Jam pensiero

Hai il permesso di Valerio per rendere pubbliche le sue lezioni?

Lui vive del suo know-how sciistico e didattico. A volte, per sua libera scelta, sceglie di rendere pubbliche delle sue spiegazioni (es. la GrandeNeve) anche per fare pubblicità alla propria scuola, ma non so se sarebbe contento di essere ripreso e... trasmesso così.

A me per es. (docente nel settore informatico) darebbe fastidio.
 
Hai il permesso di Valerio per rendere pubbliche le sue lezioni?

Lui vive del suo know-how sciistico e didattico. A volte, per sua libera scelta, sceglie di rendere pubbliche delle sue spiegazioni (es. la GrandeNeve) anche per fare pubblicità alla propria scuola, ma non so se sarebbe contento di essere ripreso e... trasmesso così.

A me per es. (docente nel settore informatico) darebbe fastidio.

ma secondo te? Valerio oltre che maestro è anche un amico, ti pare che uno
pubblica una video senza consultarsi prima con il protagonista e docente di una
lezione di cui io ero uno degli entusiasti allievi? Certo che è d'accordo, anche perchè
si tratta di un filo conduttore sulla impostazione generale da dare alla propria sciata,
che Valerio stà portando avanti da ormai un bel pò di tempo....
Però non leggo commenti ...... forse è troppo astratto....... o troppo avanti ?
 
https://www.youtube.com/watch?v=ICYM8NAdhDo&feature=youtube_gdata_player

giornata con Valerio Jam session......
qualche commento sulle sue parole?

In un video di 2 min abbondanti secondo me ci sono tutti i fondamenti per una sciata di altissimo livello.
Inizialmente non avevo capito tutto ma riguardandolo...
L'uso degli spigoli durante tutta la curva e l'impostazione della parte superiore del corpo che "guarda" già alla curva successiva.
Ottimo spunto per mettersi alla prova.

Grazie
 
Niente di aggiungere.. in linea con chi e' abituato a sciare tra i pali... mentre si affronta un palo, lo sguardo e il corpo sono gia' indirizzati verso quello successivo.
 

.

Fra tante altre cose ne ho parlato brevemente con Paolo (Malf64) venerdì
quando mi allenavo con lui.

Fondamentalmente si ricollega alla teorizzazione di Valerio da lui ben esposta
nei check points: Gioco di sponda; i tre muri; curva lenta curva veloce.

Secondo me non c'è nulla di nuovo quindi nel "Valerio Pensiero" solo
una diversa esposizione confezionata ad hoc per quella specifica lezione,
se ciò fosse diverso mi correggerà Paolo quando leggerà.

Sul merito trovo che sia non un pensiero tecnico ma un ottimo feeling da portare
sia in campo libero che, soprattutto, fra i pali per gestire sia i tempi di esecuzione
che le linee, permette di avere una visione spazialmente "ritmica" e di concatenare
più curve senza quei deleteri "addormentamenti" che chiunque abbia fatto qualche
giro fra i pali conosce più che bene...

Ciao,
Fede

(Federico, don't fall in love with your turn!!! HH)
 
Fra tante altre cose ne ho parlato brevemente con Paolo (Malf64) venerdì
quando mi allenavo con lui.

Fondamentalmente si ricollega alla teorizzazione di Valerio da lui ben esposta
nei check points: Gioco di sponda; i tre muri; curva lenta curva veloce.

Secondo me non c'è nulla di nuovo quindi nel "Valerio Pensiero" solo
una diversa esposizione confezionata ad hoc per quella specifica lezione,
se ciò fosse diverso mi correggerà Paolo quando leggerà.

Sul merito trovo che sia non un pensiero tecnico ma un ottimo feeling da portare
sia in campo libero che, soprattutto, fra i pali per gestire sia i tempi di esecuzione
che le linee, permette di avere una visione spazialmente "ritmica" e di concatenare
più curve senza quei deleteri "addormentamenti" che chiunque abbia fatto qualche
giro fra i pali conosce più che bene...

Ciao,
Fede

(Federico, don't fall in love with your turn!!! HH)

ottimo Fede, condivido la riflessione, un feeling importantissimo per una sciata
di qualità anche in campo libero.
 
Valerio ha fatto una disamina perfetta! Parlo molto spesso di questo concetto di sponda con cui lo sciatore deve scontrarsi per cambiare direzione!!

Se la nn creo questa sponda nn posso cambiare direzione!!
Ora bisogna capire una cosa: come ci arrivò alla massima pendenza così da aver creato questa sponda che mi fa cambiare direzione??
 
Valerio ha fatto una disamina perfetta! Parlo molto spesso di questo concetto di sponda con cui lo sciatore deve scontrarsi per cambiare direzione!!

Se la nn creo questa sponda nn posso cambiare direzione!!
Ora bisogna capire una cosa: come ci arrivò alla massima pendenza così da aver creato questa sponda che mi fa cambiare direzione??

entriamo prima un pò più nel dettagio delle parole di Valerio:
2 concetti , o idee da immaginare e poi tradurre in pratica:
1) l'idea di trovarsi a dover guadare un corso d'acqua dove
gli unici appoggi sono delle pietre emergenti...parto e atterro con un piede
su una pietra , immediatamente , anzi prima di atterrare preparo l'appoggio
ammortizzato che mi permetterà di caricarmi di energia per spingermi sull'al-
tra pietra con la gamba opposta ( non a caso nella fase preparatoria della
spinta alzo il ginocchio della gamba libera verso di me)..
2) l'idea di correre dentro un cilindro rotondo appoggiando i piedi sulle pareti
proprio per trovare la sponda d'appoggio.

ora possiamo tradurre nello sci questi gesti ideali?
questa sponda non c'è..... come dice Baldax come la creiamo?
 
entriamo prima un pò più nel dettagio delle parole di Valerio:
2 concetti , o idee da immaginare e poi tradurre in pratica:
1) l'idea di trovarsi a dover guadare un corso d'acqua dove
gli unici appoggi sono delle pietre emergenti...parto e atterro con un piede
su una pietra , immediatamente , anzi prima di atterrare preparo l'appoggio
ammortizzato che mi permetterà di caricarmi di energia per spingermi sull'al-
tra pietra con la gamba opposta ( non a caso nella fase preparatoria della
spinta alzo il ginocchio della gamba libera verso di me)..
2) l'idea di correre dentro un cilindro rotondo appoggiando i piedi sulle pareti
proprio per trovare la sponda d'appoggio.

ora possiamo tradurre nello sci questi gesti ideali?
questa sponda non c'è..... come dice Baldax come la creiamo?

Beh ci provo: direi con un'inclinazione adeguata dell'attrezzo che ho sotto i piedi rispetto al terreno /manto nevoso e con lo spigolo che così si vincola in maniera solida.

Inviato dal mio GT-N7000 con Tapatalk 2
 
Grazie per la chicca...anche a me è venuto subito in mente il video dei muri...
 
entriamo prima un pò più nel dettagio delle parole di Valerio:
2 concetti , o idee da immaginare e poi tradurre in pratica:
1) l'idea di trovarsi a dover guadare un corso d'acqua dove
gli unici appoggi sono delle pietre emergenti...parto e atterro con un piede
su una pietra , immediatamente , anzi prima di atterrare preparo l'appoggio
ammortizzato che mi permetterà di caricarmi di energia per spingermi sull'al-
tra pietra con la gamba opposta ( non a caso nella fase preparatoria della
spinta alzo il ginocchio della gamba libera verso di me)..
2) l'idea di correre dentro un cilindro rotondo appoggiando i piedi sulle pareti
proprio per trovare la sponda d'appoggio.

ora possiamo tradurre nello sci questi gesti ideali?
questa sponda non c'è..... come dice Baldax come la creiamo?

La sponda la creo mediante un sinergismo di due fattori
1) presa di spigolo
2) solidità dello sciatore che non cede alle forze che tenderebbero a schiaccialo
Questi due fattori mi creano una reazione vincolare del terreno che mi proietta nella direzione opposta
 
...cosa altro aggiungere, ormai sono anni che tra muri e sponde ci spiegano il concetto. Io scio sempre su strettoie dove forse sponde e muri sono obbligati...ma vorrei tanto fossero autostrade e nn avere il pensiero che se sgarri una "sponda" finisci sugli alberi.
 
questa sponda non c'è..... come dice Baldax come la creiamo?

Io, credo di crearla in fase di chiusura della curva precedente dove ho gli sci deformati, la giusta controrotazione delle anche, e le ginocchia all'interno.
Rilassando il vincolo sento di "rimbalzare" per cambiare spigolo. Se non raggiungo quelle sensazioni sul fine curva non ho quella sensazione di rimbalsare.
Per esempio se faccio una semplice diagonale con gli sci tagliando il pendio non sento questa sponda.

Che poi se vogliamo mi ricorda il "frenare per curvare" e non "curvare per frenare" della vecchia scuola. Che insegnava il trucco di rimbalzare nella curva successiva con una piccola frenata a fine curva.
 
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