madflyhalf
Nowhere Man
aka
Il lato selvaggio del Corno alle Scale.
Son sempre lì... o quasi. Insomma è il mio parco giochi invernale ed estivo! Estivo per modo di dire... diversamente invernale è meglio
Il percorso è particolare e poco battuto, si sviluppa infatti sul lato occidentale del gruppo del Corno alle Scale, dalla partenza degli impianti le Polle in senso antiorario e verso ovest lungo la testata della val di Gorgo nel circo glaciale dello Spigolino. Si passa sul fianco ripido di questa montagna per poi scollinare sulla cresta nord, percorrerla tutta sino alla vetta.
Da qui per dolci pendii e saliscendi fino al rifugio Duca degli Abruzzi al Lago Scaffaiolo. In origine dovevamo allungare dal Passo dello Strofinatoio (proseguendo dopo il rifugio), ma causa rischio temporali e un impegno la sera, abbiamo preferito scendere per la strada sterrata e poi per la pista Polla 1 (blu).
Per individuare il percorso occorre avere le mappe più recenti della Selca e non quelle vecchie scaricabili anche da internet, infatti in quelle vecchie non è segnato il tratto di sentiero denominato RN (Romea-Nonantolana, un percorso storico di pellegrinaggio e carovane che da Nonantola arrivava fino a Roma), numerato 401 che si prende dal 333 al secondo bivio.
In giallo il tratto in salita (Parcheggio Le Polle quota 1500m - Monte Spigolino 1827m), dopo c'è un po' di saliscendi sino al rifugio, ma in pratica si perde quota (da 1827 a 1774) e da lì in poi tutta discesa.

Dalla partenza uno sguardo alla prima tappa: lo Spigolino, silenzioso, solitario, ci osserva
Il pendio nordest è una delle gite di scialpinismo più toste che ci siano in circolazione, non solo in Appennino, dalle cornici della vetta c'è da fare praticamente un salto di 7-8 metri nel vuoto per poi atterrare su un pendio di 50° e te lo devi fare tutto... con tutte le precauzioni del caso che riguardano una parete nord sempre in ombra, in un luogo ventosissimo, soggetto a sciroccate, bora a 160 all'ora etc... e che non troppo di rado fa scherzi del genere
http://www.scialp.it/valanghe/analisi/cornoscale/P1020939_resize.JPG
http://www.scialp.it/valanghe/analisi/spigolino/spigo_resize.jpg
Lasciamo le salite e discese invernali agli altri. E lasciamo il mito dello Spigolino a loro (e a un modello Carpani!
)
E' estate. (quasi)
Noi oggi lo accarezziamo!
Si attraversano le piste e ci si infila nella faggeta, in una strada forse in parte gipponabile, ricoperta di fogliame e su fondo bello umido (2 settimane fa c'erano 20cm di neve fresca
)
Attraversiamo anche il vecchio tracciato dello skilift della val di Gorgo (e relativa pista nera), smantellato da decenni... forse me lo ricordo in una delle primissime sciate fatte lì da ragazzino a 12-13 anni. Per anni sono rimaste funi e piloni, ormai tutto è rimosso...
D'inverno alcuni riders giù dal Duca degli Abruzzi affrontano la pista, ma obbligo è a metà rientrare per il sentiero che stiamo percorrendo noi in mezzo al bosco, altrimenti si arriva in un cul de sac, in quanto tale skilift era totalmente isolato e ben al di sotto della strada attuale.
Faggio dopo faggio si sbuca in pochi metri di abetaia
Per poi riempirsi gli occhi con la vista estasiante della testata della val di Gorgo sotto il passo della Calanca e il monte Spigolino
Un torrentello scende quieto, diventerà parte del Dardagna (una volta le mappe lo facevano nascere qui, ora è stato spostato sotto il pian della Calanchetta, passo dello Strofinatoio, più a est) che salterà 7 volte per decine di metri nelle omonime cascate
Ovviamente mentre lo guado per primo, dicendo alla morosa dove mettere i piedi, il mio sinistro scivola e affondo 40-50cm nell'acqua

Fortuna vuole che avevo braghe da skialp con le ghette chiuse e grazie al goretex degli scarponi non ho sentito nemmeno una goccia...
Il rifugio è vicinissimo, il bivio se preso a sx porta in 1h e 15 al suo cospetto, ma noi andiamo a destra!
Il sole ancora ci bacia
L'unica rottura sono le mosche, sono i primi caldi e ce n'è un'infinità almeno fino a quota 1600 poi spariscono.
Panorama sul Corno alle Scale e le sue piste e impianti
Pian piano ci si arrampica sul fianco della montagna
Lo Spigolino ora è dietro di noi
Dobbiamo passare un tratto assurdo dove il sentiero piega su un canaletto facendo angolo, ma su questo canale c'è piantato sopra un faggio inclinato piuttosto ingombrante e subito sotto c'è un nevaio con neve ormai marcia e poco stabile...
Si sale e ormai ci siamo allo spartiacque tra la valle del Dardagna e la valle di là, quella dell'Ospitale:
Il Libro Aperto e il passo della Croce Arcana
il Monte Cimone
Subito sotto di noi gli sfasciumi rocciosi del Cinghio Sermidano (o Cingio Sermidiano, diverse sono le varianti), su cui transita il sentiero 411 (della RN) e del 401 che fa tutta la catena dei Monti della Riva, a picco sulla val Dardagna
Ora comincia la salita lungo la cresta nord del monte Spigolino
Il lato selvaggio del Corno alle Scale.
Son sempre lì... o quasi. Insomma è il mio parco giochi invernale ed estivo! Estivo per modo di dire... diversamente invernale è meglio

Il percorso è particolare e poco battuto, si sviluppa infatti sul lato occidentale del gruppo del Corno alle Scale, dalla partenza degli impianti le Polle in senso antiorario e verso ovest lungo la testata della val di Gorgo nel circo glaciale dello Spigolino. Si passa sul fianco ripido di questa montagna per poi scollinare sulla cresta nord, percorrerla tutta sino alla vetta.
Da qui per dolci pendii e saliscendi fino al rifugio Duca degli Abruzzi al Lago Scaffaiolo. In origine dovevamo allungare dal Passo dello Strofinatoio (proseguendo dopo il rifugio), ma causa rischio temporali e un impegno la sera, abbiamo preferito scendere per la strada sterrata e poi per la pista Polla 1 (blu).
Per individuare il percorso occorre avere le mappe più recenti della Selca e non quelle vecchie scaricabili anche da internet, infatti in quelle vecchie non è segnato il tratto di sentiero denominato RN (Romea-Nonantolana, un percorso storico di pellegrinaggio e carovane che da Nonantola arrivava fino a Roma), numerato 401 che si prende dal 333 al secondo bivio.
In giallo il tratto in salita (Parcheggio Le Polle quota 1500m - Monte Spigolino 1827m), dopo c'è un po' di saliscendi sino al rifugio, ma in pratica si perde quota (da 1827 a 1774) e da lì in poi tutta discesa.

Dalla partenza uno sguardo alla prima tappa: lo Spigolino, silenzioso, solitario, ci osserva
Il pendio nordest è una delle gite di scialpinismo più toste che ci siano in circolazione, non solo in Appennino, dalle cornici della vetta c'è da fare praticamente un salto di 7-8 metri nel vuoto per poi atterrare su un pendio di 50° e te lo devi fare tutto... con tutte le precauzioni del caso che riguardano una parete nord sempre in ombra, in un luogo ventosissimo, soggetto a sciroccate, bora a 160 all'ora etc... e che non troppo di rado fa scherzi del genere
http://www.scialp.it/valanghe/analisi/cornoscale/P1020939_resize.JPG
http://www.scialp.it/valanghe/analisi/spigolino/spigo_resize.jpg
Lasciamo le salite e discese invernali agli altri. E lasciamo il mito dello Spigolino a loro (e a un modello Carpani!
E' estate. (quasi)
Noi oggi lo accarezziamo!
Si attraversano le piste e ci si infila nella faggeta, in una strada forse in parte gipponabile, ricoperta di fogliame e su fondo bello umido (2 settimane fa c'erano 20cm di neve fresca
)
Attraversiamo anche il vecchio tracciato dello skilift della val di Gorgo (e relativa pista nera), smantellato da decenni... forse me lo ricordo in una delle primissime sciate fatte lì da ragazzino a 12-13 anni. Per anni sono rimaste funi e piloni, ormai tutto è rimosso...
D'inverno alcuni riders giù dal Duca degli Abruzzi affrontano la pista, ma obbligo è a metà rientrare per il sentiero che stiamo percorrendo noi in mezzo al bosco, altrimenti si arriva in un cul de sac, in quanto tale skilift era totalmente isolato e ben al di sotto della strada attuale.
Faggio dopo faggio si sbuca in pochi metri di abetaia
Per poi riempirsi gli occhi con la vista estasiante della testata della val di Gorgo sotto il passo della Calanca e il monte Spigolino
Un torrentello scende quieto, diventerà parte del Dardagna (una volta le mappe lo facevano nascere qui, ora è stato spostato sotto il pian della Calanchetta, passo dello Strofinatoio, più a est) che salterà 7 volte per decine di metri nelle omonime cascate
Ovviamente mentre lo guado per primo, dicendo alla morosa dove mettere i piedi, il mio sinistro scivola e affondo 40-50cm nell'acqua


Fortuna vuole che avevo braghe da skialp con le ghette chiuse e grazie al goretex degli scarponi non ho sentito nemmeno una goccia...
Il rifugio è vicinissimo, il bivio se preso a sx porta in 1h e 15 al suo cospetto, ma noi andiamo a destra!
Il sole ancora ci bacia
L'unica rottura sono le mosche, sono i primi caldi e ce n'è un'infinità almeno fino a quota 1600 poi spariscono.
Panorama sul Corno alle Scale e le sue piste e impianti
Pian piano ci si arrampica sul fianco della montagna
Lo Spigolino ora è dietro di noi
Dobbiamo passare un tratto assurdo dove il sentiero piega su un canaletto facendo angolo, ma su questo canale c'è piantato sopra un faggio inclinato piuttosto ingombrante e subito sotto c'è un nevaio con neve ormai marcia e poco stabile...
Si sale e ormai ci siamo allo spartiacque tra la valle del Dardagna e la valle di là, quella dell'Ospitale:
Il Libro Aperto e il passo della Croce Arcana
il Monte Cimone
Subito sotto di noi gli sfasciumi rocciosi del Cinghio Sermidano (o Cingio Sermidiano, diverse sono le varianti), su cui transita il sentiero 411 (della RN) e del 401 che fa tutta la catena dei Monti della Riva, a picco sulla val Dardagna
Ora comincia la salita lungo la cresta nord del monte Spigolino
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