Sci interno aiutami tu...

hucchio

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E già, probabilmente ne abbiamo già discusso ampiamente tant'è che per molti di noi, quelli di una certa età e che vengono dallo sci anni 80', non è stato facile il cambio generazzionale.

Inoltre il carving è cambiato non poco negli ultimi anni.
Un ruolo fondamnetale lo gioca l'interno quando, con un movimento del piede abbastanza "innaturale" va a far presa sulla neve con la coda dello sci proprio per "segare" ed incidere l'arco e migliorare tenuta e velocità in uscita.
Lo sci moderno non prevede sciare a "gambe larghe" anche perchè altrimenti, come mi disse un allenatore di sci, stai "...sciando a gambe larghe" :)

Ora, senza entrare in tutte le specificità dei movimenti, vorri concentrarmi su alcuni esercizi specifici per imparare per bene come gestire l'interno e il piede che deve assicurare la presa di spigolo soprattutto con la coda.
C'è, tanto per cambiare, un video spendido della Jam Session che mostra chiaramente come andrebbe eseguito il gesto tecnico ma io vorrei concentrarmi su qualche esercizio, magari forzato, per meccanicizzare e far proprio il gesto.

Vi interessa? A me molto perchè ho capito che un vero passo in avanti e molta efficacia dipendee da questo. Si vedono molti mettere semplicemente gli sci sugli spigoli e lasciarsi portare ed esteticamente in alcuni casi questo restituisce un buon risultato ma i problemi cambiano quando sei tu a dover gestire l'arco e l'ampiezza dato che non vuoi fare solo archi che gli sci "impongono" in base alle loro caratteristiche...
E' chiaro?:)
Grazie
 
E già, probabilmente ne abbiamo già discusso ampiamente tant'è che per molti di noi, quelli di una certa età e che vengono dallo sci anni 80', non è stato facile il cambio generazzionale.

Inoltre il carving è cambiato non poco negli ultimi anni.
Un ruolo fondamnetale lo gioca l'interno quando, con un movimento del piede abbastanza "innaturale" va a far presa sulla neve con la coda dello sci proprio per "segare" ed incidere l'arco e migliorare tenuta e velocità in uscita.
Lo sci moderno non prevede sciare a "gambe larghe" anche perchè altrimenti, come mi disse un allenatore di sci, stai "...sciando a gambe larghe" :)

Ora, senza entrare in tutte le specificità dei movimenti, vorri concentrarmi su alcuni esercizi specifici per imparare per bene come gestire l'interno e il piede che deve assicurare la presa di spigolo soprattutto con la coda.
C'è, tanto per cambiare, un video spendido della Jam Session che mostra chiaramente come andrebbe eseguito il gesto tecnico ma io vorrei concentrarmi su qualche esercizio, magari forzato, per meccanicizzare e far proprio il gesto.

Vi interessa? A me molto perchè ho capito che un vero passo in avanti e molta efficacia dipendee da questo. Si vedono molti mettere semplicemente gli sci sugli spigoli e lasciarsi portare ed esteticamente in alcuni casi questo restituisce un buon risultato ma i problemi cambiano quando sei tu a dover gestire l'arco e l'ampiezza dato che non vuoi fare solo archi che gli sci "impongono" in base alle loro caratteristiche...
E' chiaro?:)
Grazie

ciao hucchio,

quello che dici e' vero, l'interno e' sempre importante, ma per gestire l'arco a tuo piacimento in maniera dinamica, evitando di farsi semplicemente portare come dici tu (parliamo di curve fatte solo per deformazione, senza "pilotaggio") i segreti sono solo 2:

1) avere in testa che lo sci non e' posizione, ma movimento (riferito soprattutto al movimento laterale del corpo e la successiva compensazione tra arti inferiori e parte alta)
2) il tempismo con cui eseguo questi movimenti.....giocando su quantita' di movimento e tempismi decido l'arco di curva

questa e' la mia opinione
 
Ultima modifica:
Grazie mille Valerio e prima o poi quando il lavoro mi molla un attimo me la faccio una Jam...

Capisco, ed in particolare mi torna il ragionamento sul punto due.

In effetti nel mio "studio" e nella mia evoluzione ho passato una fase dove ripeto, pur sciando magari esteticamente in maniera piacevole, risultavo un po' "subire" lo sci in quanto mi concentravo troppo sull'assecondare il raggio e la distorsione che un certo tipo di sci ti impone invece di governare bene dinamica e tempi. Tempi e movimenti in ultima analisi determinano proprio la differenza di sciata.

Come si può invece cercare di sentire "vivo" lo sci? Cosa si può fare in generale per applicarsi a governare meglio l'interno?
Non so se esiste qualche cosa di pratico...
 
La mia opinione è che l'interno aiuti nello stringere la traiettoria di curva con l'aumentare della separazione verticale delle gambe.
Credo però che prima di voler stringere la curva utilizzando l'interno abbia senso concentrarsi su una buona deformazione dell'esterno, perché nell'ordine dell'apprendimento si parte da lì. Prima scii binariato appoggiandoti alle sciancrature, poi impari a deformare per bene lo sci esterno, e poi ci metti anche l'interno: in caso contrario salti un passaggio.
 
"Lo sci moderno non prevede sciare a "gambe larghe" anche perchè altrimenti, come mi disse un allenatore di sci, stai "...sciando a gambe larghe" :)"
Ho preso lezioni questo Natale e mi è stato detto più volte di allargare gli sci per dar loro indipendenza maggiore, soprattutto su neve smossa, e io ho imparato a sciare nell'era carving, quindi di sicuro non li tenevo incollati. Volete dirmi che ciò che mi è stato detto è sbagliato? Mi sembra funzioni la cosa, e il maestro sembrava ottimo...
 

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Lo sci moderno non prevede sciare a "gambe larghe" anche perchè altrimenti, come mi disse un allenatore di sci, stai "...sciando a gambe larghe" :)

Ho preso lezioni questo Natale e mi è stato detto più volte di allargare gli sci per dar loro indipendenza maggiore, soprattutto su neve smossa[...]. Volete dirmi che ciò che mi è stato detto è sbagliato?

Il fatto che per te sia giusto allargare le gambe non significa che sia giusto tenere le gambe larghe in senso assoluto. Magari la tua tendenza è di tenerle troppo strette, percui imponendoti di tenerle "larghe" raggiungi in realtà la larghezza corretta (che è poi la larghezza del bacino). O magari ancora l'obiettivo del tuo maestro era quello di farti ottenere una buona separazione verticale e quindi ti ha fatto concentrare su un allargamento fittizio che però serviva allo scopo.
Tutto questo per dire come sia facile creare incomprensioni se si generalizza un'indicazione personale e mirata per un determinato sciatore :)
 
Se parliamo di campo libero, dipende molto anche dal tipo di arco, partendo dal concetto larghezza sci=larghezza anche (circa) poi vari appunto a seconda di come stai sciando e anche di come stai meglio tu sugli sci.
Esempio nel corto tieni gli sci piuttosto vicini, ma alcuni visti ai vari corsi mostravano chiari segni di miglioramento se allragavano e quindi veniva concesso, nel lungo è meglio allargare un po' cio' non significa che non scii bene anche se sei un pelo piu' stretto, i parametri che fanno uno sciatore forte in campo libero sono ben altri.
Diverso in gara dove vedo che almeno su di me dopo 18 anni di totale inattività me la stra menano ti tenerli larghi :D:D:D
 
Secondo me la sciata moderna è incentrata proprio sulla gamba interna alla curva...

Se la gamba interna non dà "l'input" andando verso l'interno-curva ( unita alla controrotazione all'interno dello scarpone del piede in modo da spingere lo sci a curvare)... lo sciatore non è armonioso ma è solo un "caricatore di sci esterno"...

Anche caricando solo lo sci esterno le curve si fanno... però è un tipo di deformazione dell'attrezzo poco efficace...

A parole è difficile da spiegare
 
La mia opinione è che l'interno aiuti nello stringere la traiettoria di curva con l'aumentare della separazione verticale delle gambe.

Secondo me stai esprimendo un concetto giusto ma ne trai una conseguenza sbagliata. Provo a chiarirmi. Concordo che l'inclinazione dello sci interno (sarebbe più corretto dire della tibia interna) aiuti a stringere la traiettoria e conseguentemente a percorrere curve con raggio minore, però questo non è conseguenza dell'aumentare della separazione delle gambe quanto piuttosto è conseguenza del fatto che inclinare la tibia interna contribuisce a raggiungere maggiori inclinazioni con entrambi gli sci che, se correttamente deformati, consentono di percorrere curve a raggio minore.

Il distanziamento tra i due arti non facilita questo fattore , anzi lo ostacola. Mi viene difficile immaginare che biomeccanicamente sia possibile realizzare un parallelismo delle tibie se la larghezza dei piedi è superiore a quella delle anche. Pensaci su e vedrai che anche solo geometricamente non funziona.

I piedi per contro devono essere mantenuti più o meno alla stessa larghezza delle anche e inclinare l'interno aiuta ad inclinare in modo più solido e stabile l'esterno creando quella "sponda" che diversamente non si riuscirebbe a creare.
 
Secondo me la sciata moderna è incentrata proprio sulla gamba interna alla curva...

Se la gamba interna non dà "l'input" andando verso l'interno-curva ( unita alla controrotazione all'interno dello scarpone del piede in modo da spingere lo sci a curvare)... lo sciatore non è armonioso ma è solo un "caricatore di sci esterno"...

Anche caricando solo lo sci esterno le curve si fanno... però è un tipo di deformazione dell'attrezzo poco efficace...

A parole è difficile da spiegare

Concordo con quello che dici e penso che oramai sia un concetto universalmente accettato. L'input alla nuova curva deve partire dall'interno.

Se hai solo l'esterno carico purtroppo si vede subito, le tracce non mentono e l'interno immediatamente si apre di punta e la spatola non morde ma spalma.

Però vorrei intervenire sulla controrotazione del piede interno (altro concetto fondamentale per una sciata efficace).

Non credo che giochi un ruolo fondamentale nello "spingere lo sci a curvare" quanto piuttosto ad incidere maggiormente e sopratutto a mantenere i piedi quanto più possibile allineati. (compatibilmente con la biomeccanica degli arti)

Devi contemporaneamente tirarti sotto il piede interno e cercare di estendere e portare avanti l'arto esterno.
 
Il fatto che per te sia giusto allargare le gambe non significa che sia giusto tenere le gambe larghe in senso assoluto. Magari la tua tendenza è di tenerle troppo strette, percui imponendoti di tenerle "larghe" raggiungi in realtà la larghezza corretta (che è poi la larghezza del bacino). O magari ancora l'obiettivo del tuo maestro era quello di farti ottenere una buona separazione verticale e quindi ti ha fatto concentrare su un allargamento fittizio che però serviva allo scopo.
Tutto questo per dire come sia facile creare incomprensioni se si generalizza un'indicazione personale e mirata per un determinato sciatore :)


Il concetto su cui concentrarsi non è "quanto sono larghi i piedi" bensì "quanto sono parallele le tibie?
Si può pure sciare con i piedi piuttosto vicini, e ci sono ampi esempi in merito nei filmati della Jam Session ma è il parallelismo delle tibie che fa la differenza.

Poi su questo ci sarebbe da discutere all'infinito perchè conosco persone che hanno un valgismo naturale delle ginocchia per le quali realizzare il parallelismo diventa assai difficile mentre per chi ha il ginocchio "varo" realizzare il parallelismo delle tibie è molto più semplice.
 
Secondo me stai esprimendo un concetto giusto ma ne trai una conseguenza sbagliata. Provo a chiarirmi. Concordo che l'inclinazione dello sci interno (sarebbe più corretto dire della tibia interna) aiuti a stringere la traiettoria e conseguentemente a percorrere curve con raggio minore, però questo non è conseguenza dell'aumentare della separazione delle gambe quanto piuttosto è conseguenza del fatto che inclinare la tibia interna contribuisce a raggiungere maggiori inclinazioni con entrambi gli sci che, se correttamente deformati, consentono di percorrere curve a raggio minore.

Il distanziamento tra i due arti non facilita questo fattore , anzi lo ostacola. Mi viene difficile immaginare che biomeccanicamente sia possibile realizzare un parallelismo delle tibie se la larghezza dei piedi è superiore a quella delle anche. Pensaci su e vedrai che anche solo geometricamente non funziona.

I piedi per contro devono essere mantenuti più o meno alla stessa larghezza delle anche e inclinare l'interno aiuta ad inclinare in modo più solido e stabile l'esterno creando quella "sponda" che diversamente non si riuscirebbe a creare.

Attenzione, ho parlato di separazione verticale, mai di allargare i piedi orizzontalmente. Grazie alla separazione verticale acquisisci maggiore inclinazione, e da lì tutto il resto di cui correttamente parli. Piegare correttamente la gamba interna aiuta ad acquisire quell'inclinazione della tibia di cui parli.
 
Il concetto su cui concentrarsi non è "quanto sono larghi i piedi" [...]

Non bisognerebbe concetrarsi sulla larghezza dei piedi in quanto dovrebbe essere quella naturale.
Detto ciò, con il mio intervento spiegavo all'utente a cui rispondevo che non bisogna generalizzare indicazioni personali che, in quanto tali, sono mirate a correggere un determinato problema di un determinato sciatore. Quindi spiegavo che un'indicazione "allarga i piedi" del suo maestro non significhi automaticamente "è giusto che tutti sciino a sci larghi",ma solo che lui, in quel momento, aveva probabilmente un piano di appoggio troppo stretto. Tutto qui.
 
Ho visto il bellissimo filmato della jam (intitolato "interno leader" mi pare), e anche una demo di Baldaxi, e da qualche uscita in qua cerco di metterne in pratica gli insegnamenti, in particolare la controrotazione del piede, perché la divaricazione del femore e del ginocchio già li avevo assimilati da tempo.

Ragazzi, però, che fatica! Io i risultati non li vedo o non li so apprezzare. Mi sa che dovrò riprendermi un maestro, perché la controrotazione non mi viene affatto naturale, mi induce anzi un indolenzimento sull'esterno del piede (hanno appena smesso di farmi male gli scarponi, e questa pratica mi fa tornare indietro nel tempo!).
 
Ho visto il bellissimo filmato della jam (intitolato "interno leader" mi pare), e anche una demo di Baldaxi, e da qualche uscita in qua cerco di metterne in pratica gli insegnamenti, in particolare la controrotazione del piede, perché la divaricazione del femore e del ginocchio già li avevo assimilati da tempo.

Ragazzi, però, che fatica! Io i risultati non li vedo o non li so apprezzare. Mi sa che dovrò riprendermi un maestro, perché la controrotazione non mi viene affatto naturale, mi induce anzi un indolenzimento sull'esterno del piede (hanno appena smesso di farmi male gli scarponi, e questa pratica mi fa tornare indietro nel tempo!).

Effettivamente la controrotazione del piede interno porta a un impegno di muscoli che non vengono utilizzati così fequentemente, e quindi la fatica si sente: però se funziona la differenza è abissale! Se l'interno non funziona bene lo senti proprio scappar via, mentre quando funziona resta ancorato al terreno!
 
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