Una caduta banale....

dotchicco

Well-known member
Ieri, primo giorno dell'anno, vado a sciare.
Non ho dormito che un'ora, gozzovigliato quanto basta e ho passato le ore centrali della notte ad infastidire donzelle alticce.
Ci troviamo alle 5e mezzo e partiamo. Alle 8 siamo già alla partenza dell'ovovia dell'abetone. Giornata bella, fredda, con nuvole velocissime e minacciose. Nessuno in giro e piste battute a dovere.
Da maniaco della fresca ho i miei prophet, anche se fuori dal battuto, è marmo vivo. irrigato dalla pioggia e cesellato dal vento. impraticabile. Pista dunque. tanta, chilometri, continuamente. Non c'è gente e le discese si macinano una dietro all'altra, veloci, molto veloci. Anche troppo. Confidenza con l'attrezzo e gambe allenate.. ma anche poco sonno e un filo di sboronaggine preparano ed innescano la trappola.
Scendo forte, tiro curve lunghe e cattive, sfrutto tutte le mie lunghissime assi, le faccio carvare ben bene... e poi dietro un bel cambio di pendenza mi attende silenziosa una lastra di ghiaccio bluastro. Appena coperta dal grazioso nevischio che cade giocoso. Mi avvito come una rondine, mi ritrovo sospeso e, complice il dosso su cui son volato, mi libro per diversi metri; non so quanti, i ricordi si fanno confusi. Ricordo distintamente di aver grugnito una lunga bestemmia, sordida ed efferata, nella mia parentesi aereonautica. Poi l'impatto, solido e violento. Ricado sulla spalla destra, sulla testa protetta dal casco, poi sulla schiena e sul fianco destro. Scivolo e alzo un turbine di neve. Come sempre è rapido, profuma di risveglio doloroso, e sembra non finire mai. Poi mi fermo. Gli attacchi sono ancora chiusi. La spalla duole ma è roba già vista, sopportabile. Resto immobile, ridacchiando. Dopo pochi secondi realizzo di non essermi fatto niente, e viste velocità e caduta ho ragioni per ridacchiare. Arriva in breve la mia amica... si ferma un po' preoccupata e quasi è irritata dalla mia ilare reazione... ostenta un "ti sei fatto male?"
No... mi è andata bene... mi rialzo e mentre lei mi toglie la neve tra schiena e zaino ripenso a 7 anni fa... su quella stessa pista mi son giocato un crociato.
"Fanculo!"
Riprendiamo a sciare, e per cacciare il demone della paura torno in groppa. Torno a correre, veloce, come prima... un po' più accorto e concentrato... ma forte.
E' così che va. In questa disfida tra orgoglio, testosterone, esperienza e voglia di giocare sulla neve. E' una droga dannata, e ne siamo tutti fottutamente dipendenti.
Buon anno Drogati!


Doc.
 
buon anno 20_13

anche a tutti voi!

qui in casa skiss,skiss invece una "caduta banale" ha leso la tibia del mi figliolo!
:(

e adesso triboliamo per un pò!
:MESMAL:

"aglio e fravaglia fRattura ca nu' quaglia"
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