Consiglio scarponi Atomic Redster 130 o Nordica Dobermann 130?

traminer

New member
Salve a tutti. Come al solito quando ho qualche dubbio e voglia di fare 2 chiacchiere su uno dei miei (nostri) passatempi preferiti, a chi rivolgersi se non a voi?
Sono in procinto di cambiare gli scarponi da sci e dopo averne provati praticamnete tutti, ora sono indeciso tra Atomic Redster 130 Nordica Dobermann 130.
Premetto che sono un buon sciatore altro 1.87 per 77 kg abbastanza allenato e scio con Atomic GS D2 179cm.
Prediligo, ovviamente le curve veloci ad ampio/ medio raggio ma non disdegnoi qualche variazione sul tema.
Dei primi scarponi (Redster ovviamente provati solo in negozio) mi piace molto la sensazione di tenuta posteriore e laterale e sembrano quasi flettersi di più durante il piegamento in avanti rispetto ai Dobermann .L' unica sensazione che non mi convince è l'eccessivo volume nella zona metatarso.Non sento il piede ben avvolto in quella parte.Il negoziante mi ha detto che tutto ciò è voluto da progetto. Infatti dice che nei nuovi modellli di scarponi, dei quali il Redster fa da "apripista" il metatarso si deve aprire durante la presa di spigolo. Questo è il risultato dei più recenti studi e sembra che aiuti nella conduzione che dice si faccia esclusivamente con la caviglia e la restante parte del piede e che il metatarso più libero facilita iil tutto. Io questa sensazione non l'ho mai provata ed anzi ricercavo la massima avvolgenza del piede da parte dello scarpone anche i punta, per avere più controllo. Il Dobermann invece mi va a pennello. Cosa ne pensate voi?
Grazie a tutti in anticipo.
 
Salve a tutti. Come al solito quando ho qualche dubbio e voglia di fare 2 chiacchiere su uno dei miei (nostri) passatempi preferiti, a chi rivolgersi se non a voi?
Sono in procinto di cambiare gli scarponi da sci e dopo averne provati praticamnete tutti, ora sono indeciso tra Atomic Redster 130 Nordica Dobermann 130.
Premetto che sono un buon sciatore altro 1.87 per 77 kg abbastanza allenato e scio con Atomic GS D2 179cm.
Prediligo, ovviamente le curve veloci ad ampio/ medio raggio ma non disdegnoi qualche variazione sul tema.
Dei primi scarponi (Redster ovviamente provati solo in negozio) mi piace molto la sensazione di tenuta posteriore e laterale e sembrano quasi flettersi di più durante il piegamento in avanti rispetto ai Dobermann .L' unica sensazione che non mi convince è l'eccessivo volume nella zona metatarso.Non sento il piede ben avvolto in quella parte.Il negoziante mi ha detto che tutto ciò è voluto da progetto. Infatti dice che nei nuovi modellli di scarponi, dei quali il Redster fa da "apripista" il metatarso si deve aprire durante la presa di spigolo. Questo è il risultato dei più recenti studi e sembra che aiuti nella conduzione che dice si faccia esclusivamente con la caviglia e la restante parte del piede e che il metatarso più libero facilita iil tutto. Io questa sensazione non l'ho mai provata ed anzi ricercavo la massima avvolgenza del piede da parte dello scarpone anche i punta, per avere più controllo. Il Dobermann invece mi va a pennello. Cosa ne pensate voi?
Grazie a tutti in anticipo.

i progetti cambiano seguendo anche la tecnica...avere il piede ben avvolto , dentro una morsa,
se penso ai miei Lange di anni fà , dava un senso di controllo sia in fase di caricamento delle spatole
, specie sul ghiaccio duro, così come una certa facilità nel pilotaggio eseuguito dal piede....oggi si fà
riferimento allo " sweet spot", quella zona molto centrale dello scarpone ( sotto l'arco plantare) dove lo
sciatore deve sentire il pieno appoggio , per riuscire a provocare una deformazione completa dello sci,
il ruolo dell'avampiede è molto ridimensionato, ma (kinesiologicamente parlando) sappiamo che la solidità
della caviglia e dell'intero asse fino al ginoccchio è data ( in fase di sostegno alla conduzione) dalla contrazione
di tutta la muscolatura della gamba che deriva da una " espansione " delle dita, e conseguentemente dei metatarsi
...infatti per rendere la caviglia " locked" ( bloccata ) si insegna proprio a pensare di " gonfiare " il piede dentro lo
scarpone, allargando le dita...da qui la progettazione con un pò più di spazio anteriormente.
 
i progetti cambiano seguendo anche la tecnica...avere il piede ben avvolto , dentro una morsa,
se penso ai miei Lange di anni fà , dava un senso di controllo sia in fase di caricamento delle spatole
, specie sul ghiaccio duro, così come una certa facilità nel pilotaggio eseuguito dal piede....oggi si fà
riferimento allo " sweet spot", quella zona molto centrale dello scarpone ( sotto l'arco plantare) dove lo
sciatore deve sentire il pieno appoggio , per riuscire a provocare una deformazione completa dello sci,
il ruolo dell'avampiede è molto ridimensionato, ma (kinesiologicamente parlando) sappiamo che la solidità
della caviglia e dell'intero asse fino al ginoccchio è data ( in fase di sostegno alla conduzione) dalla contrazione
di tutta la muscolatura della gamba che deriva da una " espansione " delle dita, e conseguentemente dei metatarsi
...infatti per rendere la caviglia " locked" ( bloccata ) si insegna proprio a pensare di " gonfiare " il piede dentro lo
scarpone, allargando le dita...da qui la progettazione con un pò più di spazio anteriormente.

Veramente una risposta esauriente. Ho provato a simulare il gesto ed effettivamente è così.
Quindi mi confermi che questo spazio, consentendo i "gonfiarsi" ed espandersi delle dita, con conequente tensione muscolare della gamba aiuta nella conduzione della curva...Se fosse così non avrei più dubbi....
 
Veramente una risposta esauriente. Ho provato a simulare il gesto ed effettivamente è così.
Quindi mi confermi che questo spazio, consentendo i "gonfiarsi" ed espandersi delle dita, con conequente tensione muscolare della gamba aiuta nella conduzione della curva...Se fosse così non avrei più dubbi....

il lavoro del piede è sicuramente influenzato poi dalla qualità dell'appoggio, non tutti
gli scarponi nascono con la stessa pianta e soletta interna, più o meno conformata,
ma , sì, nei limiti ovvi, senza navigare dentro lo scarpone, quel paio di millimetri
in più di avanpiede mi consentono di fare quel gesto fondamentale, nel momento che
devo vincolarmi al terreno...poi in base all'arco e alla velocità e al tipo di terreno
dovrò dosarlo.... a secco direi che comunque la senzazione di avvolgimento ci dev essere
se la scarpetta è di quelle un pò imbottite , considerando che durante l'uso si riduce di spessore
per l'umidità.
Atomic stà un bel pezzo avanti....
 
il lavoro del piede è sicuramente influenzato poi dalla qualità dell'appoggio, non tutti
gli scarponi nascono con la stessa pianta e soletta interna, più o meno conformata,
ma , sì, nei limiti ovvi, senza navigare dentro lo scarpone, quel paio di millimetri
in più di avanpiede mi consentono di fare quel gesto fondamentale, nel momento che
devo vincolarmi al terreno...poi in base all'arco e alla velocità e al tipo di terreno
dovrò dosarlo.... a secco direi che comunque la senzazione di avvolgimento ci dev essere
se la scarpetta è di quelle un pò imbottite , considerando che durante l'uso si riduce di spessore
per l'umidità.
Atomic stà un bel pezzo avanti....

Quindi questo maggiore volume nella zona del metatarso e appena sopra (al livello del secondo gancio partendo dalla punta dello scarpone ) non possa generare nessuna sensazione di perdita di feeling con il terreno anche nel caso di curve strette magari per affrontare un muro?
Scusami ma cerco con le tue parole e ragionamenti (molto chiari e tecnici tra l'altro) di rendermi conto delle sensazioni che proverei sciando.Uso i tuoi racconti di sensazioni per immaginare le mie.Tutto sarebbe molto più semolice se si potessero provare in pista mannaggia...
Grazie.
 

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Quindi questo maggiore volume nella zona del metatarso e appena sopra (al livello del secondo gancio partendo dalla punta dello scarpone ) non possa generare nessuna sensazione di perdita di feeling con il terreno anche nel caso di curve strette magari per affrontare un muro?
Scusami ma cerco con le tue parole e ragionamenti (molto chiari e tecnici tra l'altro) di rendermi conto delle sensazioni che proverei sciando.Uso i tuoi racconti di sensazioni per immaginare le mie.Tutto sarebbe molto più semolice se si potessero provare in pista mannaggia...
Grazie.

no, andrei sul tranquillo con Atomic che mi pare difficilmente "canni" un prodotto.
 
Ciao! Quale atomic hai provato? il pro od il wc?
A parità di flex nominale (130) il secondo ha un volume interno ed una larghezza in pianta inferioe ( 95 vs 98) e
si sente una diversa rigidità..
Ti confermo sull'allargamento della zona del metatarso rispetto ad altre scarpe in quanto vengo dai fisher 150 wc (li adoravo però li ho finiti..)
e sono molto più stretti ed anche rigidi rispetto al 160 wc che ho preso..
Comunque il 130 pro è davvero morbido rispetto ad altre scarpe..tieni presente il flex dichiarato non è uniforme tra le varie case..
Se il nordica calza a pennello e senmti un feeling maggiore lascia stare l'atomic..lo scarpone lo sceglie il piede..
 
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