Ho avuto modo di provare per 2 giorni i nuovi Dynafit Cho Oyu. Sono degli sci che nella segmentazione che si propone Dynafit stanno tra lo speed touring e lo ski touring. Per capirci i nostri "tutine-racing" sono la categoria Ski Running mentre il freeride più o meno spinto e più o meno aiutato da impianti sono il free touring e freeride touring (ne parleremo in futuro). Qui vedete le caratteristiche tecniche come descritte nei cataloghi.
Caratteristiche Dynafit Cho Oyu
Foto "gigante" degli Cho Oyu: http://www.skiforum.it/skiforum/upload/freeride/90020-cho-oyu.jpg
Li ho provati due giorni, il primo per una lunga strada di avvicinamento, 1,5 h di salita poco pendente. Per chi conosce le Dolomiti di Fanes dal Rifugio Pederù al Rifugio Sennes. Il secondo giorno per una magnifica (e più) gita che dal Rifugio Fanes sale per il Vallon Bianco fino al Bivacco della Pace (metterò reportage invernale nei prossimi giorni)
Da dove arrivo: per lo scialpinismo uso degli sci sulla carta geometricamente simili, gli elan 888 alu.
Era la prima volta che provavo un attacchino quindi i commenti vanno filtrati tenendo a mente che avevo finalmente attrezzi "giusti".
Dynafit Cho Oyu panoramica
Cho Oyu e talloniera attacchino Dynafit
Puntale Dynafit Radical
La prima impressione durante la ora e mezza di salita al buio (piacevoli queste situazioni) è stata quella di avere ai piedi poco più che gli scarponi. Oltre al peso che è infinitamente inferiore al mio classico pacchetto da skialp (scarponi da pista, diamir e 888) è stato "lo snodo basso" a impressionarmi con la sua naturalezza di camminata. Per chi non sapesse la differenza tra attacco "con telaio" e "attacchino": gli attacchini hanno il vincolo che è in una posizione diversa rispetto agli attacchi "a telaio" e questo rende la camminata in salita molto più comoda. Comodità che deriva anche dal fatto che non hai il peso della talloniera da alzare e accelerare (la talloniera è una massa alla massima distanza da un vincolo e considerazioni che ne derivano) e da pelli "di qualità". Quindi l'impressione su facile salita è di uno sci, anzi di un scarpone+attacco+sci molto leggero e maneggevole.
Il giorno dopo facciamo una bella gitarella. Dobbiamo fare un togli-metti di pelli al Passo Limo e Malga Fanes Grande ma si capisce che tutto è progettato per lo scialpinismo: in 2 minuti si tolgono e mettono, con una facilità disarmante, senza dover impresacare perchè la pelle è troppo lunga, corta, storta, con troppa colla, senza colla etc.
Si sale spediti e alla prima vera salita nel boschetto mi accorgo come riesco a camminare senza dover pensare a quello che faccio.
Gli sci sono estremamente maneggevoli sia a causa della bella struttura che della lunghezza non eccessiva: ho provato i 174.
Arriviamo in un facile traverso su neve ghiacciata. Con il mio set normale sarei caduto 10 volte (forse le pelli non sono perfette) mentre con questi zero scivoloni e si passa con scioltezza. Siamo proprio in un altro mondo: i traversi vanno via che è un piacere!
Comportamento ottimo sui traversi
Per arrivare al Bivacco della Pace l'ultima rampa è pendente: gli sci vanno tolti. Me li metto in spalla e entrambi peseranno meno di uno sci sci da pista.
Ultima parte salita al Monte Casale - Bivacco della Pace
Dopo la pausa, si scende. Neve come potete immaginare in condizioni che non si possono definire epiche: crosta, ventata e dura.
Il primo aggettivo che mi viene in mente è: elasticità. Nonostante la stanchezza e gli scarponi non rigidissimi (usavo degli "one") scendo senza farmi del male. Anzi una volta capiti mi diverto pure: se uno sci rimane incastrato sotto la crosta riesci a recuperare, se la neve è soffice curva in un fazzoletto; è proprio questa caratteristica a farmelo apprezzare: quando entriamo nel boschetto prima del piano sembra di avere dei bigfoot ai piedi (come agilità) ma stabili. Se capita che prendi velocità ti segue e non ti abbandona (parlo di velocità "normali" non alla proazzo).
Secondo me un ottimo sci per lo scialpinista "tutina oriented" che si sta guardando intorno per allargarsi; secondo me ideale per chi ha sempre fatto scialpinismo "old style" e vorrebbe, senza esagerare, provare a godersi quelle gite in cui trova il polverone (senza sacrificare comfort e leggerezza ma portandosi appresso i benefici di una buona superficie di galleggiamento e di un leggero rocker).
Caratteristiche Dynafit Cho Oyu
Foto "gigante" degli Cho Oyu: http://www.skiforum.it/skiforum/upload/freeride/90020-cho-oyu.jpg
Li ho provati due giorni, il primo per una lunga strada di avvicinamento, 1,5 h di salita poco pendente. Per chi conosce le Dolomiti di Fanes dal Rifugio Pederù al Rifugio Sennes. Il secondo giorno per una magnifica (e più) gita che dal Rifugio Fanes sale per il Vallon Bianco fino al Bivacco della Pace (metterò reportage invernale nei prossimi giorni)
Da dove arrivo: per lo scialpinismo uso degli sci sulla carta geometricamente simili, gli elan 888 alu.
Era la prima volta che provavo un attacchino quindi i commenti vanno filtrati tenendo a mente che avevo finalmente attrezzi "giusti".
Dynafit Cho Oyu panoramica
Cho Oyu e talloniera attacchino Dynafit
Puntale Dynafit Radical
La prima impressione durante la ora e mezza di salita al buio (piacevoli queste situazioni) è stata quella di avere ai piedi poco più che gli scarponi. Oltre al peso che è infinitamente inferiore al mio classico pacchetto da skialp (scarponi da pista, diamir e 888) è stato "lo snodo basso" a impressionarmi con la sua naturalezza di camminata. Per chi non sapesse la differenza tra attacco "con telaio" e "attacchino": gli attacchini hanno il vincolo che è in una posizione diversa rispetto agli attacchi "a telaio" e questo rende la camminata in salita molto più comoda. Comodità che deriva anche dal fatto che non hai il peso della talloniera da alzare e accelerare (la talloniera è una massa alla massima distanza da un vincolo e considerazioni che ne derivano) e da pelli "di qualità". Quindi l'impressione su facile salita è di uno sci, anzi di un scarpone+attacco+sci molto leggero e maneggevole.
Il giorno dopo facciamo una bella gitarella. Dobbiamo fare un togli-metti di pelli al Passo Limo e Malga Fanes Grande ma si capisce che tutto è progettato per lo scialpinismo: in 2 minuti si tolgono e mettono, con una facilità disarmante, senza dover impresacare perchè la pelle è troppo lunga, corta, storta, con troppa colla, senza colla etc.
Si sale spediti e alla prima vera salita nel boschetto mi accorgo come riesco a camminare senza dover pensare a quello che faccio.
Gli sci sono estremamente maneggevoli sia a causa della bella struttura che della lunghezza non eccessiva: ho provato i 174.
Arriviamo in un facile traverso su neve ghiacciata. Con il mio set normale sarei caduto 10 volte (forse le pelli non sono perfette) mentre con questi zero scivoloni e si passa con scioltezza. Siamo proprio in un altro mondo: i traversi vanno via che è un piacere!
Comportamento ottimo sui traversi
Per arrivare al Bivacco della Pace l'ultima rampa è pendente: gli sci vanno tolti. Me li metto in spalla e entrambi peseranno meno di uno sci sci da pista.
Ultima parte salita al Monte Casale - Bivacco della Pace
Dopo la pausa, si scende. Neve come potete immaginare in condizioni che non si possono definire epiche: crosta, ventata e dura.
Il primo aggettivo che mi viene in mente è: elasticità. Nonostante la stanchezza e gli scarponi non rigidissimi (usavo degli "one") scendo senza farmi del male. Anzi una volta capiti mi diverto pure: se uno sci rimane incastrato sotto la crosta riesci a recuperare, se la neve è soffice curva in un fazzoletto; è proprio questa caratteristica a farmelo apprezzare: quando entriamo nel boschetto prima del piano sembra di avere dei bigfoot ai piedi (come agilità) ma stabili. Se capita che prendi velocità ti segue e non ti abbandona (parlo di velocità "normali" non alla proazzo).
Secondo me un ottimo sci per lo scialpinista "tutina oriented" che si sta guardando intorno per allargarsi; secondo me ideale per chi ha sempre fatto scialpinismo "old style" e vorrebbe, senza esagerare, provare a godersi quelle gite in cui trova il polverone (senza sacrificare comfort e leggerezza ma portandosi appresso i benefici di una buona superficie di galleggiamento e di un leggero rocker).