DIVENTARE MAESTRI DI SCI INTERNAZIONALI

SNOWSPORTS ACADEMY SAN MARINO

Buongiorno a tutti gli appassionati di sci, utenti del portale skiforum.it
E' nostro desiderio portare a conoscenza che è nata S.A.S. - Snowsports Academy San Marino, nuova realtà internazionale specializzata nella formazione di professionisti dell'insegnamento di sport invernali.

La nostra accademia nasce sotto l'egida e l’alto patrocinio della Federazione Sammarinese Sport Invernali; il nostro obiettivo è di formare professionisti dell'insegnamento attraverso un percorso formativo completo ed altamente qualificato: alla conclusione dei percorsi formativi previsti gli allievi che avranno superato con esito positivo tutti gli step valutativi previsti, conseguiranno la qualifica di “SKI INSTRUCTOR” attraverso il rilascio, da parte della stessa Federazione, dell’attestato di competenza professionale che certificherà il titolo ottenuto. I corsi di formazione si svolgeranno con una metodica “full immersion” e saranno suddivisi in tre distinti percorsi, sequenziali tra di loro.
La qualifica prevede tre distinti livelli ottenibili:
- il I° grado ottenibile a conclusione del precorso formativo d’ingresso (Entry Level)
- il II° grado ottenibile a conclusione del precorso formativo d’approfondimento (Standard Level)
- il III° grado ottenibile a conclusione del percorso formativo di specializzazione (Top Level).

Il grado più elevato di formazione (III°) risponde in maniera compiuta agli standard previsti da ISIA (International Ski Instructor Association), presso la quale S.A.S. ha già presentato formale richiesta di adesione, richiesta che è stata positivamente accolta ponendo San Marino tra gli stati in “osservazione”.

L'ammissione ai corsi di formazione avviene dopo la partecipazione ad appositi test psico-fisio attitudinali che hanno ovviamente lo scopo di verificare l'idoneità tecnica e psicologica del candidato a partecipare ai percorsi di formazione.
I test d’ammissione sono aperti a cittadini di ogni nazionalità che abbiano compiuto il 18° anno d’età e si svolgono in lingua Italiana o inglese a seconda della nazionalità degli stessi.
Per l’anno in corso (2006) è prevista una sessione di test d’ammissione che si svolgerà al Passo del Tonale a partire dal 5/11/2006.
I test d'ammissione si sostengono in sedute di due giorni: ogni seduta di test è riservata ad un numero massimo di 35 partecipanti.
In funzione al numero di iscritti ai test d’ammissione della sessione unica 2006, SAS organizzerà più sedute di test.
Le prove oggetto del test di ammissione prevedono: slalom gigante cronometrato, effettuazione di tre discese in funzione di tre diversi archi di curva (ampio, medio, corto), effettuazione di discesa con interpretazione libera. Tutte le prove saranno videoriprese e saranno analizzate dalla commissione assieme al candidato, in modo da consentire una razionale valutazione dei personali punti di forza e delle aree di miglioramento.
I candidati dovranno inoltre sostenere un colloquio “a sala aperta” ed uno individuale, allo scopo di consentire alla commissione di valutare le loro reali capacità comunicative e soprattutto le motivazioni che spingono il candidato ad orientare la propria professione verso l’insegnamento ed il coordinamento turistico/sportivo.

Dal 22 agosto 2006 la segreteria SAS è a completa disposizione, in orario d’ufficio
(8.30 – 13.00 e 14.00 – 17.30), attraverso il numero verde 800-346.378 oppure via mail alla casella
info@sas-academy.sm
Dal 4 settembre saranno disponibili sul sito www.sas-academy.sm tutte le informazioni e la modulistica necessarie ad iscriversi alla nostra accademia.

SAS - Snowsports Academy San Marino
Ufficio Comunicazione e marketing
Via Consiglio dei Sessanta, 99
47891 DOGANA (RSM)

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www.sas-academy.sm
 
Ci potrebbe fare un esempio della capacità media di uno sciatore in grado di passare il test di selezione?

Una persona che scia bene in campo libero su neve non troppo dura e che non ha mai fatto gare necessariamente non supererà il test poichè vi è inizialmente una gara cronometrata.

E perchè si da ancora così tanta importanza alle prestazioni "garaiole" del maestro e non si privilegiano fattori estremamenti importanti quali l'attitudine all'insegnamento, cordialità, capacità di comunicare?

Una persona brava a sciare, cioè, che compie il gesto atletico molto bene, che è molto comunicativo, che sa insegnare bene, se non riesce a fare il buon tempo nelle gare viene tagliato fuori...
Mi pare una cosa poco sensata.

Bisognerebbe dividere la categoria del maestro in maestro per i turisti e maestro per chi vuole fare paletti.

Grazie per la segnalazione! :GR
Sono sicuro che la cosa interessa a molti.
 
Personalmente mi interesserebbe molto!!!Però più che per la parte di insegnamento per la parte di coordinamento turistico sportivo. Si possono avere maggiori informazioni? Per iniziare quelle richieste da Fabio sono più che soddisfacenti, anche perchè non entro in un tracciato da gara da più o meno dieci anni... e quindi non ho più molta dimistichezza con il settore, però medio raggio, corto e ampio, superconduzione, conduzione e sciata libera (neve fresca prevalentemente) sono abbastanza "il mio pane".

Ancora una cosa: il corso è riconosciuto dalla Fisi, e dall'AMSCI? SI può insegnare in Italia con quel brevetto o non ha validità in Italia?
 
Ed altra domanda: una volta passati i test di ammissioni i corsi si possono seguire avendo anche altre attività nella vità (leggi: lavoro) oppure sono così intensi che necessariamente bisogna prendersi xxx mesi di ferie? O bisogna per forza abbandonare le attività che si stanno facendo?
 
Quello è il meno fabio... alla fine dove puoi insegnare?????
Già solo la scuola inglese (vedoi un amico) non da tutta questa libertà...


Ps.. il sito nn funge
 

.

Fabio ha detto:
E perchè si da ancora così tanta importanza alle prestazioni "garaiole" del maestro e non si privilegiano fattori estremamenti importanti quali l'attitudine all'insegnamento, cordialità, capacità di comunicare?


qui provo a risponderti io:
spesso e volentieri in italia (e sottolineo IN ITALIA) si sostiene (a ragione/torto, non sono qui per sindacarlo, ma sostengo che il criterio non sia del tutto sbagliato a parer mio) che il garista abbia un "piede" migliore di persone che non fanno gare. traduco: in tecnica libera è più facile fare grosse correzioni ad un garista piuttosto che minori correzioni ad un non agonista.
 
Grazie per le risposte.

Secondo me ci sono due categorie nettamente diverse di maestri, o meglio servirebbero due categorie di maestri nettamente diverse:
- quella che insegna ai bambini, ai turisti, alle mogliettine, a chi vuole fare fuorpista semplici;
- quella di chi fa i paletti e le gare di sci alpino classiche;

Per le due categorie servono capacità nettamente diverse.

MAESTRO AMICO
Nella prima categoria ci vedo la maestrina o il maestrino gracile e gentile, che porta a spasso i bambini o che porta pazienza infinita con le mogliettine. Una persona che prima di tutto rende bello l'imparare a sciare e poi insegna a sciare. Una specie di amico che ti fa scoprire questo sport.

MAESTRO BELVA
Nella seconda categoria ci vedo un maestro gigante con la faccia cattiva e con la voce grossa. Di quelli che se non metti la spalla all'altezza che ti dice lui a fine allenamento ti picchia. Uno che solo guardandoti fare tre curve capisce già cosa sbagli e perchè. Uno che non bada ad alzare la voce. Lui è li solo per farti perdere 40 centesimi in quel tracciato.

Parafrasando le retoriche che ho usato spero di essermi spiegato.
Un bambino o un turista necessitano di un maestro ben diverso da un agonista malato di gare.

Quindi:
la selezione e la preparazione di un maestro dovrebbe essere differenziata.
Questa è una mia opinione.
 
Fabio ha detto:
Secondo me ci sono due categorie nettamente diverse di maestri...
Per le due categorie servono capacità nettamente diverse.

Infatti esistono due categorie: maestro di sci e istruttore di sci. Sono due figure professionalmente diverse e credo anche riconosciute diversamente secondo AMSI, CAI e FISI
 
Di fatti!
Se io doverssi mai diventare maestro di sci non mi interesserebbe insegnare ai gareur o comunque ai clienti con ambizioni tali.
Io vorrei fare più che altro l'accompagnatore di coloro che vogliono scoprire la montagna e lo sci, portare i bambini e i meno esperti a scoprire i fuoripista, magari qualche animale del bosco, e insegnare a loro a fare le prime vere tracce in neve profonda!
 
Ognuno di noi ha la sua opinione. Non esiste dubbio, e non sono il solo a dirlo, che la prova di gigante viene fatta per favorire chi ha un passato agonistico. Tuttavia, anche se sono d'accordo con le obiezioni sollevate da diversi di voi, vorrei dire che alla fine della giornata il vero arbitro e' il cliente. Se il cliente andasse dal direttore della scuola di sci e si lamentasse che non e' stato assolutamente contento della lezione avuta dal maestro X o Y e se questo venisse fatto da molti clienti, sono sicuro che la scuola ne terrebbe conto e proverebbe a correggere il tiro.

Se non vi sono lamentele (io le sento fare dopo, quando tornano a casa in citta', ma allora e' troppo tardi e/o la sede sbagliata) ci sono due spiegazioni possibili secondo me:

- i maestri, anche con passato garista e capacita' didattica nulla o pressapoco nulla, soddisfano il cliente;
- i clienti sono dei beoti e questo non si puo' scartare perche' vi sono troppi scherzi in giro sul commenda con l'attrezzatura da milioni perche' non vi sia qualche fondamento di verita'...

In entrambi i casi non c'e' nessun bisogno di cambiare le cose.

Inoltre, un altro problema e' che le scuole hanno un monopolio in quanto non mi risulta che se uno vuole puo' aprire bottega e proporsi con una sua scuola di sci dove i maestri vengono magari selezionati usando criteri diversi. Praticamente lo stato o le regioni accordano dei privilegi a queste scuole cosiddette ufficiali e gli altri se la beccano nel deretano.

Le riviste inglesi sono abbastanza eloquenti sulle scuole di sci italiane. In generale le sconsigliano perche' dicono che in generale i maestri sono li piu' che altro per mettersi in mostra e vantarsi del loro passato agonistico. In troppi non parlano una seconda lingua e l'inglese in particolare lo macellano. Poi, pero', ad onor del vero, ammettono che vi sono dei posti dove le scuole sono ottime e i maestri molto bravi anche dal punto di vista didattico. Insomma non e' che sia tutto male.
Dei francesi invece si lamentano che i maestri sono per lo piu' dei maleducati e anche loro troppo altezzosi. NOn sono solo i nostri a prenderle sui denti quindi...

La verita' probabilmente sta' in mezzo...
 
Io ho sentito di tutto, dalle scuole che si lamentano che manca "personale" ed ogni anno si ripresenta la stessa situazione, a chi va a lezione esi loda per le cazzate che spara il maestro.
Il fatto è questo, spesso si parla della mancanza di maestri, allora perchè nn vincolare?
Spesso succede che il garistA maestro insegni per 2-3 stagioni (di media) poi si rompe le palle, si rende conto che è un lavoro, e smettono e vanno a fare altro.
Oppure sempre più spesso i neo maestri si infilano in sciclub e li rimangono fino a fine carriera.

Altra cosa, qui in nord italia le preselezioni sono sempre a fine stagione, e sempre più spesso con condizioni climatiche del cavolo, dalla pioggia alla neve alla pauta marcia e pericolosa. E guardacaso non si pensa mai di anticipare, oppure di dare più possibilità durante una stagione.
E' un terno al lotto, quel giorno devi arrivare e andare forte, devi spaccare.
Basta una cazzata e sei fuori.
In più ultimamente stanno organizzando le preselezioni negli stessi giorni, così da essere "fregati" e poter fare soltanto 1 esame l'anno. I non residenti pagano un botto e bastardate via dicendo.
Ormai non mi incazzo neanche più.
Vedo sempre più cadaveri sulle piste, sia per l'età sia per il "metodo di valutazione" dei nuovi corsi.
Ho sentito istruttori chiedere a dei miei amici come fare dei trick, come girare un 3 o un 5 o semplicemente girare in switch.SI perchè molti son rimasti a 10 anni fa. Adesso lo "sci largo e a 2punte" è uno scimmiottamento dello snowboard, di conseguenza peggio che 20 anni fa, tutti cannati, drogati e alcolizzati.
Meglio che mi fermo... non finirei più...

Ricordando che siamo in italia... a voi i commenti
 
a me piacerebbe fare l'istruttore come hobby e per pagarmi le vacanze sulla neve... Io penso di essere ad un buon livello di tecnica per poter insegnare a bambini , ragazzie e persone di medio livello che vogliono migliorare (certo prima di mettermi ad insegnare magari leggerei qualche libro di tecnica per facilitare la comunicazione ) . In Italia questo è impossibile . I maestri mi sembrano tutti di un livello molto molto alto (almeno sulle Dolomiti) , forse anche troppo alto rispetto al target dei clienti. Unico neo dei maestri che ho conosciuto la comunicazione. E' inutile essere così bravi e non saper "insegnare" . "Insegnare" per me significa trasmettere passione e far "innamorare" l'allievo.... I maestri italiani mediamente più che far innamorare l'allievo si fanno odiare :) ....

Facendo una ricerca ho visto che molte scuole di sci austriache cercano istruttori. Non cercano campioni. Cercano persone di medio-alto livello che diano semplici lezioni a turisti occasionali e soprattutto agli inglesi . Ho fatto richiesta e mi hanno detto che per prendermi devo fare prima un corso di una settimana o due . Ci sto seriamente pensando. Mi piacerebbe molto pagarmi qualche settimana nell'Alrberg od in qualche altra regione austriaca...

Ho poi visto un'altra cosa che mi interesserebbe :
Ci sono agenzie inglesi che organizzano vacanza tutto compreso sulle nevi italiane/svizzere e francesi. Cercano collaboratori. Tra questi cercano dei "ski manager" cioè persone che si occupino dei clienti a 360 gradi e cioè che portino in giro per le piste i cliente e che poi si occupino del loro divertimento dopo sci..... sarebbe il mio lavoro ideale!!!! Ho mandato il curriculum ma per ora nessuna risposta.....
 
aggiungo un'altra cosa :
In Italia la situazioni maestri di sci mi sembra che sia la stessa di quella di altre categorie professionali .... Si cerca di non liberalizzare la professione , di rimanere in pochi e bloccare l'accesso. In questo modo si offre un servizio inefficiente e soprattutto si blocca l'iniziativa e l'inventiva di molti giovani. E' giusto che chi abbia le capacità e sia superiore ad altri abbia un titolo che permetta di essere riconosciuto tale , ma è anche giusto che si lasci una qualche libertà all'iniziativa privata e che sia poi il mercato a scegliere.
 
ALO ha detto:
Ho sentito istruttori chiedere a dei miei amici come fare dei trick, come girare un 3 o un 5 o semplicemente girare in switch.SI perchè molti son rimasti a 10 anni fa. Adesso lo "sci largo e a 2punte" è uno scimmiottamento dello snowboard, di conseguenza peggio che 20 anni fa, tutti cannati, drogati e alcolizzati.
Meno malo che c'è ALO. Un passo avanti.

Facciamo un esempio. Io mi prendo gli sci con le doppie punte xbbx
voglio imparare a farmi la sciata in switch, il 180, il 360 e poi oltre.

I miei compagni di sciata, quando ci sono, vanno al massimo in pista. Fuoripista no, trcks... che è? Se beve?

Bene.
Vinco al superenalotto e dico:
"Ora vado alla scuola sci e mi prendo un maestro che me lo insegni"
Carichi una badilata di pezzi da 500 euro nel portafoglio, arrivo, che ne so, a Canazei, busso e dico:
"Buongiorno, sono Fabio, il portatore del mistero della Grande Q;
vorrei che mi assegnaste un maestro per questo giorno, vorrei imparare a sciare in switch, il 180 e magari il 360. Poi se sono portato vorrei provare qualche salterello al park"

Che risposte mi sento dare? Mi chiedono se lo switch è un nuovo liquore? Mi chiedono se il 180 ed il 360 sono dei nuovi moduli fiscali,

oppure mi dicono:
"Benissimo, chiamo subito un certo ALO il nostro miglior maestro per queste cose"

In definitiva: oramai in pista non si scia più tutti allo stesso modo e non più tutti sciano solo in pista. Ergo servono nuove professionalità per seguire tutti.
 
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