Salve a tutti,
È nota a tutti l'utilità delle pelli per chi sale (scialpinismo), mi chiedevo se conviene dotarsi di pelli, attacchi freeride (Baron, Tour 10-12, Guardian etc.) e scarponi con sgancio per affrontare brevissimi dislivelli nelle uscite freeride: stradine per arrivare all'impianto, pezzi in piano/leggera salita o casi antipatici del tipo: perdo troppa quota in un traverso e devo recuperare per raggiungere il gruppo.
Mi sono trovato in quelle situazioni e non so se è un problema solo mio ma quando la forza di gravità ti abbandona:
1) Ti levi gli sci, ma sprofondi, allora te li rimetti per scalettare, intanto la maschera inizia già ad appannarsi per il sudore, mentre ti rimettevi uno sci, l'altro ti scivola di mano e fa 5 metri ancora a valle...
2) Hai appena ultimato un bellissimo itinerario di discesa dalla montagna in fuoripista, arrivi a valle e ti ritrovi a 300 m dalla partenza della funivia che ti riporterà in cima per il prossimo giro, la neve è battuta e in leggera salita, quindi puoi anche camminare, tutto ok direte voi, però...
a) Hai comunque sciato molto, sei stanco e quella salitina a piedi, ti mangerà le gambe e il secondo giro lo scierai male.
b) Sei stanco, gli sci in spalla ti pesano; la camminata con suola dura (alpina) è insicura.
c) Per sciare bene si usano scarponi molto precisi: la dinamica della camminata potrebbe far pigiare lo scarpone contro un malleolo ad esempio, tu sopporti, ma ti sputtenrai la discesa perché il dolorino rimane.
d) Per ovviare alla c) apri gli scarponi, ancora peggio: senza carico sulla linguetta, la punta del piede scivolerà in avanti e le dita premeranno sulla punta dello scarpone = dolori; inoltre, il piede che balla e scorre dentro lo scarpone ti potrebbe procurare vesciche (tutte le volte che l'ho fatto = vesciche...).
3) Arrivati a scendere, si scopre che quello che abbiamo davanti è ventato/ghiacciato, si scopre però che salendo 10 m si può arrivare ad un'altra striscia di discesa, riparata e con neve bella: dove dovrai salire però la neve è soffice e sprofonderesti, quindi, anche se per pochi metri di togliersi gli sci non se ne parla neanche, risultato = si scaletta e quando arrivi in cima sei cotto come un fegatello.
4) Può capitare di attraversare un lastrone di ghiaccio vivo, come quello dentro la grotta del Cantiere sul Tonale, camminarci anche con suole di gomma non sarebbe sicurissimo, figuriamoci con suole alpine; per la cronaca, un'amico di un mio compagno di ventura, li è cascato rompendosi una spalla.
5) Situazioni di emergenza e altre varie.
Per concludere: durante le escursioni in freeride è quasi improbabile ritrovarsi a fine discesa esattamente sotto gli impianti o alla macchina, inoltre durante la discesa stessa, non è scontato avere sempre la forza di gravità dalla nostra parte, anzi... insomma, non siamo in una pista
quindi,
Pellare per esigenze di trasferimento, quante energie, sbattimenti e problemi fa risparmiare, rispetto alla classica "scalettata", camminata dura e cruda e con le ciaspole?
nel senso, il gioco vale la candela? la riflessione è nata anche dal fatto, che durante l'ultima escursione ho sentito dalla guida le parole: "ragazzi, in freeride, le pelli, portatele sempre".
F
È nota a tutti l'utilità delle pelli per chi sale (scialpinismo), mi chiedevo se conviene dotarsi di pelli, attacchi freeride (Baron, Tour 10-12, Guardian etc.) e scarponi con sgancio per affrontare brevissimi dislivelli nelle uscite freeride: stradine per arrivare all'impianto, pezzi in piano/leggera salita o casi antipatici del tipo: perdo troppa quota in un traverso e devo recuperare per raggiungere il gruppo.
Mi sono trovato in quelle situazioni e non so se è un problema solo mio ma quando la forza di gravità ti abbandona:
1) Ti levi gli sci, ma sprofondi, allora te li rimetti per scalettare, intanto la maschera inizia già ad appannarsi per il sudore, mentre ti rimettevi uno sci, l'altro ti scivola di mano e fa 5 metri ancora a valle...
2) Hai appena ultimato un bellissimo itinerario di discesa dalla montagna in fuoripista, arrivi a valle e ti ritrovi a 300 m dalla partenza della funivia che ti riporterà in cima per il prossimo giro, la neve è battuta e in leggera salita, quindi puoi anche camminare, tutto ok direte voi, però...
a) Hai comunque sciato molto, sei stanco e quella salitina a piedi, ti mangerà le gambe e il secondo giro lo scierai male.
b) Sei stanco, gli sci in spalla ti pesano; la camminata con suola dura (alpina) è insicura.
c) Per sciare bene si usano scarponi molto precisi: la dinamica della camminata potrebbe far pigiare lo scarpone contro un malleolo ad esempio, tu sopporti, ma ti sputtenrai la discesa perché il dolorino rimane.
d) Per ovviare alla c) apri gli scarponi, ancora peggio: senza carico sulla linguetta, la punta del piede scivolerà in avanti e le dita premeranno sulla punta dello scarpone = dolori; inoltre, il piede che balla e scorre dentro lo scarpone ti potrebbe procurare vesciche (tutte le volte che l'ho fatto = vesciche...).
3) Arrivati a scendere, si scopre che quello che abbiamo davanti è ventato/ghiacciato, si scopre però che salendo 10 m si può arrivare ad un'altra striscia di discesa, riparata e con neve bella: dove dovrai salire però la neve è soffice e sprofonderesti, quindi, anche se per pochi metri di togliersi gli sci non se ne parla neanche, risultato = si scaletta e quando arrivi in cima sei cotto come un fegatello.
4) Può capitare di attraversare un lastrone di ghiaccio vivo, come quello dentro la grotta del Cantiere sul Tonale, camminarci anche con suole di gomma non sarebbe sicurissimo, figuriamoci con suole alpine; per la cronaca, un'amico di un mio compagno di ventura, li è cascato rompendosi una spalla.
5) Situazioni di emergenza e altre varie.
Per concludere: durante le escursioni in freeride è quasi improbabile ritrovarsi a fine discesa esattamente sotto gli impianti o alla macchina, inoltre durante la discesa stessa, non è scontato avere sempre la forza di gravità dalla nostra parte, anzi... insomma, non siamo in una pista
quindi,
Pellare per esigenze di trasferimento, quante energie, sbattimenti e problemi fa risparmiare, rispetto alla classica "scalettata", camminata dura e cruda e con le ciaspole?
nel senso, il gioco vale la candela? la riflessione è nata anche dal fatto, che durante l'ultima escursione ho sentito dalla guida le parole: "ragazzi, in freeride, le pelli, portatele sempre".
F