Un bellissimo lunedì di pasquetta, con poco più di 100 mt di dislivello positivo ma ben 4000 in discesa! Cosa chiedere di più?
Mi aggrego all'ultimo (grazie Pietro!
) ad un bel gruppone eterogeneo di freerider e cagnacci, convinto che si vada a fare la Porta Nera per poi scoprire poco dopo la partenza che si farà altro
.
La giornata non parte nel migliore dei modi, ma alle 16, finito di sciare, saremo tutti con il sorriso sulle labbra!
Partenza in mini-mica tanto mini-bus da Champoluc alle 7, skipass internazionale a Cervinia
e rientro previsto, sci ai piedi a Saint-Jacques.
Il primo giro che abbiamo fatto è stato l'Unter Theodul Gletscher, variante povera e molto meno sciistica della Porta Nera, ma comunque discesa carina, con un paio di bei pendii e soprattutto condita da neve farinosa vista l'esposizione giusta di quel versante delle Alpi. Partenza da Plateau Rosa e arrivo a Furi.
Ecco la traccia tramite Google Earth:
Unter Theodul
Alcune foto di questa prima discesa:
L'organizzatore dell'uscita!
Panorama:
Panorama:
Primi pendii:
Spolverate:
Altri panorami:
Parco giochi 1:
Panorama:
Parco giochi 2, che tracce...:sbavsbav::sbavsbav::
Qualcuni riesce a perdere uno sci nell'unico punto "delicato", vero GP?
Meno male che la guida, andando a mollo, riesce a recuperarlo! Purtroppo io ero dalla parte sbagliata e le foto non rendono bene....
Ponte prima dell'arrivo a Furi:
Il secondo itinerario, invece, è stata la vera sorpresa della giornata. Inizialmente si pensava di fare il classico rientro in Ayas da Cime Bianche, invece le guide hanno scelto di fare la via degli Jugoslavi, itinerario che personalmente non conoscevo e che si è rivelato bellissimo.
Di questa discesa non metto la traccia perché presenta un paio di passaggi delicati, occorre sapere molto bene cosa si sta andando ad affrontare e valutare altrettanto bene le condizioni. Noi l'abbiamo fatto a chiappe strette, l'ingresso del passaggio ripido presentava delle gonfie davvero notevoli
, ma grazie alle guide siamo scesi tranquillamente.
La neve lungo questo secondo itinerario, considerata anche la diversa esposizione, non era il massimo: crosta, in alcuni tratti più sciabile, in altri meno, trasformata nell'ultimo tratto di morena prima del Lago Blu.
Personalmente devo dire che sono stato super felice di aver portato i Lotus e che, forse, questa è stata la volta che li ho apprezzati di più in due anni di utilizzo visto che anche nei tratti di crosta più infami tutto sommato "spaccavano di brutto"!
A sto punto non sono più così sicuro di venderli a fine stagione...
DD
Bando alle ciancie, ecco alcune foto:
Salendo al Piccolo Cervino:
Orizzonti:
Guida:
Prime tracce:
Seracco:
Verso valle:
Altre tracce:
Seracchi:
Bel passaggio:
Ambiente:
Discesa:
Ancora tracce:
Traverso verso la parte finale:
Laggiù, oltre il Pian di Verra inferiore, la testata della Val d'Ayas:
Parco giochi 3:
Lago Blu
Per finire non poteva mancare anche un pò di boschina!
Un pò di cultura: questo itinerario, noto come via di fuga dal Colle del Breithorn in caso di maltempo, prende il nome da una cordata di jugoslavi che negli anni 80, viste le avverse condizioni meteo, discese per queste linee. In tre purtroppo non ce la fecero e uno dei corpi non fu mai più ritrovato. (grazie Stefano per aver condiviso questa storia).
In ultimo un grazie particolare a Pietro, Luca e Davide, ottimi sciatori e simpaticissimi cagnacci, che mi hanno preso a sciare con loro in queste belle vacanze di Pasqua e alle due guide, Stefano e Rudy, davvero bravi e molto alla buona.
Mi aggrego all'ultimo (grazie Pietro!
La giornata non parte nel migliore dei modi, ma alle 16, finito di sciare, saremo tutti con il sorriso sulle labbra!
Partenza in mini-mica tanto mini-bus da Champoluc alle 7, skipass internazionale a Cervinia
e rientro previsto, sci ai piedi a Saint-Jacques.Il primo giro che abbiamo fatto è stato l'Unter Theodul Gletscher, variante povera e molto meno sciistica della Porta Nera, ma comunque discesa carina, con un paio di bei pendii e soprattutto condita da neve farinosa vista l'esposizione giusta di quel versante delle Alpi. Partenza da Plateau Rosa e arrivo a Furi.
Ecco la traccia tramite Google Earth:
Unter Theodul
Alcune foto di questa prima discesa:
L'organizzatore dell'uscita!
Panorama:
Panorama:
Primi pendii:
Spolverate:
Altri panorami:
Parco giochi 1:
Panorama:
Parco giochi 2, che tracce...:sbavsbav::sbavsbav::
Qualcuni riesce a perdere uno sci nell'unico punto "delicato", vero GP?
Ponte prima dell'arrivo a Furi:
Il secondo itinerario, invece, è stata la vera sorpresa della giornata. Inizialmente si pensava di fare il classico rientro in Ayas da Cime Bianche, invece le guide hanno scelto di fare la via degli Jugoslavi, itinerario che personalmente non conoscevo e che si è rivelato bellissimo.
Di questa discesa non metto la traccia perché presenta un paio di passaggi delicati, occorre sapere molto bene cosa si sta andando ad affrontare e valutare altrettanto bene le condizioni. Noi l'abbiamo fatto a chiappe strette, l'ingresso del passaggio ripido presentava delle gonfie davvero notevoli
, ma grazie alle guide siamo scesi tranquillamente.La neve lungo questo secondo itinerario, considerata anche la diversa esposizione, non era il massimo: crosta, in alcuni tratti più sciabile, in altri meno, trasformata nell'ultimo tratto di morena prima del Lago Blu.
Personalmente devo dire che sono stato super felice di aver portato i Lotus e che, forse, questa è stata la volta che li ho apprezzati di più in due anni di utilizzo visto che anche nei tratti di crosta più infami tutto sommato "spaccavano di brutto"!
Bando alle ciancie, ecco alcune foto:
Salendo al Piccolo Cervino:
Orizzonti:
Guida:
Prime tracce:
Seracco:
Verso valle:
Altre tracce:
Seracchi:
Bel passaggio:
Ambiente:
Discesa:
Ancora tracce:
Traverso verso la parte finale:
Laggiù, oltre il Pian di Verra inferiore, la testata della Val d'Ayas:
Parco giochi 3:
Lago Blu
Per finire non poteva mancare anche un pò di boschina!
Un pò di cultura: questo itinerario, noto come via di fuga dal Colle del Breithorn in caso di maltempo, prende il nome da una cordata di jugoslavi che negli anni 80, viste le avverse condizioni meteo, discese per queste linee. In tre purtroppo non ce la fecero e uno dei corpi non fu mai più ritrovato. (grazie Stefano per aver condiviso questa storia).
In ultimo un grazie particolare a Pietro, Luca e Davide, ottimi sciatori e simpaticissimi cagnacci, che mi hanno preso a sciare con loro in queste belle vacanze di Pasqua e alle due guide, Stefano e Rudy, davvero bravi e molto alla buona.
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