fausto1961
Well-known member
Allora , siccome l'estate sta finendo vi copio e incollo un paio di mail con botta e risposta
tra me e il Baldaski a proposito di alcuni argomenti sui quali ci piacerebbe molto fare delle
riflessioni , così tanto per riprendere il filo in attesa della nuova stagione , che speriamo
sia tanto ricca di neve quanto questa estate lo è stata di caldo.........
mail della scorsa settimana:
Caro Baldax...
[h=2] delle centrifughe e dintorni [/h]
tra me e il Baldaski a proposito di alcuni argomenti sui quali ci piacerebbe molto fare delle
riflessioni , così tanto per riprendere il filo in attesa della nuova stagione , che speriamo
sia tanto ricca di neve quanto questa estate lo è stata di caldo.........
mail della scorsa settimana:
Caro Baldax...
[h=2] delle centrifughe e dintorni [/h]
Morto de noia su una spiaggia bollente passo il tempo a studiare la bibbia " SCI MODERNO" di Mario Cotelli, un testo eccellente
che mi ha chiarito molte cose e se non l'hai letto DEVI assolutamente..... trovo una osservazione che faccio mia e mi vieni subito
in mente...trascrivo ed elaboro video di riflessione:
pag.75 " Fase del cambiamento di direzione"
....la fase del cambiamento di direzione è quella che crea i pressupposti biomeccanici per la conduzione di tutta la curva..per questo è la più importante e la più difficile da realizzare..... il cambiamento di direzione è generato da una azione volontaria senza la quale non si potrebbe iniziare una nuova curva agonistica.Per inciso va detto che una curva potrebbe essere creata anche sfruttando la reazione della forza centripeta (vincolante lo sciatore al terreno al termine del piegamento -angolazione) ma ciò avrebbe come conseguenza diretta , l'alleggerimento totale del peso e quindi il distacco di ambedue gli sci dal terreno : questa tecnica , non ortodossa, è possibile in certe situazioni forzate o di recupero, ma non è consigliabile e quindi non deve essere automatizzata per il basso rendimento che ne consegue....."
guarda un pò..
https://www.youtube.com/watch?v=-zG9Xf8mNIQ
ti ci ritrovi....??
.......
risponde il Baldax
" condivido tutto quanto dice cotelli, ma vorrei venissero fuori anche quali siano tali movimenti volontari.
ecco questa potrebbe diventare una discussione non fine a se stessa ma che poi si potrebbe (noi schifosi) svilupparla sul campo!....
replico.....
"... nel capitolo " analisi di una curva agonistica standart" si fà riferimento alle tre fasi fondamentali prendendo come modello , per l'assoluta perfezione
nell'esecuzione di quanto descritto, Cristian Mayer...che effettivamente nei fotogrammi è quello che meglio figura. In sostanza Cotelli ( che non dice cose nuove ovviamente) analizza i passaggi fondamentali....il cambio di direzione , in cui si invertono gli spigoli, e si imposta tutta la curva è per lui il momento più importante....in questa fase, proprio come nel video che ti ho postato, Cotelli dice che la gestione del passaggio da uno spigolo all'altro , l'alleggerimento degli sci con la gestione della loro velocità rispetto alla velocità del bacino ,( che per gli sci in quel attimo è maggiore), la ridistribuzione dei carichi dallo sci che conduceva al nuovo esterno ( con una analisi di quello che fanno gli atleti), il lavoro del tronco ( che rimane neutro) lo spostamento del centro di massa verso l'avanti interno con forte elevazione in senso verticale( che permette l'alleggerimento)la conseguente distensione del nuovo esterno con relativa inclinazione di tutto il corpo ( fase di distensione inclinazione) mantenendo alto il baricentro fino alla massima pendenza e poi la successiva angolazione e piegamento con discesa volontaria del baricentro e gestione delle rotazione del tronco, portano al miglior rendimento per concludere la curva e preparare la prossima. Quello che risulta essere fondamentale nel libro , attraverso grafici e fotogrammi è la capacità dell'atleta di gestire lo spostamento del baricentro verso l'alto avanti interno e durante questa fase, portare il peso in maniera progressiva sul nuovo esterno in modo da creare una centripeta precoce.... dall'analisi dei grafici si nota come il modello ideale innesca prima il movimento del bacino , trasferisce il carico sul nuovo esterno progressivamente ( appena dopo l'inversione di spigoli un 15% del peso totale per arrivare progressivamente appena dopo la massima con un 70% estrno 30% interno...)ma fino a quel punto mantiene relativamente alto in baricentro che poi , grazie al richiamo della gamba interna fà scendere nella parte finale della curva dove però il busto già si orienta verso la prossima...
secondo Cotelli lo sciatore migliore è quello che non usa la discesa del baricentro troppo precocemente , ma che gradualmente e in movimento gestisce questa fase , mentre riesce a essere velocissimo sempre nel cambio spigoli.... nell'analisi si evidenzia come un buon sciatore riesce a fare tutta la curva , nelle tre fasi in un secondo esatto......
risponde il Baldax...
"Bello..parliamone, che poi rispetto ai tempi di Mayer qualcosina si può ancora aggiungere!!"
Allora quello che dice il Cotelli è corretto e attuale secondo voi ?
Si fa così secondo la vostra esperienza?
che mi ha chiarito molte cose e se non l'hai letto DEVI assolutamente..... trovo una osservazione che faccio mia e mi vieni subito
in mente...trascrivo ed elaboro video di riflessione:
pag.75 " Fase del cambiamento di direzione"
....la fase del cambiamento di direzione è quella che crea i pressupposti biomeccanici per la conduzione di tutta la curva..per questo è la più importante e la più difficile da realizzare..... il cambiamento di direzione è generato da una azione volontaria senza la quale non si potrebbe iniziare una nuova curva agonistica.Per inciso va detto che una curva potrebbe essere creata anche sfruttando la reazione della forza centripeta (vincolante lo sciatore al terreno al termine del piegamento -angolazione) ma ciò avrebbe come conseguenza diretta , l'alleggerimento totale del peso e quindi il distacco di ambedue gli sci dal terreno : questa tecnica , non ortodossa, è possibile in certe situazioni forzate o di recupero, ma non è consigliabile e quindi non deve essere automatizzata per il basso rendimento che ne consegue....."
guarda un pò..
https://www.youtube.com/watch?v=-zG9Xf8mNIQ
ti ci ritrovi....??
.......
risponde il Baldax
" condivido tutto quanto dice cotelli, ma vorrei venissero fuori anche quali siano tali movimenti volontari.
ecco questa potrebbe diventare una discussione non fine a se stessa ma che poi si potrebbe (noi schifosi) svilupparla sul campo!....
replico.....
"... nel capitolo " analisi di una curva agonistica standart" si fà riferimento alle tre fasi fondamentali prendendo come modello , per l'assoluta perfezione
nell'esecuzione di quanto descritto, Cristian Mayer...che effettivamente nei fotogrammi è quello che meglio figura. In sostanza Cotelli ( che non dice cose nuove ovviamente) analizza i passaggi fondamentali....il cambio di direzione , in cui si invertono gli spigoli, e si imposta tutta la curva è per lui il momento più importante....in questa fase, proprio come nel video che ti ho postato, Cotelli dice che la gestione del passaggio da uno spigolo all'altro , l'alleggerimento degli sci con la gestione della loro velocità rispetto alla velocità del bacino ,( che per gli sci in quel attimo è maggiore), la ridistribuzione dei carichi dallo sci che conduceva al nuovo esterno ( con una analisi di quello che fanno gli atleti), il lavoro del tronco ( che rimane neutro) lo spostamento del centro di massa verso l'avanti interno con forte elevazione in senso verticale( che permette l'alleggerimento)la conseguente distensione del nuovo esterno con relativa inclinazione di tutto il corpo ( fase di distensione inclinazione) mantenendo alto il baricentro fino alla massima pendenza e poi la successiva angolazione e piegamento con discesa volontaria del baricentro e gestione delle rotazione del tronco, portano al miglior rendimento per concludere la curva e preparare la prossima. Quello che risulta essere fondamentale nel libro , attraverso grafici e fotogrammi è la capacità dell'atleta di gestire lo spostamento del baricentro verso l'alto avanti interno e durante questa fase, portare il peso in maniera progressiva sul nuovo esterno in modo da creare una centripeta precoce.... dall'analisi dei grafici si nota come il modello ideale innesca prima il movimento del bacino , trasferisce il carico sul nuovo esterno progressivamente ( appena dopo l'inversione di spigoli un 15% del peso totale per arrivare progressivamente appena dopo la massima con un 70% estrno 30% interno...)ma fino a quel punto mantiene relativamente alto in baricentro che poi , grazie al richiamo della gamba interna fà scendere nella parte finale della curva dove però il busto già si orienta verso la prossima...
secondo Cotelli lo sciatore migliore è quello che non usa la discesa del baricentro troppo precocemente , ma che gradualmente e in movimento gestisce questa fase , mentre riesce a essere velocissimo sempre nel cambio spigoli.... nell'analisi si evidenzia come un buon sciatore riesce a fare tutta la curva , nelle tre fasi in un secondo esatto......
risponde il Baldax...
"Bello..parliamone, che poi rispetto ai tempi di Mayer qualcosina si può ancora aggiungere!!"
Allora quello che dice il Cotelli è corretto e attuale secondo voi ?
Si fa così secondo la vostra esperienza?