.E io ho avuto una pelle d'oca come mai prima.
Uno sguardo silenzioso con gli occhi e le orecchie piene di ciò che ci circonda, non servono parole, si ricomincia a camminare.
Oltre i 1650m si cammina in mezzo a mirtilli grossi come un dito
Si passa una conca meravigliosa sul Cervinara, monte Lancio e Cima Tauffi, il crinale tra Emilia e Toscana
Sembra di essere sui pendii del Dartmoor.. Forse chi ululava era lo spirito di un mastino posseduto dal demonio?
Sbagliato, mio caro Watson! Si vede il Corno alle Scale! Siamo negli A-pennines!
Salendo salendo
...si arriva finalmente alla sella che divide il monte Lagoni a NO, dal Libro aperto!
Nella fretta si era girata la rotella della macchinetta e son venute due foto orrende, che ovviamente condivido
Questo sarebbe l'altro angolo del Libro Aperto, il monte Rotondo
Il passo dell'Abetone sembra lì, in realtà ci sarebbe ancora un bel po' da scarpinare
Il tratto che porta, alla cima più alta, 1939 mi pare: merce rara in Appennino Settentrionale... Roccia! Sacro Graal! E ovviamente il sentiero ci passa in mezzo!
Ma sono roccette mai pericolose né esposte, solo un po' di agilità fa comodo. Anzi sono quasi un susseguirsi di terrazzini erbosi/sassosi, intervallati da massi della classica arenaria appenninica.
Verso ESE l'altra anticima, il Belvedere: un sassolino di 10m di roccia che sbuca lì in mezzo
Si scende dalla cima per il sentiero, si prosegue sulla sella e si sbatte il muso contro un saltino di roccia con una catena e 3 chiodi
Si guadagna facilmente anche quella cima
Anche qui arrivò Napoleone e il suo esercito, a segnare il confine tra il Ducato di Modena e il Granducato di Toscana
Scendendo per il ripido sentiero si arriva ad una sella esattamente... a centro libro, sul crinale dove si incrociano il sentiero 00, lo 08 dalla Toscana e dove un sentierino in mezzacosta mirtillosa piena di toscanacci coi rastrelli (io a mani nude, ne raccoglievo 1 e me ne cascavano 3
) riporta alla sella esattamente opposta, al Libro Aperto, a NO, dove ci sediamo prima della discesa!Panino e poi si scende, parte comune per 50m poi bivio a sx sul 435 più dolce, ma più lungo.
C'è un via-vai di volatili impressionante, per nulla abituati all'uomo a differenza dei gracchi alpini Dolomitici che ormai ti mangiano in mano
Aggiriamo qualche altura
e ci si butta in discesa nel bosco.
Abbiamo poca acqua perché ho dimenticato la mia borraccia, con 1l e mezzo in 2 e 700m di dislivello si fa fatica, ma almeno la giornata è fresca, per un po' andiamo avanti a mirtilli e un po' nel bosco anche lamponi.
Poi sbucati in una radura con erba alta compare un cartello: SORGENTE. Non è segnata sulle mappe, ma è importantissima e sembra ben curata, se guardate la mappa all'inizio è più o meno dove è scritta la quota 1600 lungo il sentiero 435, sotto la scritta "Pizzo delle Stecche".
Impetuosa e guduriosa!!
Scendendo alla fine si incrocia il 445 poco sopra il bivacco Gran Mogol Ferrari, da lì in 40-45' si ritorna alla partenza, i Taburri, attraversando due torrenti (uno è il primo incontrato in salita).
Siamo parecchio stanchi e i piedi bruciano... si avvicina in lontananza il torrente Doccione
serve quindi un degno finale!

L'ultima volta che l'avevo fatto era dopo il Pradidali da Cant del Gal, fatto in giornata a 15 anni

Ciao... coso... :shock:
Back where we started
Rimane la curiosità di sapere se quegli ululati fossero davvero di lupi... in Inghilterra si dice "you never spoil a story with a truth", e allora preferisco non saperlo!
Ciao grande piccolo Appennino Settentrionale, sei sempre una meraviglia!
Alla prossima!


