Ogni volta che succedono incidenti di questo tipo, come pure ogni volta che qualcuno rimane sotto una valanga, ecco che leggo ipotesi su come sia successa la disgrazia e le conseguenti lezioni su come si sarebbe potuta evitare e su quale sia la categoria di sciatori più pericolosa, incosciente, imperdonabile. Col tempo ho sentito inveire contro mazzinga, freerider, principianti, incapaci, snowboarder, stranieri e aggiungete pure chi più vi sta sulle balle (o detto "donne"?). La realtà è che, come dice in un'intervista Giorgio Rocca, qualsiasi sottoinsieme di sciatore ha, al suo interno, una serie di personaggi che sciano al di sopra delle proprie capacità.
Vorrei inoltre sottolineare che, seppure una maggior prudenza e una velocità commisurata alle proprie capacità, possa sicuramente ridurre il pericolo di incidenti, questo pericolo non è mai nullo. Salendo sugli sci e sciando ci si espone ad un rischio e, a volte, certe disgrazie sono inevitabili. Semplicemente accadono. La convinzione diffusa che stando attenti gli incidenti non capitino è, a mio parere una comoda bugia che ci raccontiamo, perchè ammettere che sugli sci si possa morire, pur stando attenti e vigili, è un concetto duro da mandar giù. La distrazione, la botta di sfiga, l'asperità del terreno non valutata bene, il cartello d'incrocio non notato perchè si stava curvando dall'altro lato, il tizio che scende alla nostra stessa velocità, alla nostra stessa altitudine, fuori dal nostro campo visivo e contro il quale ci si scontra sulle reciproche diagonali: tutti impeccabili sciatori, qui dentro? Personalmente, qualche momento di debacle, qualche caduta, qualche scontro evitato per poco per colpa mia o di altri mi sono capitati, in anni sugli sci. Per fortuna non ci sono mai state gravi conseguenze (credo di essere uno sciatore fondamentalmente prudente), ma sono certo che a volte siano anche stati casi fortunati. Altri sciatori, in altre situazioni, a volte non lo sono altrettanto.