La politica delle federazioni

aleanco

New member
In un topic diverso era partita una discussione che credo interessante.
Riporto alcuni brani della problematica aspettandomi, come al solito, ulteriori contributi da voi.

Fassa aveva iniziano a scrivere:

qui si apre un discorso a parte, fatto di politica più che di sport.

le federazioni, di qualsiasi natura esse siano, sono composte per definizione da una percentuale elevatissima di muffa, che ha sostanzialmente due particolarità: si insedia in tempi preistorici ed è quasi impossibile rimuoverla; possiede un elevata capacità persuasiva di modo che abbia sempre e comunque la maggioranza.

premetto che parlo con cognizione di causa poichè faccio parte di un movimento "parallelo" allo skicross: il carving. parallelo perchè purtroppo, nonostante la passione e l'oggettiva validità del "prodotto", non vedrà mai la luce che gli compete.

le federazioni sono stantìe, specialmente dopo aver incassato una legnata tra i denti con l'avvento dello snowboard (legnata ovviamente non a livello commerciale ma a livello di "affermazione interna di una disciplina venuta dall'esterno"). i vari "muffa" non vogliono quindi calare ulteriormente le braghe di fronte a fenomeni agonistici e amatoriali che potrebbero diventare estremamente comuni e/o attrattivi. in questo circolo vizioso poi rientrano anche i media, già poco interessati al pianeta neve, che storcono il naso di fronte alle novità per tenersi buoni quei pochi sponsor che decidono di rimanere nell'ambiente e che quindi pretendono un minimo di visibilità.

purtroppo temo (anzi, ne sono certo) di essere finito OT, per cui mi scuso per aver gettato il sasso, però fino a quando siamo in mano ad organi che, pressati dalle aziende, cambiano ad hoc i regolamenti per smuovere un pò il mercato non si può pensare che le novità vengano accettate di buon grado, specialmente se promosse dall'esterno e da un ambiente giovanile.

personalissima opinione limitata allo sci alpino, campo che mi compete: faremo la fine del tennis.


Successivamente:

uhm....non mi sento di spezzare una lancia in favore del ca£cio, ma a me sembra che la proporzione tra ca£cio e altri sport sia la medesima, in una visione micro e interna al pianeta neve, che corre tra sci alpino e altri sport invernali.
e non mi sembra improbabile anche un parallelismo sul business mosso dal ca***o in confronto agli altri sport versus quello che muove lo sci nel mondo neve.
in pratica stiamo dicendo che la triglia mangia il krill e lo squalo mangia la triglia.
probabilmente siamo solo in presenza della vecchia massima "business is business" con tutti i suoi pregi e difetti, difetti che magari esaltiamo visto il nostro coinvolgimento amatoriale o professionale nella situazione.
ciò non vieta però di esprimere perplessità più o meno fondate (meglio sei "più").

tornando abomba...la ragione che mi porta a vedere lo sci alpino come un pò il tiranno del pianeta neve? oltre a evidenti dati economici (comunque traviati da certe "imposizioni" di mktg e turismo) è palese che la muffa ha una linearità di pensiero, poi la esercita in relazione alla sedia sulla quale poggia le natiche.


Una mia prima considerazione:

Sono in accordo con te.
Fermo restando che non bazzico la federazione, né conosco politici che lavorano in essa, anche io sono talvolta sdegnato dalla presenza massiccia in tv o nei giornali di alcuni sports rispetto ad altri (odio le amichevoli che impegnano le serate in tv).
Purtroppo, già te hai dato la spiegazione, business is business e sponsor premono in quel senso.
Lo sci alpino è senz'altro il leit-motiv del pianeta neve ma una disciplina serve anche a trainare altre discipline meno conosciute e/o frequentate


Risposta di Fassa:

ma...le traina o le reprime?
per numeri (praticanti, giro economico agonistico e turistico, industrie materiali e impiantistiche) è ovvio che sia il sole a cui ruotano attorno gli altri pianeti.
ma a casa mia gli altri pianeti girano, appunto, non vengono triturati.

a parte il fenomeno snowboard e il fondo che si salva solo grazie all'enorme orgoglio e bravura dei nostri atleti, gli altri sport invernali sono totalmente ko:

-carving e skicross (per rimanere nell'ambito agonistico con sci ai piedi) vanno alla deriva o comunque si mantengono in una situazione latente dove nulla si crea e nulla si distrugge.

-il biathlon alcuni si ricordano che esiste ogni 4 anni (andate a chiedere a un tedesco cos'è questa disciplina: è osannata in germania)

-pattinaggio su ghiaccio : ogni 4 anni, plz.

-slittino/bob: una volta eravamo dei razzi, ai tempi del monti, adesso c'è zoeggeler che tiene in piedi la baracca, ma anche di lui si perdono le tracce non appena finiscono le rassegne olimpiche. sopravvive qualche trafiletto sul sito fisi giusto perchè è un vincente doc.

-sci alpinismo: 4 trafiletti sul sito fisi quando c'è qualche manifestazione tipo il mezzalama.

-salti dal trampolino/combinata nordica: con 4 soldi stanno cercando di allevare un "vivaio", ma nessuno se li fila

-freestyle tipo gobbe etc(specifico perchè non ho ancora capito la ragione per cui lo skicross è freestyle): stessa roba, qualche trafiletto raramente, con la differenza che non celebrano niente perchè non siamo competitivi.

-freeride: è il nuovo maxicono algida.

il vero problema è che ai capoccia VA BENE COSI'. salvo poi lamentarsi col pesce grosso che li mangia.
 
Voglio fare un poco il polemico (non me ne volete) o come suol dirsi fare "l'avvocato del diavolo"

1) è stato detto che nelle federazioni sono presenti dinosauri ammuffiti.
Sicuramente la maggioranza lo sono ma se sono arrivati a quei livelli una ragione ci deve pur essere; non voglio pensare che siano arrivati per bustarelle, ma hanno le loro qualità e le loro decisioni influenzano la direzione nella quale la federazione sportiva si indirizza.

2) gli sponsor e i mass-media vanno nella direzione in cui il business è promettente, ovvero in quei sports invernali che catturano maggiore attrazione turistica. Il biathlon nasce come disciplina militare ed ogni nazione ha le sue attrattive. Il pakistan impazza per l'hockey, agli inglesi non togliere il cricket, negli usa il football ha un mercato economico nemmeno paragonabile al calcio in italia....

3) è vero che nel pianeta neve alcune discipline sono al margine ma questo vale in tutte le federazioni che investono le loro finanze nelle discipline più seguite.

4) non è vero che ai capoccia va bene così: hanno pochi soldi e come tale devono concentrare i loro sforzi verso quello che reputano più consono; le nuove discipline che stanno nascendo, grazie sopratutto ai giovani, devono maturare prima di essere considerate come tali
 
Fino a che le federazioni (tutte, non solo la FISI) sono foraggiate dal CONI non hanno stimoli a fare bene. Se dovessero trovarsi i soldi da sole allora dovrebbero pensare, darsi da fare e anche venire fuori con idee nuove.

E' il vecchio modello (ognuno decida se giusto o sbagliato) dello stato assistenzialista per cui i soldi vengono sempre dati alla fine e gli unici a perdere sono quelli che non hanno lo scranno in federazione. Per forza diventano "muffe": conviene. Se dessero spazio ad altre forme di sci, rischierebbero di alterare le ragnatele di potere attuale e a rimetterci sarebbero quasi sicuramente coloro che attualmente stanno davanti e questo non gli conviene. Quindi c'e' una logica dietro la situazione attuale, perversa magari, ma e' una logica.

Gli sponsor, almeno nello sci, vanno a nozze con la federazione. Infatti, se tu prendi in mano una rivista di sci (non solo italiana) vedrai che quando fanno la recensione dei prodotti non esiste mai uno sci "pessimo", mal che vada "non e' buono come altri". Sappiamo benissimo che se una rivista osasse criticare piu' di un minimo (necessario per dare una parvenza di verita' alla cosa) una marca, rischierebbe di perdere gli introiti pubbicitari di quella marca specifica. Quindi anche tra tra gli sponsor vi e' la stessa filosofia che vige in federazione, cioe': "abbiamo una situazione favorevole; manteniamola". Perche' una marca che ha raggiunto una notevole notorieta' attraverso una forma di sci, vorrebbe rischiare di trovarsi degli incomodi se si desse spazio ad altre forme di sci? Se la marca X vince la CdM di sci alpino, vende piu' prodotti, ma se la TV desse spazio alla skicross o al free-ride rischierebbe di vedere la sua vittoria diminuita in quanto, vittoria o meno, un gruppo di consumatori sarebbe piu' interessato a forme di sci alternativo...

Quindi sponsor e federazione si danno la mano, o addirittura il braccio e vanno avanti a testa bassa: sovvenzioni CONI, tieni fuori i nuovi arrivati, fai i regolamenti che servono, usa le scuole di sci per favorire certi sciatori rispetto ad altri, ecc.. ecc...

Un altro commento: gli sport americani. Le leghe professionistiche sono dittature. In Italia abbiamo le federazioni per cui si da' ad ogni citta' il diritto di avere una squadra di calcio, anzi ad ogni comune. Poi sappiamo che la probabilita' di certe squadre di vincere lo scudetto sono dello 0.000x% cioe' la probabilita' di un miracolo. E il calcio, pure lui, si trova immerso in problemi extra sportivi... Le leghe professionistiche americane decidono che ci sono 32 squadre professionistiche, le citta' se le contendono dando incentivi, fornendo garanzie sugli stadi, ecc.. e il talento esistente viene distribuito tra quelle squadre e non disperso tra un milione di squadrette e 5-6 grosse. Nessuno impedisce di creare delle federazioni alternative (e ci hanno provato), pero' e' difficile cambiare lo status quo, anche se non impossibile. In Italia anche lo sport professionistico alla fin fine e' regolato dai politici che danno soldi ad una federazione, la FIGC, attraverso il CONI. Prova a creare un campionato alternativo, vedrai quando ci metterebbero a deriderti o a farti fuori.

Secondo me il CONI deve sparire e prima sparisce prima si eliminano le vecchie "muffe". Il CONI ha rovinato lo sport in Italia anche se ha tenuto in vita gli sport minori. Ma, se tali sport minori, avessero dovuto darsi da fare, chissa', forse sarebbero meno minori di quanto non si direbbe dal vederli una volta ogni 4 anni alle Olimpiadi, altro esempio di potere politico+soldi+corruzione.
 
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