ste1258
Well-known member
Dopo aver letto reportages su Oberland Bernese, Alpi Apuane, Monte Rosa e le immancabili Dolomiti, mi permetto di proporvi un piccolo assaggio dei monti che chiudono a sud la più settentrionale delle province emiliane.
Premessa personale: è meglio una camminata intorno alla più scadente delle Orobie che in Appennino. Considerando poi che il viaggio da Piacenza alle montagne più alte della provincia richiede 1h30' di strada quasi tutta in curva, mentre in 1h45' di strada veloce si arriva in Valsassina o in val Seriana, la bilancia per un piacentino amante dell'escursionismo giornaliero pende spesso e volentieri verso nord.
Detto questo, un giro a piedi sulle montagne di casa ogni tanto fa sempre piacere. E' anche un fatto affettivo. Su questi sentieri hanno mosso i primi passi quasi tutti i miei concittadini amanti del trekking. Come un musulmano con la Mecca, un escursionista piacentino non può astenersi dal raggiungere il bivacco Sacchi almeno una volta nella vita
Partenza dal Passo dello Zovallo (1410 mslm), a cavallo tra Piacenza e Parma. La segnaletica piasintëina è sempre inequivocabile:
Salendo al monte Nero, vista verso est. La macchia bianca è il parcheggio del passo, dietro il pietroso monte Ràgola (1710).
Guardando verso ovest, le massime elevazioni del gruppo. Da sinistra: Maggiorasca (1804), Bue (1780), Nero (1754). Il primo rimane per pochi metri fuori dal confine provinciale, essendo diviso tra Genova e Parma.
Verso sud, al centro, si distingue l'isolato monte Penna (1735), dalla cui vetta in giornate nitide si vede Genova e buona parte della costa ligure centrale.
La vetta del monte Nero, caratterizzato dall'insolita presenza di pini mughi.
Ai piedi del Nero, il lago omonimo e le foreste dell'alta val Nure. A sinistra sempre il Bue, al centro le caratteristiche formazioni rocciose nei pressi del bivacco Sacchi.
Al termine della discesa dal monte Nero, presso il passo della Costazza (1670), al cospetto del monte Bue.
Salendo al Bue sul sentiero 001.
In vista della vetta, occupata da: seggiovia nuova, rifugio vecchio ma ristrutturato, vecchio arrivo della cestovia che grida vendetta, vecchia sciovia lasciata lì per ricordo.
Il Maggiorasca in tutta la sua immensità...
Zoomando verso sud, le seggiovie di Santo Stefano d'Aveto (di cui il primo tronco è clamorosamente in funzione nonostante la bassa stagione) e il paese sullo sfondo.
Presso il bivacco Sacchi, sullo sfondo da sinistra i monti Ràgola e Nero (conquistato poc'anzi).
Il leggendario bivacco Umberto Sacchi (1590), un tempo campo base per gloriosi assalti alle soprastanti pareti e alla ferrata Mazzocchi, oggi più che altro dimora di topi. Si tratta di una delle 2 sole strutture di proprietà del CAI di Piacenza, l'unica in provincia. L'altra è il bivacco Money sul Gran Paradiso.
Lo svettante Dente delle Ali, a pochi passi dal bivacco. Ospita diverse vie d'arrampicata ed è conosciuto come "il Cervino della val Nure"
Tuttavia sarebbe più corretto indicare la celebre cima valdostana con l'appellativo di "Dente delle Ali della Valtournenche" :SISI
Ormai sulla via del ritorno, l'ameno lago Nero (1540), sorgente del Nure.
...e per concludere, una cartina "fatta a mano" su base Flashearth con l'indicazione del giro.
Distinti saluti :wink:
Premessa personale: è meglio una camminata intorno alla più scadente delle Orobie che in Appennino. Considerando poi che il viaggio da Piacenza alle montagne più alte della provincia richiede 1h30' di strada quasi tutta in curva, mentre in 1h45' di strada veloce si arriva in Valsassina o in val Seriana, la bilancia per un piacentino amante dell'escursionismo giornaliero pende spesso e volentieri verso nord.
Detto questo, un giro a piedi sulle montagne di casa ogni tanto fa sempre piacere. E' anche un fatto affettivo. Su questi sentieri hanno mosso i primi passi quasi tutti i miei concittadini amanti del trekking. Come un musulmano con la Mecca, un escursionista piacentino non può astenersi dal raggiungere il bivacco Sacchi almeno una volta nella vita
Partenza dal Passo dello Zovallo (1410 mslm), a cavallo tra Piacenza e Parma. La segnaletica piasintëina è sempre inequivocabile:
Salendo al monte Nero, vista verso est. La macchia bianca è il parcheggio del passo, dietro il pietroso monte Ràgola (1710).
Guardando verso ovest, le massime elevazioni del gruppo. Da sinistra: Maggiorasca (1804), Bue (1780), Nero (1754). Il primo rimane per pochi metri fuori dal confine provinciale, essendo diviso tra Genova e Parma.
Verso sud, al centro, si distingue l'isolato monte Penna (1735), dalla cui vetta in giornate nitide si vede Genova e buona parte della costa ligure centrale.
La vetta del monte Nero, caratterizzato dall'insolita presenza di pini mughi.
Ai piedi del Nero, il lago omonimo e le foreste dell'alta val Nure. A sinistra sempre il Bue, al centro le caratteristiche formazioni rocciose nei pressi del bivacco Sacchi.
Al termine della discesa dal monte Nero, presso il passo della Costazza (1670), al cospetto del monte Bue.
Salendo al Bue sul sentiero 001.
In vista della vetta, occupata da: seggiovia nuova, rifugio vecchio ma ristrutturato, vecchio arrivo della cestovia che grida vendetta, vecchia sciovia lasciata lì per ricordo.
Il Maggiorasca in tutta la sua immensità...
Zoomando verso sud, le seggiovie di Santo Stefano d'Aveto (di cui il primo tronco è clamorosamente in funzione nonostante la bassa stagione) e il paese sullo sfondo.
Presso il bivacco Sacchi, sullo sfondo da sinistra i monti Ràgola e Nero (conquistato poc'anzi).
Il leggendario bivacco Umberto Sacchi (1590), un tempo campo base per gloriosi assalti alle soprastanti pareti e alla ferrata Mazzocchi, oggi più che altro dimora di topi. Si tratta di una delle 2 sole strutture di proprietà del CAI di Piacenza, l'unica in provincia. L'altra è il bivacco Money sul Gran Paradiso.
Lo svettante Dente delle Ali, a pochi passi dal bivacco. Ospita diverse vie d'arrampicata ed è conosciuto come "il Cervino della val Nure"
Ormai sulla via del ritorno, l'ameno lago Nero (1540), sorgente del Nure.
...e per concludere, una cartina "fatta a mano" su base Flashearth con l'indicazione del giro.
Distinti saluti :wink:

