Sono finalmente salito anch'io fino al lago, visitando anche la parte alta della valle forse più selvaggia dell'Adamello, l'unica tra quelle principali del massiccio
totalmente priva di insediamenti umani, caratteristica molto particolare considerando che la valle prende origine dal paese più turistico del gruppo.
Ho parcheggiato a 1350 m presso le ultime case di Sozzine, e in 3h15 ho guadagnato i 2530 m del lago, da cui ormai il ghiacciaio s'intravede raccolto sotto i circhi dei 3300 soprastanti, e scende con una lingua rinsecchita fino a circa 2700.
Seguendo i segni, recenti e frequenti, che portano al Garibaldi, sono risalito qualche decina di metri in sponda sinistra per avere una visione più completa:
Direzione SW: ancora nel 2009 (vedere prima pagina della discussione) il ghiacciaio finiva nel lago...
Direzione NE: sulla destra la catena Castellaccio-Lagoscuro dove si sviluppa la ferrata dei Fiori, a sinistra la catena San Matteo-Vioz.
Parlando dell'itinerario di salita al lago, pur essendo interamente segnato e tracciato (per fortuna non attraversa mai le famigerate pietraie adamelline, al limite qualche colata detritica un po' violenta e ciottolame di fiume), presenta, oltre al dislivello non trascurabile, un paio di passaggi non adatti a camminatori alle prime armi: la risalita della prima cascata con diversi gradoni di roccia e un paio di lastroni dove usare attentamente mani e catene, e il guado pomeridiano del Narcanello orientale, che in corrispondenza del sentiero si apre in un grande conoide con una serie di ruscelli abbastanza incazzati. Inoltre nella spianata alluvionale di quota 2000 l'ontaneta si sta mangiando il sentiero, c'è una variante che aggira il cespuglieto più fitto ma non è segnata, e si ricongiunge poco dopo col tracciato ufficiale.