Ieri uscita per me anomala sui monti: sono andato a far funghi in compagnia di un amico.
Data la mia totale ignoranza in materia, mi sono limitato a seguire ed eseguire e questo che segue è un riassunto per nulla serio della giornata.
Partenza ad un orario che io consideravo improponibile, alle 4.45 del mattino passo a prendere il mio socio perché altrimenti gli "altri" si fregano tutti i funghi... ed in effetti in bar in cui abbiamo fatto colazione poco prima delle sei era già in pieno fermento.
Arrivati ormai a destinazione inizia una serie di infrazioni, nell'ordine:
1- imbocchiamo una strada sterrata di proprietà dell'enel che porta ad un bacino idroelettrico, con tanto di doppio cartello di divieto di accesso agli estranei. "Ma non c'è problema, lo facciamo sempre..."
2- posteggiata l'auto, scavalcamento di un cancello che accede al bacino, con tanto di cartello di divieto di accesso, ma naturalmente non c'è problema...
3- scavalcamento di un secondo cancello con il solito cartello di divieto e solita risposta.
4- risalita, ovviamente vietata con aggiunta di cartello di pericolo, lungo i gradini posti tra due binari di quello che credo sia un montacarichi per la manutenzione della condotta forzata che stava lì a fianco.
Gradini piccoli (ci si appoggiavano solo 2/3 dello scarpone), rovinati, alcuni viscidi per il muschio su una pendenza della rampa intorno ai 45 gradi. In salita ancora ancora, ma in discesa ero un po' preoccupato.
Naturalmente al ritorno il tutto si è ripetuto punto per punto.
Raggiungiamo quindi il bosco e quasi subito abbandoniamo il sentiero per addentrarci in vere e proprie scarpate ripidissime con fondo di foglie umide, sassi viscidi e radici che sembravano saponette. Per mezz'ora abbondante i funghi erano il mio ultimo pensiero, badavo solo a non rotolare fino al fondo valle, poi mi sono abituato e sono passate così altre sei ore al fresco di quello che è un bellissimo bosco.
In tutte queste ore, oltre a consumarmi due o tre diotrie cercando cosi color foglia o terra in un oceano di foglie e terra, ho notato che il cercatore di funghi:
A) è più incline al pericolo più di quanto potrebbe esserlo un uomo generato dalla fusione tra Messner e Kammerlander: per raccogliere un porcino si sporgerebbe su un abisso reggendosi ad un albero marcio.
B) mente. sempre e comunque. quando incontra un altro cercatore è cordiale ed amabile, ma non dirà mai la verità e tenterà in ogni modo di sviarlo perché altrimenti gli frega i funghi che non ha ancora raccolto.
C) è instancabile. non si ferma mai!
La giornata si è conclusa con un gran mal di piedi visto che si camminava sempre in equilibrio precario ma è stato molto divertente e questa è una parte del bottino:
Porcini
Data la mia totale ignoranza in materia, mi sono limitato a seguire ed eseguire e questo che segue è un riassunto per nulla serio della giornata.
Partenza ad un orario che io consideravo improponibile, alle 4.45 del mattino passo a prendere il mio socio perché altrimenti gli "altri" si fregano tutti i funghi... ed in effetti in bar in cui abbiamo fatto colazione poco prima delle sei era già in pieno fermento.
Arrivati ormai a destinazione inizia una serie di infrazioni, nell'ordine:
1- imbocchiamo una strada sterrata di proprietà dell'enel che porta ad un bacino idroelettrico, con tanto di doppio cartello di divieto di accesso agli estranei. "Ma non c'è problema, lo facciamo sempre..."
2- posteggiata l'auto, scavalcamento di un cancello che accede al bacino, con tanto di cartello di divieto di accesso, ma naturalmente non c'è problema...
3- scavalcamento di un secondo cancello con il solito cartello di divieto e solita risposta.
4- risalita, ovviamente vietata con aggiunta di cartello di pericolo, lungo i gradini posti tra due binari di quello che credo sia un montacarichi per la manutenzione della condotta forzata che stava lì a fianco.
Gradini piccoli (ci si appoggiavano solo 2/3 dello scarpone), rovinati, alcuni viscidi per il muschio su una pendenza della rampa intorno ai 45 gradi. In salita ancora ancora, ma in discesa ero un po' preoccupato.
Naturalmente al ritorno il tutto si è ripetuto punto per punto.
Raggiungiamo quindi il bosco e quasi subito abbandoniamo il sentiero per addentrarci in vere e proprie scarpate ripidissime con fondo di foglie umide, sassi viscidi e radici che sembravano saponette. Per mezz'ora abbondante i funghi erano il mio ultimo pensiero, badavo solo a non rotolare fino al fondo valle, poi mi sono abituato e sono passate così altre sei ore al fresco di quello che è un bellissimo bosco.
In tutte queste ore, oltre a consumarmi due o tre diotrie cercando cosi color foglia o terra in un oceano di foglie e terra, ho notato che il cercatore di funghi:
A) è più incline al pericolo più di quanto potrebbe esserlo un uomo generato dalla fusione tra Messner e Kammerlander: per raccogliere un porcino si sporgerebbe su un abisso reggendosi ad un albero marcio.
B) mente. sempre e comunque. quando incontra un altro cercatore è cordiale ed amabile, ma non dirà mai la verità e tenterà in ogni modo di sviarlo perché altrimenti gli frega i funghi che non ha ancora raccolto.
C) è instancabile. non si ferma mai!
La giornata si è conclusa con un gran mal di piedi visto che si camminava sempre in equilibrio precario ma è stato molto divertente e questa è una parte del bottino:
Porcini