Scontro tra due sciatori a Bormio: un morto

Se non ricordo male qualche anno fa successe esattamente lo stesso,nello stesso posto e ,mi pare,anche sulla stessa pista.ad ogni modo,mi dispiace davvero.RIP
 
In questi casi penso sempre alle persone care che lascia...

e poi una considerazione. E' solo una mia impressione, è una maggiore attenzione data da parte della stampa, o gli scontri tra sciatori sono in preoccupante aumento sulle nostre piste?
E' possibile che oggi si tenda a sciare a velocità più elevata rispetto a una quindicina di anni fa?
 
In questi casi penso sempre alle persone care che lascia...

e poi una considerazione. E' solo una mia impressione, è una maggiore attenzione data da parte della stampa, o gli scontri tra sciatori sono in preoccupante aumento sulle nostre piste?
E' possibile che oggi si tenda a sciare a velocità più elevata rispetto a una quindicina di anni fa?

Lui era un quarantunenne di vicino Milano con 2 figli.
Che disgrazia... L'altro era un cinquantenne straniero e si e' rotto il femore nello scontro.
Brutta cosa. L'ho letto on-line sulla repubblica
 
Attendo di sapere di più sul fatto specifico, ma comincio a farmi un'idea abbastanza chiara sul perchè di questi incidenti....
 

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qualcuno sa in che punto preciso della pista è accaduto? e di chi potrebbe essere la "colpa"?

Le notizie più dettagliate per ora le ho lette sul Sito del Corriere della Sera - Cronaca di Milano.

"MILANO - Uno sciatore brianzolo di 44 anni, Marco Ronchi, è morto in uno scontro con un altro turista in Valtellina. L'altro sciatore, un tedesco di 50 anni, si è rotto un femore. Il tragico incidente è avvenuto attorno a mezzogiorno sulla pista Stelvio, una delle più impegnative dell'intera ski-area, teatro spesso delle gare mondiali e internazionali di sci. Ronchi è arrivato a forte velocità nella parte finale della pista e non si è accorto che dalla pista laterale che si immette sulla Stelvio uscendo da un bosco stava sopraggiungendo lo sciatore tedesco. L'impatto è stato violentissimo. Ronchi è deceduto in seguito al violento impatto sulla neve dopo la collisione. Marco Ronchi avrebbe dovuto partecipare sabato alla gara amatoriale «Peak to Creek», che si tiene ogni anno appunto sulla pista Stelvio. Aveva probabilmente deciso di arrivare in anticipo per potersi allenare e prendere confidenza con il tracciato."
 
In questi casi penso sempre alle persone care che lascia...

e poi una considerazione. E' solo una mia impressione, è una maggiore attenzione data da parte della stampa, o gli scontri tra sciatori sono in preoccupante aumento sulle nostre piste?
E' possibile che oggi si tenda a sciare a velocità più elevata rispetto a una quindicina di anni fa?

spesso i giornalisti cavalcano l'onda del momento questa è la stagione invernale e cosa di più facile che parlare degli incidenti sulle neve?d'estate a farla da padrone sono gli incidenti con le barche e moto d'acqua a volte si parla dei cani che mordono probabilmente si pensa che parlare di queste cose distolga l''attemzione dai veri problemi che tutti i giorni bisogna affrontare mi vengono i mentei debiti che tutti noi paghiamo quotidianamente per colpa di altri o che bisogna aspettare 1 anno se ti va bene per un esame oncologico che non esiste più un mercato del lavoro e cosi via:-?
ciò nn toglie che come sempre la negligenza e la cattiva educazione sono sempre alla base di queste tragedie che sia sugli sci o per la strada o sulle acque è spesso e volentieri perche qualcuno pensa di essere il migliore e di essere figo che il morto ci scappa!!!mi dispiace per lui e sopratutto per i suoi figli ma se si fosse moderato fosre adesso non saremmo qui a parlare del solito tragico incidente sulle piste.sempre oggi ricordo che 2 alpinisti sono morti sulle dolomiti sommersi da una valanga nonostante i diversi appelli alla prudenza diramati in questi giorni proprio per il pericolo valanghe
la vita è 1 e va bene viverla al massimo ma con intelligenza
 
se era iscritto alla gara di sabato e stava provando, probabilmente la velocità era davvero troppo sostenuta.Condoglianze alla famiglia.
 
In questi casi penso sempre alle persone care che lascia...

e poi una considerazione. E' solo una mia impressione, è una maggiore attenzione data da parte della stampa, o gli scontri tra sciatori sono in preoccupante aumento sulle nostre piste?
E' possibile che oggi si tenda a sciare a velocità più elevata rispetto a una quindicina di anni fa?

...........assolutamente si!!
 
sabato scorso ero a Bormio, di prima mattina mentre salgo per la seconda volta a 3000 in funivia assisto ad un leggero diverbio tra un gruppo di attempati sciatori abituè di Bormio e un paio di tizi armati di sci da DH di cui uno aveva poco prima sfiorato a gran velocità uno della comitiva.
le argomentazioni dei discesisti che provavano erano del tipo "sappiamo quello che facciamo,abbiamo le capacità tecniche per evitare i malcapitati che ci troviamo davanti" insomma si arrampicavano sugli specchi.

Non so se da questo drammatico episodio le forze dell'ordine e coloro che hanno la gestione delle piste sapranno trarre qualche insegnameto ..............

Spero solo che il turista tedesco si riabbia il più presto possibile,quanto all'altro ..............vabbè lasciamo perdere
 
Mah, la dinamica nel dettaglio è da analizzare... non so se si possa, da quel che si sa, determinare di chi sia la colpa.

Spesso tuttavia si assiste a molti "super-atleti" che in pista si comportano in maniera avventata imho, ovvero scendono (ovviamente con GS FIS da 2 metri) lungo la linea di massima pendenza tagliando le traiettorie di chi LI PRECEDE, in adorazione dell'equazione V=S/T, piuttosto che col gusto dello sci vissuto con empatìa verso ciò che li circonda. Secondo me questi soggetti, a differenza di chi compie delle curve controllate trovandosi spesso in diagonale o controlla la velocità con serpentine, non sono assolutamente in grado di far fronte AGLI IMPREVISTI, come pare sia successo a Bormio.
Con ciò non voglio criminalizzare il povero sciatore che ha perso la vita, perchè ha pagato forse l'incoscienza radicata in un cliché di cui egli stesso era vittima.
Il problema è cambiare certi atteggiamenti alla radice imponendo, se serve, una disciplina comportamentale che faccia rispettare alcune regole di base senza però avere una natura repressiva.

Ricordo tuttavia quel caso in cui due sciatori morirono scontrandosi in conduzione, senza avere modo di accorgersi l'uno dell'altro. Quello forse fu un caso ancora più estremo e particolare.
 
sabato scorso ero a Bormio, di prima mattina mentre salgo per la seconda volta a 3000 in funivia assisto ad un leggero diverbio tra un gruppo di attempati sciatori abituè di Bormio e un paio di tizi armati di sci da DH di cui uno aveva poco prima sfiorato a gran velocità uno della comitiva.
le argomentazioni dei discesisti che provavano erano del tipo "sappiamo quello che facciamo,abbiamo le capacità tecniche per evitare i malcapitati che ci troviamo davanti" insomma si arrampicavano sugli specchi.

Non so se da questo drammatico episodio le forze dell'ordine e coloro che hanno la gestione delle piste sapranno trarre qualche insegnameto ..............

Spero solo che il turista tedesco si riabbia il più presto possibile,quanto all'altro ..............vabbè lasciamo perdere

Beh, se hanno detto questo sono delle emerite teste di caxxo.
 
Ogni volta che succedono incidenti di questo tipo, come pure ogni volta che qualcuno rimane sotto una valanga, ecco che leggo ipotesi su come sia successa la disgrazia e le conseguenti lezioni su come si sarebbe potuta evitare e su quale sia la categoria di sciatori più pericolosa, incosciente, imperdonabile. Col tempo ho sentito inveire contro mazzinga, freerider, principianti, incapaci, snowboarder, stranieri e aggiungete pure chi più vi sta sulle balle (o detto "donne"?). La realtà è che, come dice in un'intervista Giorgio Rocca, qualsiasi sottoinsieme di sciatore ha, al suo interno, una serie di personaggi che sciano al di sopra delle proprie capacità.

Vorrei inoltre sottolineare che, seppure una maggior prudenza e una velocità commisurata alle proprie capacità, possa sicuramente ridurre il pericolo di incidenti, questo pericolo non è mai nullo. Salendo sugli sci e sciando ci si espone ad un rischio e, a volte, certe disgrazie sono inevitabili. Semplicemente accadono. La convinzione diffusa che stando attenti gli incidenti non capitino è, a mio parere una comoda bugia che ci raccontiamo, perchè ammettere che sugli sci si possa morire, pur stando attenti e vigili, è un concetto duro da mandar giù. La distrazione, la botta di sfiga, l'asperità del terreno non valutata bene, il cartello d'incrocio non notato perchè si stava curvando dall'altro lato, il tizio che scende alla nostra stessa velocità, alla nostra stessa altitudine, fuori dal nostro campo visivo e contro il quale ci si scontra sulle reciproche diagonali: tutti impeccabili sciatori, qui dentro? Personalmente, qualche momento di debacle, qualche caduta, qualche scontro evitato per poco per colpa mia o di altri mi sono capitati, in anni sugli sci. Per fortuna non ci sono mai state gravi conseguenze (credo di essere uno sciatore fondamentalmente prudente), ma sono certo che a volte siano anche stati casi fortunati. Altri sciatori, in altre situazioni, a volte non lo sono altrettanto.
 
Ogni volta che succedono incidenti di questo tipo, come pure ogni volta che qualcuno rimane sotto una valanga, ecco che leggo ipotesi su come sia successa la disgrazia e le conseguenti lezioni su come si sarebbe potuta evitare e su quale sia la categoria di sciatori più pericolosa, incosciente, imperdonabile. Col tempo ho sentito inveire contro mazzinga, freerider, principianti, incapaci, snowboarder, stranieri e aggiungete pure chi più vi sta sulle balle (o detto "donne"?). La realtà è che, come dice in un'intervista Giorgio Rocca, qualsiasi sottoinsieme di sciatore ha, al suo interno, una serie di personaggi che sciano al di sopra delle proprie capacità.

Vorrei inoltre sottolineare che, seppure una maggior prudenza e una velocità commisurata alle proprie capacità, possa sicuramente ridurre il pericolo di incidenti, questo pericolo non è mai nullo. Salendo sugli sci e sciando ci si espone ad un rischio e, a volte, certe disgrazie sono inevitabili. Semplicemente accadono. La convinzione diffusa che stando attenti gli incidenti non capitino è, a mio parere una comoda bugia che ci raccontiamo, perchè ammettere che sugli sci si possa morire, pur stando attenti e vigili, è un concetto duro da mandar giù. La distrazione, la botta di sfiga, l'asperità del terreno non valutata bene, il cartello d'incrocio non notato perchè si stava curvando dall'altro lato, il tizio che scende alla nostra stessa velocità, alla nostra stessa altitudine, fuori dal nostro campo visivo e contro il quale ci si scontra sulle reciproche diagonali: tutti impeccabili sciatori, qui dentro? Personalmente, qualche momento di debacle, qualche caduta, qualche scontro evitato per poco per colpa mia o di altri mi sono capitati, in anni sugli sci. Per fortuna non ci sono mai state gravi conseguenze (credo di essere uno sciatore fondamentalmente prudente), ma sono certo che a volte siano anche stati casi fortunati. Altri sciatori, in altre situazioni, a volte non lo sono altrettanto.

Grosso modo sono d'accordo per quanto riguarda la fatalità, non sono d'accordo quando affermi che tali fatalità avvengono a prescindere della condotta.. sia che uno sia un atleta che fa i 100km/h "consapevolmente" in mezzo agli altri, in piste aperte al pubblico... sia che uno sia un principiante che, pur attento magari, perde il controllo e pur senza andare forte fa delle cose pericolose.
Il pericolo poi è in tutto... è lapalissiano.
Non è questione di essere "impeccabili sciatori", ma di essere obiettivi cercando di non fare i moralisti.

Comunque queste considerazioni lasciano il tempo che trovano davanti ad un tale evento, ma credo che tanti altri eventi o episodi (non tutti), sarebbero evitabili se chi scia lo fa con consapevolezza.

Del caso va appurata la dinamica, quel che resta è solo la tragedia e forse strumentalizzare tale tragedia per ribadire regole e concetti generali non è così giusto, seppure pertinenti anche a tale evento.

P.S. L'altro giorno avevo un bravo sciatore, esperto full race, che malgrado l'ampia pista libera mi stava inseguendo... ..vedevo l'ombra dietro, voleva forse passarmi (sopra?). Ad un certo punto comincio a fermarmi e questo mi grida: "Che fai?! Ti fermi davanti a me?!!".
Non bisogna essere fenomeni per capire che chi arriva dietro deve stare attento ed essere anche in grado di fermarsi, è una regola di base. Se io anzichè fermarmi derapando gradualmente avessi fatto una curva stretta non vedendolo, sarebbe stato un incidente sicuro.
 
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