Rinviato a giudizio perchè abbandona il suo compagno che muore...

dao

New member
Segnalato dal mio amico con cui vado sempre a fare skialp su FB

Alpinista lasciò morire amico,per gip è omicidio - Cronaca - Tgcom24

Cosa ne pensate ?

E' una cosa che accadde l'anno scorso... io il giorno dopo ero su e c'era un aria veramente molto brutta...
L'articolo postato è sicuramente carente per molti particolari che, a persone abituate ad avere a che fare con la montagna interesserebbero molto.

Dove finisce il diritto di salvaguardare la propria incolumità ed inizia il dovere di pensare a quella di chi sta salendo con te in condizioni molto critiche ?
 
Segnalato dal mio amico con cui vado sempre a fare skialp su FB

Alpinista lasciò morire amico,per gip è omicidio - Cronaca - Tgcom24

Cosa ne pensate ?

In primis bisogna essere precisi: già tgcom è una fonte scadente, se poi ne travisi pure il contenuto non si va da nessuna parte.

Il tizio è stato RINVIATO A GIUDIZIO. Si è quindi stabilito che vi sono prove sufficienti a che si debba svolgere un processo, null'altro.
Sul punto la questione sembra essere delicata, vista la questione delle telefonate.
Ricordo però che la montagna, come già Compagnoni e Lacedelli con Bonatti dimostrarono, non tramanda vicende di solo eroismo.
 

.

In primis bisogna essere precisi: già tgcom è una fonte scadente, se poi ne travisi pure il contenuto non si va da nessuna parte.

Il tizio è stato RINVIATO A GIUDIZIO. Si è quindi stabilito che vi sono prove sufficienti a che si debba svolgere un processo, null'altro.
Sul punto la questione sembra essere delicata, vista la questione delle telefonate.
Ricordo però che la montagna, come già Compagnoni e Lacedelli con Bonatti dimostrarono, non tramanda vicende di solo eroismo.

Scusami ho sbagliato...

ho postato e stavo facendo altro...
 
sai che mi insegna questo fatto?

che indipendentemente da come è andata, non bisogna completamente affidarsi a chi è più esperto ma mantenere una propria efficienza di pensiero e giudizio tali da sapersi tirare fuori dai casini.

Se non sono esperta preferirei evitare uscite con meteo avverso, in più questo signore esperto non lo era a tal punto da portarsi un inesperto appresso!

Tante sopravvalutazioni e sottovalutazioni hanno agito a sfavore.

Sono ambedue responsabili
 
Io ho una mia idea.
Che quattro presuntuosi seduti in una stanza calda pensino che uno in una tormanta di neve sia come nel salotto di casa, bello lucido e tranquillo, e possoa dire no ma dai ci penso, vado no aspetto, mentre cerchiamo ci facciamo una chiacchierata...
Io non conosco i minimi dettagli ma le telefonate cosa sono? Di uno disperato che ha perso l'amico e CREDE che questo lo abbia abbandonato? E queste sono le prove, chiaramente indirette perchè sono riportate da terzi, oltretutto interessati dato che sono i parenti del deceduto?
Boh, io ho letto Aria Sottile ma anhce il libro risposta di Bukhreev (spero si scriva cosi') e ho visto che nelle situazioni estreme della montagna la percezione e il ragionamento sono cose molto ardue e spesso portano a incolpevoli versioni opposte, non è come lorsignori credono la ricostruzione di un incidente in motorino al semaforo in centro.
Cioè uno sale in cima al Gran Sasso col maltempo ed è un povero inesperto? Mah
 
secondo me li c'è scritto che un giudice ha deciso che quello che è successo quel giorno vada indagato, nessuno è ancora stato giudicato ne tanto meno condannato.
darà fastidio al superstite e hai suoi famigliari (più alcuni forumendoli) ma ne saranno contenti i famigliari della vittima.
 
Io ho una mia idea.
Che quattro presuntuosi seduti in una stanza calda pensino che uno in una tormanta di neve sia come nel salotto di casa, bello lucido e tranquillo, e possoa dire no ma dai ci penso, vado no aspetto, mentre cerchiamo ci facciamo una chiacchierata...
Io non conosco i minimi dettagli ma le telefonate cosa sono? Di uno disperato che ha perso l'amico e CREDE che questo lo abbia abbandonato? E queste sono le prove, chiaramente indirette perchè sono riportate da terzi, oltretutto interessati dato che sono i parenti del deceduto?
Boh, io ho letto Aria Sottile ma anhce il libro risposta di Bukhreev (spero si scriva cosi') e ho visto che nelle situazioni estreme della montagna la percezione e il ragionamento sono cose molto ardue e spesso portano a incolpevoli versioni opposte, non è come lorsignori credono la ricostruzione di un incidente in motorino al semaforo in centro.
Cioè uno sale in cima al Gran Sasso col maltempo ed è un povero inesperto? Mah

tizio e caio vanno a fare una gita in un prato in una bella giornata di sole,tizio torna a casa mentre caio ci lascia le penne.
Se permetti voglio sapere vita, morte e miracoli di tutto ciò che è accaduto.
non ci sono cacchi !!
 
ci può stare.

Poi aggiungiamo che quando vai in montagna con un altro è PIU' che un rapporto di amicizia.

Etica della cordata.
 
il rinvio a giudizio è normale qualora dopo aver ascoltato i testimoni, in questo caso il sopravissuto non abbia soddisfatto la ricerca di informazioni per fare chiarezza riguardo all'accaduto.

posso però dire che sopra i 6000 metri dove sono stato alcune volte (pochissime) vige una legge tutta particolare: ognuno ha la sua. ovvero se vuoi fermarti ad aiutare uno (amico o non amico) che sta male lo fai altrimenti, se dopo aver dato l'allarme (sempre che sia possibile) ti allontani e ti salvi la pelle, nessuno dira mai nulla contro di te. partiamo dal presupposto che per legge fisica, sopra i 6000 metri sei già in una situazione molto pericolosa anceh se non sei ancora nella zona della morte.

in questo caso ovviamente non ci si avvicina nemmeno ai 6000 metri ma in caso di tempesta o bufera e in condizioni di pericolo estremo, spesso l'uomo tende a perdere il controllo o a bloccarsi del tutto. la gente fa le cose più assurde in caso di pericolo estremo in città, figuriamoci in alta quota in mezzo ad una bufera.
 
QUESTA LA DICHIARAZIONE DELL'INDAGATO
Domenica mattina ho incontrato Massimiliano intorno alle ore 8.10 a Fonte Cerreto e abbiamo preso la funivia delle 8.40. Siamo arrivati a Campo Imperatore e abbiamo iniziato la camminata per raggiungere il Corno Grande. Alla Sella di Monte Aquila abbiamo messo le pelli foca sotto gli sci per camminare sulla neve, poi siamo andati verso il Sassone. Durante questo percorso Massimiliano non aveva un passo velocissimo, ma sembrava tranquillo. Gli ho chiesto più volte come si sentisse e mi ha risposto che non aveva problemi. Dal Sassone all’attacco della via direttissima che porta sulla vetta del Corno Grande bisogna togliere gli sci e proseguire a piedi. Ho visto Massimiliano affaticato e, preoccupato, gli ho detto di fermarsi in caso di crampi. Egli mi ha rassicurato che si sentiva solo le gambe stanche. Lungo quel percorso gli ho fatto quella domanda ogni 5 minuti. All’attacco della direttissima abbiamo mangiato, poi mi ha detto che non voleva salire ulteriormente. Abbiamo quindi preso appuntamento al Sassone: io sarei salito, mentre lui sarebbe tornato giù. Quando mi sono girato però stava mettendo i ramponi: aveva cambiato idea. Un rampone gliel’ho agganciato io, continuando a ribadirgli che se avesse avuto i crampi si sarebbe dovuto fermare. Siamo poi partiti alla volta del Corno Grande sul Gran Sasso intorno alle ore 11.30 e abbiamo continuato per la prima mezz’ora a distanza di 10 metri l’uno dall’altro, senza mai perderci. Io avanti e lui dietro. Quando la salita si fa più ripida bisogna imboccare un canale stretto. Sono andato avanti e ho visto che dall’alto cadevano ghiaccioli pericolosi. Mi sono preoccupato, ho detto a Massimiliano di mettersi il casco, allacciarlo e aspettare. L’ho distanziato e ho urlato di fermarsi e andare indietro fino al Sassone. Non lo vedevo ma lo sentivo, mi è sembrato che avesse capito anche perché erano cose che avevamo pattuito prima della salita. Non potevo tornare indietro, altrimenti avrei rischiato di fargli cadere addosso dei blocchi di ghiaccio. Ho pensato di andare in vetta e con gli sci di raggiungere poi il Sassone dove mi doveva aspettare Max. Arrivato sul Corno Grande ho visto che dalla parte di Teramo era sereno, mentre sul versante aquilano c’era nebbia. Se fossi stato da solo sarei passato dalla parte di Teramo per arrivare con facilità al rifugio Franchetti. Ma poiché avevo appuntamento con lui ho preso il canale Bissolati, ho sciato dentro una slavina fino alla fine, per evitare crolli di neve. Arrivato alla fine del canale sono andato verso il Sassone per rincontrare Max, ma la visibilità era pari allo zero e lui non c’era. Sono sceso più in basso all’attacco del canale che porta a rifugio Garibaldi. Ho aspettato che il telefono prendesse e ho chiamato in primis il 118 nella piena bufera e ho spiegato tutto. Poi ho sentito Max e gli ho chiesto dove stava, mi ha risposto che aveva raggiunto il Corno Grande. Abbiamo discusso, evidentemente non c’eravamo capiti. Gli ho detto di non muoversi e aspettare i soccorsi. Ho raggiunto il rifugio Garibaldi, ma da un lato era chiuso con un lucchetto, alla finestra c’era la grata, ho scavato la porta principale sommersa di neve, ma anche questa era inaccessibile. Ho quindi formato una buca davanti alla porta del rifugio dove mettermi ad aspettare. Lì il telefono non prendeva e per dare notizie dovevo fare un tragitto di mezz’ora di cammino nella bufera. Ogni ora sentivo i soccorsi che mi dicevano di non perdere la posizione. Tornavo giù nella buca che la neve aveva puntualmente ricoperto e mi muovevo in continuazione per cercare di non congelare. Alla seconda telefonata con i soccorsi mi hanno detto che sarebbero arrivati entro un paio d’ore. Successivamente mi hanno riferito che erano bloccati da una bufera. Ho pensato che in quelle condizioni non avrei potuto superare la notte. Si erano fatte le 20.30 circa. Ero là dalle 14, ma non arrivava nessuno. Volevo aspettare Massimiliano che con gli sci sarebbe dovuto passare necessariamente su quella strada. Quando è sceso il buio mi sono sentito perso, ho pensato che non ce l’avrei fatta. Ho visto il chiarore della luna nella bufera e ho deciso di risalire al rifugio Duca degli Abruzzi, dove sono arrivato alle 22.30 circa. A quell’ora ho visto da lontano le torce degli uomini della Guardia di finanza che mi stavano cercando. Appena arrivato al rifugio, ho comunicato la mia posizione, ho preparato un tè e assunto dello zucchero. Dopo una mezz’ora mi hanno raggiunto i militari della Guardia di finanza, e solo più tardi il medico del Soccorso alpino.

fonte: un attimo che ve la trovo :D
trovata
Paolo Scimia agli inquirenti: Non ho mai lasciato solo Massimiliano! : MatteoGrimaldi.com
 
Top