Lawrence d'Arabba
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La vita animale non è un complemento al bosco e alle montagne. È invece parte irrinunciabile dell'ecosistema ambientale. Ogni animale, anche il più piccolo e meno amabile, ha la sua ragione di esistere nello svolgersi del caos ordinato della vita della Natura.
Ci siamo abituati a considerare i piccoli e graziosi mammiferi selvatici degni della nostra gerarchia etica. Possiamo amare un uccellino indifeso od uno scoiattolo come il nostro cane al guinzaglio. Altri animali, come orsi e aquile, sono simboli di libertà ed autosufficienza, e perciò destano almeno la nostra ammirazione.
Gli altri animali sono invece fuori dal cerchio magico del benevolere umano: serpenti, roditori, ragni, ma anche le formiche, hanno sempre destato poche simpatie, tanto nelle culture antiche quanto in quelle contemporanee.
Abituiamoci invece a considerare la fauna un bene comune, un bene superiore. Un bene quindi che non possiamo amministrare a nostro arbitrio, scegliendo di far sopravvivere cosa ci è simpatico e al contrario sopprimendo esseri viventi per l’unica ragione che essi ci possono disgustare, magari solo intellettualmente.
(continua)
Ci siamo abituati a considerare i piccoli e graziosi mammiferi selvatici degni della nostra gerarchia etica. Possiamo amare un uccellino indifeso od uno scoiattolo come il nostro cane al guinzaglio. Altri animali, come orsi e aquile, sono simboli di libertà ed autosufficienza, e perciò destano almeno la nostra ammirazione.
Gli altri animali sono invece fuori dal cerchio magico del benevolere umano: serpenti, roditori, ragni, ma anche le formiche, hanno sempre destato poche simpatie, tanto nelle culture antiche quanto in quelle contemporanee.
Abituiamoci invece a considerare la fauna un bene comune, un bene superiore. Un bene quindi che non possiamo amministrare a nostro arbitrio, scegliendo di far sopravvivere cosa ci è simpatico e al contrario sopprimendo esseri viventi per l’unica ragione che essi ci possono disgustare, magari solo intellettualmente.
(continua)