C'e' un percorso che sono 3 anni che per un motivo o per l' altro non riesco a fare: ogni anno c'e' qualcosa di mezzo a rompere le balle.
Adesso basta. Adesso e' la volta buona.
Non ci sono scuse, si va!
C O G L I A N S
Cosi' il 16 agosto parto da Pieve con i pipistrelli che ancora volano e via verso il parcheggio del Rifugio Tolazzi, in Carnia
Pronto, VIA!
Mi incammino lungo il sentiero 144 in direzione Rifugio Lambertenghi - Romanin
Inizialmente e' una comoda strada militare, piacevole come inizio
Vedo un riflesso sospetto dietro a questa montagna...
Mi giro e M'INKIA: l' enrosadira! :skiamo: :shock:
di solito a quest' ora o sono a casa a dormire o sono in rifugio a fotografarla aspettando la colazione :skisonno: per la prima volta la vedo "on the road" e non sara' l' ultima...
La stradina diventa comodo sentiero, ed inizio a vedere cosine interessanti
IGO
In breve comincia a tiracchiare un po' di piu', ma resta comunque piacevole e va benissimo per scaldare i muscoli
L' ambiente inizia a farsi apprezzare per bene :skiamo:
Salgo tranquillo godendomi il panorama: sono partito presto apposta per non dover fare le corse
Bella questa placconata!
ormai sono in quota, in ambiente aperto, ed inizia a tirare un fastidiosissimo vento gelido: tra la temperatura bassa di suo e l' effetto wind-chill ritengo avere una sensazione termica intorno allo ZERO...
Dai non manca molto, coraggio che siamo quasi al rifugio...
Finalmente arrivo al Rifugio Lambertenghi - Romanin, dove mi scaldo con un cappuccino
Riscaldato ed indossato abbigliamento piu' pesante, riparto ed in pochi metri sono al Passo Volaia, dove a segnare il confine di Stato ormai restano solo le trincee a testimonianza della Prima Guerra Mondiale
il primo sguardo oltreconfine... sembra un paesaggio incantato: dolci rilievi verdi con in mezzo le splendide acque cristalline del Lago Volaia :skiamo:
mentre mi riavvio verso il rifugio il panorama si apre: adesso davanti ho una immensa muraglia che svetta dal verde
una lama di roccia e' la, in piedi, come se qualcuno l' avesse messa per scherzo
Arrivo cosi' al Wolayersee-Hütte, dove faccio un bis di riscaldamento a base di the caldo
Riparto adesso lungo il sentiero 403, in direzione Valentintörl
Il sentiero inizia costeggiando il lago
per poi continuare risalendo gradevolmente una pietraia
L' ambiente e' cosi' diverso da quello dolomitico a cui sono abituato, ma altrettanto affascinante
Godendomi l' ambiente arrivo alla splendida insellatura del Valentintörl
Mi attrezzo e mi avvio lungo il sentiero 427: DESTINAZIONE COGLIANS!
Qualche sadico ha deciso di far salire -con attrezzature- un panettoncino per poi ridiscenderlo verso il vallone alla base della parete
oddio a dire il vero tanto sadico non e' visto il panorama di cui si gode :skiamo:
che contrasti!!!!
arrivato giu', comincio a risalire il ghiaione alla base della parete Nord
e arrivo a un bivio: a sinistra la ferrata vecchia, a destra quella nuova: io prendo a destra
Le nevicate invernali sono state molto abbondanti, ed il sentiero e' stato deviato per aggirare il nevaio
Arrivo finalmente all' attacco, che si trova dentro una "trincea" di un metro e mezzo tra la parete e la neve!!! :shock:
Ci siamo: WEG DER 26-ER, ferrata storica costruita nel 2000 dal 26' Battaglione di Spittal
Un amico mi aveva detto che l' inizio era bello verticale, minkia e' un ascensore!!!! :shock: :skiamo:
i tratti verticali si alternano a qualche breve traverso, mai riposanti perche' gli appigli naturali sono quasi inseistenti ed infatti ne sono stati creati molti di artificiali: la maggior parte sotto forma di "scalfiture" della roccia, quel minimo che basta per la punta del piede, piu' raramente qualche piolo
che dire, si fa sudare ed apprezzare
arrivo ad un traverso "riposante" dove c'e' anche il libro di via: firmo e riparto
ovviamente sempre su dritta verticale: se uno ha problemi di chili in eccesso qua li perde tutti
eccole che arrivano le bastarde
per il momento non mi cancellano ancora la visuale, fantastica :skiamo:
e su e avanti!
Il percorso adesso si fa piu' "leggero"
e l' ambiente sempre piu' interessante :skiamo:
La Weg der 26-er vera e propria si puo' dire che finisca qua visto che adesso si ricongiunge col vecchio percorso
Mi guardo alle spalle, verso il Valentintörl, minkia come sono salito!! :shock:
Nuvole all' orizzonte...
Cambio: adesso si passa dalla parete verticale alla scammellata lungo questa placconata, che definire affascinante e' dire poco
e adesso si alterna un po' di misto: verticalino, camminatina, verticalino...
ogni tanto guardo in giu'
arrivo finalmente in cresta, con vista sul vallone che scende al Tolazzi: M'INKIA :shock:
qualche roccia da aggirare, qualche saltino da salire, questa e' per me la parte piu' dura del percorso: non per le difficolta' tecniche, ma perche' ogni volta guardo la vetta e penso "dieci minuti e ci sono", e dopo un quarto d' ora lei e' sempre la, "a dieci minuti" da me...
APPERO'
Dai coraggio mancano solo 10 minuti... sese'
che sia la volta buona?
Se prima dicevo appero', adesso cosa devo dire???? :shock: :skiamo:
FINALMENTE VETTA!!!!! e lo spettacolo e' garantito :skiamo: :skiamo: :skiamo: :skiamo: :skiamo:
10 minuti di meritato riposo non me li toglie nessuno, tolgo l' imbrago e mi siedo in total relax
IGO
casco e guanti pero' li tengo che non si sa mai.
Mi riavvio lungo il sentiero 143: la normale dal versante italiano verso il Rifugio Marinelli. E qua ritorno di colpo nell' ambiente ghiaioso-friabile- viene giu' tutto solo a guardarlo- tipico delle Dolomiti: io che sognavo una discesa relax
Pian pianino scendo cercando di non lanciare missili contro chi mi precede piu' in basso
La pendenza ed il fondo migliorano un pelino e provo ad allungare il passo
ma dura poco
alla fine il sentiero si calma, posso tirare il fiato e togliere casco e guanti
Due mondi diversi a 100 metri di distanza :shock:
Mi guardo alle spalle, madonna che roba!
Adesso procedo a saliscendi, e inizio ad essere sul cotto andante, ho na fame che tra un po' mi mangio pure le pietre!!! :bav:
ma che bella placconata! questo posto non finisce mai di stupire :skiamo:
Abbandono definitivamente l' ambiente roccioso per entrare in quello di alto pascolo e seguo questa piacevole insellatura
il bestione e' la dietro imponente
guardo a Est, ed il panorama si spalanca verso le Alpi Giulie :skiamo: prima o poi riusciro' ad andare anche la
ultimi metri che mi separano dalla pappa!!!
ed eccomi finalmente al Rifugio Marinelli
Bon, andiamo a mangiare, e che mangiata!!!! :semagna:
inizio con tortelli ripieni all' ortica serviti con ricotta affumicata
proseguo con salsiccia e polenta con salsa al radicchio
e per finire una bella sacher con panna
ci voleva
IGO
Caffe' e grappino e mi rimetto in marcia lungo il sentiero 143 in direzione Tolazzi
quella che si vede e' la strada per la jeep del rifugio: il sentiero va giu' ripido perfetto per dare il colpo di grazia alle gnocchia
Mai visto prati cosi' ripidi
ma che spettacolo di posto!
alla fine rientro nel bosco: e' il segnale che l' avventura e' quasi finita
In breve infatti mi ricongiungo con la strada ed arrivo al parcheggio, sotto un sole della malora
Stufo morto mi cambio e riparto. Portero' con me un gran bel ricordo.
Adesso basta. Adesso e' la volta buona.
Non ci sono scuse, si va!
C O G L I A N S
Cosi' il 16 agosto parto da Pieve con i pipistrelli che ancora volano e via verso il parcheggio del Rifugio Tolazzi, in Carnia
Pronto, VIA!
Mi incammino lungo il sentiero 144 in direzione Rifugio Lambertenghi - Romanin
Inizialmente e' una comoda strada militare, piacevole come inizio
Vedo un riflesso sospetto dietro a questa montagna...
Mi giro e M'INKIA: l' enrosadira! :skiamo: :shock:
di solito a quest' ora o sono a casa a dormire o sono in rifugio a fotografarla aspettando la colazione :skisonno: per la prima volta la vedo "on the road" e non sara' l' ultima...
La stradina diventa comodo sentiero, ed inizio a vedere cosine interessanti
IGO
In breve comincia a tiracchiare un po' di piu', ma resta comunque piacevole e va benissimo per scaldare i muscoli
L' ambiente inizia a farsi apprezzare per bene :skiamo:
Salgo tranquillo godendomi il panorama: sono partito presto apposta per non dover fare le corse
Bella questa placconata!
ormai sono in quota, in ambiente aperto, ed inizia a tirare un fastidiosissimo vento gelido: tra la temperatura bassa di suo e l' effetto wind-chill ritengo avere una sensazione termica intorno allo ZERO...

Dai non manca molto, coraggio che siamo quasi al rifugio...
Finalmente arrivo al Rifugio Lambertenghi - Romanin, dove mi scaldo con un cappuccino
Riscaldato ed indossato abbigliamento piu' pesante, riparto ed in pochi metri sono al Passo Volaia, dove a segnare il confine di Stato ormai restano solo le trincee a testimonianza della Prima Guerra Mondiale
il primo sguardo oltreconfine... sembra un paesaggio incantato: dolci rilievi verdi con in mezzo le splendide acque cristalline del Lago Volaia :skiamo:
mentre mi riavvio verso il rifugio il panorama si apre: adesso davanti ho una immensa muraglia che svetta dal verde
una lama di roccia e' la, in piedi, come se qualcuno l' avesse messa per scherzo
Arrivo cosi' al Wolayersee-Hütte, dove faccio un bis di riscaldamento a base di the caldo
Riparto adesso lungo il sentiero 403, in direzione Valentintörl
Il sentiero inizia costeggiando il lago
per poi continuare risalendo gradevolmente una pietraia
L' ambiente e' cosi' diverso da quello dolomitico a cui sono abituato, ma altrettanto affascinante
Godendomi l' ambiente arrivo alla splendida insellatura del Valentintörl
Mi attrezzo e mi avvio lungo il sentiero 427: DESTINAZIONE COGLIANS!
Qualche sadico ha deciso di far salire -con attrezzature- un panettoncino per poi ridiscenderlo verso il vallone alla base della parete
oddio a dire il vero tanto sadico non e' visto il panorama di cui si gode :skiamo:
che contrasti!!!!
arrivato giu', comincio a risalire il ghiaione alla base della parete Nord
e arrivo a un bivio: a sinistra la ferrata vecchia, a destra quella nuova: io prendo a destra
Le nevicate invernali sono state molto abbondanti, ed il sentiero e' stato deviato per aggirare il nevaio
Arrivo finalmente all' attacco, che si trova dentro una "trincea" di un metro e mezzo tra la parete e la neve!!! :shock:
Ci siamo: WEG DER 26-ER, ferrata storica costruita nel 2000 dal 26' Battaglione di Spittal
Un amico mi aveva detto che l' inizio era bello verticale, minkia e' un ascensore!!!! :shock: :skiamo:
i tratti verticali si alternano a qualche breve traverso, mai riposanti perche' gli appigli naturali sono quasi inseistenti ed infatti ne sono stati creati molti di artificiali: la maggior parte sotto forma di "scalfiture" della roccia, quel minimo che basta per la punta del piede, piu' raramente qualche piolo
che dire, si fa sudare ed apprezzare
arrivo ad un traverso "riposante" dove c'e' anche il libro di via: firmo e riparto
ovviamente sempre su dritta verticale: se uno ha problemi di chili in eccesso qua li perde tutti

eccole che arrivano le bastarde
per il momento non mi cancellano ancora la visuale, fantastica :skiamo:
e su e avanti!
Il percorso adesso si fa piu' "leggero"
e l' ambiente sempre piu' interessante :skiamo:
La Weg der 26-er vera e propria si puo' dire che finisca qua visto che adesso si ricongiunge col vecchio percorso
Mi guardo alle spalle, verso il Valentintörl, minkia come sono salito!! :shock:
Nuvole all' orizzonte...
Cambio: adesso si passa dalla parete verticale alla scammellata lungo questa placconata, che definire affascinante e' dire poco
e adesso si alterna un po' di misto: verticalino, camminatina, verticalino...
ogni tanto guardo in giu'
arrivo finalmente in cresta, con vista sul vallone che scende al Tolazzi: M'INKIA :shock:
qualche roccia da aggirare, qualche saltino da salire, questa e' per me la parte piu' dura del percorso: non per le difficolta' tecniche, ma perche' ogni volta guardo la vetta e penso "dieci minuti e ci sono", e dopo un quarto d' ora lei e' sempre la, "a dieci minuti" da me...
APPERO'
Dai coraggio mancano solo 10 minuti... sese'
che sia la volta buona?
Se prima dicevo appero', adesso cosa devo dire???? :shock: :skiamo:
FINALMENTE VETTA!!!!! e lo spettacolo e' garantito :skiamo: :skiamo: :skiamo: :skiamo: :skiamo:
10 minuti di meritato riposo non me li toglie nessuno, tolgo l' imbrago e mi siedo in total relax
IGOcasco e guanti pero' li tengo che non si sa mai.
Mi riavvio lungo il sentiero 143: la normale dal versante italiano verso il Rifugio Marinelli. E qua ritorno di colpo nell' ambiente ghiaioso-friabile- viene giu' tutto solo a guardarlo- tipico delle Dolomiti: io che sognavo una discesa relax
Pian pianino scendo cercando di non lanciare missili contro chi mi precede piu' in basso
La pendenza ed il fondo migliorano un pelino e provo ad allungare il passo
ma dura poco
alla fine il sentiero si calma, posso tirare il fiato e togliere casco e guanti
Due mondi diversi a 100 metri di distanza :shock:
Mi guardo alle spalle, madonna che roba!
Adesso procedo a saliscendi, e inizio ad essere sul cotto andante, ho na fame che tra un po' mi mangio pure le pietre!!! :bav:
ma che bella placconata! questo posto non finisce mai di stupire :skiamo:
Abbandono definitivamente l' ambiente roccioso per entrare in quello di alto pascolo e seguo questa piacevole insellatura
il bestione e' la dietro imponente
guardo a Est, ed il panorama si spalanca verso le Alpi Giulie :skiamo: prima o poi riusciro' ad andare anche la
ultimi metri che mi separano dalla pappa!!!
ed eccomi finalmente al Rifugio Marinelli
Bon, andiamo a mangiare, e che mangiata!!!! :semagna:
inizio con tortelli ripieni all' ortica serviti con ricotta affumicata
proseguo con salsiccia e polenta con salsa al radicchio
e per finire una bella sacher con panna
ci voleva
IGOCaffe' e grappino e mi rimetto in marcia lungo il sentiero 143 in direzione Tolazzi
quella che si vede e' la strada per la jeep del rifugio: il sentiero va giu' ripido perfetto per dare il colpo di grazia alle gnocchia
Mai visto prati cosi' ripidi
ma che spettacolo di posto!
alla fine rientro nel bosco: e' il segnale che l' avventura e' quasi finita
In breve infatti mi ricongiungo con la strada ed arrivo al parcheggio, sotto un sole della malora
Stufo morto mi cambio e riparto. Portero' con me un gran bel ricordo.
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