L'anima degli animali

La vita animale non è un complemento al bosco e alle montagne. È invece parte irrinunciabile dell'ecosistema ambientale. Ogni animale, anche il più piccolo e meno amabile, ha la sua ragione di esistere nello svolgersi del caos ordinato della vita della Natura.

Ci siamo abituati a considerare i piccoli e graziosi mammiferi selvatici degni della nostra gerarchia etica. Possiamo amare un uccellino indifeso od uno scoiattolo come il nostro cane al guinzaglio. Altri animali, come orsi e aquile, sono simboli di libertà ed autosufficienza, e perciò destano almeno la nostra ammirazione.

Gli altri animali sono invece fuori dal cerchio magico del benevolere umano: serpenti, roditori, ragni, ma anche le formiche, hanno sempre destato poche simpatie, tanto nelle culture antiche quanto in quelle contemporanee.

Abituiamoci invece a considerare la fauna un bene comune, un bene superiore. Un bene quindi che non possiamo amministrare a nostro arbitrio, scegliendo di far sopravvivere cosa ci è simpatico e al contrario sopprimendo esseri viventi per l’unica ragione che essi ci possono disgustare, magari solo intellettualmente.

(continua)
 
Sì, sì.... scrivi bene tu.... ti sei mai trovato a sciare a Sauze d'Oulx quando c'è poca neve attorniato da nugoli d'inglesi???

Altro che cerchio magico del benevolere, altro che bene comune e superiore..... un lanciafiamme vorresti avere tra le mani.....(una mitraglia no! Morte troppo rapida ed indolore sarebbe!!!!)
 
AH frequenti sauze?
Io più che agli inglesi... detesto chi protegge i cornutazzi, quando ce ne son troppi, lupi che li sbranano -poco/niente- e te li trovi in mezzo alla strada pronti a disfarti la macchina... mah...
 
Bella la tua riflessione, Lorens, che merita ben altri commenti.

Credo che alle paure ancestrali dell'uomo si siano sostituite le intolleranze verso quelle specie animali che non vediamo o non possono adattarsi in un ambiente antropizzato. Purtroppo spesso commettiamo la presunzione di voler sopprimere uno di tali esseri quando ci troviamo nel LORO ambiente, e non so fino a che punto possano aver gioco le paure ancestrali. E' chiaro comunque che tendiamo sempre più a distaccarci dalla natura e ad avere delle concezioni a volte del tutto errate verso alcune specie animali. Ad esempio, spesso dimentichiamo che gli animali il più delle volte attaccano se provocati, per un loro meccanismo di autodifesa, e quasi mai attaccano di loro spontanea iniziativa.

L'uomo quindi, alla base delle problematiche odierne (e che hanno ormai, purtroppo, assunto caratteristiche di gravità) sulla sostenibilità e il rispetto dell'ambiente, andrebbe rieducato alla natura. Oggi il vero progresso è appunto rieducare lo stile di vita moderno al contesto ambientale, senza combatterlo ed impoverirlo.
 
Innanzitutto grazie Drey della risposta pertinente.

Mi permetto di portare un esempio, così si potrà capire meglio cosa intendo. Si camminava su di una strada di montagna con una amica giovane, sui trentacinque anni. La giornata era assolata. Pochi metri più avanti attraversa la strada un vipera. La ragazza la rincorre e la schiaccia ripetutamente con la scarpa, con un accanimento disgustoso. Ho solo potuto vedere un povero orbettino contorcersi nella terra e nel suo sangue, con la bocca ancora aperta.

Il peggior nemico della vipera, come dell'innocuo orbettino, è l'uomo, che li uccide per ignoranza, quando non per piacere.
 

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Su questo non posso far altro che darti ragione,gli aniamli belli o brutti che siano non vanno uccisi e massacarti per nulla solo come dici tu per stupidità e ignoarnza!La fauna deve essere rispettata e controllata anche tramite abbattimenti controllati e programmati:A questo infatti esiste il corpo di guarda forestale composto da gente competente in materia.Lasciamo fare a loro questo tipo di opere!!
 
iceman ha detto:
Su questo non posso far altro che darti ragione,gli aniamli belli o brutti che siano non vanno uccisi e massacarti per nulla solo come dici tu per stupidità e ignoarnza!La fauna deve essere rispettata e controllata anche tramite abbattimenti controllati e programmati:A questo infatti esiste il corpo di guarda forestale composto da gente competente in materia.Lasciamo fare a loro questo tipo di opere!!

:?mm
Scusa questo non è rispettare la natura. La natura, non l'uomo, deve fare il suo corso e la sua selezione!!!!
 
Si su questo hai ragione anche tu! ma per esempio un sovrappopolamento di ungulati in una certa valle o in un determinato luogo sarebbe più di danno che utile. :think:
 
(27/8/2006 13:38) | STRAGE DI CAPRIOLI A PARMA, L'ENPA PROTESTA NUOVAMENTE
(Sesto Potere) - Parma - 27 agosto 2006 - Il primo capriolo è stato abbattuto poco dopo le 6 del 24 agosto tra le campagne di Ovada e di Acqui Terme. Sdegno in tutto il Paese per l’inizio delle operazioni di caccia al capriolo, in provincia di Alessandria. Nonostante le proteste giunte da tutta Italia, in mattinata i cacciatori hanno reso operativo il contestato e discutibile piano di caccia di selezione al capriolo adottato dalla Regione Piemonte. Oltre allo sdegno degli italiani sensibili al problema (sono state migliaia le mail di protesta inviate alla Regione nelle ultime settimane), a nulla è servito l’intervento del Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio; vano è stato anche il parere contrario – obbligatorio per legge – dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica. Le doppiette, insomma, hanno sparato e ucciso caprioli, anche se non è ancora noto il numero dei capi uccisi.

All’alba dello stesso giorno anche gli animalisti sono scesi in piazza, con l’Enpa piemontese in prima fila. Squadre di volontari hanno pattugliato i boschi tentando di spaventare i caprioli in modo da farli scappare per sottrarli al piombo dei cacciatori. Ci sono stati anche momenti di tensione tra animalisti e cacciatore ai punti di controllo allestiti dall’Ambito Territoriale di Caccia ad Acqui Terme e a Ovada. Alle 12, dopo un iniziale inspiegabile diniego, le Guardie Zoofile dell’Enpa sono riuscite a entrare nel punto di controllo di Ovada, dove hanno contato 13 capi abbattuti e già sezionati.

Ma la mattanza dei caprioli, tuttavia, non si sta svolgendo solo nel Piemonte. E’ in corso anche a Parma, dove la locale Sezione Enpa ha avviato una petizione; presto sarà estesa anche ad altre regioni italiane. Si tace però sulla ragione del numero eccessivo di caprioli: e cioè le immissioni effettuate negli anni scorsi per favorire la caccia e i cacciatori. “Bisogna smettere – ha dichiarato la presidente dell’Enpa di Parma, Lella Gialdi – di fare immissioni di fauna selvatica nel nostro territorio, l’unico risultato è riempire i carnieri dei cacciatori e le tasche di chi lucra sul business dell’attività venatoria. E gli animali pagano il conto, con il loro sangue”.
(Sesto Potere)

:uuue: :uuue: :uuue: :uuue:
 
iceman ha detto:
Si su questo hai ragione anche tu! ma per esempio un sovrappopolamento di ungulati in una certa valle o in un determinato luogo sarebbe più di danno che utile. :think:

E' vero, questo ragionamento fila... ma solo dal punto di vista del genere umano. Chissà cosa avrebbero pensato di animali, se solo avessero la nostra capacità di pensiero, quando li abbiamo sfrattati dai loro luoghi per far posto agli insediamenti umani.

In un certo senso questa è la legge della natura: la specie più forte prevale su quella più debole. E l'uomo grazie alla sua intelligenza e alla sua capacità di pensiero attualmente domina sulle altre specie. Però vorrei porre questo interrogativo:

Ha senso che l'uomo si senta il padrone della Terra, e possa decidere arbitrariamente sulle altre specie animali e vegetali e sull'ambiente stesso? Noi stessi siamo figli della Natura, per cui dobbiamo aspettarci che ci punirà per ciò che stiamo facendo?

Comunque il punto centrale della discussione di Lorens è proprio l'ultima cosa che ha detto: spesso l'uomo uccide per ignoranza, quando non per piacere...
 
Questioni complicate penso...la caccia è un'attività che è nata con l'uomo. Capisco che al giorno d'oggi possa essere considerata sorpassata però (e parlo da ex pescatore subacqueo che ha smesso solo per le difficoltà legate ad andare a pescare vivendo a Roma) posso dirvi che, forse, è l'unica attività sportiva che permette di comprendere a fondo i territori e gli animali che lo popolano. Insomma è un'attività, secondo me, che esercitata con criterio consente di capire molte cose.
Io mi sono sempre considerato rispettoso dell'ambiente pur pescando ed ho sempre "rispettato" le mie prede cacciandole secondo le regole. I 5000 caprioli sono un problema in effetti e, forse, si poteva trovare un modo migliore per diminuirne la popolazione ad esempio, ripopolando di specie antagoniste. Andatelo a spiegare voi, però, ad un lupo di vivere in un ambiente che nn è più il suo...Il problema è a monte e, purtroppo, l'eliminazione di massa è l'ultima cura anche se pessima e moralmente discutibile
 
Ma un poco di autoironia niente?

Sarà un mio difetto, ma non riesco a prendermi mai troppo sul serio e ho sempre paura di sconfinare nella melassa dei buoni sentimenti e delle buone intenzioni di cui, sappiamo bene, è lastricata la via per l'inferno. Ed alle parole, salvo non siano quelle scritte dai GRANDI, ho sempre preferito i fatti ed i comportamenti concreti.

Sicuramente più conosco gli uomini (compresi certi animalisti e certi ambientalisti) e più apprezzo gli animali..... e poi ditelo a me che ho smesso di particare la pesca subacquea perchè mi faceva pena infilzare i polipi (o polpi? Boh...). Però: BBBoni in guazzetto!!! (ecchevvedevodì sono fatto così, male, ma sono così)
 
Beh, oggi ho letto sul giornale che i caprioli in eccesso sono dannosi perchè rovinano i boschi e sono pericolosi sulle strade..vi assicuro che ho visto altrettanti esseri umani che rovinano i boschi e sono pericolosi sulle strade, quasi sicuramente molto più dei cparioli..
 
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