Visto che è da tanto che non contribuisco al forum con un report approfitto di un paio di belle gite per mostrare le ormai "nostre" montagne friulane. Qui siamo all'estremo ovest della regione, una gita fortemente voluta da Daniel (e per fortuna) e condivisa anche con Giorgio (giorgiosnow) - seppure non interamente - e Enrico (moski89) - in perlustrazione grazie a questa gita sulla parete W del Volaia, salita e scesa poi due giorni dopo.
E' un discreto anno qua, la neve è caduta copiosa soprattutto sul lato delle Giulie. Certo non è mai semplicissimo trovare finestre ideali per gite interessanti come invece è stato lo scorso weekend, di gran sole qualche giorno dopo le nevicate. Le quote modeste, il vento spesso forte e il meteo improntato alla grande variabilità sono elementi che pian piano sto conoscendo, stagione dopo stagione, con le specificità locali.
In ogni caso è deciso, dopo qualche discussione, di andare sull'Avanza. La gita prevede 2 orette su una stradina interminabile (in parte evitabile più avanti nella stagione salendo da Sappada). Ci vuole spirito nell'affrontarle, se pensiamo che alla fine di queste comincia la vera gita. Le temperature sono discrete, il cielo terso ci accompagna rendendoci più piacevole la salita.
All'inizio della lunga stradina forestale
Le radure verso Casera di Casa Vecchia
Giorgio con la split
Ok, giunti in prossimità della Casera di Casa Vecchia si incomincia a fare sul serio. Le esili tracce presenti dei ciaspolatori scompaiono su verso il Passo Avanza, d'ora in poi - tanto per cambiare - siamo da soli. Libidine.
In realtà qua i miei 3 compagni utilizzano la via del sentiero estivo che prende quota in direzione di P.so Avanza per poi tornare a Est sotto le pareti delle Crete dei Cacciatori, io mi isolo seguendo per un po' un altro sentiero estivo (miniere dell'Avanza) molto più diretto e che mi conduce con brevi ma intense fatiche sui meravigliosi pendii di accesso al canalone, che risalgo a inversioni regolari sotto il sole non ancora cocente.
In breve arrivo ad una meravigliosa zona di grandi massi, semi pianeggiante. Sono solo, anzi dopo un po' mi preoccupo del ritardo dei miei "soci". Per fortuna, mentre continuo a salire pian piano, Enrico dopo un po' spunta dal traverso. Scopro poi che Giorgio ha avuto qualche problema con la split in un passaggio delicato del traverso, costringendolo al ritiro anticipato. Sono molto dispiaciuto della sua defezione perchè avrei tanto voluto che arrivasse se non in cima almeno nel canalone, luogo magnifico. Sarà per la prossima.
Grandi massi alla base del canalone
I compagni di gita dovrebbero spuntare da qui...
Canalone dell'Avanza e visione parziale del canalino d'uscita
Ora che sono più tranquillo rallento ulteriormente e pian piano mi faccio riprendere da Enrico prima e successivamente da Daniel, in ritardo per l'assistenza fornita a Giorgio sul traverso, ma che con la consueta gamba non ha problemi a rientrare prima della parte più ripida.
Il Mose in arrivo sotto la Quota 2075
M. Avanza, canalone SW parte bassa
Enrico arriva alla forcella di accesso alla Cengia del Sole
Visto che nelle foto in solitaria giù per pareti si vede poco, ecco il Moski!
Ancora qualche tratto semplice, che poi si rivela il più difficile. In ombra, sui resti di valanga, le pelli hanno tenuta sempre minore man mano che la pendenza aumenta. Daniel ci raggiunge proprio mentre siamo in vista della base del canalino.
Io, che non sono un drago come loro senza gli sci ai piedi, preferisco perdere qualche minuto e salire con i ramponi. Così sfrutto anche la traccia già pronta nel canale, che difatti mi risulta rilassante. Il canale è in ombra, e si capisce che tanto sole non lo prenderà neanche dopo, chiuso com'è. Gli ultimi metri sono o qualche passo di roccia sulla sinistra oppure qualche metro a pendenze decisamente importanti sulla destra.
Canalone Avanza, parte mediana
Enrico e Daniel mi precedono nel canale
Uscita laboriosa, Enrico ingaggia
Sbucati dal canalino è ora di rimettere le pelli, sebbene la ripellatio mi costi sempre grande fatica, ed è così anche stavolta. L'ambiente però, sempre in rigorosa solitaria, diventa sempre più catartico. Le pendenze si addolciscono, la vetta appare sempre più vicina. In realtà lo è meno di quanto sembri, c'è da fare un po' di giro per arrivare. Ma è lì, balcone naturale sul Peralba, sul Volaia, sul Coglians e molto più in là. Non una croce, una campana. Niente, solo noi. Manca solo Giorgio, che ormai sarà giù alla macchina.
Di nuovo pelli sopra il canale
Scenari sommitali @ M. Avanza
Goliardia di vetta
Vista sul gruppo del Coglians, c'è anche la parete W del Volaia
Dopo 5 ore di salita un panino è meritato. E' ora di scendere.
Troviamo neve polverosa nel tratto sommitale, dura nel canalino con i suoi pochi metri impegnativi. Poi è il regno della neve primaverile, quasi "estiva" nella parte bassa. E l'infernale crosta della stradina.
Io sono sfinito, ma è stato davvero un bel gitone!
Enrico riflette prima del canalino...
...e va!
E' priiimaveraaaa.....
Enrico e Daniel
M. Avanza
OSA (canale 100-150m - BS il resto della gita) circa 1500m dsl - exp prevalente SW
Rischio valanghe: 2 Moderato da bollettino (in locale rialzo a 3 Marcato nelle ore calde)
E' un discreto anno qua, la neve è caduta copiosa soprattutto sul lato delle Giulie. Certo non è mai semplicissimo trovare finestre ideali per gite interessanti come invece è stato lo scorso weekend, di gran sole qualche giorno dopo le nevicate. Le quote modeste, il vento spesso forte e il meteo improntato alla grande variabilità sono elementi che pian piano sto conoscendo, stagione dopo stagione, con le specificità locali.
In ogni caso è deciso, dopo qualche discussione, di andare sull'Avanza. La gita prevede 2 orette su una stradina interminabile (in parte evitabile più avanti nella stagione salendo da Sappada). Ci vuole spirito nell'affrontarle, se pensiamo che alla fine di queste comincia la vera gita. Le temperature sono discrete, il cielo terso ci accompagna rendendoci più piacevole la salita.
All'inizio della lunga stradina forestale
Le radure verso Casera di Casa Vecchia
Giorgio con la split
Ok, giunti in prossimità della Casera di Casa Vecchia si incomincia a fare sul serio. Le esili tracce presenti dei ciaspolatori scompaiono su verso il Passo Avanza, d'ora in poi - tanto per cambiare - siamo da soli. Libidine.
In realtà qua i miei 3 compagni utilizzano la via del sentiero estivo che prende quota in direzione di P.so Avanza per poi tornare a Est sotto le pareti delle Crete dei Cacciatori, io mi isolo seguendo per un po' un altro sentiero estivo (miniere dell'Avanza) molto più diretto e che mi conduce con brevi ma intense fatiche sui meravigliosi pendii di accesso al canalone, che risalgo a inversioni regolari sotto il sole non ancora cocente.
In breve arrivo ad una meravigliosa zona di grandi massi, semi pianeggiante. Sono solo, anzi dopo un po' mi preoccupo del ritardo dei miei "soci". Per fortuna, mentre continuo a salire pian piano, Enrico dopo un po' spunta dal traverso. Scopro poi che Giorgio ha avuto qualche problema con la split in un passaggio delicato del traverso, costringendolo al ritiro anticipato. Sono molto dispiaciuto della sua defezione perchè avrei tanto voluto che arrivasse se non in cima almeno nel canalone, luogo magnifico. Sarà per la prossima.
Grandi massi alla base del canalone
I compagni di gita dovrebbero spuntare da qui...
Canalone dell'Avanza e visione parziale del canalino d'uscita
Ora che sono più tranquillo rallento ulteriormente e pian piano mi faccio riprendere da Enrico prima e successivamente da Daniel, in ritardo per l'assistenza fornita a Giorgio sul traverso, ma che con la consueta gamba non ha problemi a rientrare prima della parte più ripida.
Il Mose in arrivo sotto la Quota 2075
M. Avanza, canalone SW parte bassa
Enrico arriva alla forcella di accesso alla Cengia del Sole
Visto che nelle foto in solitaria giù per pareti si vede poco, ecco il Moski!
Ancora qualche tratto semplice, che poi si rivela il più difficile. In ombra, sui resti di valanga, le pelli hanno tenuta sempre minore man mano che la pendenza aumenta. Daniel ci raggiunge proprio mentre siamo in vista della base del canalino.
Io, che non sono un drago come loro senza gli sci ai piedi, preferisco perdere qualche minuto e salire con i ramponi. Così sfrutto anche la traccia già pronta nel canale, che difatti mi risulta rilassante. Il canale è in ombra, e si capisce che tanto sole non lo prenderà neanche dopo, chiuso com'è. Gli ultimi metri sono o qualche passo di roccia sulla sinistra oppure qualche metro a pendenze decisamente importanti sulla destra.
Canalone Avanza, parte mediana
Enrico e Daniel mi precedono nel canale
Uscita laboriosa, Enrico ingaggia
Sbucati dal canalino è ora di rimettere le pelli, sebbene la ripellatio mi costi sempre grande fatica, ed è così anche stavolta. L'ambiente però, sempre in rigorosa solitaria, diventa sempre più catartico. Le pendenze si addolciscono, la vetta appare sempre più vicina. In realtà lo è meno di quanto sembri, c'è da fare un po' di giro per arrivare. Ma è lì, balcone naturale sul Peralba, sul Volaia, sul Coglians e molto più in là. Non una croce, una campana. Niente, solo noi. Manca solo Giorgio, che ormai sarà giù alla macchina.
Di nuovo pelli sopra il canale
Scenari sommitali @ M. Avanza
Goliardia di vetta
Vista sul gruppo del Coglians, c'è anche la parete W del Volaia
Dopo 5 ore di salita un panino è meritato. E' ora di scendere.
Troviamo neve polverosa nel tratto sommitale, dura nel canalino con i suoi pochi metri impegnativi. Poi è il regno della neve primaverile, quasi "estiva" nella parte bassa. E l'infernale crosta della stradina.
Io sono sfinito, ma è stato davvero un bel gitone!
Enrico riflette prima del canalino...
...e va!
E' priiimaveraaaa.....
Enrico e Daniel
M. Avanza
OSA (canale 100-150m - BS il resto della gita) circa 1500m dsl - exp prevalente SW
Rischio valanghe: 2 Moderato da bollettino (in locale rialzo a 3 Marcato nelle ore calde)