[pdf JS 20] Una volta si chiamava semplicemente "neve fresca"

Fabio

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Staff Forum
La voglia di sci fuoripista sale alla ribalta, ai giorni nostri, in parallelo al piacere dello sci in conduzione su pista perfetta. Da diversi anni il fascino dello sci «più» libero ha fatto breccia nell’immaginario degli sciatori e accanto al desiderio di godere delle fantastiche sensazioni della sciata in conduzione cresce, e vorrebbe concretizzarsi il sogno di esprimere le proprie abilità su terreni diversi e selvaggi in mezzo a scenari mozzafiato.

Fino agli anni ‘60-‘70 le sciate «freeride» e «freestyle» avevano quattro-cinque semplici nomi:
neve fresca, gobbe, salti, ripido, bosco... ed erano delle necessità, erano «lo sci».

Le piste erano battute da squadre di volonterosi «a scaletta» e praticamente non esistevano grandi spazi lisci, compatti ed uniformi bensì soltanto mari in tempesta o terreni vergini dove gli sciatori dotati di destrezza e talento facevano la differenza. Lo sci vero e le sfide tra amici, o tra colleghi maestri di sci, erano nel dimostrare appunto destrezza tra le gobbe e in neve fresca.
Lo sci vero è questo ancora oggi, non è cambiato...
e la conduzione è da vedere come una nuova espressione tecnica definitasi grazie all’evoluzione degli attrezzi e alla perfetta battitura delle piste che si aggiunge alle abilità senza sostituirne altre.


deep-powder-snow.jpg

Quando le grandi piste e gli sci carving cominciavano a torto a offuscare l’importanza dello sci di destrezza dissi ai miei colleghi che secondo me la «neve fresca», «le gobbe» e «i salti», per noi simbolo del «sciare bene», sarebbero tornati in auge una volta ridefiniti nei nomi, nel look e nei codici comportamentali dei praticanti... quindici-vent’anni ed eccoci qua, tutti con la voglia di freeride e freestyle, evviva!
Finalmente ci convinceremo tutti che la misura delle abilità (tanto per lo sciatore comune come per gli aspiranti maestri di sci) si dovrebbe valutare ancora oggi in buona parte sui terreni difficili, sconnessi, da interpretare con fantasia e proprietà del gesto, almeno tanto quanto sulla conduzione e sulle prove agonistiche.

[...]

Ad esempio, uno dei problemi tecnici più diffusi (in pista come fuori) è quello di un certo arretramento delle spalle nella fase di cambio e di conseguenza all’ingresso in curva. In pratica una tendenza a una distensione marcata e verticale anziché al contenimento dell’estensione abbinato a una proiezione in avanti e laterale, verso il vuoto, verso la nuova curva. La conseguenza, che si evidenzia soprattutto in neve fresca, è quella di una enorme difficoltà a invertire gli spigoli e a immettersi nella nuova curva;
forte tensione e rigidità, arretramento, paura, errori a catena, messa in discussione delle proprie capacità con un ritorno in pista a godersi il terreno liscio. Ma con una forte delusione. È invece l'occasione per mettersi veramente in discussione e cercare di capire.
In neve fresca o smossa, magari con un po’ di gobbe e con visibilità ridotta, una giornata meteorologicamente delle più «storte» può farci scattare la scintilla per un bel salto di qualità.

[...]


Gran bell'articolo! Il resto continua nel pdf allegato scritto da Valerio Malfatto e dallo staff tecnico della Jam Session.
 

Allegati

  • js-neve-fresca.pdf
    358.1 KB · Visualizzazioni: 1,149
come sempre un bell'articolo!

Grazie Valerio, Paolo e tutto il team Jam Session!

la recente esperienza di un SA1 e la scuola con voi ad aprile scorso con tanta neve, mi ha proprio stregato, forse ero strega anche prima adesso lo sono di piùHIHIHI

e mi manca tantissimo quell'approccio dell'imprevisto, della neve così come è.

Non credo ci possano essere esercizi in grado di sensibilizzare il piede (con tutto quello che segue) più validi!

Dopo quella esperienza non c'è pendenza che mi spaventi, passaggio che mi preoccupi. Insomma non sono ad un livello tecnico avanzato, anzi solo adesso mi rendo conto di quanto mi manca per raggiungere una buona sciata, ma appunto questo mi rende più sicura e in grado di migliorare.
 
come sempre un bell'articolo!

Grazie Valerio, Paolo e tutto il team Jam Session!

la recente esperienza di un SA1 e la scuola con voi ad aprile scorso con tanta neve, mi ha proprio stregato, forse ero strega anche prima adesso lo sono di piùHIHIHI

e mi manca tantissimo quell'approccio dell'imprevisto, della neve così come è.

Non credo ci possano essere esercizi in grado di sensibilizzare il piede (con tutto quello che segue) più validi!

Dopo quella esperienza non c'è pendenza che mi spaventi, passaggio che mi preoccupi. Insomma non sono ad un livello tecnico avanzato, anzi solo adesso mi rendo conto di quanto mi manca per raggiungere una buona sciata, ma appunto questo mi rende più sicura e in grado di migliorare.


eh si.... un po piu' di queste cose e un po' meno ricerca di velocita' sarebbero un toccasana per molti, ma questo e' un po' il solito discorso.

A proposito, ho in cantiere un corso di "avviamento freeride", inteso come una (3-4 o 5 giorni?), quindi da definire sia per quanto riguarda la durata del corso che le date.
Il periodo potrebbe essere subito prima o subito dopo Pasqua, perche qui la situazione e' ancora bella.
Il tema e' semplicemente "tutto tranne che la pista"....quindi in base alle condizioni che ci saranno (che naturalmente non sono prevedibili), i temi potranno essere la sciata su fondo sconnesso, gobbe, percorsi naturali misti e, nella migliore delle ipotesi, della sana neve fresca.
 
avevo proprio intenzione di salir su intorno a quel periodo!

speriamo in un meteo snowpowderoso allora!
 
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