Agosto 2013 // Scorpacciata orobica

Mac751

Old school supporter
Qualcuno lo sa, è ancora un periodo di transizione questo 2013 per la nostra attività in montagna. Abbiamo scelto di portare praticamente sempre con noi il piccolo Federico in questa stagione estiva, di conseguenza abbiamo dovuto fare un cammino di preparazione soprattutto per la mia schiena, rivedendo dislivelli e impegno delle gite. Ma per come era iniziata non pensavo che saremmo riusciti già a toglierci qualche sfizio, qualche gita buona con tanta inventiva sui percorsi più adatti. Nei 17 giorni che siamo riusciti a passare in zona orobica in questo Agosto sono riuscito a fare 7 gite, di cui 5 tutti assieme con Martina, Federico e Franklyn.

Visto che forse prese una ad una le gite potrebbero a qualcuno non interessare opto questa volta per fare un minireport tutto assieme.

7 Agosto - Alpeggi del Monte Grem (da Val Plazza) - ~650m - E - ~3h30'- tracce + 239 + 223
La prima camminata mi ha ricordato - inventando un po' il percorso in una giornata dal tempo instabile - come qui in zona orobica mi manchi l'affidabilità delle ormai inseparabili carte Tabacco, compagne di viaggio dalle nostre parti. Mossa numero 1: buttare la Kompass in zaino e navigare a vista.
Tralasciando questo questa è stata la gita meno interessante del lotto ma molto utile a capire il territorio complesso di questa zona anche dal lato della Valle del Riso, che meno ho frequentato in passato. Tutti assieme, con anche mio papà, abbiamo comunque passato una bella mattinata prima di rifocillarci in valle.

Baita alta sotto le rampe erbose di Cima Grem
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Indicazioni
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Sguardo sulla Valle del Riso
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10 Agosto - Capanna Grassi (dai Piani di Ceresola - Valtorta) - ~800m - E - ~4h30'- tracce verso Passo Gandazzo + 101 Sentiero delle Orobie Occ.
Dopo la prima gita serviva al nostro morale azzeccare a pieno l'itinerario, e così è stato. Spiace che in questa giornata ci fosse stata l'ipotesi poi tramontata di trovarsi con pat e altri skifosi che hanno poi optato per la Valzurio e il Rifugio Olmo. Ma in una giornata così, che sapevamo dal meteo fantastico, volevamo giocarci un percorso in quota e con grandi panorami. La risalita dai Piani di Ceresola non è lunga ed è il giusto pedaggio da pagare per arrivare sul lungo e comodo percorso di cresta verso il Rifugio Grassi, gestito da due ottimi ragazzi. Tanta gente, è sabato, ma tutto sommato gli incontri sono sempre stati piacevoli anche con i consueti fruitori del comodo accesso dalla cabinovia dei Piani di Bobbio.
Sarebbe stata una chicca chiudere l'anello su Valtorta ma non eravamo preparati logisticamente a farlo, quindi siamo tornati sul percorso dell'andata che comunque rimane a lungo molto panoramico e piacevolissimo.

Da Passo del Gandazzo è consuetudine mirare il Rosa
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In arrivo alla Capanna Grassi
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Il Rifugio Grassi dal vicinissimo Passo del Camisolo
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13 Agosto - Cima di Leten (dall'Alpe Arera) - ~800m - E - ~4h30' - 237 + 240 + 243 + tracce verso la cima e nella variante al ritorno
Giornata dal meteo con qualche incertezza, e come spesso accade in questi casi optiamo per andare sulle montagne più vicine a casa, sempre generose comunque di soddisfazioni. E' una giornata umida, quindi ci affidiamo ad una partenza a quota piuttosto alta, i 1600m del parcheggio - ahimè divenuto a pagamento in estate proprio ora che con il bimbo in spalla mi è utile - dell'Alpe Arera. Dalla prima rampa in direzione di Baita Zuccone capiamo sia io che Martina di non essere molto tonici in questa giornata che presenta di base poco dislivello verso la conca del Rifugio Santa Maria in Leten, ma che con vari saliscendi e il lungo sviluppo si farà comunque sentire.
Il percorso è poco frequentato rispetto a quelli vicini, soprattutto dopo Baita Camplano e i suoi cavalli meravigliosi. Ne risente un pelo la qualità della traccia, che però diventa proprio nella seconda parte interessantissima quando passa la conca di Baita Valmora e gira attorno alla cima di Leten. L'ultimo tratto verso Passo del Re è un pelo disagevole ma il più è fatto. La tracciatura del sentiero sulla carta Kompass è lontana dalla realtà in diversi tratti, casomai a qualcuno interessasse il giro.
Arrivati al selvaggio Passo del Re i tre miei compagni di gita approfittano dell'unico angolino in piano dei ripidi pascoli per cominciare la sosta, io in pochi minuti faccio due passi verso la Cima di Leten, sostanzialmente insignificante ma ben affacciata sui dirupi sottostanti e le cime vicine.
Al ritorno - dopo un fugace incontro con una vipera molto vicina - optiamo per una variante non segnata (facile ma necessita orientamento e intuito) che ci cala rapidamente sulla
conca di Valmora dove riprendiamo il percorso di ritorno tra qualche gocciolone sporadico.

Cavalli a Baita Camplano
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La pascoliva conca di Baita Valmora, dietro M. Golla e Cima Foppazzi
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Dal Passo del Re, dominato a sinistra dalla parete della Cima Valmora, si apre la vista sulla Valcanale
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Dalla Cima di Leten l'erto crinale di Passo del Re e della Cima del Fop
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17 Agosto - M. Croce dell'Alben (anellino del Partigiano da Cornalba) - ~1100m - E + breve EE per la vetta - ~3h20' (ero da solo col cane) - 503 + tracce verso la cima + tracce da C.na Cornabusa a innesto strada palestra di roccia
In questa giornata mi è concessa una camminata mattutina senza Martina e il bimbo, che ha avuto nei giorni scorsi un po' di febbre. Quindi assieme a Franklyn opto per una salita flash alla Croce partendo dalla vicinissima Cornalba per limitare l'avvicinamento in macchina. Per la salita scelgo di salire dal Sentiero del Partigiano, che risale molto piacevolmente nel bosco la Val d'Ola fino ai pascoli delle Casere, dove Franklyn può dar sfogo a tutta la sua energia correndo all'impazzata. Tagliando tra i pascoli nei pressi di Baita Piazzoli affronto la ripida rampa che conduce al frequentatissimo Passo La Forca, che si offre come valico tra la Val Serina e la Valle del Riso. Qui come sempre le nuvole di tarda mattina stanno arrivando, quindi salgo velocemente anche alla Croce tra facili roccette, dribblando una ventina di escursionisti e trovandone altrettanti già appollaiati sulla vetta. Breve pit-stop (la vista non regala grandi panorami, oggi) con spuntino e poi giù di corsa, stavolta facendo il giro verso Passo del Sapplì, deviando poco prima di esso a sinistra giù verso Cornalba, seguendo per intero il ripidissimo sentiero che passa anche Cascina Cornabusa e rasenta infine le pareti della falesia di Cornalba.

Le casere dell'Alben
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Dal Passo La Forca - sulla sinistra la caratteristica Baita del Gioan - molti escursionisti si cimentano con le facili roccette verso la Croce
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In arrivo alla Croce
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18 Agosto - Cima di Lemma (anello da S. Simone) - ~700m - E - ~4h - 116 + tracce + 101
Ancora una giornata di meteo splendido e ancora alla volta dell'alta Valle Brembana, quest'anno va così. Non è un caso, è più semplice da questa parte delle Orobie riuscire a partire più in quota e percorrere tratti panoramici senza alzare troppo il dislivello della gita, rispetto al versante Seriano e Scalvino, che in generale ho sempre prediletto.
Viene anche il nonno, e stavolta fa veramente bene perchè il percorso che temevo troppo frequentato si è rivelato invece per buona parte solitario o quasi e in generale magnifico per le pendenze moderate e la logica del tracciato.
Partiamo da San Simone, ben presto superati da alcune macchine piene di gente che preferisce risparmiare i 20 minuti scarsi di cammino su carrozzabile sterrata fino alla Baita del Camoscio a costo di sporcare la macchina e intossicare chi come noi non vuole arrivare in cielo con il motore. E dire che già a San Simone si è a 1670 metri, mah. Consapevoli di questo meglio passare a dare una voce alla Baita del Camoscio, che ci tenga 4 posti per l'una o poco dopo.
Lasciamo ben presto, prima del Baitone, la mulattiera diretta al Passo di Tartano e svoltiamo sugli ampissimi tornanti del Passo di Lemma, consci di aver fatto la scelta giusta. Anche il nonno è in gran forma oggi, questo tracciato e questi panorami gli stanno fornendo energie supplementari.
In un'oretta dalla Baita del Camoscio eccoci al piccolo intaglio del Passo di Lemma, dove inizia la meravigliosa cavalcata in cresta verso la Cima di Lemma, sempre facile e letteralmente avvolta dalle dimore di mille marmotte. Trattenere Franklyn dalla caccia è dura, ma ci riusciamo dopo le prime difficoltà.
La cima non è segnata da manufatti particolari ma gode di una stupenda vista sulla Valtellina e sui vicini bellissimi Laghi del Porcile, sul sottostante Passo di Tartano e sulla Cima Cadelle e il suo angelo a dominare la conca.
Qui arriva gente, ora, che sta compiendo il giro in senso opposto. E' tempo anche per noi di scendere in picchiata sul Passo di Tartano e i relativi resti di trincee della Linea Cadorna, per poi svoltare sul 101 Sentiero delle Orobie Occidentali e rientrare con traccia a lungo pianeggiante verso la conca di San Simone, dove la maestosa grigliata della Baita del Camoscio ci aspetta.

M. Pegherolo e M. Cavallo dal Passo di Lemma
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La facile dorsale verso la Cima di Lemma
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Dalla Cima di Lemma il Passo di Tartano, i Laghi del Porcile e a fare da guardia Cima Cadelle
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La cresta appena percorsa, in fondo si notano gli impianti di risalita e le piste di San Simone
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Franklyn e le trincee della Linea Cadorna al Passo di Tartano
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20 Agosto - Resegone (da Brumano) - ~950m - E - ~4h - 587
Finalmente oggi è il "the Day", quello in cui bisogna essere sui monti, quello in cui la visibilità sembra quasi infinita. Gira che ti rigira scegliamo il Resegone, Martina non è mai stata in vetta e le avevo sempre detto che qui vale la pena andare quando dalla cima si possa mirare il lago, il Rosa e tanto altro. Eccoci, dunque.
Partenza come sempre da Brumano e su ripidi verso la zona che ospiterà tra pochi giorni il nuovo Rifugio Resegone, ormai quasi ultimato e dove fervono gli ultimi lavori (inaugurazione 15 Settembre 2013). Attraversiamo poi la zona più piacevole, sempre nel bosco, che traversa in direzione NW verso la Costa del Pallio e poi al crocevia con il sentiero in salita da Morterone, la via più comoda di salita. Dopo poco usciamo dal bosco e come sempre fa capolino la ormai piuttosto vicina croce di vetta della Punta Cermenati, proprio sopra di noi. L'ultima parte è finalmente terreno erboso e pietroso, come è consueto sulla fascia prealpina orobica, e ben presto, tra decine di incontri con altri escursionisti, arriviamo in quota dove all'ultimo anche le rosee pareti del Rifugio Azzoni si concedono alla vista.
Saliamo subito alla croce, trovando un posticino per noi tra la folla. Purtroppo qua non c'è scampo, non c'è modo che sia una bella giornata e su ci sia poca gente. Ma non importa, la vista spazia veramente ovunque e questo basta. E' difficile andar via da questo posto, e infatti tra pranzetto al rifugio e lunga sosta nei pressi successiva lasciamo scorrere un po' le lancette dell'orologio fino a quando è davvero ora di scendere giù, velocemente, alla macchina.

In arrivo al Rifugio Azzoni sul Resegone
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Classicissimo, il Rifugio Azzoni dalla Punta Cermenati
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Sotto i Piani di Artavaggio, la Cima di Piazzo, il Sodadura... sopra beh, Disgrazia e gruppo del Bernina
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Gran parte delle Orobie più Orobie, si notano Aga, Diavolo di Tenda, Pizzo del Becco, Scais, Redorta, Cabianca e tanti altri
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Altro grande classico, Lecco il lago con sopra il Monte Rosa
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21 Agosto - M. Croce dell'Alben (via ferrata "P. Maurizio") - ~750m - EEA valutaz. ferrata D - Difficile - ~3h30' - tracce + via ferrata + 501
Ultimo giorno utile prima della ripartenza verso il Friuli. Qualche giorno prima, sulla vetta della Croce dell'Alben, avevo appreso della recente messa in opera di una nuova via ferrata, intitolata a Pierangelo Maurizio, proprio sulle pendici nord di questa cima. Beh, non potevo esimermi, vista la vicinanza a casa, dall'andare a provarla. Salgo di primo mattino già da Pian della Palla, perchè non so se scenderò sempre su questo versante dal sentiero di Forca Larga oppure verso il Passo della Crocetta per pranzare lì con i familiari sopraggiunti per l'occasione.
Mentre salgo i 15' di strada sterrata mi superano un paio di macchine di ferratisti e arrampicatori, ovviamente non ne sono contento perchè preferivo non avere davanti nessuno. Li incrocio al posteggio alto dell'ex albergo e mi incammino di buona lena su per la breve pista da sci, al termine della quale è stata creata una traccia che conduce alla zona di vestizione, ultimo luogo comodo per indossare imbrago, casco e quant'altro.
Parto da qui poco dopo risalendo da subito umidi e infidi canaletti dal terreno instabile e dove qualche appiglio rimane in mano. Sapevo - comunque - che questa prima parte su zoccolo basale con vegetazione, sarebbe stata una ravanata. Si sale comunque rapidi e aiutati dal provvidenziale cavo corrimano, senza il quale davvero servirebbe passo molto sicuro.
Questo primo tratto termina presso una cengia discendente molto spettacolare che porta a riattraversare il canale principale della parete verso sinistra. Oltre questo si risale per un breve tratto prima di innestarsi sul corpo principale della parete, dove iniziano le vere difficoltà con un primo tratto verticale e diagonale verso sinistra, un successivo camino e un lungo tratto in parete a tratti verticale, dove a un certo punto faranno la loro comparsa in abbondanza dei pioli che aiutano la progressione.
A circa tre quarti del percorso la parete viene interrotta da un breve tratto simile a quello iniziale, che termina con una discesina da uno sperone per riattaccare la parete immediatamente dopo, subito su quello che a mio giudizio rimane il passaggio chiave perchè strapiombante, dove pioli e cavo possono tornare molto utili a chi non avesse la tecnica necessaria a superarlo in arrampicata.
Al termine di questo tratto spettacolare la parete risulta via via più appoggiata, preludendo alla cresta finale, che torna ad essere facile e che si dilunga più di quanto sembri individuando un vago sentierino a tratti esposto, da percorrere con attenzione evitando di lasciarsi andare in entusiasmi di fine ferrata.
Di qui giungere all'innesto con le tracce della via normale è un attimo, e in 10 minuti si è in vetta, dove la grande croce affacciata sulla conca di Oltre il Colle e Zambla fa capolino.
Una merendina e via giù, in meno di un'ora, verso il Passo di Zambla dove ad aspettarmi c'è tutta la famiglia per un piatto di casoncelli seguito da polenta con lardo bergamasco. Rigenerante, davvero!

La parete nord dell'anticima Est del Monte Croce, dove si sviluppa la ferrata (se serve aggiungo traccia di salita su questa foto)
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La spettacolare cengia discendente
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Nel cuore della parete
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Ferrata's Way
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La breve discesina dallo sperone introduce il tratto più difficile (più o meno da dove è scattata la foto)
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Tratto spettacolare a picco sulla Conca dell'Alben
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La Croce dal tratto finale di ferrata
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Ultima modifica:
Grandissimo mac, fa sempre piacere leggerti. Complimenti per la bella descrizione di zone non molto conosciute, almeno per me e soprattutto per lo spirito di famiglia in montagna
 
Mac751 ha detto:
La prima camminata mi ha ricordato - inventando un po' il percorso in una giornata dal tempo instabile - come qui in zona orobica mi manchi l'affidabilità delle ormai inseparabili carte Tabacco, compagne di viaggio dalle nostre parti. Mossa numero 1: buttare la Kompass in zaino e navigare a vista.

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