Valanga. La lezione.

Fede94

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Jafferau, sabato mattina. Nei giorni precedenti ha nevicato circa 40cm e con due amici snowboarder decidiamo di fare un po' di freeride con gli impianti: oggi fa caldo e non è il momento giusto per andare a fare giri con le pelli, il bollettino valanghe parla chiaro. Dopo un paio di run, decidiamo di salire alla Testa del Ban e di lì scendere su un pendio ancora immacolato; nulla di estremo, ci si arriva in una ventina di minuti.
Siamo quasi in cima. Procediamo, per sicurezza, uno alla volta. Davanti c'è Filippo. Ad un certo punto, vedo una crepa aprirsi nella neve sotto di lui, a pochi metri da me e Dario. Il tempo sembra rallentare, io inizio a urlare agli altri di stare attenti; nel giro di un secondo migliaia di chili di neve umida e compatta cominciano la loro discesa verso il basso, sfiorandoci, nel più totale silenzio. Uno pensa a una valanga e si immagina un fracasso infernale, invece no, è silenziosa e bastarda. Continua la sua discesa verso valle infilandosi nel canale che dà sulla Val Fredda e poco dopo scompare oltre le rocce, inabissandosi in una nuvola di neve che sale dal basso. Sono passati solo pochi secondi e noi ci guardiamo, con espressioni che comunicano un misto di incredulità, spavento e sollievo, con l'adrenalina a mille.
In meno di un minuto ho imparato tanto. Che bisogna sempre, sempre STARE ATTENTI, per farsi male non serve andare su un canale a 50°, ci vuole molto meno. Che l'ARVA BISOGNA AVERLO SEMPRE, anche se si ha in programma una tranquilla giornata di freeride vicino agli impianti. E' un aggeggio che costa la metà di un paio di sci, pesa poco più di un telefonino e ci salva la vita. Che non si deve DARE NULLA PER SCONTATO: la "nostra" valanga era del tipo originato da un accumulo di neve, ma....il versante su cui ha staccato era sopravvento, solo che si è formato in una specie di "catino" in cui il vento formava un vortice.
Probabilmente questo è stato l'episodio in cui mi sono, detto con un francesismo, cagato di più: essere sfiorato da tonnellate e più di neve gessosa mi ha fatto capire che, per carità, è bello sciare belle linee etc, ma ci sono dei limiti, oltre i quali non ci si deve esporre. Bisogna essere umili, e anche un po' cagasotto, per la montagna.

Non sono riuscito a caricare le foto, che si trovano nell'articolo sul blog
Federico Ravassard: La lezione.

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Fiuuuuu!!!! Capelli bianchi te ne son venuti di sicuro!!!
Grazie per la testimonianza, che spero leggano in tanti e di cui farò tesoro anche io.......anche perché inizia a non essere più "raro" leggere di skifosi che hanno avuto incontri troppo ravvicinati...
 
diciamo che è stata un'ottima lezione di nivologia...sul campo. La beffa è che avevo comprato l'arva nuovo (Mammut Pulse), pensionando quello vecchio....il giorno prima.
 
Non ho capito bene la tipologia di pendio in cui vi trovavate, a guardare le foto le pendenze valanghive c'erano tutte.
 
Lungi da me fare il saputello,ma se posso fare una osservazione,più per capire che per critica,cosa intendi quando dici"oggi non ci sono condizioni per sci alpinismo,facciamo free ride" ? Sicuramente facendo salita stai più tempo sul pendio,ma non vedo altre differenze,e comunque il tempo totale di una giornata di ski alp e di una giornata di impianti alla fine si equivale quasi!
 

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......vorrei precisare senza alzar discussioni futili ed inutili che l'artva non ti salva la vita se non accompagnato da sonda e pala e sopratutto, e sottolineo sopratutto, se il possessore non é in grado di usarlo e non lo conosce bene. Come pure non ti salva la vita l'inesperienza ed il comportamento da prima traccia che ci induce a pensare con leggerezza.
Pianificare la vostra gita in freeride da casa il giorno prima, leggendo info sul posto meteo e bollettino, memorizzare numeri di telefono utili, magari parlare semplicemente anche con una guida se ci si sente sicuri o magari sciarci, e per finire far le giuste valutazioni in loco sulla neve, vento, temperatura, orario, esposizione del pendio.....ecc ecc
La fortuna va aiutata a cercare il fortunato.....ed aver timori, conoscere il pericolo che si affronta ti aiuta a rinunciare la discesa.
Mi son permesso di aggiungere questi ulteriori elementi che sono altrettanto importanti a salvar la vita......se poi uno ha un sistema ABS o snowpulse allora le probabilità di salvarsi sono maggiori ma non dimentichiamo che averlo non siam esenti da rischi.
.......anche io non voglio far il saputello......perché non son in grado di farlo.........
Belle parole le mie......lo so che poi sul campo la polvere ci annebbia la mente e ci persuade verso discese lussuriose.
 
Leggo che hai 18 anni. Non avevo la fortuna di avere tanti amici che condividessero la passione a quel tempo, se non per bordo pista o sporadici sortite su classiconi spesso trifolati. Tu sei fortunato, ma non bruciare le tappe, e' troppo importante. Sono pochissimi coloro che hanno la testa per poterle bruciare, da come scrivi si percepisce che il cervello ce l'hai per poter organizzare un piano di crescita consapevole.
Dalle foto si notano sicuramente pericoli oggettivi, le cornici sul lato destro ci indicano che forse non è poi stato così sopravento totalmente quel pendio. Si sono sicuramente generati accumuli nella parte alta ed è rimasto pelato più sotto.

In ogni caso gli spaventi ci possono stare facendo questa attività, ma se sono troppo ricorrenti oppure uno solo ma molto forte meglio reimpostare il percorso di crescita di cui sopra in modo più saggio e lento. Il che fa bene lo stesso anche senza spaventi, per carità.
 
Quoto Mac, c'erano tutti i segnali di un accumulo di neve, avete comunque fatto bene a scendere con cautela , però direi che non era il posto dove scendere in quel momento, visto oltretutto che parli di neve umida.....e per di + se non ho capito male eravate senza APS?In + da un link nel tuo blog c'è un sito che parla di freeride, però c'è gente che gira senza aps nei boschi, ok, dimmi pure che conoscete benissimo quei boschi e che non c'è pericolo, ci può stare anche se non son d'accordo, ma secondo me fa un pò a cazzotti con il titolo freeride experience, che dici?;)

PS:in ogni caso bravo, hai fatto bene a pubblicare e condividere la disavventura.;)
 
40 cm e poi caldo, io starei al max bordopista.


Poi da quel che capisco (non faccio skialp) gli itinerari di skialp sono spesso disegnati su percorsi relativamente sicuri, nel freeride se si vuole trovare pendii intonsi invece è più facile dover improvvisare linee
 
Lungi da me fare il saputello,ma se posso fare una osservazione,più per capire che per critica,cosa intendi quando dici"oggi non ci sono condizioni per sci alpinismo,facciamo free ride" ? Sicuramente facendo salita stai più tempo sul pendio,ma non vedo altre differenze,e comunque il tempo totale di una giornata di ski alp e di una giornata di impianti alla fine si equivale quasi!

sono molto d'accordo, più facile trovare una gita sicura da fare con le pelli che una giornata di freeride, quando c'è rischio valanghe consistente.
non c'è relazione fra quanto ti allontani dagli impianti e i pericoli cui vai incontro.
 
Per approfondire visto che sto frequentando un corso SA1,
quale esposizione aveva il pendio? vento nei giorni scorsi da che direzione? Temperature?
a che ora e' successo? Il bolletino che avevi letto cosa diceva?

grazie :shock:
 
ciao, ero anche io li quel sabato mattina ...
non ho capito una cosa: volevate scendere giu in val fredda ??
oppure scendere verso le piste ??
 
non c'è relazione fra quanto ti allontani dagli impianti e i pericoli cui vai incontro.
forse non c'è correlazione causale, ma correlazione statistica c'è. La maggior parte delle valanghe mortali vengono staccate lontano dagli impianti.
Vuoi perché in molti posti bonificano, vuoi perché ci sono i paravalanghe, vuoi perché scendendo si sovraccarica meno il pendio che salendo, il freeride vicino agli impianti è statisticamente più sicuro.
 
forse non c'è correlazione causale, ma correlazione statistica c'è. La maggior parte delle valanghe mortali vengono staccate lontano dagli impianti.
Vuoi perché in molti posti bonificano, vuoi perché ci sono i paravalanghe, vuoi perché scendendo si sovraccarica meno il pendio che salendo, il freeride vicino agli impianti è statisticamente più sicuro.


sono d'accordo ma solo per quanto riguarda le zone TRA le piste e gli impianti.

Non conosco Bardonecchia ma a vedere le foto si era già nettamente al di fuori del comprensorio
 
UNA lezione a basso costo, serve... mi è capitata una cosa simile in val gardena, tanti anni fa, ma il distacco fu minuscolo, una decina di metri di fronte, e scivolò per una ventina... però si portò via il mio amico che per fortuna restò in piedi. solo paura. ma serve, dannatamente. starai sempre con le antenne dritte d'ora in poi.
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